LYNDALL GORDON.

CHARLOTTE BRONT. UNA VITA APPASSIONATA.
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Parte 1.
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Titolo originale: Charlotte Bront: a passionate life. 1994.
Traduzione di: Nicola Vincenzoni.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
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             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Indice di questa parte.
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Prefazione.
Capitolo 1. Lo spazio non visto.
Capitolo 2. Falsi idoli, vere amiche.
Capitolo 3. L'Egitto e la Terra Promessa.
Capitolo 4. La lingua dell'amore.
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Fine indice.
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In memoria di Linda Brandon (St Hilda's College, 1978-81) che ha sempre condiviso i suoi pensieri su Charlotte Bront.
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Prefazione.
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In un recente libro che raccoglie foto del diciannovesimo secolo si vede una cupa e angusta casetta a
schiera di Manchester.  l che Charlotte Bront, all'epoca trentenne, trascorse l'agosto del 1846,
quando suo padre fu operato a un occhio (senza anestetici). Totale privazione della luce, ordin il
chirurgo. In quell'ambiente poco romantico, mentre sedeva al fianco di Mr Bront in una stanza
oscurata, concep Jane Eyre.
Decisiva, nella vita di Charlotte Bront,  stata la sua capacit di scrivere dall'oscurit  le
tenebre di un s non visto. Durante i suoi riluttanti anni da maestra, a volte scriveva a occhi chiusi sotto
l'attento sguardo dei suoi allievi. In seguito confess al suo editor il desiderio di camminare senza
essere vista. Svelare la donna che divent la scrittrice ha richiesto una certa presa di distanza dalla
leggenda Bront.
L'immagine romantica del genio maledetto e isolato in una selvaggia brughiera, lontano dalla
civilt,  stata promossa da Elizabeth Gaskell nel suo La vita di Charlotte Bront, pubblicato nel 1857.
Affascin i lettori dell'epoca vittoriana e sopravvisse per tutto il XX secolo in libri, opere teatrali e
film. Agli inizi degli anni Novanta, quando scrissi questo libro, mettere in discussione il mito di Bront
era rischioso; da allora  diventato di rigore, grazie soprattutto alla pionieristica storia del "mito
Bront" (The Bront Myth, 2001) di Lucasta Miller. Ma questa biografia ebbe inizio con uno scopo
diverso, sebbene a esso connesso: esplorare la distanza siderale tra il timido comportamento di
Charlotte in pubblico (la figura decorosa trasmessaci da Gaskell) e quello che Charlotte definiva il suo
carattere domestico.
Inizialmente tale proposito faceva parte di un progetto pi ampio. Tempo fa, pensai un libro che
si sarebbe dovuto chiamare Lives for Women: il saggio iniziava proprio con Charlotte Bront e
prendeva in esame anche Emily Dickinson, Olive Schreiner e due donne all'avanguardia, Minny
Temple e Constance Fenimore Woolson, che fecero da modello per la donna che "afferra il proprio
destino" in Henry James. Mi ero fatta l'idea che alcuni insoliti modi di essere  indizi di elementi
trascurati nella natura femminile  popolassero una regione sconosciuta di vite represse, malate o
interrotte. Ognuna di queste donne, in un modo o nell'altro, si allontan dalla norma, e ciascuna
svilupp un carattere unico, diversamente dalle altre donne della loro epoca. All'inizio l'idea era quella
di esplorare questo volto domestico dell'emancipazione, una sorta di filone parallelo agli aspetti
pubblici della questione femminile del 1840-1920. Il libro doveva chiudersi con l'attrazione di Virginia
Woolf per le sorelle Bront e la celebrazione del suo romanzo Notte e giorno (1919), dove il tema del
suffragio femminile fa da sfondo alla questione meno ovvia e pi complicata dei sentimenti privati. Il
rifiuto di Jane Eyre di attenersi a una serie di copioni sociali gi scritti, in sostanza il rifiuto di forzare
la propria natura,  un modo di porre questa domanda pi vasta. Per le donne evolute del diciannovesimo secolo lo
scarto tra pubblico e privato divenne esplosivo. Questo scarto si  prestato a eccessive leggende di
pathos e dannazione, occultando proprio quello che la scrittura rivela: la forza di tramutare le perdite in
guadagni e l'impatto di una voce invisibile.
Anche se inizialmente avevo immaginato di non dedicare pi di un capitolo a Charlotte Bront,
dopo aver avuto per le mani i frammenti manoscritti che compongono il suo Roe Head Journal, e dopo
aver saggiato la natura esplosiva della sua voce di giovane donna,  sorta in me una domanda che ha
portato a una vera e propria biografia: qual  stata la storia di quella voce sempre pi incline a scoppi
d'ira privati nei tardi anni Trenta dell'Ottocento? Nel 1847 la sua voce esplose in pubblico con una
passione e un'irruenza tali da far dubitare la gente che provenisse da una donna  e, se davvero si
trattava di una donna, doveva essere irriconoscibile rispetto ai canoni del suo sesso. Cos Charlotte
appariva in pubblico mascherata, anche in compagnia della sua amica e collega scrittrice Gaskell, alla
quale confidava per solo i suoi timori, risparmiandole, sapendola conservatrice, il suo sarcasmo e le
sue risate. Gaskell distinse deliberatamente questa "povera creatura" dalla sua opera, facendo il gioco
del pubblico vittoriano, per il quale le donne rispettabili dovevano essere discrete e modeste. Eppure,
per tutto il tempo, una voce che non poteva risuonare in pubblico si rivolse intimamente 
irresistibilmente  al lettore. Questa voce e la sua storia hanno poco a che vedere con il pathos, tanto
che essa dichiara: Ce ne vuole per abbattermi.
Il lavoro d'archivio che cominciai in quello stesso periodo su Emily Dickinson, Minny Temple
e la donna che James chiamava Fenimore ebbe lo stesso effetto delle lettere e dei frammenti di
Charlotte. L'allontanamento da un'immagine consolidata mi condusse a ulteriori ricerche, e in ciascun
caso le prove di un'esistenza occulta suggerivano una fioritura narrativa. Quello che doveva essere un
libro fin per diventarne tre. Allo stesso tempo, anche se ognuna di queste vite prese la sua direzione, la
domanda sulla natura delle donne continuava ad approfondirsi.
Mettendo mano alla materia biografica, accade spesso che una frase assuma una particolare
risonanza: Volevo parlare, crescere  era impossibile, confess Charlotte all'et di vent'anni.
Diciassette anni pi tardi, alla pi autobiografica delle sue eroine, Lucy Snowe, viene chiesto chi :
qual  la fonte delle sue sempre pi evidenti doti personali e di insegnante? La sua risposta: Sono una
persona che si sta elevando.
Crescere in questi termini  un atto d'immaginazione.  questo, senz'ombra di dubbio, il fatto
pi importante nella vita di Charlotte, e per portarlo alla luce il singolo tomo biografico  in ogni caso
inadeguato, perch il biografo dovrebbe accompagnare il lettore attraverso pagine e pagine di opere
giovanili, incluse quelle di suo fratello Branwell. Le loro fantasie condivise di una vita nel lusso erano
un vicolo cieco, come Charlotte  piuttosto tardivamente  fin per ammettere.  di gran moda
rivalutare Branwell, ma una nuova edizione in pi volumi dei suoi scritti conferma che rimane
illeggibile, compreso un suo cosiddetto "romanzo" del 1845  non pi di trenta paginette
sconclusionate. Tra gli scritti giovanili di Charlotte brillano invece promesse future, e per raccontare la
sua storia in modo significativo  per vedere da vicino i mutamenti del genio in formazione  la
biografia pu selezionarle e raccoglierle insieme. Ho voluto seguire il suo essere una persona che si sta
elevando, specialmente il suo sforzo di liberarsi dai sogni adolescenziali senza uccidere la natura
appassionata da cui traevano alimento. Dovette tradurre la passione in qualcosa di realistico, in un
personaggio simile al mentore che chiamava Monsieur  colui che poteva arrivare a conoscerla per
quella che lei stessa sentiva di essere , e questo sforzo parla a tutti coloro che provano il desiderio di
andare oltre il piacere di conformarsi agli uomini e alle donne che li circondano. Charlotte Bront
rivela cosa si prova a soccombere a quella tentazione, e il dramma spaventoso che si apre davanti allo
scrittore che se ne allontana perch determinato a ricercare la verit. Quando Lucy dice nella catalessi
e nel coma mortale, chiudevo accuratamente tutto ci che di vivo era nella mia natura  tutt'uno con la
tempesta, la sua potenza distruttrice, che chiama il linguaggio della natura. In modo simile, la sua
identificazione con una suora seppellita, sintomo di una natura altra rispetto a quella decretata dal
costume,  una sorta di controparte al grande mostro bianco delle acque basse di Virginia Woolf, che
esploderebbe se fosse portato in superficie.
Un essere senza forma  un soggetto che esercita su di me una potente attrazione. Non pu
essere definito, proprio come il genio, ma sono attratta da quelli che lo riconoscono, un po' come
l'avvistamento di una pinna che spunta nella vastit dell'oceano in Le onde: una forma di vita nascosta
allo sguardo che va inseguita. Nel 1929, l'anno in cui pubblic Una stanza tutta per s, Virginia Woolf
la scorse in Mary Wollstonecraft, che si gett nel vivo della vita. Come Charlotte Bront, Woolf si
imbatt in quel vivo, il vivo della vita che un romanziere o un biografo non possono ignorare. A
quell'epoca parl del grande problema della vera natura della donna come di un mistero che non
poteva risolvere. Affrontando quel mistero molto tempo prima, Charlotte Bront ebbe l'intelligenza di
guardare oltre gli immediati risultati economici o politici verso le questioni di lungo termine
dell'educazione, delle emozioni e della progressiva affermazione, nel pi ampio dei sensi possibili, del
contributo alla civilt da parte delle donne al massimo della loro potenza.
Al momento in cui ho scritto questo libro, molti saggi e lettere erano sparpagliati, e dei materiali
decisivi (come il Roe Head Journal e alcune lettere rivelatorie al suo editore, George Smith) esistevano
solo in forma manoscritta. Nel frattempo sono state date alle stampe due pubblicazioni indispensabili:
l'edizione in tre volumi di The Letters of Charlotte Bront e The Brussels Essays. La loro disponibilit
ha richiesto un aggiornamento delle note per la comodit del lettore, ma ogni qual volta lo spazio lo
consente, ho preferito mantenere il manoscritto come mia fonte. Numerosi nuovi studi e manuali, che
suggeriscono integrazioni al testo, sono elencati in una bibliografia riveduta e corretta. L'immediatezza
della voce di Bront pu superare le barriere poste dal tempo e dallo spazio per incontrare un nuovo
pubblico. La Bront Society ha tradotto la sua guida in urdu per venire incontro a un crescente interesse
per le Bront in Pakistan, dove si dice che le donne si trovino in una posizione simile a quella delle
sorelle.
Questa biografia va alla ricerca di ci che rimane nascosto nella vita delle donne, non solo
allora, ma anche oggi. Cos' la passione per una donna? Come pu emergere dal silenzio, alzare la
voce, raggiungere gli altri? Charlotte Bront ebbe il coraggio di entrare in quella regione, di incontrare
le ombre che la abitavano e di trovare parole per narrare la sua esperienza.
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Lyndall Gordon, 2008.
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CHARLOTTE BRONT.
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Volevo parlare, crescere  era impossibile...
Charlotte Bront, "Roe Head Journal"
(14 ottobre 1836)
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Capitolo 1. Lo spazio non visto.
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Un'istitutrice privata non ha un'esistenza1, scrisse Charlotte Bront a sua sorella Emily
nell'estate del 1839. La sua datrice di lavoro, la signora Sidgwick, la teneva tutte le sere, prima che si
ritirasse nella sua camera da letto, al piano della servit, a cucire da sola nella stanza adibita alle
lezioni. Quando gentiluomini e gentildonne posavano accidentalmente lo sguardo su un'istitutrice,
pareva che fissassero il vuoto2, disse la pi giovane delle sue sorelle, Anne, che era stata licenziata
lo stesso anno dagli Ingham di Blake Hall. Questo vuoto apparente fu lo spazio che le tre ragazze
ricavarono per se stesse; l, protetto dall'oscurit, il carattere crescente3 di Charlotte Bront prese
forma.
Una volta Charlotte parl di vita segreta. Neg ogni relazione esterna4 in riferimento a s e
alle sue due sorelle, tre ragazze del diciannovesimo secolo che fecero da insegnanti ai rampolli di famiglie della
buona societ e che condussero il resto delle loro brevi, riservate vite in una casa parrocchiale dello
Yorkshire. Dietro quella modesta facciata, per, si celava un fuoco segreto che infiammava le
vene delle scrittrici. Nell'insieme, tra il 1846 e il 1853 le sorelle Bront pubblicarono Poesie, Agnes
Grey, Jane Eyre, Cime tempestose, Il segreto della signora in nero, Shirley e Villette. Eppure per gli
estranei non erano nulla; e meno di nulla, in quanto ragazze a servizio in case di campagna.
Per tutta la sua giovinezza, Charlotte cull il sogno del riscatto sociale. Nel febbraio-marzo del
1839, quasi ventitreenne, due mesi prima di essere assunta per la prima volta come istitutrice, scrisse la
storia di un'insegnante senza arte n parte, ma dotata di spirito. Elizabeth Hastings, questo  il suo
nome, arriva in una metropoli immaginaria da una landa remota, non dissimile da quella in cui si
trovava la casa di Charlotte, il villaggio di Haworth, nelle colline del West Yorkshire. La nuova
insegnante si guadagna subito un certo riconoscimento per il suo talento superiore5. Veste nel
modo pi ordinario possibile, eppure con meticolosa cura e attenzione; la sua modestia pubblica 
l'ammirata controparte delle sue doti private. In breve tempo si ritrova in una vasta cerchia di amicizie
e riceve inviti continuamente.
Questo sogno si scontr amaramente con la realt nel maggio 1839, quando Charlotte inizi a
lavorare come istitutrice a Stonegappe, una grande casa sul ciglio di una collina a circa sei chilometri
da Skipton, nello Yorkshire. La sua datrice di lavoro le fece capire ben presto i confini del suo ruolo.
Ho detto nella mia ultima lettera che la signora Sidgwick non mi conosceva, Charlotte scrisse
a Emily l'8 giugno. Ora inizio a capire che non intende conoscermi [...]. Pensavo che mi sarebbe
piaciuto stare a contatto con la buona societ, ma ne ho avuto abbastanza   un compito penoso
osservare e ascoltare6.
Sopportare l'indifferenza era pi duro che cucire i vestiti delle bambole che la signora Sidgwick
continuava ad affibbiarle nelle ore serali. Per quanto Charlotte cercasse di essere compiacente  per
quanto Anne tentasse a sua volta di esserlo, a Blake Hall , nessuna delle due ottenne il bench minimo
riconoscimento. Le loro doti intellettuali rimanevamo invisibili; i datori di lavoro non potevano vedere
in loro nient'altro che il proprio riflesso. Pi tardi, nel romanzo pi famoso di Charlotte, Jane Eyre, due
sorelle, Diana e Mary Rivers, devono lasciare la loro casa, la MoorHouse, per entrare in veste di
istitutrici in famiglie i cui membri, ricchi e altezzosi, le consideravano umili dipendenti e non
conoscevano n cercavano i loro grandi meriti innati, ma apprezzavano soltanto le consuete capacit
acquisite come apprezzavano l'abilit della cuoca o il buon gusto della cameriera personale7. Anne
Bront sottoline l'effetto mortificante dei sei anni trascorsi nelle solide dimore di commercianti e di
piccoli aristocratici di campagna: Dall'esterno non mi giungevano concetti nuovi o pensieri
stimolanti, e se ne nascevano in me, venivano quasi sempre schiacciati all'istante, o destinati a languire
e appassire, non riuscendo a veder la luce [...]. I grevi vapori della terra mi si addensavano intorno
assediando il mio paradiso interiore8.
Le sorelle furono costrette ad arrendersi e consegnare il loro paradiso interiore allo sguardo
disinteressato dei datori di lavoro, o riuscirono a concepire strategie in grado di garantirne la
sopravvivenza?
Lontana dal modello di femminilit corrente (che Jane Eyre esibisce nelle arie di Lady Ingram e
di sua figlia  cos chiamate, forse, in riferimento agli Ingham che disprezzarono Anne), Charlotte visse
nell'ombra: il vestito scuro dell'istitutrice, l'alone delle palpebre chiuse9 mentre scriveva, la copertura
di Currer Bell, lo pseudonimo con cui firmava i suoi libri. In quell'ombra era in agguato un carattere
ancora sconosciuto che si apprestava a fare il suo ingresso nel mondo: la fonte di una nuova voce di
verit che stava per esplodere nella societ vittoriana dei tardi anni Quaranta dell'Ottocento.
La copertura silenziosa deve essere stata allo stesso tempo una sfida e una forma di protezione:
non fu mai penetrata dalle mogli affettate che impartivano i loro ordini a Charlotte e il cui carattere
insipido le veniva richiesto di imitare, sebbene in tono minore. Alcuni dei suoi contemporanei,
Thackeray e Matthew Arnold, seppero cogliere la sua passione, ma ne furono inquietati: la loro
reazione fu quella di inchiodarla al banale ruolo di zitella bisognosa di un uomo. Pochi la riconobbero
per quello che era: la compagna di scuola indipendente, Mary Taylor; la confidente di una vita, Ellen
Nussey; il professore esigente, Constantin Heger; la collega scrittrice, Elizabeth Gaskell; a tratti il
giovane editore, George Smith; e sempre  il che  piuttosto sorprendente  il curato locale che
Charlotte fin per sposare, Arthur Bell Nicholls.
Persino da costoro non poteva aspettarsi pi di una comprensione limitata. Solo le sorelle videro
il suo io in piena luce. Aveva lucidi capelli castani e occhi grigi espressivi10, attenti quando ascoltava e
ardenti quando era invitata a parlare. Se si trovava tra i familiari, le parole risalivano facilmente fino
alle sue labbra. Altri videro una figura diffidente, quasi infantile, che camminava con il passo un po'
goffo di chi ha avuto un precoce problema all'anca11. Il taglio della sua bocca era in parte sciupato
dall'andamento irregolare degli incisivi, che avrebbe voluto sistemare grazie alla nuova tecnica
anestetica dell'etere  cosa che non fece mai12. Si rassegn al fatto che i suoi tratti non rispondevano
ad alcuna linea di regolarit  ma hanno manifestato un tale spirito d'indipendenza che sarebbe stato
poco costruttivo trattenere13. Le sopracciglia erano troppo spesse per essere belle, il naso non
delicato, e la bocca e gli occhi sembravano ravvicinati, come se i lineamenti pi pronunciati si fossero
concentrati al centro del volto. Avere un viso dai tratti cos forti, un aspetto in qualche modo singolare,
non era considerato elegante dalle donne vittoriane, che cercavano di apparire uniformi come uova,
levigate e ovali. Cos Charlotte crebbe vergognandosi della propria faccia, e ide un modo per
contrastarla. Si presentava in pubblico come una persona fragile, modesta, il paradigma stesso della sobriet.
Charlotte Bront  stata vista di solito come una figura patetica che si aggira all'ombra tra le
lapidi. Ma se cerchiamo di far coincidere la sua vita creativa interiore con quella esteriore, l'immagine
cambia. Osserviamo una creatura sconosciuta: una donna vincente che si faceva gioco delle pose
cimiteriali da genio maledetto di suo fratello; una determinata scrittrice professionista, impaziente,
sarcastica, dotata di spirito, accesa da un fuoco inestinguibile. Questo carattere domestico14, che fa a
pugni con la sua immagine pubblica, port la sua vita lungo una faglia vulcanica molto al di sotto della
crosta apparentemente piatta e grigia. L'"ombra" ricorre nella sua scrittura non come una debolezza,
ma come una potenza che rimane celata alla vista.
Non si raggiunge mai la verit definitiva su una vita, e ogni epoca ne distilla una propria
visione. La scrittrice della met dell'Ottocento Elizabeth Gaskell, amica di Charlotte e sua prima
biografa, parl agli uomini e alle donne vittoriani di perdita e dolore, e questa  rimasta la sua
immagine consolidata. Ma  arrivato il tempo di portare alla luce la forza che trasform la perdita in
conquista.  noto che Charlotte dovette affrontare in vita sofferenze straordinarie, ma a renderla diversa
da molti altri chiamati a confrontarsi con la morte, la solitudine e l'amore non corrisposto furono i suoi
atti creativi, quasi mai menzionati nelle sue lettere, perlopi ligie al dovere. I dati sulla vita di Bront
sono cos abbondanti che  facile cedere alla tentazione di confezionare una storia in apparenza senza
cuciture, che nasconda i buchi e gli strappi su cui non abbiamo informazioni. Intendo indagare quei
buchi con l'aiuto dei romanzi autobiografici di Charlotte Bront; le loro protagoniste si rivolgono ad
alcuni uomini in modo diretto, possibilit negata alle donne vittoriane che desideravano essere
considerate signore. Allo stesso tempo, essi parlano ai lettori attraverso i secoli, rivelando una vita
segreta, cos come una rigogliosa energia creativa. Questa, dunque,  una biografia che della scrittrice
insegue la scintilla nascente, i "libri" segreti e le parole audaci che non ebbero timore di raccontare
l'esperienza di chi era solo e silenzioso, di chi viveva nell'ombra, tenuto in disparte dalla societ: una
nuova voce di appassionata comunione.
Dove ha inizio l'immortalit? Quali condizioni si sono contemporaneamente verificate per
esaltare il suo talento? Nella sua strada di scrittrice, Charlotte Bront incontr di gran lunga pi ostacoli
del necessario  un padre formidabile i cui bisogni venivano prima di tutto, la depressione, il divieto
alla scrittura femminile , eppure continu a scrivere fin quasi alla fine. A darle la forza per andare
avanti furono la sempre viva capacit di appassionarsi, la costante ricerca della verit, il desiderio di
prendere la parola. Dire che fu preoccupata, timorosa, restia  un po' dire che fu come altre donne del
1840. Ma non era come loro. Si tir indietro, a volte, ma fu anche eloquente, coraggiosa e molto
determinata.
Davanti a me aleggia il miraggio di un documento da cui poter distillare la forma e il significato
della sua vita, per cogliere l'esatta natura della sua determinazione. Che sia miraggio o realt ha a che
vedere con un vero problema, ovvero con il fatto che alcune parti essenziali della sua vita sono state
oscurate da decisioni prese dopo la sua morte. Molte delle sue lettere, cos come gran parte di quelle
che lei ricevette dai suoi pi intimi corrispondenti, sono andate perse: tutto ci che rischiava di
contrastare la crescita della leggenda Bront  stato fatto sparire. Quello che di Charlotte Bront resta
ancora da scoprire riposa tra i fatti. Per completare la dettagliata ricerca di Winifred Grin, seguita
ammirevolmente da Rebecca Fraser, dobbiamo entrare in quello spazio non visto in cui le donne
talentuose dell'epoca di Charlotte erano costrette a vivere.
Quando Charlotte aveva quattro anni, Emily due, e Anne quattro mesi, la famiglia Bront arriv
nel villaggio di Haworth, sui monti Pennini, nel nord dell'Inghilterra. Era l'aprile 1820. Quattro pesanti
carri risalirono traballanti il ripido corso di acciottolato che conduceva alla canonica, sopra la chiesa di
San Michele e tutti gli Angeli, in cima al paese. Era una canonica georgiana squadrata, costruita in
pietra grigia. Il reverendo Patrick Bront, sua moglie Maria, che si stava riprendendo dall'ultimo parto,
e i loro sei figli arrivarono (nelle parole del reverendo stesso) come stranieri in terra straniera. Patrick
veniva dall'Irlanda; Maria dall'ultimo lembo di terra a sudovest dell'Inghilterra, Penzance, in
Cornovaglia. Trasferendosi in questa parrocchia ai margini di un'arida brughiera, si erano lasciati alle
spalle la pi socievole comunit di Thornton, vicina alla citt di Bradford, nello Yorkshire, dove
avevano vissuto felicemente dal 1815 al 1820 e dove erano nati i loro ultimi quattro figli. Sembra che
agli inizi, a Haworth, la famiglia Bront sia rimasta per conto proprio, forse perch la signora Bront
era ancora troppo debole per darsi da fare in parrocchia, forse perch le antiche famiglie locali, gli
Heaton e i Greenwood, in origine guardie reali ma gi da tempo avvezze alla ricchezza e alla
superiorit sociale, non accolsero il signor Bront con attenzioni paragonabili a quelle riservategli a
Thornton dalla pia signorina Firth. Per tutto il resto della loro vita, gli ultimi nati della famiglia Bront
avrebbero provato un certo senso di estraneit, motivo per cui ebbero difficolt a lasciare il nucleo
familiare.
Questo senso di estraneit non aveva affatto origini romantiche, piuttosto aveva a che fare con
la repentina ascesa sociale del padre, che provoc in particolare in Charlotte la volont di affermare la
sua posizione di figlia di gentiluomo. Suo nonno, Hugh Brunty, era un contadino semianalfabeta,
sebbene fosse una sorta di cantastorie, emigrato dal sud al nord dell'Irlanda. Sua nonna, Eleanor (o
Eils) McClory, proveniva da una famiglia cattolica. Patrick, nato nel giorno di San Patrizio del 1777,
era il pi grande dei dieci fratelli Brunty15. La famiglia sopravviveva grazie a una dieta di siero di latte
e pane fatto con patate e farina d'avena, che Patrick riteneva essere la causa della dispepsia che lo
afflisse per tutta la vita. Alto, con i capelli rossi e gli occhi di un celeste pallido, leggeva avidamente
alla luce di una fiammella tremolante  una possibile causa della perdita della vista che lo colse con
l'et. L'amore per Il viaggio del pellegrino, Paradiso perduto, Omero e altri classici greci e latini
segn la sua vita portandolo dalle origini contadine  apprendista di un fabbro all'et di dodici anni  a
diventare maestro della scuola del suo villaggio all'et di sedici, dove cinque anni pi tardi la sua
devota perspicacia cattur l'attenzione del reverendo Tighe, un metodista e un amico di Wesley. Il
signor Tighe era un allievo del Saint John's College di Cambridge, e nel 1802 vi mand anche Patrick a
studiare gli scritti teologici e i classici. E l, al Saint John's, il contadino irlandese si ritrov in
compagnia di Lord Palmerston, che sarebbe diventato primo ministro: entrambi si esercitavano con le
armi da fuoco in un corpo di civili volontari che si preparava all'eventualit di un'invasione oltre
Manica delle truppe napoleoniche. L, inoltre, con l'aiuto di una rendita annuale di dieci sterline,
sussidio voluto dal riformatore William Wilberforce, Patrick si inser nella ristretta cerchia degli
evangelicali (il partito rivoluzionario che intendeva rinnovare la chiesa ufficiale dal suo interno) che lo
port infine a ottenere una posizione di gentiluomo nella Chiesa anglicana. In due lettere del 180416, il
celebre predicatore Henry Martyn diede la sua benedizione a Patrick, allora nel pieno della sua scalata
sociale:
Un irlandese di nome Bronte  entrato al Saint John's un anno e mezzo fa come sizar [un
servitore di studenti pi abbienti][...]. In merito al carattere del ragazzo posso serenamente affermare
di conoscerlo come studioso, intelligente e pio [...]. C' ragione di sperare che possa diventare uno
strumento di bene all'interno della Chiesa, in quanto il desiderio di rendersi utile nel ministero sembra
ispirarlo in misura non trascurabile.
Fece ritorno una sola volta, dopo l'ordinazione, avvenuta nel 1806, a County Down dalla sua
famiglia, i Brunty, anche se continu a spedire soldi a sua madre finch lei rest in vita. Fu durante gli
anni di Cambridge che cambi il suo nome, scegliendo Bront forse perch la parola greca indicava la
voce del tuono, ma pi probabilmente perch si identificava con un guerriero senza paura. Nel 1799,
Nelson era stato fatto duca di Bronte (in Sicilia) e a quest'origine del nome si rifece anche Charlotte
che, in Shirley, recit per esteso l'orgoglioso titolo, l'ammiraglio Horatio, visconte Nelson, duca di
Bronti, descrivendolo come un uomo piccolo, pallido e sofferente, eppure dotato della potenza di un
gigante, la forza di un leone17.
Dopo alcune curazie in Essex e in Shropshire, il reverendo Patrick Bront si stabil in
Yorkshire, in un primo momento, dal 1809 al 1810, a Dewsbury, come curato alle dipendenze
dell'autore di inni sacri John Buckworth; poi a qualche chilometro di distanza, come curato di
Hartshead, una parrocchia che fu al centro di alcune sommosse operaie: l si schier contro i luddisti,
quando distrussero i nuovi macchinari che minacciavano il loro lavoro nelle fabbriche. Era l'epoca
delle guerre napoleoniche e il moto luddista coincise con un embargo degli scambi commerciali con il
continente che colp l'industria della lana dello Yorkshire. Per un po' lo Yorkshire sembr a un passo
dalla rivoluzione. Il signor Bront si alline ai proprietari delle fabbriche e ai gentiluomini tory, in
particolare a un suo predecessore nella chiesa, il marziale reverendo Roberson di Liversedge, feroce
contro i ribelli. Bront rimase in buoni rapporti con Roberson, chiamato anche duca ecclesiastico
perch era un vero Wellington della chiesa.
Mentre si trovava a Hartshead, il trentacinquenne Bront, che parlava ancora con accento
irlandese, incontr la raffinata Maria Branwell. Proveniva da una famiglia di mercanti, aveva ricevuto
un'educazione metodista ed era risalita al Nord per accompagnare una cugina metodista, Jane Fennell,
nel West Yorkshire. Maria era all'epoca ventinovenne; da poco rimasta orfana, disponeva di
un'indennit annuale di cinquanta sterline ed era abituata a frequentare la buona societ. Il suo ritratto
di profilo mostra una donna esile, con naso e labbro inferiore pronunciati, che indossa un fine abito
bianco a vita alta. Dopo una calda e giocosa corrispondenza da parte di Maria, lei e Patrick si sposarono
il 29 dicembre 1812 a Guiseley, appena a nord di Leeds. All'inizio vissero a Hightown, dove nel 1814
nacque la loro primogenita, Maria, e una seconda figlia, Elizabeth, arriv nel 1815. Una volta
trasferitisi nella pi congeniale Thornton, Maria continu ad avere un bambino ogni anno: Charlotte
nacque nel 1816; l'unico figlio maschio, Patrick Branwell, nel 1817; una quarta figlia, Emily Jane, nel
1818; e l'ultima, Anne, all'inizio del 1820.
Fu in questo momento che al signor Bront fu offerta una curazia perpetua a Haworth, una
parrocchia resa celebre da William Grimshaw, grande predicatore del XVIII secolo, fautore di una
rinascita evangelica in Yorkshire. Anche Haworth si trovava al centro di un'area in cui si produceva la
lana, le pecore pascolavano ovunque nelle colline circostanti e nessuno era davvero povero, sebbene
persino i bambini, prima del Factory Act del 1833, fossero costretti a lunghi turni di lavoro in fabbrica.
Haworth presentava due inconvenienti fondamentali, oltre alla sua posizione arrampicata sulla collina:
c'era una forte componente di dissenzienti nella parrocchia e  problema pi serio  il villaggio era
oltremodo insalubre, persino per gli standard sanitari dell'epoca, privo di una rete fognaria e servito da
acque inquinate. La speranza di vita media, a Haworth, era di venticinque anni.
Arrivati alla parrocchia, tutti i figli, eccetto la neonata Anne, furono stipati in una stanza stretta,
non pi ampia di un corridoio, situata proprio sopra la porta d'ingresso. L rimasero, incredibilmente
buoni e tranquilli, mentre la signora Bront moriva lentamente nella stanza accanto. A partire dal
gennaio 1821 un cancro allo stomaco la colp in modo cos brutale che quasi ogni giorno ci si aspettava
la sua fine. Mor nel settembre 1821 pronunciando le parole: Oh Dio, i miei poveri figli!. Doveva
sapere che il padre non aveva un debole per i bambini. Quando era malata, la signora Bront aveva
spiegato ai piccoli che non andava disturbato. All'esterno, un vialetto di ghiaia conduceva dal cortile
(dov'era parcheggiata la carrozza) al retro della casa; l un piccolo prato, con un biancospino e qualche
cespuglio rachitico, era recintato da un muretto di pietra che separava la parrocchia dalle tombe,
ammassate l'una all'altra, del camposanto. Ma i bambini avevano libero sfogo nelle brughiere.
Queste lande basse ed estese, con esili frange di boscaglia, non sono n grandiose n
romantiche: Il panorama non  maestoso18, come disse Charlotte. Non erano lo scenario di
un'illimitata libert, ma l'alternativa alla costrizione, e stabilirono nei Bront, gi dalla prima infanzia,
un contrasto tra limiti e libert che sarebbe diventato centrale nella loro opera adulta. In questo senso il
paesaggio potrebbe essere considerato la controparte visibile delle loro fughe mentali: lo spazio come
contrappeso al severo esercizio, al pacato rispetto e alla costante vicinanza al dolore e alla morte. Jane
Eyre sa che, in casi estremi, si getter tra le braccia della natura come nel grembo di una madre19.
Negli afosi pomeriggi di luglio, i bambini Bront si sdraiavano accaldati in cima a un'altura, con il
ronzio delle api a sfiorargli la testa, . Nelle giornate pi cupe, la brughiera, umida, aspra e tetra,
sembrava allungarsi verso le onde e le ombre dell'orizzonte; d'inverno non mancavano violente
tempeste ed estese coltri di neve. Quando crebbero e iniziarono ad avventurarsi pi lontano da casa,
ogni crinale si ergeva contro il cielo come un invito alla scoperta. Si soffermavano a esaminare un po'
di muschio, dell'erica, un fungo che aveva aperto il suo ombrello arancione in mezzo alle foglie secche.
Scovarono la grotta delle fate sotto Peniston Crag e, molto pi lontano, un ruscello che saltava da
una roccia di granito verso il fondo, creando un'ammirevole cascata. Uno dei loro luoghi preferiti era
il distante Incontro delle Acque20, nella Sladen Valley, un'oasi di verdi prati disseminati di piccole
sorgenti cristalline.
Mentre esploravano quella che Charlotte defin la nostra Terra del Silenzio21, i bambini
sentivano anche racconti di luoghi pi selvaggi e avventurosi: le esplorazioni di Mungo Park alla
ricerca delle sorgenti del Niger tra il 1805 e il 1806; le spedizioni del maggiore Denham, tra il 1822 e il
1825, nel nord e nel centro dell'Africa22; le mappe estraibili nella Grammar of General Geography23
(1823) del reverendo J. Goldsmith, su cui erano riprodotte le numerose meraviglie naturali della Costa
d'Oro. Le spedizioni artiche di Ross e Parry negli anni Venti dell'Ottocento catturarono
l'immaginazione di Emily e Anne, e furono la base per il loro ciclo di Gondal. Anche Charlotte era
attratta dalla vasta cerchia della zona artica24, dalle coste desolate di Lapponia, Groenlandia e
Siberia, descritte in un libro molto amato in canonica, History of British Birds di Thomas Bewick. Uno
dei primi disegni che conserv, fu la copia di un'incisione di Bewick che raffigurava un cormorano
sopra un mare in tempesta: Bewick apr i suoi occhi ai pensieri in immagini, che respirano, parlano,
bruciano25.
Lo stridente contrasto tra questi pacati bambini stipati in una stanzetta e la loro esposizione, una
volta cresciuti, allo spazio infinito si rifletteva nella conformazione della stessa Haworth, con il suo
groviglio di stradine strette che si arrampicavano verso la sommit della collina. La via principale era
cos ripida che gli zoccoli dei cavalli dovevano far presa su delle pietre appositamente disposte ai lati
della strada, come in una scalata. Tornante dopo tornante, il corso superava le case addossate l'una
all'altra, superava gli ubriachi del Black Bull, superava le facce apatiche della domenica mattina,
pesanti sulle panche della chiesa, dove alcuni riposavano dopo aver arrancato fin lass, altri dormivano
 per essere "pizzicati" dal sagrestano col suo lungo bastone , altri ancora venivano risvegliati dal
sermone del reverendo Bront al punto di sentir sorgere dentro di s il barlume di una domanda o la
traccia di un'obiezione; poi, superati infine la chiesa, il cimitero e la canonica in cima al villaggio, la
strada sembrava salire verso il cielo spalancato. Raramente le sorelle scendevano a Haworth, al signor
Bront non piaceva che la sua famiglia si confondesse con i contadini. Si trovavano al punto di incrocio
tra due mondi diversi, giravano le spalle al villaggio per arrampicarsi pi su, percorrendo in lungo e in
largo la brughiera, spingendosi sempre un po' oltre man mano che diventavano pi adulte e pi forti,
saltando i torrenti e riposando sulle rocce mentre si facevano strada verso il luogo segreto dove le
acque si incontravano in un rigoglio di sorgenti.
Quella terra offr un paesaggio suggestivo alla scrittura matura di Charlotte Bront. In un certo
senso riscrisse il Viaggio del pellegrino (un'altra lettura prediletta in canonica) attraverso i tentativi e le
avventure di persone che si rifiutano di consegnare le loro anime alle sollecitazioni della circostanza.
Da sempre il suo chiodo fisso fu l'idea di farsi strada in una terra inesplorata;  quell'idea alla base
delle sue successive esplorazioni degli stati mentali: l'impulso, la rabbia, la passione, il desiderio
represso di un maggiore attivismo, le segrete libert di pensiero e di spirito  in una relazione viva con
il senso morale. Keats ha detto una volta che la vita di un uomo di valore  un'allegoria; Charlotte
avrebbe rinvigorito l'allegoria nei suoi termini, testando la legittimit della forza, dell'ambizione e
dello sdegno nella vita di una donna che non contest mai gli assoluti morali del dovere e della fede.
Lo spiccato senso del giusto e dello sbagliato di Charlotte proveniva in termini formali dai
sermoni del padre e dalla severa devozione di zia Elizabeth Branwell, la sorella pi anziana di sua
madre, che all'et di quarantacinque anni (uno in pi del signor Bront) era venuta dalla Cornovaglia
ad assistere Maria nell'ultima fase della sua malattia, rimanendo poi in canonica in attesa di una
qualche collocazione alternativa. Sebbene fosse una devota metodista wesleyana, era una persona di
sobria rettitudine pi che di grande ispirazione  le alte sfide immaginative della vita morale discesero
nei piccoli Bront dalla sorella maggiore, Maria. Se la zia, austera e accigliata nel suo vestito di seta
nera, mandava avanti la casa, fu Maria a fare la parte della madre con i fratelli minori. Maria aveva
sette anni quando, nel 1821, la madre mor  era una bambina quanto mai precoce a quell'et: sapeva
del conservatorismo politico di suo padre, con il quale era in grado di sostenere una discussione, e si
teneva informata leggendo il Blackwood's Magazine. La sua straordinaria intelligenza la rese una
sorta di compagna per il padre nell'et tra i sette e i dieci anni, quando fu spedita in una scuola lontana
da casa.
A parte Maria, il signor Bront rimase piuttosto distante dai bambini  le loro "chiacchiere" lo
infastidivano  e si cur solamente dell'educazione del figlio maschio. In questo non fu diverso da altri
padri dell'epoca. Le figlie (eccetto, per un breve periodo, Anne) non ricevettero la formazione classica
che a Branwell fu impartita nello studio del padre. Branwell aveva una selvaggia chioma rossa e una
parlantina inarrestabile alimentata dall'incoraggiamento e dall'orgoglio paterno. Aveva la sicurezza di
un ragazzo dal quale ci si aspetta che un giorno si distingua e prenda in mano le redini della famiglia.
Emily, al contrario, distoglieva lo sguardo dall'interlocutore e parlava poco. Aveva bellissimi occhi, a
volte di colore grigio scuro, altre blu profondo. Come Charlotte era pallida, con lisci capelli castani
(che da adolescenti cercavano di arricciare nel fallimentare tentativo di adeguarsi alla moda). Anne
aveva i capelli ricci; era la pi graziosa delle sorelle, con una pelle chiara, quasi trasparente, e
sopracciglia fini. Tutte impararono a cucire e a sbrigare le faccende domestiche da zia Branwell, una
donna minuta che indossava giganteschi cappelli di un gusto ormai superato, scontenta di essersi
trasferita in Yorkshire dalla Cornovaglia, ma ligia al suo dovere. I modi riservati del padre e della zia
potrebbero spiegare il comportamento infantile di Charlotte, incline a dire molto poco di s e
disinteressata a fare sfoggio di quel che conosceva26.
Chiudendosi nel suo studio, anno dopo anno, e non partecipando ai pasti in comune, il signor
Bront fin per conoscere appena le potenzialit delle figlie e un bel nulla della loro scrittura. Decenni
dopo, quando Charlotte rivel al pubblico di essere l'autrice del fenomenale successo Jane Eyre, non
ritenne che la cosa potesse interessarlo. Non era cos poco accorta da menzionare con il padre la
scrittura pi di una volta al mese. Le foto del reverendo Bront lo mostrano con lo sguardo fisso, vigile
e severo al di sopra di zigomi sporgenti. Ha l'aspetto orgoglioso e sicuro di chi ha opinioni pronte su
tutto, di chi si lascia facilmente coinvolgere, eppure si guarda bene dallo sconfinare nel terreno delle
emozioni. Era un prete solerte che riteneva le visite e le letture la parte pi importante del ministero e
credeva nel valore di una predica colloquiale, estemporanea, prossima alla dignitosa semplicit delle
scritture e accessibile anche al membro pi illetterato della sua congregazione. Si occup inoltre della
questione del lavoro minorile nelle fabbriche e si oppose alla New Poor Law (che introdusse i temuti
ospizi per i poveri). In seguito non ebbe paura di attaccare i ricchi che si rifiutarono di accollarsi i costi
per il miglioramento della rete fognaria e per l'approvvigionamento di acqua pulita. Allo stesso tempo
il signor Bront, un tory, si batt contro le tendenze democratiche dell'epoca  e, persino fisicamente,
nel 1811-12, contro le rivolte dei luddisti. Fiero della sua familiarit con le armi da fuoco, tutte le
mattine infilava in tasca una pistola carica27, e un fucile ugualmente carico era appeso nel suo studio,
accanto ai suoi libri (disposti su due piccoli scaffali tra le finestre). L sedeva con le sue due pipe e la
sua sputacchiera, prendeva abbondanti appunti sui lassativi che danno tono alle viscere ai margini di
Modern Domestic Medicine28, scriveva mediocri poesie didattiche (piene di fuoco infernale e infinito
dolore) e preservava il suo oblio della vita domestica con solenni appelli a Dio nel forte accento
scozzese usato nel nord dell'Irlanda.
Dopo la morte della signora Bront, il signor Bront fece tre tentativi di risposarsi. Inizialmente
si avvicin all'ospitale signorina Elizabeth Firth di Kipping House, Thornton, un'orfana di vent'anni
pi giovane di lui con una fortuna personale da amministrare. La signorina Firth declin l'offerta, ma
rimase cordiale con il signor Bront anche dopo essersi sposata, nel 1824, con il reverendo Franks
(vicario di Huddersfield). Bront fu ugualmente ambizioso quando punt Isabelle Dury, sorella del
rettore di Keighley. La signorina Dury disse che non sarebbe mai stata tanto sciocca da sposare un
uomo senza futuro e con sei figli a carico. Allora, nel 1823-24, il signor Bront scrisse a una vecchia
fiamma, Mary Burder, ricoprendola nuovamente di attenzioni dopo quattordici anni di silenzio. Tra il
1808 e il 1810, durante la sua prima curazia in Whetersfield, Essex, il reverendo Bront aveva
corteggiato la signorina Burder scrivendole delle lettere29, e quest'ultima in un primo momento
sembr accogliere la sua proposta; ma poi accadde qualcosa che suscit nella donna l'impressione di
"doppiezza". Non sorprende che la signorina Burder prefer rimanere single, non rispecchiandosi
affatto nelle lettere del reverendo Bront: zelanti, autocompiaciute, affettate, mostrano solo un
meccanico e superficiale interesse verso i suoi sentimenti. Scritte in una grafia molto decisa, con solchi
verticali che marcano tutte le t, sono le lettere infarcite di retorica di un uomo improvvisamente
determinato a sistemare la propria situazione domestica. Il signor Bront non era tipo da conquistare
una donna. Era troppo preso dalle sue esigenze  una rigida routine, quiete e riservatezza, oltre alle
cautele dettate dalla dispepsia  per notare alcunch.
Dunque nessuna nuova madre venne a occupare la scena, e quando gli altri prelati andavano in
visita in canonica raramente portavano le mogli con s. Il signor Bront istruiva Branwell nel privato
del suo studio, la zia, non abituata al freddo del Nord, si ritirava davanti al fuoco della sua stanza,
portandosi dietro un vassoio con i pasti, che consumava per proprio conto. Cosa fecero e cosa si dissero
le cinque sorelle Bront nei tre anni successivi alla morte della madre, trascorsi perlopi in casa da
sole?
La vita di Charlotte Bront  una sorta di esperimento nel quale una donna, emarginata dal resto
della societ insieme alle sorelle, sfrutta l'isolamento per esplorare gli angoli pi reconditi del proprio
carattere. Un curioso precursore di questo esperimento si pu rintracciare in una trovata che il signor
Bront escogit nel 1824 per scoprire la vera natura e i talenti nascosti dei figli. Convinto che i
bambini, sentendosi non visti, avrebbero rivelato pi di se stessi, li chiam a s uno a uno e,
mettendogli a turno una maschera sul volto, gli pose delle domande30. Quando chiese a Charlotte,
allora una bambina di sette anni, quale fosse il miglior libro mai scritto, lei rispose: La Bibbia.
E qual era, a suo parere, il secondo?
Il libro della natura.
La maschera messa sul volto dei bambini avrebbe dovuto liberarli dai loro condizionamenti, ma
le loro parole furono ubbidienti come da copione. Anche se il signor Bront fu soddisfatto da quelle che
gli sembrarono risposte appropriate, l'esperimento fall perch non rivel nulla che non riflettesse le
opinioni degli adulti che vivevano nella canonica. Gi allora i bambini Bront erano beneducati e
impenetrabili, e poich non c' giunto alcuno scritto della loro prima infanzia,  impossibile sapere che
cosa pensassero e sentissero davvero. Anne, a quattro anni, disse che quello che occorreva a un
frugoletto erano gli anni e l'esperienza  ripetendo a pappagallo quanto sentiva dalla zia Branwell,
con cui divideva la stanza. La sua risposta non lasci trapelare nulla dello stoicismo che l'avrebbe
distinta in seguito, n dell'acuto spirito di osservazione che si nascondeva dietro il suo silenzio, e
nemmeno della ribelle intraprendenza della futura eroina di Il segreto della signora in nero, che pensa
a se stessa e a suo figlio, piuttosto che restare al fianco di un marito dissoluto. Emily, di cinque anni,
disse che il miglior modo di trattare un ragazzaccio come Branwell era farlo ragionare e, se non vuole
dar retta, frustarlo. In seguito sarebbe diventata alta come suo padre, e in tutto simile a lui nel
temperamento; la sua risposta faceva s prevedere la sua fierezza, che ritroviamo anche in Heathcliff,
l'eroe del suo unico romanzo noto, Cime tempestose, ma in quelle parole non v'era traccia
dell'immaginazione poco ortodossa che sarebbe arrivata a chiamare lo spirito divino suo schiavo e
suo re31. Branwell, di sei anni, ripet l'opinione all'epoca diffusa secondo cui la diversit
intellettuale di uomini e donne andrebbe giudicata dalla loro differenza fisica. Charlotte diede una
risposta corretta e intelligente citando il libro della natura, ma era certa di ricevere l'approvazione
paterna, perch tale risposta trovava conferma nell'amore del reverendo per le lunghe e solitarie
passeggiate, che lo riportavano indietro nella memoria alle camminate fatte da ragazzo sulle colline ai
piedi delle montagne di Mourne, nella nativa County Down. A Elizabeth, che allora aveva nove anni,
fu chiesto quale fosse il miglior metodo di educazione per una donna; quello che la metter in grado di
dirigere bene la sua casa, rispose. Quando pi tardi quello stesso anno lasci la famiglia per andare a
scuola, il padre la destin a un futuro di governante, scegliendo per lei un'educazione inferiore rispetto
a quella delle altre. Rimane la pi sconosciuta dei Bront, forse meno brillante degli altri, o percepita
come tale, anche se forse ebbe qualcosa del silenzioso stoicismo di Anne. La risposta pi devota alle
domande di pap venne da Maria, che allora aveva dieci anni.
Qual  il miglior modo di spendere il proprio tempo?, chiese il signor Bront.
Dedicarlo alla preparazione di una felice eternit, fu la pronta risposta di questo prodigio di
abnegazione che avrebbe presto dato prova di s sfidando la morte per fame e assideramento quando,
nel 1824-25, fu mandata a studiare nella Clergy Daughters' School di Cowan Bridge.
Nella prima met del 1824, l'esigenza di educare le figlie fu al centro dei pensieri del signor
Bront. Come avrebbe potuto permetterselo? Il suo stipendio era al di sotto delle duecento sterline
all'anno. A tale cifra si era un tempo sommata la rendita annuale di sua moglie; ma si trattava di un
vitalizio, e di conseguenza era tornato ai Branwell al momento della sua morte. La famiglia di Maria
non offr alcun aiuto per i suoi figli, circostanza che potrebbe aver causato una certa freddezza tra il
signor Bront e i parenti della moglie. I Branwell non invitarono mai un Bront in Cornovaglia; a
quanto sembrerebbe, le due famiglie a malapena comunicavano. Il fallimento del signor Bront
nell'assicurarsi una seconda moglie dotata di mezzi propri  culminato, all'inizio del 1824, nel risentito
silenzio della signorina Burder  ebbe dunque conseguenze pratiche nella vita delle sue cinque figlie.
Sarebbero rimaste senza dote, circostanza che avrebbe reso per loro assai improbabile trovare un
marito. Era perci essenziale prepararle a guadagnarsi da vivere da sole. Poich la posizione pi
comune per le donne poco abbienti era quella di istitutrice, il signor Bront dovette cercare una scuola
che fornisse alle sue figlie la necessaria istruzione. Il progetto di mandare le ragazze in collegio
avrebbe avuto anche il vantaggio di rappresentare agli occhi della zia Branwell un incentivo a rimanere
in canonica.
Una scuola di carit per le figlie dei prelati bisognosi era stata recentemente aperta a Cowan
Bridge, vicino Kirkby Lonsdale, in Lancashire. La quota per le allieve era di quattordici sterline l'anno,
con un extra di tre sterline per eventuali "conseguimenti": francese, musica o disegno. Quattro figlie in
et scolastica significavano per il signor Bront una spesa pari a oltre un quarto del suo stipendio
annuale; decise tuttavia di iscriverle, e loro andarono a Cowan Bridge pienamente consapevoli del peso
economico di tale scelta e della totale mancanza di alternative.
Maria ed Elizabeth entrarono nella Clergy Daughters' School nel luglio 1824, poco dopo che in
famiglia si era diffusa la tosse convulsa. Charlotte ed Emily, che iniziarono la scuola pi tardi quello
stesso anno, ebbero pi tempo per rimettersi in salute. Il destino di istitutrice di ciascuna di loro
(eccetto Elizabeth) era scritto nei registri della scuola, di fianco al loro nome e ai commenti sulle loro
capacit  o sui loro deficit: la mediocrit nel cucito (nonostante gli sforzi della zia nel campo in cui era
maggiormente esperta) e la loro istruzione alla buona. N erano abili nel far di conto. Ma Maria ed
Elizabeth, di dieci e nove anni, sapevano scrivere bene, Charlotte, di otto, era nel complesso
intelligente per la sua et, ed Emily, a sei anni, sapeva leggere con molto garbo.
La scuola era situata ai piedi delle colline, in un luogo pittoresco ma umido. La sua insalubrit
era aggravata da scarse condizioni igieniche e da una dieta povera, a volte indigeribile, composta
perlopi da pane secco, porridge bruciato e sformati di miseri avanzi provenienti da una cucina sudicia.
Per quanto affamate, spesso le ragazze non riuscivano a mandar gi simili pasti e deperirono ben
presto.
Il fondatore della scuola, William Carus Wilson, parroco di Tunstall, aveva immaginato un
regime severo con l'idea di instillare nelle ragazze la rinuncia cristiana; tanto per rafforzare l'idea, alle
allieve veniva costantemente ricordato che erano oggetto di carit. Secondo il successivo resoconto di
Charlotte, il morale basso, la malnutrizione e la trasandatezza fisica predisponevano la maggior parte
delle allieve alle infezioni. Maria ed Elizabeth, forse indebolite dai postumi della tosse convulsa,
furono entrambe colpite dalla tubercolosi o incamerarono la malattia in forma latente. Molte altre
studentesse contrassero il tifo e, nella primavera del 1825, un'epidemia incontrollabile dilag nella
scuola.
Il 10 agosto 1824, quando accompagn Charlotte a raggiungere in collegio le sorelle maggiori,
il signor Bront sembr non notare nulla che non andasse in quella scuola; n fece caso al deperimento
delle figlie pi grandi, quando anche Emily si un alle altre, nel mese di novembre. Tale cecit  cos
singolare da aver erroneamente suggerito l'ipotesi che il signor Bront non abbia accompagnato di
persona Emily nel viaggio di ottanta chilometri lungo la strada carrozzabile che andava da Leeds ai
Laghi32. Ma  ipotizzabile che si sia accontentato dell'elevata spiritualit di Maria e del volto fiero di
Elizabeth, e che lui stesso fosse tutto preso da quel genere di pompose cerimonie che avevano segnato
la sua impressionante ascesa da una catapecchia di due stanze con pavimenti di fango, da Patrick
Brunty  discendente di contadini, il cui nome era una qualche variante di Prunty33  al reverendo
Bront, un gentiluomo del West Riding dello Yorkshire.
Non appena entrata a scuola, Charlotte fu obbligata ad assistere alle ripetute umiliazioni inflitte
a Maria da una maestra chiamata signorina Andrews, che sarebbe in seguito diventata la signorina
Scatcherd di Jane Eyre. Molti anni pi tardi, Charlotte disse alla signora Gaskell che la Lowood School
di Jane Eyre era un'accurata ricostruzione di Cowan Bridge. La signorina Scatcherd, descritta come
piccola, con i capelli neri, vestita elegantemente e con un aspetto piuttosto cupo, perseguita la
rassegnata Helen Burns, fedele ritratto di Maria Bront. Non le piace il mio carattere, dice Helen
all'allieva pi giovane, con calmo tono di constatazione. Maria era una mente di raro acume; era
sorprendentemente matura nelle sue letture e nei suoi pensieri, ma questo veniva sottovalutato perch
era disordinata. Nella versione che ne diede Charlotte, Maria divenne la vittima preferita della maestra.
Costretta a stare in piedi nel mezzo della classe, appariva distaccata:
Sembra che pensi a qualcosa che va ben oltre il suo castigo, oltre la sua situazione: a qualcosa
di lontano. Ho sentito parlare di sogni a occhi aperti: forse sta sognando a occhi aperti? Ha gli occhi
fissi al pavimento, ma sono certa che non lo vede  sembra che guardi dentro di s, nel suo cuore.34
Anche se Maria eccelleva a lezione, la signorina Andrews la riprendeva per le sue unghie
sporche, nonostante l'acqua gelida rendesse impossibile lavarsi. Ribelli ma senza difese, le sorelle
minori videro Maria andare a prendere un mucchietto di ramoscelli, slacciarsi il grembiule e ricevere
numerose frustate sul collo. Charlotte ribolliva di una rabbia impotente, ma nella sopportazione Maria
era sostenuta dalla fede. Lo scopo dell'esistenza, come Maria aveva detto col volto coperto dalla
maschera, era guardare oltre la vita. Charlotte ricord le sue parole: ...Dio aspetta solo la separazione
dello spirito dalla carne per farci la grazia della sua piena ricompensa. Perch mai allora dovremmo
sprofondare sopraffatti dallo sconforto, quando la vita  presto finita e la morte  certamente la porta
d'accesso alla felicit: alla gloria?.
Questo  il linguaggio dell'evangelicalismo, non distante dal calvinismo di William Carus
Wilson. Oltre a essere parroco, costui era un proprietario terriero locale che viveva a Casterton Hall.
Carus Wilson era all'apparenza un benefattore che aveva raccolto fondi e contribuito generosamente
alla realizzazione di una scuola che avrebbe garantito un'istruzione a un costo ridotto alle figlie dei
prelati pi poveri; nella pratica era un manipolatore, un uomo sinistro che vedeva nelle ragazze delle
fragili peccatrici, e la sua scuola cercava di salvarle annientando la loro natura: gli venivano tagliati i
capelli, i loro corpi erano infreddoliti, gli appetiti smorzati attraverso il cibo indigeribile, e venivano
fustigate fino alla sottomissione. Quest'uomo bigotto era tutt'uno con il Dio sadico dei suoi libri per
l'infanzia, un Dio che arrivava a distruggere i corpi dei bambini per il bene delle loro anime (per
amore della sua povera, piccola anima [il Signore] fece in modo che la candela appiccasse il fuoco alle
sue vesti, questo  solo un articolo tratto dal suo catalogo di santi infortuni). Convinta che la natura
fosse irrimediabilmente corrotta, Maria accettava le punizioni della signorina Andrews, anche se il suo
corpo gemeva.
Negare la natura significava essere il prodotto ideale della Clergy Daughters' School. In Jane
Eyre, quando il fondatore della scuola visita Lowood si indispettisce per i ricci di una ragazza. I suoi
capelli sono naturalmente ricci, dice la sovrintendente, la signorina Temple. Naturalmente!, esclama
il signor Brocklehurst. S, ma noi non dobbiamo uniformarci alla natura: io voglio che queste ragazze
siano figlie della Grazia. Ordina quindi alla maestra di mortificare in queste ragazze i desideri della
carne; di insegnargli a rivestirsi di modestia e sobriet.
Il buon senso di Charlotte le diceva che non era il volere divino a desiderare che i corpi delle
sue compagne di scuola fossero mortificati; era un'ideologia di classe incarnata in Carus Wilson, un
esponente della piccola nobilt, le cui donne non erano tenute a rinunciare ad alcuna vanit
nell'abbigliamento o nell'acconciatura. L'elemento punitivo era sostenuto dal dogma, allora diffuso
nella classe media, che la povert fosse sostanzialmente una colpa. Questo dogma, in realt, fu
appoggiato anche dalla signora Bront in un trattato, di cui rimane un manoscritto non datato, circa "I
vantaggi della povert nelle preoccupazioni religiose":
Ma quali parole possono esprimere la grande miseria di coloro che soffrono qui tutti i mali della
povert e questo, per giunta, a causa della loro cattiva condotta, e non hanno alcuna speranza di una
felicit nell'aldil, piuttosto hanno ragione di temere che la fine di questa vita miserevole sia l'inizio di
un'altra, infinitamente pi miserevole, destinata a non avere mai fine!35
Se i figli dei poveri erano affamati e infreddoliti, la signora Bront gli suggeriva di indirizzare i
loro pensieri all'aldil. Considerandoli dalla sua posizione privilegiata, non avrebbe mai potuto
immaginare che anche le sue figlie avrebbero un giorno sofferto i mali della povert36.  sorprende
passare dalle sue interessanti lettere a queste devozioni che avrebbero ricevuto l'approvazione di Carus
Wilson. Quest'ultimo, trasposto da Charlotte nella figura del reverendo Brocklehurst, riprende la
sovrintendente di Lowood quando d alle ragazze il nutrimento che i loro corpi tanto desiderano: Ah,
signorina, quando mettete pane e formaggio, invece di porridge bruciato, nelle bocche di queste
bambine, forse nutrite i loro corpi di fango, ma non vi accorgete di affamare le loro anime immortali!.
Anni pi tardi Charlotte avrebbe detto all'amica Gaskell che a Cowan Bridge le sofferenze patite per
la fame erano tali da non poter essere raccontate37.
Quando arriv l'inverno, con le abbondanti nevicate di gennaio e febbraio, le sorelle Bront e le
altre dovevano camminare ogni domenica per oltre tre chilometri fino alla chiesa di Tunstall dove
Carus Wilson officiava la messa. La chiesa era troppo lontana perch le ragazze tornassero a scuola per
pranzo; per sostenerle durante il servizio pomeridiano gli venivano distribuite delle esigue porzioni di
pane e carne fredda. Pi tardi, la via del ritorno si arrampicava su per una collina esposta a un vento
gelido che sferzava i loro volti. Una volta rientrate a scuola, tutte sognavano un caminetto acceso, ma le
ragazze pi grandi vi si disponevano davanti a semicerchio, bloccando gran parte del calore. Dietro di
loro le Bront battevano i denti, si stringevano le braccia dentro i grembiuli.
Nel febbraio 1825, otto mesi dopo il suo arrivo nella scuola, Maria, che non si era mai
lamentata, fu rimandata a casa con una tubercolosi trascurata. Rimase fedele alla devozione materna,
derivata dal metodismo dei Branwell, anche mentre sprofondava nella malattia. Negando la vita, la
piccola umili il suo spirito con gli occhi rivolti al cielo  e lo fece in maniera pi rigorosa di sua
madre, che, naturalmente, aveva faticato ad accettare un dolore prolungato, come aveva scritto Patrick
Bront al reverendo John Buckworth (il suo vicario a Dewsbury) nel novembre 1821: Per molti anni
aveva camminato insieme a Dio, ma il gran nemico, invidiando la sua vita o la sua santit, molest
spesso la sua mente nella battaglia finale38. Maria, la figlia, fu tutta per la morte e, in quanto tale,
forn un modello formidabile in opposizione al quale Charlotte plasm il suo carattere alternativo,
mentre Emily e Anne vi si conformarono in modi diversi: Emily con la sua negazione del mondo e il
suo oblio del corpo, che affam senza concedergli nessuna piet nelle settimane che precedettero la sua
morte, avvenuta nel dicembre 1848; Anne sforzandosi di scrivere i suoi Ultimi versi39 prima di
consegnarsi alla sua prematura morte nel 1849. Branwell, come Anne, era a casa con Maria mentre lei
si consumava a poco a poco tra febbraio e maggio. La sua poesia Misery  segnata dall'immagine di
Maria che incarna una perfezione che lui non sarebbe mai stato in grado di raggiungere:
[...] E con ferocia mi aggrappai a te.
Non potei, non volli, non osai lasciarti,
ebbi timore che l'inferno s'impadronisse ancora del mio cuore
[...] Ma siamo divisi  tu, la tua tomba,
e a me questo tetro deserto.40
Versi sulla morte di una sorella che Branwell lesse all'epoca nel Blackwood's Magazine e
che gli sembrarono tanto appropriati da citarli dieci anni dopo: Quel momento, tanto pi terribile di
qualsiasi altro che possa rabbuiarci in questa terra, quando lei [...] scese lentamente, lentamente nella
terra orribile, e ci sentivamo anche noi come gi morti, desideravamo morire fuori dal cortile della
chiesa41.
Maria mor all'et di undici anni nel maggio 1825, ed  probabile che la sua sublime forza
d'animo abbia lasciato nel fratello e nelle sorelle un'impressione pi indelebile di quella provocata
dalla morte della madre. Pi tardi, quello stesso maggio, Elizabeth fu rimandata a casa con una
tubercolosi allo stadio terminale, e mor poco dopo, a giugno. Aveva dieci anni. Queste morti
ravvicinate segnarono i restanti quattro. Maria fu sepolta mentre Charlotte ed Emily erano ancora a
scuola, ma il signor Bront, infine spaventato, le riport a casa il 1 giugno, e avrebbero assistito al
funerale di Elizabeth. Tra i frammenti lasciatici da Charlotte c' l'abbozzo di un romanzo in cui una
ragazza chiamata Jane Moore ripensa al giorno del funerale della sorella e al cadavere rigido e
allungato disteso nella bara, alla gente che preme tutt'intorno per guardarla un'ultima volta, al bacio
che le fu chiesto di dare al cadavere, al sentimento, affiorato per la prima volta alla superficie del suo
cuore infantile e leggero, che Harriet li aveva lasciati per sempre42.
Negli anni successivi, Charlotte parl incessantemente di Maria. Quando si fece nuovi amici
all'et di quindici anni, descrisse Maria come una piccola madre per tutti gli altri, di una bont e
un'intelligenza sovrumane, ha ricordato in seguito la compagna di una vita, Ellen. Ma pi
commovente di ogni altra cosa fu la rivelazione delle sue sofferenze  il fatto che aveva sofferto con la
sensibilit di un adulto, e sopportato con una forza e una pazienza degne di Cristo43. Per tutta la vita
Charlotte rievoc scene di crudelt impresse nella sua memoria durante quei dieci mesi trascorsi in
collegio, ma non le inser in Jane Eyre pensando che i lettori non le avrebbero ritenute credibili. Una
mattina, dopo che le era venuta una vescica sul fianco, Maria era troppo debole per svegliarsi con la
campanella delle sei. Quando la signorina Andrews arriv nel dormitorio, butt Maria gi dal letto e la
trascin nel mezzo della stanza, insultandola per le sue cattive abitudini44. Placando i mormorii di
indignazione delle sue compagne, la ragazza malata, con movimenti rallentati, inizi a tirarsi su le calze
per coprire le gambe magre e pallide; poi fu punita per il suo ritardo. A sette anni di distanza, Charlotte
riviveva ancora la tragedia della sorella pi grande, ha affermato Ellen. Parlava pure di Elizabeth, ma
mai con l'espressione angosciata che aveva in volto quando ricordava Maria.
Charlotte raccont a Mary Tailor  un'altra nuova amica  di un sogno in cui Maria ed
Elizabeth tornavano in vita45. Nel sogno la chiamavano, le incontrava in un salotto, e loro erano
diventate alla moda e volgari. All'et di quindici anni, il sogno rappresent per Charlotte una
temporanea messa in discussione di quel modello di elevazione spirituale che non poteva dimenticare.
La bambina che aveva messo la Bibbia davanti alla natura; la studentessa che si era aggrappata al
ricordo di quella forza d'animo degna di Cristo; la donna adulta che scrisse della vita come di un
cammino che andava seguito e lungo il quale bisognava pregare per ricevere aiuto: in tutte le
trasgressioni che sarebbero arrivate in seguito, il suo pensiero fu plasmato da sua sorella. Charlotte
emerge in tutta la sua singolarit proprio in relazione al modello offerto da Maria, tanto pi potente in
quanto la sua perfezione era stata sigillata da una morte che appariva a Charlotte nella luce del martirio.
Era convinta che Maria, come Elizabeth dopo di lei, fosse stata distrutta dalla scuola e che lei stessa era
marchiata per sempre, nel corpo e nello spirito, da quanto era successo in quel collegio. In Jane Eyre, il
datore di lavoro, il signor Rochester, fa notare a Jane, l'istitutrice, che chiunque sia sopravvissuto a
Lowood deve essere resistente. Una simile scuola sembrava progettata per distruggere la
costituzione pi robusta. Non mi meraviglio che abbiate l'aria di uscire da un altro mondo46.
Contro le morti rassegnate delle sorelle, Charlotte assunse il carattere di una sopravvissuta, e lo
stesso fecero le sopravvissute dei suoi romanzi. Tutte vivono secondo l'ideale cristiano dell'umilt, ma
si rifiutano di cedere il controllo sui loro destini a delle fallaci figure autoritarie: il fondatore di una
scuola di carit, un amante prepotente, uno zio guardiano, un missionario dogmatico. Charlotte fu, a
suo modo, inflessibile quanto la sua scuola  anche lei vedeva la vita come una battaglia morale , ma
non priv le donne della loro autonomia: i suoi romanzi indicano loro un duro ma stimolante cammino
illuminato dal lucido ridimensionamento degli idoli che le sovrastano. La sua impresa, spesso fraintesa
dai contemporanei per licenza irreligiosa, fu quella di tracciare una nuova mappa dell'anima per
l'allieva del collegio, la ragazza priva di libert, la governante trascurata, l'umile maestra  per tutte
coloro che venivano educate a mostrare una facciata modesta. Maria Bront fu un modello di
autodisciplina e trascendenza. Ma non fu, agli occhi di sua sorella, un modello da seguire.
Quando Ellen chiese a Charlotte come avesse potuto, ancora bambina, giudicare Maria, lei
rispose che aveva iniziato ad analizzare il carattere delle persone all'et di cinque anni. A otto, aveva
osservato sua sorella consacrare la sua pia intelligenza a quello che le era sembrato. La scuola di carit
era pensata per umiliare ragazze destinate, per la loro mancanza di mezzi, a un futuro di servit e
abnegazione. Su Charlotte ebbe l'effetto opposto. Invece di spingerla a rivolgersi al cielo, fece sorgere
in lei un io indipendente. Una voce nuova e forte mise in discussione l'uso della retorica religiosa per
abusare delle scolarette, come sentiamo nella risposta che Jane d a Rochester:
Avete condotto la vita di una monaca: senza dubbio siete esperta di religione; Broklehurst, che
a quanto so dirige Lowood,  un pastore, vero?.
S signore.
E voi ragazze probabilmente avevate una venerazione per lui, come un convento di suore
l'avrebbe per il direttore spirituale.
Oh no!.
Lo dite con molta freddezza. No! Come? Una novizia che non venera il suo pastore? 
blasfemo.
Io non amavo il signor Brocklehurst; e non ero la sola.  un uomo duro; pomposo e
impiccione: ci faceva tagliare i capelli, e per economia comprava aghi e filo di pessima qualit, con cui
non si riusciva a cucire.
Era un'economia sbagliata, osserv la signora Fairfax, che di nuovo aveva afferrato il filo del
discorso.
Erano qui tutte le sue colpe?, chiese il signor Rochester.
Quando era solo a occuparsi dell'economato, prima che fosse nominata una commissione, ci
faceva morire di fame; e ci annoiava con interminabili prediche una volta alla settimana, e con letture
serali prese dai libri scelti da lui, dove si parlava di morti improvvise e giudizio divino, per cui poi
avevamo paura ad andare a letto.47
Va detto che il taglio dei capelli, giustificato dall'idea della vanit della natura delle donne, era
abbastanza comune nelle scuole femminili. Nel suo Il segreto della donna in nero, Anne Bront
protester contro gli standard educativi differenziati per i maschi e per le femmine, in base ai quali i
ragazzi, dotati di una tempra pi resistente, andavano esposti alle tentazioni terrene, mentre le ragazze
andavano recluse, protette da se stesse, in quanto incarnazioni di quelle tentazioni. Charlotte sollever
la stessa obiezione in una lettera che sped nel 1846 a una direttrice scolastica in pensione, la signorina
Wooler48. Se i ragazzi venivano formati per assumere posizioni di comando, le ragazze erano educate
alla negazione di s. Charlotte non si scagli contro l'altruismo e la disciplina  qualit che in realt
apprezzava  ma contro il tentativo di annientare lo spirito. La pioniera dell'educazione femminile
Dorothea Beale, che insegn alla Clergy Daughters' School nel 1857, pi di trent'anni dopo che
Charlotte aveva lasciato la scuola, forn un sobrio resoconto degli effetti duraturi della severit
calvinista: I suoi risultati immediati nell'educazione delle giovani erano in realt disastrosi. I cuori
[...] venivano tramutati in pietra, o sprofondati in un terrore senza speranza; ma, peggio di ogni altra
cosa, le forme religiose, la fraseologia, persino le emozioni venivano assimilate dalle ragazze tendenti
all'autoillusione o eccessivamente ansiose di accontentare49.
Nei primi anni Cinquanta dell'Ottocento, Charlotte espresse meraviglia per il fatto di essere
sopravvissuta; ma la sua volont di combattere e di vivere e il suo bisogno di riconoscere l'esistenza di
sentimenti naturali dovevano qualcosa, ironicamente, proprio a Carus Wilson e alla sua repressione
della natura, che provoc in lei un'istintiva resistenza  una rabbia salutare, suggerisce Jane Eyre. C'era
in lei un'energia ardente che si rifiutava di essere placata. E quando una tale energia si manifestava in
una ragazza, i vittoriani la trovavano sospetta. Fiutavano la ribellione, la "volgarit"  e sarebbe stato
questo il caso se dietro il nome di Currer Bell si fosse rivelata la presenza di una donna. Quando
Elizabeth Gaskell pubblic la biografia della sua amica, nel 1857, persino lei addit con
disapprovazione una certa "volgarit" dei suoi romanzi e preg il pubblico dei lettori di prendere in
considerazione la sua vita per giustificarla50 . Gaskell presenta al lettore una vita di desolazione51
consumatasi alle spalle della selva di tombe che spuntano da dietro il muro della canonica: il pathos di
una sofferenza insostenibile  chiamato a scusare l'eccesso di passione. Non sto suggerendo che
Gaskell non ci trasmetta un'innegabile verit della vita di Charlotte Bront. Difese la sua amica con
sensibilit, eloquenza e coraggio, in termini adatti a parlare alla sua epoca, scrisse con convinzione di
una donna che aveva conosciuto personalmente, e questa Charlotte  quella che apparve a un'attenta
contemporanea   sempre con noi. Ma leggendo i documenti centocinquanta anni dopo, scrivendo per
un'altra epoca, inizio a comprendere che l'ombra del dolore (cos persuasiva per i vittoriani) ha
oscurato un'ombra pi profonda, pi prodigiosa, al riparo della quale crebbe una nuova forma di vita.
Gaskell vide (con sincera commiserazione) l'isolamento della sua amica, la sua solitudine e,
soprattutto, la sua sofferenza per quei macigni irremovibili che furono le morti precoci della famiglia
Bront, avvenute una dopo l'altra. La sua Charlotte non  una fiera sopravvissuta, ma la povera reliquia
di una famiglia dannata. Gaskell  una perfetta narratrice, sempre capace di tenere viva la storia che ci
racconta, ma  stato da tempo riconosciuto che non seppe resistere alla tentazione di drammatizzare il
suo punto di vista, ragion per cui non fu sempre accurata nel riportare i fatti relativi ai suoi soggetti52.
Scrisse ad esempio che Dickens aveva comprato un servizio di piatti in oro, aneddoto del tutto
infondato che divert molto lo scrittore, il quale replic ironicamente affermando che tutto a casa sua
era d'oro, persino i vestiti delle figlie. Gaskell sostenne con insistenza che il George Eliot che aveva
scritto Scene di vita clericale e Adam Bede fosse un certo Joseph Liggins di Nuneaton, perch non
riusciva a capacitarsi che simili libri, da lei ammirati, fossero stati scritti dalla Marian Evans che
conviveva apertamente con George Henry Lewes. Prima ancora, mise in circolo la voce che Charlotte
Bront era spacciata a causa di una malattia letale, una conclusione desunta dalle precoci morti delle
sorelle, che si rivel dannosa per la scrittrice di Haworth, la quale tent invano di smentirla. Nella sua
biografia, Gaskell nota la raffinatezza di Charlotte, la sua squisita cura, la sua modestia e delicatezza, il
suo rispetto nei confronti del padre. Tutto ci  vero  ma  solo una parte della verit. Gaskell,
pienamente consapevole che per i vittoriani la donna irrequieta e resistente al sacrificio di s era un
tab, non porta alla luce il lato sovversivo di quella vita. La sfida di Charlotte fu proprio quella di
combinare il fervore della suora  con la quale aveva molto in comune  con il rifiuto di negare la
natura.
Dati gli angusti limiti della casa e del villaggio, e la repressione subita nella scuola di carit,
come riusc Charlotte Bront a espandere il suo spazio immaginativo? La sua fu una ricerca durata tutta
la vita, ma due aspetti della sua infanzia  la distesa delle brughiere dietro case la rabbia provata in
collegio  aprirono un paesaggio interiore che rimase, singolarmente, solo suo. In ci si trov in
accordo con le ardenti aspirazioni di Maria (in Jane Eyre, il personaggio che la incarna si chiama
Burns, brucia', dal soprannome che Maria aveva a scuola). Recenti ricerche hanno dimostrato che nel
suo ministero il signor Bront, sebbene ripudiasse il calvinismo, si concentrava pi sulla dannazione
che sulla salvezza. Nel settembre 1824 interpret l'esondazione di una palude vicino casa come un
monito contro il peccato. L'orrore per il peccato fu anche la piaga di zia Branwell53, nonostante la sua
famiglia fosse pi orientata al pacato metodismo wesleyano che al metodismo di matrice calvinista di
Whitefield. La zia insegn alle nipoti  specialmente alla sua preferita, Anne54  a diffidare dell'istinto
naturale, che andava considerato un suggerimento del diavolo, e a vedere nell'indipendenza di giudizio
un peccato d'orgoglio. Maria pu essere vista come il prodotto di questa forma di devozione e della
Clergy Daughters' School, ma nella figura romanzesca che Charlotte restitu della sorella fu in grado di
trascendere entrambe. Nei suoi discorsi pi lunghi e ispirati, Burns espone un suo particolare credo, la
fede in uno spirito pi puro di quello punitivo che pervade la scuola. Riesce a vedere uno spirito che
proviene da un qualche essere superiore all'uomo e che non potr mai, ne  convinta, degenerare nel
demoniaco: No; non posso crederlo: la mia fede  un'altra; che nessuno mai mi ha insegnato e di cui
parlo raramente, ma che mi d gioia e a cui mi afferro; perch estende a tutti la speranza....
Nel luglio 1826, un anno dopo la morte di Maria, il padre regal a Charlotte la copia
dell'Imitazione di Cristo nella versione ridotta da John Wesley nel 1803, che era appartenuta a sua
madre. Non  dato sapere quanto attentamente Charlotte abbia letto quel libro, se mai lo fece, ma 
possibile che l'abbia aiutata ad assimilare la tragedia che aveva vissuto in termini di "cammino" della
vita che avanza per tentativi e richiede disciplina: Non c' altra via che conduca alla vita e alla vera
pace interiore se non quella [...] di una quotidiana mortificazione [...]. Il nostro merito e il
miglioramento della nostra condizione non sta nell'abbondanza di dolcezza o di consolazione, ma nel
saper sopportare gravi traversie e tribolazioni55.
Nella sua infanzia, Charlotte diede forma a un'alleanza dualistica tra la Bibbia e la natura, tra
l'oneroso pellegrinaggio da una parte e il libero vagare per la brughiera dall'altra. In questo modo
riadatt il modello di Maria in un suo personale credo: lo spirito martirizzato eppure indipendente di
sua sorella autorizz il suo bisogno di trascendere le proprie condizioni di vita.
...
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...
Note al capitolo 1.
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1 CB a EB, Stonegappe, 8 giugno 1839, CBL, I, p. 191.
2 Anne Bront, Agnes Grey, Roma, Editori Riuniti, 1989, cap. xiii, p. 94.
3 Winifred Grin ha detto giustamente che per Charlotte Bront la realizzazione personale non
era tanto un risultato letterario, ma la creazione di un carattere. Cfr. Winifred Grin, Charlotte Bront:
The Evolution of Genius, Oxford University Press, 1967, p. XV.
4 "Biographical Notice of Ellis and Acton Bell", pubblicata nell'edizione postuma di Ellis
[Emily] e Acton Bell [Anne Bront], Wuthering Heights and Agnes Grey, with A Selection from their
Literary Remains, Smith, Elder, and Co., 1850, riprodotta nella maggior parte delle edizioni attuali
delle Bront.
5 Questo sogno  centrale in "Henry Hastings", la quarta delle cinque "novelle" scritte da
Charlotte Bront quand'era poco pi che ventenne. Sono raccolte in Five Novelettes, a cura di Winifred
Grin, Londra, Folio Press, 1971, p. 243; la novella  stata tradotta in italiano e pubblicata
autonomamente: Henry Hastings, Caivano, Albus, 2009.
6 CBL, I, p. 191.
7 JE, p. 415.
8 Anne Bront, op. cit., p. 87.
9 RHJ.
10 Notati da molti, tra cui Matthew Arnold (che ne parla in una lettera del 21 dicembre 1850),
Elizabeth Gaskell e George Smith.
11 Un'impressione dell'artista George Richmond (che ritrasse Charlotte Bront nel 1850),
ricordata da suo figlio, John, in una lettera (30 dicembre 1909) a Reginald Smith, genero di George
Smith, S-G.
12 CB a EN, 29 ottobre o inizi del novembre 1847, CBL, I, p. 556.
13 CB a Mary Dixon (che cerc di attirare CB a Bruxelles tra il 30 gennaio e il giugno del
1843). Berg. CBL, I, p. 313.
14 L'espressione di CB naturale carattere domestico si trova in una lettera a EN, 12 marzo
1839, BPM. Gr: E2. CBL, I, p. 187.
15 Per le informazioni biografiche su Patrick Bront vedi John Lock e Canon W.T. Dixon, A
Man of Sorrow: The Life, Letters and Times of the Rev. Patrick Bront, Londra, Nelson, 1965; Edward
Chitham, The Bronts' Irish Background, Londra, Macmillan, 1986; J. Horsfall Turner, a cura di,
Brontana: The Rev. Patrick Bront's Collected Works, Bingley, T. Harrison and Sons, 1898, e il
saggio di Erskine Stuart sulla nomenclatura Bront in BST 8: 43, 83. Alcuni dettagli provengono da
"Currer Bell", Belfast Mercury, aprile 1855. Juliet Gardiner fornisce un efficace resoconto dei fatti
essenziali in The World Within: The Bronts at Haworth: A Life in Letters, Diaries and Writings,
Londra, Collins & Brown, 1992, cap. 1.
16 Le due lettere furono scritte da Henry Martyn ai collaboratori di Wilberforce per richiedere il
sussidio per PB. Una lettera non  datata; la seconda  datata febbraio 1804. Bodleian Library, MSS.
Wilberforce d. 14.
17 Sh, p. 447.
18 "Prefatory Note to Selections from Poems by Ellis Bell", Smith, Elder, 1850; trad. it. in
Emily Bront, Poesie, Milano, Mondadori, 1997, p. xxxix.
19 JE: Non ho parenti, se non la natura, madre universale: a lei chieder cibo e riposo.
20 Ricordi di EN della sua prima visita alla canonica, estate 1833, LFC, I, pp. 112-113.
21 CB a EG, 30 settembre 1854, Manchester University Library.
22 Vedi l'introduzione di Grin a Five Novelettes, cit., p.8. Le notizie sulle spedizioni di Mungo
Park (1771-1806) arrivarono ai Bront attraverso il Blackwood's Magazine. Qualcuno suggerisce
che abbiano letto anche il libro di Park Travels in the Interior of Africa (1799), prendendolo in prestito
dalla biblioteca di Ponden Hall, situata nel versante opposto della brughiera.
23 La copia dei Bront si trova in BPM. Notato da Grin in Anne Bront, Londra, Thomas
Nelson, 1959, p. 51.
24 JE, I, p. 5.
25 Vedi la poesia di CB Lines on Bewick, datata 27 novembre 1832, CBP, p. 139.
26 PB a EG, 24 luglio 1855, John Rylands University Library, Manchester.
27 EG a un amico, settembre 1853, LFC, iv, p. 91.
28 Di Thomas John Graham (1826). La copia di PB, ricca di annotazioni, si trova in BPM. Bon
38.
29 Contenute in LFC, I, pp. 60-68.
30 Life, p. 36; trad. it. in Elizabeth Gaskell, La vita di Charlotte Bront, Milano, La Tartaruga,
1987, p. 61. La mancanza di indipendenza nelle risposte delle figlie (ad eccezione di EB)  notata da
Katherine Frank, Emily Bront: A Chainless Soul, Londra, Hamish Hamilton; New York, Viking
Penguin, 1990, pp. 44-45.
31 Plead for Me, The Complete Poems, a cura di Janet Gezari, Harmondsworth, Penguin, 1992,
pp. 22-23. Scelta dalla stessa EB per essere pubblicata in Poems (1846); trad. it. Parla per me, in Anne,
Charlotte, Emily Bront, Poesie, Milano, Mondadori, 2004, p. 749.
32 Grin, CB, cit., p. 10.
33 La storia del cognome  discussa in Chitham, The Bronts' Irish Background, Londra
Macmillan, 1986. Sembra tuttavia difficile giungere a una verit certa sui fatti.
34 La versione di CB dei disastri di Cowan Bridge si trova in JE, dal capitolo v al ix.
35 "The Advantages of Poverty in Religious Concerns", contenuto in LFC, I, pp. 24-27.
36 Su questo punto sono in debito con Allegra Huston di Weidenfeld & Nicolson.
37 EG a Catherine Winkworth, 25 agosto 1850, EGL, 75: 125, e LFC, iii, p. 143.
38 LFC, I, p. 59.
39 The Bronts: Selected Poems, a cura di Juliet R.V. Barker, Londra, Dent, 1985, p. 99; trad.
it., Non  vile la mia anima, in Poesie, cit., pp. 803-805.
40 La seconda met di questa poesia  stata completata il 2 marzo 1836. The Poems of Patrick
Branwell Bront, a cura di Tom Winnifrith, Oxford, Blackwell, 1983, p. 23-33; e Works of Patrick
Branwell Bront, a cura di Victor Neufeldt, ii, p. 492.
41 Citata in una lettera di PBB (dicembre 1835) all'editore del Blackwood's Magazine e
ripresa dalla signora Oliphant in Annals of a Publishing House: William Blackwood and His Sons, ii,
Edimburgo, Blackwood, 1897, pp. 177-179.
42 Si trova nel RHJ, BPM. Bon 98/6, p. 464.
43 "Reminiscences of Charlotte Bront" di EN, in Scribner's Monthly, maggio 1871, pp.
18-31. Queste furono originariamente scritte per accompagnare un volume delle lettere di CB a EN.
Alla fine, solo alcune lettere furono pubblicate in Hours at Home (1870), e le "Reminiscences" furono
date alle stampe separatamente. LFC, I, pp. 92-100.
44 Fu una compagna di scuola a descrivere questa scena a EG, che la riport in Life, p. 45; trad.
it. in La vita di Charlotte Bront, cit., pp. 72-73.
45 Ricordato da MT per EG (18 gennaio 1856), e contenuto in Life. Riportato per intero in Joan
Stevens, Mary Taylor, Friend of Charlotte Bront: Letters from New Zealand and elsewhere, Oxford
University Press and Auckland University Press, 1972, Appendix B. La scrupolosit accademica della
trascrizione dei materiali di MT rende questa compilazione sempre preferibile a LFC.
46 JE, p. 141.
47 Ivi, pp. 143-144.
48 Lettera del 30 gennaio 1846, contenuta in CBL, I, p. 448.
49 In Elizabeth Raikes, Dorothea Beale of Cheltenham (1908), citato da Gillian Avery, The
Best Type of Girl: A History of Girls' Independent Schools, Londra, Andr Deutsch, 1991, p. 50.
50 Life, p. 375: I do not deny for myself the existence of coarseness here and there in her
works, otherwise so entirely noble. I only ask those who read them to consider her life...; trad. it. in
La vita di Charlotte Bront, cit., p. 485: Da parte mia non nego che qua e l si incontri qualcosa di
grezzo nei suoi lavori cos nobili nel loro insieme. Chiedo solamente a chi li legge di prendere in
considerazione la vita da lei condotta.... La stessa opinione  espressa da HM in Daily News, aprile
1855: La volgarit che, in una certa misura, pervade le opere di tutte le sorelle, e la repulsione che
rende le storie di Emily e Ann[e] davvero insostenibili per chi non abbia nervi d'acciaio. Vedi anche
la recensione di Elizabeth Rigby, "Vanity Fair and Jane Eyre", Quarterly Review, dicembre 1848,
pp. 153-185: Una grande volgarit nel gusto. Inga-Stina Ewbank esplora le connotazioni del termine
"volgare" in Their Proper Sphere: A Study of the Bront Sisters as Early Victorian Female Novelists,
Londra, Edward Arnold, 1966, p. 46.
51 EG a Tottie Fox, marted [27] agosto 1850, EGL 79: pp. 129-131, e LFC, iii, p. 147. Povera
Miss Bront, scrisse Emily Winkworth a sua sorella, Catherine Winkworth, dopo aver letto la lettera
di EG in cui la crudele vita di CB veniva descritta come priva di qualsiasi scintilla di gioia e in cui CB
veniva quasi sicuramente data per infetta da quella tubercolosi che aveva ucciso le sue sorelle, 30
agosto 1850, LFC, iii, p. 151.
52 Jenny Uglow, Elizabeth Gaskell: A Habit of Stories, Londra, Faber, 1993, pp. 242-243.
53 Per i pregiudizi religiosi di PB e zia Branwell vedi Tom Winnifrith, The Bronts and Their
Background: Romance and Reality, Londra, Macmillan, 1973, pp. 36-38; e Rebecca Fraser, Charlotte
Bront, Londra, Methuen, 1988, p. 46.
54 Grin, Anne Bront, cit. p. 101.
55 Thomas da Kempis, The Imitation of Christ, versione ridotta da John Wesley (1803); trad. it.
in Imitazione di Cristo, Milano, Rizzoli, 1974, pp. 139-145.
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Capitolo 2. Falsi idoli, vere amiche.
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Quella che viene oggi chiamata la natura delle donne  un prodotto altamente artificiale. Nel
1861 John Stuart Mill riflett sugli ostacoli posti lungo la strada di una donna educata in base alla
"legge della tradizione" che vuol mettere in un libro un po' di quel ch'ella trae dal fondo dell'anima
sua56.
Quarant'anni prima, le Bront, arrampicate sulla cima di una collina, erano sicuramente a stretto
contatto con la natura e in qualche misura lontane dalla tradizione. La morte della madre, nel 1821,
lasci le figlie prive di un modello femminile domestico. La zia Branwell, che non aveva alcun debole
per i bambini, non poteva certo rappresentarne uno. Era rispettata e obbedita, niente di pi. Come il
signor Bront, rimaneva in camera sua per ragioni di salute: temeva il clima nordico e i freddi corridoi
della canonica, privi di moquette a causa della paura degli incendi del reverendo (che teneva secchi
pieni d'acqua pronti sui pianerottoli delle scale). La paura della zia era quella di raffreddarsi: prese
l'abitudine di indossare delle sovrascarpe di legno, il cui clic clac risuonava lungo i corridoi e su per le
scale. Le tre ragazze rimaste, Charlotte, Emily e Anne, erano obbligate a cucire i loro imparaticci nei
lunghi pomeriggi trascorsi nella sua stanza surriscaldata. Charlotte termin il suo nel corso del suo
decimo anno d'et, 1825-26. La zia faceva cucire loro anche dei vestiti da donare in beneficenza, ma lo
sterile principio che la motivava non era tanto fare il bene dei bisognosi quanto quello delle cucitrici.
Jane Eyre, tenendo lo sguardo fisso all'orizzonte e sognando il brivido dell'attivit, osserva che le
donne soffrono, come soffrirebbero gli uomini in simili condizioni, per le loro restrizioni e la loro
immobilit57. Sebbene la zia fosse abbastanza intelligente da sostenere le proprie opinioni nelle
discussioni politiche con il signor Bront, la sua stanza e la sua educazione domestica non presentavano
alcuna attrattiva. E, finch rimasero in canonica, le sorelle non s'imbatterono neanche in modelli
esterni: nel villaggio non c'erano famiglie con un'educazione degna di questo nome58, e loro erano
troppo povere per frequentare la piccola nobilt locale.
Se il signor Bront si fosse risposato, forse le sue figlie avrebbero avuto come modello una
donna convenzionale; ma alla fine l'unico a disposizione fu proprio la zia, con i suoi finti ricci castano
ramato, la sua disapprovazione quando una ragazza usava la parola "sputo" e il suo modo affettato di
offrire ai visitatori il tabacco da fiuto accompagnando la proposta con una risatina, come se si
aspettasse la loro sorpresa e trovasse tutto ci divertente. E poi c'erano le impaurite allieve di Cowan
Bridge, nessuna delle quali invitava all'emulazione.  curioso che nessuna studentessa dell'epoca
ricord le Bront, nonostante la costante vicinanza imposta dalla vita collegiale. Gaskell suggerisce che
a scuola le Bront fossero anonime, proprio come quando il padre aveva messo una maschera davanti
al loro volto59.
Le uniche donne autentiche erano donne di servizio: per prime, le loro giovani e affettuose
balie, Nancy e Sarah Garrs, che avevano seguito i bambini nel trasloco da Thornton e non amavano la
zia, taccagna e tutta chiesa; e poi, una volta che la zia, con virtuosa parsimonia, le ebbe licenziate
(nel 1824, quando le quattro ragazze pi grandi vennero mandate a scuola), furono sostituite dalla
cinquantatreenne Tabby  Tabitha Aykroyd , che rese la cucina il caldo cuore della casa e distribu
alle bambine il suo ruvido affetto. Le nutriva bene e sfornava per loro dei dolci, mentre dispensava
opinioni senza filtri su chi le piaceva e chi no. Casa, per Charlotte, era un'immagine di Tabby che
soffiava sul fuoco per lessare le patate fino a renderle una sorta di colla vegetale60, mentre Emily
accantonava la parte migliore del coscio di montone per il suo amato cane. Emily era particolarmente
attaccata alla cucina: da adulta, preferiva impastare il pane (con una grammatica di tedesco aperta sul
tavolo) che fare visite di cortesia in casa d'altri. In seguito, proprio una cucina, con il suo fuoco sempre
acceso e i suoi accenti dello Yorkshire, sarebbe stata il perno drammatico di Cime tempestose. Le
atmosfere inquietanti, cos come il marcato carattere rurale del romanzo, potrebbero provenire dalla
dispensa di storie di Tabby, la cui scorta di racconti e leggende locali teneva i bambini ipnotizzati
attorno al fuoco. Cos, negli anni trascorsi ininterrottamente in canonica tra l'estate del 1825 e l'inizio
del 1831, le ragazze si mossero tra il cuore fisico della cucina e la vita delle loro piccole stanze al piano
di sopra: da l, a partire dal 1826, quando Charlotte aveva dieci anni, la loro immaginazione inizi a
espandersi.
Nella stessa estate in cui regal a sua figlia l'Imitazione di Cristo, il signor Bront regal al
figlio una scatola con dodici soldatini61. Se l'Imitazione rimandava all'immobilit della preghiera in
attesa della morte, i soldatini scatenarono "giochi" teatrali e letterari amorali, che ruotavano attorno al
potere e all'esplorazione. Il primo, Young Men (1826), sancisce l'ingresso delle ragazze nel mondo
dell'azione. I soldati, guidati dal figlio del duca di Wellington e dai figli di Ross e Parry, partono alla
volta dell'Africa occidentale, dove si stabiliscono a presidio di varie "terre", ciascuna assegnata a uno
dei bambini: la terra di Wellington apparteneva a Charlotte, quella di Parry a Emily, quella di Ross ad
Anne e a Branwell quella di Sneaky  un personaggio inaffidabile associato al nemico, Napoleone (la
familiarit di Branwell con i nemici dell'Inghilterra proveniva dalla biografia di Walter Scott Life of the
Emperor Napoleon). Branwell disegn bellissime mappe di queste terre, con confini colorati come in
Geography di Goldsmith. In Our Fellows, un gioco teatrale ideato nel 1827, i bambini trassero i loro
personaggi dai titoli dell'edizione del 1825 delle Fiabe di Esopo: Charlotte era l'uomo di paglia, Emily
il clown, Anne il cacciatore e Branwell il fanfarone. In un'altra opera, chiamata Tales of the Islanders
(1829), Branwell appare nei panni di Little King, un bambino viziato e dispotico, avvezzo a
imprevedibili atti di violenza. Nell'opera non c'era nemmeno un personaggio femminile; tutti gli attori
erano famosi dottori, politici e scrittori dell'epoca, come li descrisse Charlotte all'et di tredici anni:
Scegliemmo poi chi doveva vivere nelle nostre isole. I capi di Branwell erano John Bull, Astley
Cooper e Leigh Hunt ecc; quelli di Emily Walter Scott, Mr Lockhart, Johnny Lockhart ecc; quelli di
Anne Michael Sadler, Lord Bentinck, Henry Halford ecc; e io scelsi il duca di Wellington e il figlio,
North e Co [...]. Il giorno successivo aggiungemmo molti altri nomi alla nostra lista, fino a che non vi
includemmo quasi tutti i notabili del regno.62
L'eroe di pap, il duca di Wellington  irlandese, dominante, marziale , fu rapidamente al
centro di questi scritti di carattere giocoso insieme ai suoi due figli, l'intraprendente Arthur Wellesley
(chiamato anche duca di Zamorna, dal nome di una citt spagnola associata con la guerra
d'indipendenza spagnola) e il pi passivo Charles Wellesley, che assunse il ruolo dello spettatore
inquisitorio e, sotto il nome di Charles Townshend, dello scrittore cinico e meschino. Contrapposto alla
famiglia Wellesley c'era un personaggio ribelle, Alexander Percy, inizialmente chiamato Alexander
Rogue, poi conte di Northangerland e, infine, Alexander Ashworth. Percy/Ashworth esercitava il
fascino del male ed era inspiegabilmente crudele con i due figli, Edward e William, che aveva
abbandonato, ma si prendeva cura di sua figlia, Mary Percy. Versioni modificate di questi personaggi
sarebbero in seguito apparse pi volte negli scritti di Charlotte Bront.
Sebbene si unisse a Branwell in questi anarchici giochi di guerra, in quella che prese il nome di
Confederazione di Glass Town e, pi tardi, Verdopolis o Angria63, tra il 1 dicembre 1827 e il marzo
1828, Charlotte inizi pure, insieme a Emily, un diverso tipo di gioco da letto64. Giochi da letto
significa giochi segreti, scrisse nel marzo 1829, sono molto divertenti. Questi "giochi" notturni,
troppo segreti per essere trasposti in forma scritta, rappresentano la prima forma di legame creativo che
si instaur tra le sorelle tagliando fuori il fratello. Col tempo sarebbe diventata una vera e propria forma
di vita.
Quando Charlotte lasci la casa paterna per andare a scuola, nel 1831, Emily inizi altri giochi
da sola con Anne: cos prese avvio la loro saga di Gondal, la cui prosa  andata persa  rimangono solo
poesie e poche annotazioni criptiche. Emily e Anne erano scontente dei ruoli minori assegnati ai loro
eroi da un fratello e una sorella dominanti65, ed erano annoiate sia dalle languide eroine di Charlotte
sia dalle battaglie di Branwell. Il ciclo di Gondal aveva come protagoniste donne risolute; alla testa di
tutti c'era la spietata Augusta Geraldine Almeda, capace di rovinare diversi uomini. A Gondal la
guerra, diversamente dalle pompose parate di Branwell, era dura. Lontana dal caldo "infernale"
dell'Africa o di Angria, Gondal era un'isola del nord del Pacifico, con un paesaggio e un clima
piuttosto simili a quello dello Yorkshire: brughiere, nebbie e ghiacci tenebrosi. Il suo popolo era
robusto. La libert era la sua massima aspirazione, la prigionia il suo incubo. Le poesie di Gondal di
Emily su libert e prigionia ebbero come naturale evoluzione la grande prosa e poesia della maturit.
Per Charlotte era diverso: Angria aveva su di lei un effetto narcotico, sembrerebbe quasi che per anni
sia rimasta intrappolata in un sogno dal quale sarebbe emersa solo con un enorme sforzo di volont. Il
suo ruolo nella saga di Angria era quello di sviluppare l'elemento romantico e di cercare di dare un
senso alle guerre di Branwell infondendo carattere nei personaggi. Gli eroi dei racconti di Branwell,
come Alexander Rogue, erano uomini ambiziosi e spregiudicati che scatenavano guerre civili. In veste
di "genio dei comandanti", Charlotte riportava i soldati in vita cos che il gioco potesse continuare
(Branwell faceva sempre piovere distruzione sulle sue creazioni  era quel tipo di divinit).
Branwell, l'unico figlio maschio e l'unico ad aver ricevuto un'educazione classica, era un capo
predestinato; le sue sorelle si preparavano a vivere attraverso di lui, l'erede in cui veniva riposta ogni
speranza familiare di un brillante futuro. In quanto maschio, Branwell dettava il ritmo alle sorelle,
facendole lavorare a tutto spiano. Sotto la sua guida, le Bront si cimentarono con generi diversi man
mano che le trame dei giochi s'infittivano: lettere, ritratti, recensioni, diari, poesie e satira. Christine
Alexander ha notato che in nessuno dei suoi scritti giovanili Charlotte ha mai adoperato la voce di una
donna66: si identific con gli uomini, gli unici ad avere il potere e la possibilit di esprimersi in
pubblico. Non considerata uguale a Branwell nella societ del diciannovesimo secolo, raggiunse la parit
attraverso la voce maschile del suo narratore, Charles Thunder, o Charles Townshend, precursore del
celebre Currer Bell che pubblic Jane Eyre: Charlotte faceva sempre riferimento a Currer Bell con il
pronome lui.
Condividendo intimamente, e non sempre senza competizione, i sogni e gli scritti del fratello,
Charlotte condivideva anche le sue ambizioni: modellavano la loro scrittura su quella di Walter Scott
(1771-1832) e Lord Byron (1788-1824), entrambi presenti sugli scaffali del padre, insieme a
Shakespeare, Milton, Bunyan, Dr Johnson e Wordsworth. Il signor Bront dedic all'istruzione delle
figlie solo i ritagli di tempo che gli restavano dopo aver svolto i suoi doveri di pastore: gli assegn da
leggere alcuni passaggi della Bibbia, le Historical Questions di Mangnall, la Grammar di Linley e la
Geography di Goldsmith, ma il suo maggior contributo alla loro educazione fu l'incitamento alla
lettura, insieme alla libert che lasci loro nella scelta dei libri. Sfogliando i volumi di Byron, Charlotte
lesse Caino, scritta nel 1821 (una poesia magnifica) e il licenzioso Don Giovanni (1818-20), due
letture sconsigliate a una ragazza della sua et, cos come le pi accettabili Melodie ebraiche, sempre di
Byron (1815), e un'altra sua opera all'epoca di gran moda, Il pellegrinaggio del giovane Aroldo (1812,
1816, 1817). A lei tutti i romanzi, dopo Scott, sembravano privi di ogni valore. Per il Natale del
1828, la zia regal ai bambini i Racconti di un nonno di Scott e, nel 1832, il signor Bront acquist il
libro di Thomas Moore, all'epoca recentemente pubblicato, Letters and Journals of Lord Byron, with
notices of his life. Branwell assunse il ruolo byroniano dell'errante fuorilegge della sua propria mente
oscura che esplora le profondit della vita; il fuorilegge non era altrettanto seducente per Charlotte,
che per condivideva con Branwell la passione per il dramma byroniano del genio maledetto  l'idea di
una vita vissuta pi intensamente grazie agli atti creativi:
Che son io?  Nulla  ma non sei tu nulla
Anima del mio pensier! Teco,
o divino Spirito, io, possente a contemplar...67
La grande potenza verbale che sarebbe emersa in Charlotte Bront dieci anni pi tardi traeva
origine da una straordinaria libert di inoltrarsi nella regione dei sentimenti solitamente taciuti  al
punto che a malapena esistevano parole per esprimerli , ed  ovvio che tale libert sia frutto del
movimento romantico. Ma se le voci del Romanticismo furono, quasi senza eccezione, maschili, i suoi
libri diedero la parola alle donne, e presero una strada che, a posteriori, si rivel ben lontana
dall'emulazione. Ebbe il coraggio di dire la "Verit" della sua esperienza solitaria, e questo rese i suoi
romanzi incredibilmente intrecciati alla sua vita. Tra un romanzo e l'altro, diceva di dover
"accumulare" o, in altre parole, vivere, esperire in prima persona la materia del romanzo successivo.
Da adolescente, prima di avere abbastanza esperienze di cui parlare, i sentimenti che narrava erano
imitazioni, banali sciocchezze d'ispirazione romantica. Eppure, per quanto prolisso, il gioco di Angria
l'abitu a una vitale libert espressiva, dandole la possibilit di costruirsi con l'immaginazione un
mondo alternativo. Questa capacit espressiva si sarebbe in seguito combinata a una gamma di passioni
inesplorate, rivelate da nuovi modelli di femminilit  si spiega cos perch la massa dei lettori acclam
i suoi libri, mentre alcuni recensori attaccarono con violenza la sua trasgressione dei codici sociali.
Senza piet le diedero della ribelle politica, dell'empia, additandola come una donna che non poteva
essere definita una "signora".
Pur condividendo le ambizioni e il mondo immaginario del fratello, sin dall'inizio della loro
comune impresa si scontr con lui, ribellandosi alle sue pose byroniane di fuorilegge emarginato. Di
tanto in tanto la sua voce satirica  spesso oscurata dalla sua stessa enfasi  emerge per deridere
l'assurdit delle pretese artistiche di Branwell. In Corner Dishes: A Day Abroad68 e in My Angria and
the Angrians69 (entrambi datati 1834) dipinge un ritratto del diciassettenne Patrick Branwell Bront
nella figura di Patrick Benjamin Wiggins: un ragazzo basso e magro, con un cappello calcato
all'indietro sulla testa, dal quale fanno capolino un pronunciato naso aquilino (su cui poggiano gli
occhiali), ancor pi sporgente se visto di lato, e due voluminose bande di capelli color carota, simili
quasi a due mani aperte: Il suo aspetto fisico era quello di un ragazzino di sedici anni, la sua faccia
quella di un uomo di venticinque;[...] i suoi tratti non erano privi di grazia, poich aveva [...] una
bocca delicata e un mento ben fatto. La sua figura, inoltre, sebbene minuta, era perfettamente
proporzionata, e di questo non sembrava ignaro, a giudicare dalle frequenti e compiaciute occhiate che
gettava alle sue parti basse. Di tanto in tanto si toccava il petto con la punta del dito indice e lo
spingeva in fuori per farlo sembrare pi largo.
Al lettore viene detto che il fanfarone Patrick Wiggins sta progettando per s una lapide con un
epitaffio in cui si dice che come poeta  stato migliore di Byron e come ribelle pi grande di Alexander
Rogue. Si dichiara nativo di Howard, una grande citt con venti grandi alberghi, ma il narratore,
Charles Wellesley, non tarda a smentire le sue millanterie: So per certo che Howard  solo un misero
villaggio, sepolto tra cupe colline.
Quando gli chiedono dei suoi parenti, Wiggins riconosce l'esistenza di alcune persone che si
dicono a me affini nella forma di tre sorelle. Sono onorate di avermi come fratello, ma non posso che
negare che siano mie consanguinee.
Wellesley chiede se Charlotte Wiggins, Jane [Emily] Wiggins e Anne Wiggins siano
eccentriche quanto lo stesso Patrick Benjamin, il quale risponde con evidente senso di superiorit:
Oh, loro sono creature sventuratamente sciocche di cui non val la pena parlare. Charlotte ha
diciotto anni, un essere largo e tarchiato, la cui testa non arriva sopra la mia spalla. Emily ha sedici
anni, esile ed emaciata, con una faccia grande all'incirca quanto un penny, e Anne non  nulla,
assolutamente nulla.
Scritto nello stesso periodo in cui Branwell dipinse il famoso ritratto delle tre sorelle, questo
brano potrebbe essere il commento satirico di Charlotte al modo in cui il fratello aveva reso il loro
aspetto fisico. Nel dipinto Charlotte  paonazza, ha il volto squadrato e l'aria decisa; Emily  pi alta
delle due sorelle, con un volto ovale corrugato; Anne pi bassa (aveva solo quattordici anni) e da una
parte; al centro del ritratto sarebbe dovuto figurare lo stesso Branwell, posizionato tra Emily e
Charlotte, ma per qualche ragione si tir fuori dal quadro  e la sua ombra che incombe sulla tela
appare sproporzionatamente ingigantita. Coglie dunque nel segno l'ironica conclusione del narratore
inventato da Charlotte, il quale sostiene che persone come i Wiggins potrebbero vivere solo in una
dimora non da meno dello splendido palazzo di Cock Hill.
Una simile satira non fa pensare a una natura timida o mansueta; Charlotte sapeva tenere testa al
fratello e segnare punti con verve, come quando si prende gioco di lui per la sua passione per le bande
di ottoni e la boxe (in questo influenzato dal proprietario del pub Black Bull, Thomas Sugden). Seppe
inventare dei personaggi letterari forti, Charles Townshend e Captain Tree, che mettono in risalto la
smodata liricit di quelli creati da Branwell, quali Young Soult70 e Henry Rhymer. Il fatto che
Charlotte condividesse con il fratello i personaggi di Genii71, Tallii (Charlotte) e Brannii (Branwell)
non le imped di mettere precocemente in ridicolo le pretese poetiche di Branwell con due pungenti
satire della seconda met del 1830. In Visit to Young Soult72, il poeta, che si d arie in continuazione,
chiede di essere scusato per i suoi eccessi in ragione del suo "entusiasmo"  parola all'epoca assai
convenzionale. Come lo stesso Young Soult ammette, i miei sentimenti mi trascinano a volte
letteralmente oltre i confini della ragione e dell'educazione73. In The Poetaster: A Drama74, Henry
Rhymer  un altro versificatore compiaciuto di s che va in estasi per il vento lamentevole, la luna,
l'usignolo e altri luoghi comuni romantici. In quest'opera tutta sua, Charlotte mette alla berlina le
ambizioni letterarie deluse e le assurde pose da genio maledetto. Rhymer, come Branwell, venera la
scuola cimiteriale e si strugge con volutt nella malinconia suscitata dal declino dell'antica grandezza:
Dalla tomba del genio sorger una stella fissa che salir fino al cielo della letteratura [...] insieme ai
poeti che sono i suoi compagni, per tutta l'eternit. Questa fragile corporatura non  stata fatta per
sopportare ogni colpo. Presto tale debole apparenza verr lacerata dagli orgogliosi scatti di quello
spirito profondo e sensibile che racchiude in s. Nonostante Rhymer si sforzi di arruffianarsi lo
scrittore affermato, Captain Tree, questi lo scaccia via. Quando Rhymer, umiliato,  spinto alla
violenza e per poco non finisce alla forca, gli altri personaggi sono concordi nel ritenere che quello di
cui avrebbe davvero bisogno  un qualche utile impiego.
Il personaggio di Tree riflette allora su quanto sia sbagliato credere che la letteratura sgorghi
dalla spontanea esuberanza dei forti sentimenti. La vera arte richiede la pazienza necessaria per
eliminare le ripetizioni e limare le frasi.
Quindi, a soli quattordici anni, Charlotte conosceva gi la differenza tra il languore e la
professionalit frutto della disciplina. A onor del vero, va detto che i suoi scritti giovanili sono perlopi
noiosi75, e anche particolarmente lunghi. Si  soliti dire che la saga di Angria lasci presagire le opere
mature di Charlotte Bront76 e, a supporto di tale tesi, si sottolinea la somiglianza tra l'autoritario
Zamorna e il successivo Rochester, il signore di Jane Eyre. Ma a rendere Zamorna scialbo  la
monotonia del suo potere e la mancanza di spina dorsale della sua sfilza di donne. Fin quando Charlotte
rimase schiava del mondo che condivideva con Branwell, non ebbe altra concezione del proprio sesso
se non quella di una serie di cuori palpitanti, perennemente a disposizione degli eroi maschili in cerca
di distrazioni dalle loro cruciali preoccupazioni per il potere e la violenza.
Le donne di Angria traevano ispirazione dalle donnine-modello della buona societ ritratte negli
almanacchi e nelle riviste illustrate (come i numeri del Ladies Magazine collezionati dalla zia) che
formarono i lettori degli anni Venti e Trenta dell'Ottocento al gusto per la narrativa della "forchetta
d'argento"  storie dell'aristocrazia. Charlotte riprodusse in elaborati disegni le bellezze della
generazione di sua zia, con grandi occhi e cariche di gioielli, trasformandole in eroine di Angria. Il suo
disegno del primo amore di Zamorna, Marian Hume77, era una copia dell'incisione di W.H. Finden
che raffigurava la contessa di Jersey a partire da un quadro di E.T. Parris, un ritratto che Charlotte
aveva probabilmente visto in un'illustrazione della Vita di Byron di Moore. Scur gli occhi e mise in
risalto un filo di perle che pende su un petto prosperoso.
Le sue storie illustrate riflettono l'assunto delle riviste, ovvero che la passione fosse prerogativa
esclusiva delle belle donne. Charlotte decise all'et di dodici anni che non si sarebbe mai sposata.
Sarebbe invece diventata una scrittrice: la sua aspirazione  palese nell'alta considerazione di cui
godono gli autori a Glass Town, nel costante rivolgersi al lettore, nel suo datare e firmare la maggior
parte dei suoi manoscritti, e soprattutto nella cura con cui conserv i suoi scritti in dei "libricini"
rilegati a mano che imitano in tutto e per tutto i veri volumi, con tanto di copertina, indice e scritte in
meticoloso stampatello  il primo "libro" di questo genere Charlotte lo scrisse all'et di dieci anni per
sua sorella Anne. Questo gioco delle pubblicazioni era segreto. Le stampe e i libricini sono di piccolo
formato  difficili da leggere  e gli autori prendono l'ulteriore precauzione degli pseudonimi.
All'epoca le sue letture furono variegate  le Egloghe di Virgilio e Ovidio (sulla scia di Branwell),
ancora Scott e Byron, Edward Young (Pensieri notturni o Il lamento78) e Cowper (tutte le Bront
citano Il naufrago), oltre alla solita lettura della Bibbia  ma, in questa prima fase, lungo la sua strada
non s'imbatt in nessuna delle grandi donne scrittrici. Negli scaffali del padre non c'erano Fanny
Burney, Mary Wollstonecraft, Mary Shelley, Jane Austen; n prese mai in prestito un loro libro dalla
biblioteca pi vicina, quella di Keighley, per raggiungere la quale le Bront erano solite camminare pi
di sei chilometri all'andata e altrettanti al ritorno.
Nell'abbondanza di storie che Charlotte scrisse nei suoi libri in miniatura, tutti gli uomini
complottano, tutte le donne aspettano  adornate di piume e con in mano un immancabile ventaglio
d'avorio. In una sua esemplare poesia, Long my Anxious Ear Hath Listened, scritta all'et di quattordici
anni, una donna attende con occhio lacrimevole e cuore che brucia. La natura soffre con lei: i
venti, agitati, singhiozzano; gli uccelli del malaugurio lanciano grida disperate. Quella riportata qui
sotto, intrisa di un tono grave simile a quello di un inno,  la tipica immagine della fanciulla affranta
cui Charlotte si sarebbe in seguito ispirata con autentica sofferenza di spirito e d'animo:
Non v'era giorno che non fosse umido di pianto;
in me si agitavano pensieri di cupa disperazione;
il tempo sembrava arrancare coi piedi di piombo
a lungo i dolori d'amore, le speranze deluse,
hanno oppresso il mio cuore79
Queste donne hanno il loro lampo di passione, e poi nient'altro da fare che struggersi;
l'innocente Marian Hume, giovane e abbandonata, che diventa un giglio sfiorito80; la sua sostituta,
Mary Percy, che si definisce una pianta rampicante81 quando perdona Zamorna per averla lasciata; e
la sua servile amante, Mina Laury. Mina, scaltra e fiera figlia di un militare nonch complice nelle
trame di Zamorna, sembrerebbe meno passiva delle mogli piagnucolanti, ma le supera in
auto-mortificazione: Non ho nient'altro per cui valga la pena esistere, nessun altro interesse nella mia
vita82. Fare felice Zamorna  tutto ci che desidera.
Risulta dunque ovvio che per Charlotte  la carica erotica a far andare avanti questo mondo:
l'attesa delle donne, le parole infiammate di Zamorna e la loro supplichevole resa a lui  o a qualche
altro dispotico e noncurante farabutto. Ma, mentre le amanti di Zamorna svaporarono una dopo l'altra,
Charlotte aveva il vantaggio di poter convocare la successiva e godersi, a differenza delle sue eroine,
ripetuti brividi di seduzione. I limiti della poco variegata societ di Haworth la rendevano molto pi
permeabile ai codici di comportamento sessuale mostrati nelle riviste, in particolare dalla paziente
Griseld: Rammento che, da giovane, m'impadronivo di qualche volume antico e lo leggevo di
nascosto, traendone un diletto squisito83. Un brutto giorno, il signor Bront la trov assorta in
queste stupide storie d'amore84 e le bruci  ma troppo tardi. Charlotte ne aveva interiorizzato lo
stampo. Il suo errore, comprensibile in assenza di un modello femminile domestico, fu quello di legare
il desiderio a dei codici espressivi distorti e, nel caso delle donne, vacui.
I progressi di Charlotte, dunque, non vanno ascritti ad Angria, che le serv tutt'al pi a
consolidare l'abitudine a scrivere e a coltivare l'aspirazione alla professionalit. Passando in rassegna i
suoi scritti giovanili non ci si meraviglia tanto per i riferimenti letterari quanto per l'incredibile balzo
compiuto dal 1830 al 1846, da queste banali storie d'amore al solido realismo del suo primo romanzo
maturo, narrato con voce sobria, costante, quanto mai lontana dai toni esasperati di Angria. Quando
Charlotte lasci la canonica per andare a scuola, nel 1831, la sua vita immaginaria era ancora saldata a
quella di Branwell. Il loro legame era intenso e reciproco. Cosa la cambi, e quando accadde?
Una risposta pu essere individuata nell'incontro, fonte sia di passione che di dolore, che
Charlotte fece nel 1842 con un professore di Bruxelles, Monsieur Heger. Una lettera scritta a Branwell
da Bruxelles nel 1843 dimostra che persino allora, all'et di ventisette anni, Charlotte era ancora legata
ad Angria. Ma per tutto il tempo in cui rimase stregata da Angria, lott anche contro di essa. Questa
lotta ha inizio laddove si annoda il suo legame con Branwell. Angria era un mondo sbagliato: la sua
sessualit era infernale, ma irresistibile. Dai tredici fino ai vent'anni, Charlotte vener dei falsi idoli,
donne che adoravano i loro uomini ed esistevano solo per distrarli. Ma i giochi segreti che Charlotte
condivise con Emily e le sue satire sulle ambizioni poetiche furono i primi segnali di un tempo a
venire, quando avrebbe lasciato Branwell da solo nel suo infuocato tramonto e lei si sarebbe spinta in
una sconosciuta regione tutta sua.
Charlotte inizi a imporsi una severa astensione dai sogni banali all'et di quattordici anni e
mezzo, quando l'ingresso in una nuova scuola, la Roe Head, prima come allieva e poi come insegnante,
le richiese duri sforzi. Subentrate agli amori di Zamorna, le lunghe sessioni di studio diedero nuovo
significato al cammino del pellegrino. L'autocontrollo era stato conquistato a fatica, ma si era rivelato
cruciale nel corso della sua infanzia. In questi anni oscill tra il "clima rovente" del mondo condiviso
con Branwell e il modello di Maria, che svaniva a poco a poco nel gelido dormitorio, tra l'effetto
narcotico dei sogni e la ritrovata disciplina scolastica.
Dei quattro Bront si potrebbe dire che Anne era una severa critica, Emily una ragazza in cerca
della comunione divina, Branwell un leader mancato e Charlotte una pellegrina secolare capace di
forgiarsi un carattere esemplare attraverso lo studio e l'autodisciplina. Mentre le prime due rimasero
uguali a se stesse, preservando un'integrit priva di compromessi che escluse il resto del mondo,
Charlotte e Branwell si avviarono lungo un cammino che li avrebbe sospinti nell'et adulta: Branwell
con un'alternanza poco fortunata di gesti coraggiosi e inesorabili crolli, Charlotte tra defezioni e senso
del dovere. La disciplina di Cowan Bridge, pensata per stroncare un bambino nel bocciolo (per usare
le parole di Carus Wilson85), era stata distruttiva per il fisico, ma non per l'invincibile spirito Bront.
A Roe Head, sotto il benevolo occhio della signorina Wooler, Charlotte conobbe un'inedita fioritura.
La perdita dello spazio consacrato all'immaginazione, che sarebbe stata intollerabile per le sue sorelle,
fu compensata in Charlotte dalla sua sete di conoscenza.
La scuola di Roe Head, a Mirfield, trentadue chilometri a sudest di Haworth, era alloggiata in
un grande edificio rivestito di pannelli di quercia, con finestre a golfo dotate di ampie sedute. Costruita
prima del 1740, era situata su un'altura in aperta campagna, non distante dalle citt industriali di
Huddersfield (le cui colonne di fumo si scorgevano in lontananza), Bradford e Leeds. Alti camini
cilindrici spuntavano dai boschi come snelle torri circolari86. Era un paesaggio che il commercio e
l'industria avevano sottratto al naturale isolamento, ma agli occhi di Charlotte, che lo osservava da una
certa distanza, appariva laborioso e allegro. La maggior parte delle allieve di Roe Head provenivano
dalle immediate vicinanze, una zona che stava a cuore a Charlotte perch era stata il teatro del primo
ministero di suo padre nello Yorkshire e della sua lotta contro i lavoratori in rivolta  e che avrebbe
fatto in seguito da sfondo al suo Shirley. Era un'area di imprenditori che si erano fatti una posizione e
tendevano a custodire i loro patrimoni in famiglia attraverso i matrimoni tra consanguinei, come
avevano fatto i Nussey e i Taylor una generazione prima, nel loro piccolo mondo i cui confini erano
delimitati dai villaggi di Birstall, Gomersal e Hunsworth. Roe Head fu per Charlotte una porta
d'accesso. A quattordici anni si ritrov nel mezzo di una societ chiusa e di uno stile di vita a lei
completamente sconosciuti: una fitta rete di famiglie che si "facevano visita" a vicenda87, come ad
esempio i Nussey, con il loro radicato senso di appartenenza locale. Nel corso dei loro appuntamenti in
societ, le sue compagne di scuola si cambiavano d'abito tre o quattro volte al giorno. In un primo
momento derisero Charlotte per il suo aspetto insolito: il suo vestito verderame e i suoi capelli crespi,
in spiccato contrasto con il suo volto "rinsecchito". Aveva l'aspetto (dicevano le ragazze) di una
vecchietta, quando arriv a scuola il primo giorno uscendo da una carrozza coperta.
La scuola era diretta da quattro signorine Wooler che provenivano da una famiglia di agricoltori
proprietari; "suor" Margaret era la direttrice. Ben lontana dallo sfoggiare il carattere palesemente
deciso delle donne progressiste della seconda met del diciannovesimo secolo, Margaret Wooler, a quasi
quarant'anni, indossava abiti bianchi ricamati  che le conferivano l'aria di una badessa, pensavano le
sue allieve  e teneva i capelli raccolti in una coroncina che lasciava ricadere sulle spalle dei lunghi
boccoli. Era risaputo che donasse met del suo stipendio in beneficenza. Nell'istruzione dava
particolare importanza alla salute, alla condotta e all'alta considerazione delle sue beneamate belles
lettres. In seguito, Charlotte si ispir probabilmente alla signorina Wooler per i suoi ritratti di Frances
Henri e della signorina Temple quali tranquille direttrici di scuole femminili, pacate e prive di
ambizioni. Ambizione, spazio vitale, una stanza tutta per s: non erano cose di cui si parlasse molto, nel
1830. Se tali desideri accendevano le menti delle ragazze, venivano tenuti ben nascosti nell'ombra,
temendo lo stigma dell'egoismo. La signorina Wooler e le sue simili, infatti, furono alla testa di scuole
per "signore" una buona generazione prima che la signorina Buss e la signorina Beale aprissero le porte
dell'istruzione superiore alle ragazze inglesi in gamba. A Roe Head, Charlotte ebbe appena un anno e
mezzo per apprendere il pi possibile di grammatica, buone maniere, francese e geografia, sostenuta
dalle Lettere sul miglioramento della mente (1773) della signora Chapone  un manuale che, nel 1830,
doveva bastare. Il solo fatto che in un tempo tanto breve sia riuscita ad assorbire tutto quello che la
scuola aveva da offrire suggerisce i limiti di Roe Head.
Quando arriv nella scuola, nel gennaio 1831, Charlotte aveva un prodigioso bagaglio di letture,
ma era carente in materie formali come la grammatica e la geografia; quando se ne and, all'et di
sedici anni, nel giugno del 1832, era la miglior allieva del collegio. Ellen Nussey, che studi l nello
stesso periodo, ricord una Charlotte lontana dall'immagine patetica lasciataci da Gaskell, vittima di
segrete paure e di fantasie superstiziose: evoc piuttosto una ragazza dalla risata facile, nient'affatto
timida con le compagne, sfrontata, intelligente e schietta88. Aveva una straordinaria familiarit con le
Sacre Scritture e apprezzava particolarmente alcuni sublimi passaggi di Isaia. Un'altra compagna di
scuola, Mary Taylor, disse che dava prova di sapere cose che erano completamente fuori della nostra
portata89.
La sua predisposizione all'apprendimento si sald all'irreprensibile massima della signorina
Wooler: Piegare le proprie inclinazioni al dovere. Era suo dovere, dichiar Charlotte, colmare le sue
lacune nel minor tempo possibile, perch studiava a spese della sua madrina, la signora Atkinson, che
le pagava la retta. La ricca signora Atkinson (nata Frances Walker of Lascelles Hall) si era offerta di
mandare Charlotte a Roe Head, la scuola frequentata anche da sua nipote, Amelia Walker. La signora
Atkinson era la moglie del vicario di Hartshead, che il signor Bront aveva conosciuto all'epoca della
sua curazia in quella cittadina, e la coppia viveva a soli tre chilometri dalla scuola, nella Green House,
cui si accedeva varcando un cancello con colonne di pietra e percorrendo un lungo viale d'ingresso  il
pietoso teatro, per Charlotte, di visite di cortesia. La generosa offerta fu fatta nel 1830, quando il signor
Bront versava in gravi condizioni di salute, tanto che i suoi amici si allertarono pensando alla precaria
situazione dei figli. Charlotte, pienamente consapevole delle proprie responsabilit di figlia maggiore,
disse alle allieve della signorina Wooler che doveva sfruttare ogni singolo minuto per prepararsi a
guadagnare di che vivere da sola. Ma aspirava ad apprendere qualcosa in pi della gamma di
competenze necessarie a una futura istitutrice. Ogni volta che le veniva dato un libro, i suoi occhi miopi
vi si tuffavano; quando le veniva detto di tenere la testa alta, per prima cosa vedevi salire il libro, che
reggeva incollato al naso. Le ragazze come Mary Taylor non potevano fare a meno di ridere. Mary
ricord che sembrava cercasse qualcosa muovendo il capo di qua e di l per riuscire a vederla. Nei
giochi all'aperto, Charlotte non riusciva a vedere la palla; preferiva rimanere a bordo campo con un
libro in mano. Quando calava la sera, e una decina di collegiali si riuniva a chiacchierare davanti al
fuoco, Charlotte si accovacciava alla finestra e continuava a studiare. Le chiedevano se era in grado di
leggere anche al buio. Anche a scuola, a motivarla era l'idea del costante miglioramento di s, disse
Mary. Lo faceva per educare i suoi gusti. Diceva sempre che la necessit ci imponeva una dose gi
sufficiente di duro pragmatismo, e che la cosa pi importante era smussare e raffinare le nostre menti.
Serbava come se fosse oro ogni brandello di informazione relativo alla pittura, alla scultura, alla poesia,
alla musica90.
Per un po', nei primi anni Trenta dell'Ottocento, il disegno divenne l'interesse principale di
Charlotte, che si lasci catturare ancora una volta dalla nuova aspirazione di Branwell, intenzionato a
diventare un artista. Il signor Bront pag la generosa somma di due sterline a lezione a un pittore di
Leeds, William Robinson, che insegn ai Bront i rudimenti del disegno in casa loro. Charlotte era
capace di disegnare per nove ore di seguito e magari poi, se non era soddisfatta del risultato, bruciare i
propri lavori. Durante le vacanze, chiese a Ellen Nussey di cominciare con lei una corrispondenza in
francese  ci fu un solo, artificioso scambio. Raddoppi allora i suoi sforzi per possedere quella lingua:
nel 1836 confess che, se non fosse stato per il suo riserbo, sarei gi stata da molto tempo etichettata
da tutti quelli che mi conoscono come una sciocca infrancesita91. In pubblico biasimava la sua
espressivit latente e molto poco inglese, ma ottenerla fu uno dei primi trionfi del suo carattere
deviante.
Quando a Jane Eyre viene consentito di studiare il francese,  affascinata dall'apprendere i
primi due tempi del verbo tre. Essere, impara, non significa patire una rabbia impotente, ma dare una
direzione alla propria esistenza. L'istruzione argina l'incontenibile immaginazione che assale la
bambina Jane nella spaventosa Stanza Rossa, cos come gli anni trascorsi a Roe Head ridimensionarono
il mondo anarchico che Charlotte aveva condiviso con il fratello. Mentre Branwell, il figlio prediletto,
rimase a casa, libero e spensierato, con la sua selvaggia chioma rossa e la sua parlantina forsennata,
Charlotte si guadagn il massimo riconoscimento della signorina Wooler per la sua propriet di
linguaggio e le sue buone maniere. Fu probabilmente a questo punto che perse il forte accento
irlandese notato dalle altre ragazze al momento del suo arrivo a scuola. Nei suoi romanzi come nella
vita reale, l'alunna non perde la vivacit della bambina, casomai acquisisce i mezzi per indirizzarla. Il
sommo valore della moderazione, incarnato dalla condotta esemplare di Helen Burns,  recepito dalla
curiosa Jane, che deve appropriarsi dell'autocontrollo della compagna. Jane apprende anche la virt
dell'ordine dalla mite signorina Temple: Avevo assorbito qualcosa della sua natura, e molte delle sue
abitudini: pensieri pi armoniosi, sentimenti apparentemente pi ordinati e sereni abitavano la mia
mente. Mi ero votata al dovere e all'ordine92. Se  corretto stabilire una contrapposizione tra la
coraggiosa Charlotte e le allieve intimorite di Lowood, ci non significa che lei non riconobbe la
necessit della disciplina. Una volta diventata istitutrice, non avrebbe visto di buon occhio i bambini
viziati. Alla fine di Il Professore, Frances Henri decide di non mandare pi a scuola suo figlio, delicato
e sensibile, pur sapendo perfettamente che ne pagher le conseguenze, perch  convinta che la
mancanza di disciplina gli causer disagi nella vita adulta. Quando scrisse questo, Charlotte stava
ovviamente pensando alla selvaggia adolescenza di Branwell.
Separata da Branwell all'et di quattordici anni, e ancor pi lontana dopo il 1837-38, quando lui
inizi a darsi all'alcol e all'oppio93, dovette affrontare la perdita del suo compagno di giochi e di
sogni. Anne ed Emily bastavano a se stesse e nessuna delle due condivideva la sua sete di conoscenza.
In un primo momento fu ostacolata da un'intensa nostalgia di casa, si sentiva un'estranea tra le ragazze
che la circondavano, che provenivano da famiglie avvezze al benessere e al prestigio ed erano unite tra
loro da una miriade di legami sociali e matrimoniali.  facile indugiare sulle debolezze che hanno
conquistato i cuori di generazioni di devote di Charlotte Bront; ma va detto che seppe cogliere le
scarse opportunit a sua disposizione in una vita assai circoscritta. Dovette spingersi oltre i miseri limiti
dell'educazione femminile degli anni Trenta dell'Ottocento; nello studio del francese non fu animata
dall'interesse per le buone maniere, ma dal desiderio di espandere i confini del suo inglese. La totale
estraneit che speriment a scuola, quando fu per la prima volta divisa dal resto della famiglia, fu
spesso motivo di lacrime, ma fu anche l'occasione per conoscere altre ragazze della sua et, Ellen
Nussey e Mary Taylor, che sarebbero diventate fondamentali nella sua vita.
Ellen arriv a Roe Head quando il semestre era gi iniziato, e il suo primo giorno, durante la
ricreazione, fu lasciata dalle altre nell'aula al piano di sotto. Intimorita dalle pile di libri e dal lungo
tavolo ricoperto da una tovaglia cremisi posto proprio al centro dell'aula, Ellen si rese conto solo dopo
un po' di non essere sola. In piedi nel vano della finestra c'era una figura scura, che indietreggiava per
nascondere le lacrime. Ellen chiese quale fosse il problema, e la ragazza disse di avere nostalgia di
casa. Quando Ellen confess che anche lei sentiva il bisogno di essere consolata, un debole sorriso
illumin il volto di Charlotte, e le due si presero per mano. Charlotte vide una ragazza graziosa, pi
giovane di lei di un anno, con gli occhi nocciola. I suoi morbidi ricci castano scuro erano divisi da una
riga in mezzo e le ricadevano ai lati del viso, ammassandosi all'altezza degli occhi e del collo,
lasciando scoperta la fronte94. Ellen disse in seguito che l'aspetto di Charlotte all'inizio non mi colp
come aveva impressionato le altre. Vidi la sua sofferenza, pi che la sua figura.
Anni dopo, Charlotte avrebbe parlato di Ellen come di una tipica ragazza di buona famiglia.
Ellen era la pi giovane di dodici tra fratelli e sorelle e proveniva da una secolare famiglia di proprietari
terrieri e giudici di pace del distretto. Gente di "antica ricchezza", in contrapposizione ai nuovi ricchi
dello Yorkshire industriale, i Nussey erano una rispettata famiglia della "contea", di orientamento
conservatore in politica. Quando Charlotte fu invitata a fare visita ai Nussey a The Rydings, scopr una
magione merlata che sorgeva al fianco di un ruscello (ora offuscata dalle luci al neon di una stazione di
servizio e quasi completamente inghiottita dall'espansione industriale). Con le sue grandi colonie di
volatili e i suoi bei castagni, uno dei quali spaccato in due da un fulmine, The Rydings avrebbe fatto da
modello per la Thornfield di Jane Eyre: la residenza di un facoltoso gentiluomo di campagna.
Branwell, che percorse a piedi pi di sessanta chilometri per recarsi l a trovare Charlotte, pens che
sua sorella fosse entrata "in paradiso". In realt i Nussey erano meno grandiosi di quanto apparissero.
La madre di Ellen era figlia di un mugnaio; il padre, all'epoca gi morto, era stato un fabbricante di
tessuti. La loro sistemazione a The Rydings era ormai precaria  dovettero lasciare la propriet nel
1837  e non avevano pi molto contante. Come Charlotte, Ellen non poteva contare su una dote
matrimoniale, o su una molto esigua.
Stando a quanto affermato da Charlotte, Ellen divenne sua amica perch andiamo d'accordo,
ma tale spiegazione non rende giustizia alla capacit di Ellen di condividere l'intensa vita di Charlotte,
che dipinse la sua compagna come una persona di grande sollievo, calma e tenace95. In realt fu
molto di pi. Fu "vera" nel vecchio senso della parola inglese, cio schietta, ma allo stesso tempo anche
"vera" nel significato diventato comune a partire dal 1839, cio costante e fedele a se stessa, e diede
alla sfrontata irruenza di Charlotte il sostegno incondizionato che permise alla scrittrice di dire tutto ci
che pensava e provava. Il suo premuroso affetto fu sempre vitale e rincuorante, tanto che, col tempo,
Ellen fin per lasciare uno spiacevole vuoto dietro di s, come Charlotte stessa ammise. Quando sei
un po' depressa  un sollievo guardare Ellen e sapere che ti ama. Non conosco nessun altro che come
lei abbia un'influenza allo stesso tempo cos rappacificante e positiva96.
Le lettere che Charlotte scrisse a Ellen non furono meno confidenziali di quelle che sped alle
sorelle, ma pi frequenti, dato che insieme avevano deciso di costituire un qualcosa di insignificante
che diffidava delle persone esterne97. Il fatto che Charlotte avesse rafforzato il legame con Branwell,
e che avesse lasciato la canonica per andare a scuola, ebbe come risultato la perdita di Emily  l'Emily
segreta dei "giochi da letto" (ed  possibile che molti dei successivi progetti di Charlotte  il suo piano
del 1835 di insegnare a Roe Head insieme a Emily, la sua avventura all'estero con lei nel 1842, la sua
decisione di pubblicare nel 1845 le poesie di Emily insieme alle sue  fossero tutti tentativi di
recuperare una vicinanza perduta98). La sua unione con Ellen fu, in parte, la risposta a quella tra Emily
e Anne, che stavano spesso abbracciate come gemelle, disse Ellen, inseparabili compagne in una
simbiosi strettissima che non conobbe mai pause o interruzioni.
Fin dalla prima visita di Ellen a Haworth, avvenuta nell'estate del 1833, sia Emily (allora
quindicenne) che Anne (tredicenne) furono con lei stranamente a proprio agio; anche questo fatto, se si
considera il comune riserbo delle due sorelle, l'indifferenza di Emily per la cortesia e la compiacenza e
la timidezza di Anne, suggerisce che Ellen non fosse del tutto ordinaria. Ellen disse che Emily era
adorabile, nonostante un ritegno apparentemente impenetrabile, che aveva un modo curioso di
osservare e sorridere a un tempo, e ricord in particolare il suo sguardo singolarmente deciso: Uno dei
suoi rari sguardi espressivi era qualcosa che avresti ricordato per tutta la vita, aveva una tale profondit
d'animo e di sentimenti; eppure una ritrosia a rivelarsi, una determinazione all'autocontrollo che non
avevo mai visto in nessun altro99. A Ellen sembr che Emily fosse in grado di ispirare fiducia nella
forza morale. Ma questa immagine conviveva con quella della bambina dispettosa che andava a zonzo
per la brughiera. Alta, dalle lunghe braccia, fisicamente pi sviluppata della sorella maggiore100,
Emily accompagnava Charlotte, miope e spaventata dagli animali, in prossimit di uno di essi, per poi
scoppiare a ridere, deliziata dalla sua espressione di terrore. Dai quindici anni in poi, Emily fu
esonerata dalle sessioni nella stanza della zia, mentre Anne era ancora sottoposta al regime del cucito.
Ellen era pronta e disinvolta come una vera donna di mondo e aveva sufficiente presenza di
spirito per sorvolare su alcune superficiali stravaganze; le sorelle non esitarono ad accoglierla nelle loro
confidenze notturne. Ellen e Charlotte introdussero le due ragazze pi giovani all'abitudine della
signorina Wooler di camminare su e gi con le sue allieve sottobraccio al termine di una giornata di
studio. Le quattro ruotavano a passo spedito attorno al tavolo della sala da pranzo, in due coppie, Emily
e Anne e Charlotte ed Ellen, l'una cingendo con il braccio la vita dell'altra. Pur non essendo un
carattere creativo, Ellen non turb il loro mondo privato; un risultato non da poco, se pensiamo alla
facilit con cui le Bront furono scosse da altri incontri.
Anni pi tardi, Ellen si disse convinta che i personaggi creati da Emily in Cime tempestose
derivassero dalle strambe storie che il signor Bront amava raccontare sui vecchi abitanti delle localit
sperdute della brughiera: Ero solita rabbrividire ai suoi racconti e posso ancora rivedere i suoi occhi
che brillano [...] davanti al mio aspetto impallidito, perch, nella mia ingenuit, mi spaventavo, e
ignoravo del tutto l'esistenza di esseri come quelli che descriveva  queste storie risalgono ai primi
tempi, quando sedevamo attorno al tavolo della colazione o al tavolo da t del suo studio in presenza di
zia Branwell101. A differenza di Ellen, le Bront ascoltavano queste storie con macabro senso
dell'umorismo.
Mary Taylor (a volte chiamata Pag o Polly) non aveva nulla della rispettosa empatia di Ellen:
era diretta e priva di tatto. A Roe Head disse a Charlotte che era molto brutta. In seguito, quando chiese
scusa, Charlotte afferm: Polly, mi hai fatto un gran bene102. Ci volle la schiettezza di Mary per
scuotere Charlotte dai sogni delle fanciulle belle e disperate. Quando Charlotte raccont a Mary di
come era solita, a Cowan Bridge, starsene seduta su una pietra a fissare l'acqua che scorreva nel vicino
ruscello, Mary comment: Avresti fatto meglio a pescare. Quando Charlotte confess di lavorare
d'immaginazione e descrisse i libretti in miniatura che lei e le sorelle scrivevano solo per se stesse,
Mary concluse:  come coltivare patate in cantina103. Si meravigliavano a vicenda a ogni loro
scambio.
Mary non aveva tempo per le chiacchiere intellettuali; il suo approccio pragmatico veniva dalla
sua famiglia dissenziente. Anche se Mary era collegata a Ellen per vie matrimoniali, i Taylor (con la
testa sempre infilata nei libri) stavano pi per conto loro dei Nussey, e le due famiglie non avrebbero
potuto essere pi distanti nelle loro opinioni politiche. Mary, come suo padre, era sensibile alle
ingiustizie sociali. I Taylor vivevano a cinque chilometri e mezzo dai Nussey, nella Red House di
Gomersal, costruita nel 1660 da un certo William Taylor. In seguito Charlotte avrebbe immortalato la
casa ritraendola come Briarmains in Shirley. Era fatta di mattoni rossi, e delle alcove nell'ingresso e nel
salotto del piano terra custodivano statue provenienti dall'Italia. Il signor Taylor, che viaggiava spesso
in continente per affari, parlava fluentemente italiano e francese e, anni dopo, avrebbe prestato a
Charlotte i romanzi di George Sand. Charlotte era affascinata dall'insolita combinazione di schiettezza
dello Yorkshire e raffinatezza europea che scorgeva nel signor Taylor, e pi tardi l'avrebbe ricreata
nell'ambigua figura del signor Hunsden, uno dei personaggi del suo romanzo Il professore. Produttore
di divise militari e banchiere, il signor Taylor abbandon il settore finanziario in seguito a ingenti
perdite economiche e si mise in testa di ripagare tutti i suoi creditori, cosa che fece fino alla sua morte,
avvenuta nel 1841. In base alle sue volont, i figli avrebbero dovuto continuare a restituire il dovuto, e
cos fecero due di loro. Charlotte avrebbe descritto i Taylor (fedelmente, disse Mary) come gli Yorke di
Shirley: Nello Yorkshire ci sono famiglie del genere, qua e l nella brughiera o sulle colline: gente
autentica, viva, vigorosa; di buon sangue e buon cervello, turbolenta per orgoglio di s, talvolta
intrattabile per la gran forza innata; gente che tuttavia manca di raffinatezza, di cure, di controllo ma
solida, ma coraggiosa, ma di buona razza, come l'aquila delle scogliere o il destriero della steppa104.
L'indipendenza di Mary, la sua tonificante schiettezza e la sua determinazione a vivere senza
nulla concedere all'artificio erano tratti derivati da suo padre, un uomo di grande acume che non poteva
sopportare alcuna forma di controllo esterno. Charlotte lo reputava in questo essenzialmente
inglese105, privo di qualsivoglia retaggio della stirpe normanna. Mary era scaltra e coscienziosa,
conosceva il mondo un po' meglio di Charlotte e poteva soddisfare la curiosit dell'amica. A lei
piaceva dare informazioni, a Charlotte analizzare e farle domande: erano, in questo, complementari. Le
risposte per le rime di Mary erano certo provocatorie, ma non dolorose. Spesso le adolescenti si
punzecchiano l'un l'altra con un'insidiosa grettezza che mira a sottomettere la pi originale alle pi
meschine norme del loro sesso. Le parole di Mary avevano l'effetto opposto: erano uno stimolo a
pensare. Il suo radicalismo, come il suo senso pratico, faceva scintille con Charlotte, ma suscitava
reazioni energiche, non sottomissione. E anche se a volte metteva tutto in discussione, era attratta dal
fuoco creativo dei Bront, non da ultimo dal difficile Branwell. La trasparenza con cui manifest il suo
interessamento suscit il disprezzo di Branwell, e Charlotte concluse che una donna non poteva
permettersi di confessare i propri sentimenti. Come Charlotte, Mary non pensava al matrimonio e suo
padre l'appoggiava, sconsigliandole di sposarsi per mere ragioni di sicurezza o posizione.
Mary non era molto loquace. Si presentava a scuola nel suo vestito rosso con le maniche corte e
il collo alto  lo stile indossato all'epoca dalle ragazze  e la signorina Wooler pensava che fosse
troppo bella per essere vera106. Ma presto scopr di trovarsi di fronte a un carattere testardo e sordo
ai rimproveri. Quando Mary e Charlotte completarono il limitato programma della scuola, la signorina
Wooler gli assegn il compito di imparare a memoria le Belles Lettres di Blair. Charlotte obbed
mentre Mary rifiut quello che reputava uno sterile esercizio. Prefer accettare la punizione di andare a
letto senza cena per un mese piuttosto che cedere, e lo fece senza battere ciglio, come ricord Ellen:
Quando calava la sera, la trovavamo sempre che disegnava appoggiata alla cassettiera nell'incavo
della finestra, con aria allegra e spensierata. Non sbandier mai a parole la sua ribellione107. N
sembrava far caso al fatto che lei e sua sorella Martha non vestite come le altre ragazze. I loro cappotti
blu scuro erano rimasti corti e i loro berretti in pelliccia di castoro nero erano ormai sformati, eppure li
indossavano con orgoglio. Quello che Mary desiderava davvero era trovare un modo per evadere dalla
costrizione in cui era relegata la vita delle donne. Pi tardi Charlotte l'avrebbe rievocata nella figura di
Rose Yorke108, una ragazzina di dodici anni, seduta a terra sul tappeto, accanto alla libreria, che
muove le labbra senza emettere suoni mentre legge L'italiano di Ann Radcliffe (1797), un libro che
risveglia il suo desiderio di viaggiare: Prima il nostro emisfero, poi l'altro. Sono decisa a far s che la
mia vita sia proprio una vita e non una specie di cupa catalessi, come quella di un rospo109. A suo
avviso, le donne che vivono sepolte in casa sono come in una tomba con finestre. Al punto che la
monotonia e la morte sono la stessa cosa. Le sembra di gran lunga preferibile provare tutto a rischio di
rimanere delusa piuttosto che non provare nulla e lasciare una vita in bianco.
Si potrebbe tracciare idealmente una linea evolutiva tra il personaggio romanzesco di Rose
Yorke, creato da Charlotte, e quello di Dora, che Mary dipinse nel suo romanzo polemico Miss Miles,
or A Tale of Yorkshire Life Sixty Years Ago (1890). Dora ha una relazione servile nei confronti del suo
incurante padrino, che la costringe a una sorta di morte in vita, finch non inizia a guadagnarsi da
vivere come oratrice diffondendo un velato messaggio femminista. Lo scambio privato riportato qui
sotto tra Dora e un'amica insegnante, Maria Bell, allude al legame sovversivo che strinse Charlotte a
Mary:
Maria, disse lei [Dora], se la gente scoprisse che le donne nel cimitero sono vive  quelle
nelle bare intendo  e che aspettano di essere disseppellite, pensi che qualcuno lo farebbe?.
Dora, stai tranquilla.
Rispondi!.
Be', certo che lo farebbero.
No, non lo farebbero! Direbbero che le signore non vogliono alzarsi  che l hanno gi tutto
quello che possono desiderare, e che agli uomini non piacerebbe vederle uscire dalle loro tombe.110
Mary parl per la prima volta di questo romanzo in una lettera che sped a Charlotte subito dopo
che lei aveva pubblicato Shirley, il pi femminista dei suoi romanzi. Cosa scrisse Charlotte nelle sue
molte lettere indirizzate a Mary, che quest'ultima distrusse quasi integralmente temendo che potessero
rovinare la reputazione dell'amica? Ebbe modo di conoscere la voce coraggiosa che anche Mary seppe
tirar fuori, tanto che i loro romanzi femministi ancora oggi sembrano dialogare tra loro?
Mary fu pazza quasi quanto me111, disse Charlotte nel 1836. Quando ritrasse Mary come
Rose Yorke, vide gran parte della sua persona fecondata dai germi di idee che sua madre non avrebbe
mai sospettato. Era per lei un'agonia il fatto che queste idee venissero spesso calpestate o represse da
una madre che l'avrebbe resa una donna dedita a sterili doveri. Scintille d'intelligenza balenavano nel
suo sguardo e brillavano nelle sue parole. Sua sorella Martha aveva la conversazione e il carattere
piccante che attraevano gli uomini, Mary aveva un animo fine, generoso, una mente nobile e
profondamente istruita, un cuore sincero e puro come l'acciaio. Pur essendo pi graziosa di sua
sorella, non sembrava in cerca di conquiste, e questo contribuiva alla sua onest.
La "pazzia" di Mary e il suo astenersi dai giochi della seduzione l'avvicinarono all'onest delle
Bront  in particolar modo alle pi intransigenti sorelle minori. Ellen disse che il senso di diversit di
Charlotte non derivava dalla timidezza o dalla vanit, ma dalla sfiducia di essere compresa. Persino il
suo aspetto non la aiutava: appariva piccola e giovane per gli anni che aveva. Una volta, tornando da
scuola, si lament di esser stata presa per una bambina da un'amica di suo padre, la signora Franks
(nata Firth): Una signora alta voleva farmi da balia112. Un'altra volta, durante una festa domenicale
in canonica, Ellen ebbe modo di assistere al tentativo delle sorelle di prendere parte ai giochi suggeriti
da altre ragazze. Le Bront, con in volto un'espressione disorientata e arrendevole, furono diligenti
nell'accontentare le loro ospiti. Ellen rimase colpita dal contrasto tra l'autocontrollo delle sorelle di
fronte agli estranei e la loro radicale non convenzionalit113 quando stavano per conto loro.
L'indipendenza di Mary e l'acume di Ellen contribuirono a formare il carattere di Charlotte dai
suoi quindici anni in poi. Entrambe rappresentarono un punto di riferimento alternativo alle sorelle e
una porta d'accesso su abitudini sociali ed economiche fuori dalla portata della canonica. Ellen fu la
prima confidente di Charlotte, oltre che la sua consulente in materia di gusto. In seguito, quando
Charlotte divenne un'autrice famosa e accett infine uno dei numerosi inviti a Londra, fu a Ellen che
scrisse per avere consigli sul suo aspetto. Poteva forse procurarle una treccia di capelli castani per una
coroncina alla moda? Sfortunatamente il colore dei capelli non era abbastanza simile al suo, e dovette
accontentarsi, per gli appuntamenti serali, di un nastro di seta marrone (ripiego che non manc di far
sogghignare le signore londinesi che la videro alle feste). Le tre amiche rimasero separate per lunghi
periodi della loro vita, ma non smisero mai di scriversi lettere in cui setacciavano l'animo e
scandagliavano le possibilit a disposizione delle donne della loro epoca. A volte, nella loro
corrispondenza, Charlotte e Mary affrontarono anche temi esplicitamente politici (come il Reform Bill,
in merito al quale presero posizioni opposte114), ma non furono propense alle forme tradizionali di
azione politica. Se Mary aveva a cuore il diritto delle donne di accedere a posizioni di lavoro dignitose,
Charlotte si occupava pi di costrizioni mentali  le immagini dominanti della femminilit che erano, a
modo loro, ben pi schiavizzanti dei diritti negati. La sua arte prese spunto dal suo carattere e da quello
delle sue sorelle e amiche: donne tradizionali nella loro tendenza a stare in disparte e a prestarsi mutuo
soccorso, eppure esponenti di una nuova generazione che, nei primi anni Trenta dell'Ottocento, usc
fuori dalle recondite pieghe della storia e inizi a coalizzarsi, giusto un attimo prima che l'agitazione
provocata dal movimento per il suffragio lasciasse affiorare le donne alla superficie della vita pubblica.
...
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...
Note al capitolo
...
.
...
56 The Subjection of Women (1862), ristampato in John Stuart Mill e Harriet Taylor Mill,
Essays on Sex Equality, a cura di Alice S. Rossi, University of Chicago Press, cap. 1, p. 148; trad. it. in
Sulla servit delle donne, Milano, Rizzoli, 2010.
57 JE, p. 126.
58 CB a WSW, 3 luglio 1849, CBL, ii, p. 227.
59 Life, p. 47; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, Milano, La tartaruga, 1987, pp. 61-62.
60 CB a EB da Bruxelles, 1 ottobre 1843, LFC, ii, p. 305.
61 PB la riport da Leeds, dove era stato per una conferenza, il 5 giugno 1826.
62 CBEW, I (1826-32), p. 6.
63 Cos chiamata, forse, dal nome di Kanhoji Angria, che aveva fondato un regno pirata sulle
coste dell'India che resistette ai ripetuti attacchi della fine del XVII e dell'inizio del XVIII secolo,
finch gli inglesi, comandati da Clive, ne presero il controllo nel 1756. Cfr. CBEW, II, parte 1
(1833-34), p. xx.
64 The History of the Year, CBEW, I, p. 5.
65 CBEW, II, parte 2 (1834-1835), p. xiii.
66 Cfr. The Early Writings of Charlotte Bront, Oxford, Blackwell, 1983, pp. 226-227.
67 George Byron, Il pellegrinaggio del giovane Aroldo, canto iii; in Id, Opere complete, vol. I,
Torino, Unione Tipografico-Editrice, 1922, p. 150.
68 CBEW, II, pp. 108-110.
69 Ivi, pp. 245-250.
70 Il nome deriva dal maresciallo Soult, arruolato al fianco di Napoleone, che fu il nemico di
Wellington nelle guerre peninsulari e nella battaglia di Waterloo.
71 Sotto l'influenza di Tales of the Genii (1764).
72 Cap. 4 in Visits in Verreopolis (in seguito Verdopolis), iniziato l'11 dicembre 1830. CBEW,
I, pp. 309-312.
73 Ivi, p. 311.
74 Ivi, pp. 180-196. Basato sull'opera di Jonson The Poetaster, or His Arraignment (1601),
nella quale Jonson attacca la poesia di Thomas Dekker e John Marston. Cos come Jonson si identifica
in Orazio al vertice della gerarchia dei poeti, CB si identifica nei rispettati scrittori di Glass Town,
Captain Tree e Lord Charles Wellesley (dettaglio di Christine Alexander). Il vol. I, datato 3 luglio
1830, si trova nella Harvard College Library: Lowell I (2). Il vol. II, datato 8 luglio 1830,  nella PML:
Bonnell Collection. Entrambi i volumi sono libretti cuciti a mano di sedici pagine.
75 Christine Alexander parla di un fascino che confina con la noia, CBEW, ii, Introduzione,
p. xvii.
76 In The Early Writings of CB, cit. p. 244, Christine Alexander riconosce che sarebbe
sbagliato enfatizzare eccessivamente l'importanza dei juvenilia per l'opera successiva. Dice inoltre, a
p. 246, che Angria aveva arrestato il suo sviluppo in quanto scrittrice di romanzi realistici.
77 L'illustrazione si trova in BPM.
78 La copia di PB si trova in BPM: 526.
79 Da Long My Anxious Ear Hath Listened (12 ottobre 1830). Non reperibile in CBP ma nella
storia Albion and Marina, stampata privatamente da Clement Shorter in Latest Gleanings, Londra,
1918. Una copia  in Berg.
80 A Peep into a Picture Book, CBEW, ii, p. 90.
81 Passing Events (datato 29 aprile 1836), in Five Novelettes, a cura di Winifred Grin, Londra,
Folio Press, 1971, p. 72.
82 Ivi, p. 44.
83 Bozza di una lettera di CB a Hartley Coleridge (dicembre 1840) sulla carta da pacchi in cui
lui le risped la sua prima versione di Ashworth, un romanzo incompleto. Trascritta da Melodie
Monahan, Studies in Philology, lxxx, 4 (autunno 1983), p. 124. CBL, i, p. 237; trad. it. in Lettere,
Milano, SE, 2002, p. 56.
84 CB a Hartley Coleridge, 10 dicembre 1840, in Coleridge Collection, University of Texas,
citata da Monahan, Ivi p. 129.
85 Carus Wilson, "Thoughts Suggested to the Superintendent and Ladies" (1824), citato da
Rebecca Fraser, CB, p. 38.
86 Attingo dalla descrizione fatta da CB in Il professore (scritto nel 1846, pubblicato nel 1857).
87 Devo quest'informazione ad Audrey W. Hall, discendente di una di tali famiglie del West
Yorkshire.
88 Ricordi di CB di EN.
89 Ricordi di MT per EG (1856), Stevens, MT, Appendix B; trad. it. in La vita di Charlotte
Bront, cit., p. 99.
90 MT a EG, met del 1857, ibid. Si tratta di una seconda lettera a EG, incorporata nella terza
edizione di Life.
91 CB a EN, 26 settembre 1836, CBL, I, p. 152; trad. it. in Lettere, cit., p. 37.
92 JE, p. 96.
93 Christine Alexander, nella sua introduzione a The Early Writings of CB, cit. pp. 161, 173,
284, suggerisce che il biennio 1837-38 fu il momento in cui il legame tra i due fratelli venne meno: la
matura consapevolezza morale di CB mise in luce tutti i limiti di PBB. In seguito a questa data, inoltre
(nota Fraser in CB), EB e AB non parteciparono pi, nemmeno marginalmente, ai giochi di Angria.
94 L'aspetto di EN si ricava da un disegno in cui CB la ritrasse in et scolastica. Si trova in
BPM.
95 CB a WSW, 27 maggio 1849, LFC, ii, p. 333; trad. it. in Lettere, cit., p. 139.
96 CB ad Amelia Ringrose, 24 dicembre 1847, LFC, ii, p. 67.
97 EN a Sir T. Wemyss Reid, 9 luglio 1880, Berg.
98 Devo quest'idea a Juliet Gardiner, in una conversazione del luglio 1992.
99 EN, nel corso della sua prima visita in canonica nel 1833, CBL, i, Appendix: 598.
100 EN lo disse a EG, in Life, p. 81; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., p. 118.
101 EN a Sir T. Wemyss Reid, 24 novembre 1876, Berg.
102 Ricordi di MT, in Stevens, MT.
103 Ibid.
104 Sh, p. 152.
105 Il signor Yorke in Sh, p. 48.
106 Ricordi di EN di MT, LFC, ii, pp. 231-232.
107 Ibid.
108 Vedi Sh, cap. IX.
109 Ivi, p. 385.
110 Mary Taylor, Miss Miles, or A Tale of Yorkshire Life Sixty Years Ago, 1890, ripubblicato
da Oxford University Press, 1990, pp. 347, 362-363.
111 CB a EN, 26 settembre 1836, LFC, I, p. 146; trad. it. in Lettere, cit., p. 37.
112 Ricordi di CB di EN, CBL, I, Appendix.
113 Manoscritto olografo di EN relativo ai Bront. Berg. Una copia  conservata anche alla
King's School di Canterbury. CBL, I, Appendix.
114 CB lo nota in una lettera a EN alla quale spedisce, su sua richiesta, una lettera nello stile di
Mary. MT in seguito distrusse quasi tutte le lettere di CB.
...
.
...
Capitolo 3. L'Egitto e la Terra Promessa.
...
.
...
A diciannove anni avrei dovuto mostrare gratitudine per la mia paghetta di un penny a
settimana. Chiesi a mio padre se potevo avere di pi, ma lui rispose: "Che ci deve fare una donna con i
soldi?"115.
Tra i diciannove e i venticinque anni Charlotte decise di guadagnarsi da vivere come istitutrice
e insegnante. Condivideva con Mary un segreto desiderio di indipendenza economica, insolito per la
loro generazione, ma nelle sue lettere parl di mera obbedienza a un comandamento impersonale:
Sono triste, molto triste all'idea di dover lasciare casa, ma il Dovere, la Necessit  questi sono severi
padroni ai quali non si pu disobbedire116.
Nel luglio 1835 Charlotte si preparava a tornare a Roe Head in veste di insegnante. Per tre felici
anni, dall'estate del 1832 a quella del 1835, aveva insegnato alle sorelle, in casa, con particolare
successo nella sua materia preferita, il francese, tanto che in seguito la preparazione di Emily fu
sufficientemente buona da consentirle di portare avanti degli studi avanzati all'estero. Il signor Bront
compr un pianoforte per le figlie: Anne impar a cantare alcune canzoni, Emily la accompagnava al
piano con precisione e talento. Ora che nel bilancio familiare pesavano le spese per l'educazione
artistica di Branwell, Charlotte decise di fare il possibile per Emily, che stava per compiere diciassette
anni. Come insegnante avrebbe guadagnato abbastanza da poter pagare i costi della sua istruzione; allo
stesso tempo, allontanandola per un po' dalla presa di Anne e portandola con s a Roe Head, avrebbe
avuto occasione di saldare il suo legame con lei.
Cos, il 29 luglio, ancora una volta due sorelle emersero dalla canonica per affacciarsi su quello
che il signor Bront chiamava questo mondo ingannevole e pieno di trappole. Nessuno in questa
prova terrena  le avvert quando se ne andarono   immune dalle tentazioni117.
Ma si trattava di timori piuttosto bizzarri per due ragazze dirette alla sicura scuola della
signorina Wooler, dove Charlotte insegnava grammatica a delle idiote118 ed Emily, svegliandosi
ogni mattina col pensiero di casa e della brughiera, si faceva forza per affrontare una nuova giornata di
tristi malinconie. I pii avvertimenti del signor Bront sono la prova della scarsa consapevolezza dei
reali pericoli corsi dalle figlie: una mortale nostalgia di casa per Emily, una routine lavorativa
deprimente per Charlotte; ma la sua sfiducia nel "mondo" era in qualche modo in accordo con la loro
fatica nello snervante tentativo di entrarvi. Gaskell ha parlato di quel felice circolo domestico nel
quale la loro indole si manifestava in piena libert; in mezzo agli estranei si chiudevano in s119.
Emily dur tre mesi. Silenziosa, alta, una delle ragazze pi adulte della scuola, aveva poco o niente
della sete di conoscenza di Charlotte, n del suo dono per lo stringere nuove amicizie. A Roe Head
deper a tal punto120 che Charlotte inizi a preoccuparsi che potesse morire. A met ottobre una
pallida, malridotta Emily era gi di ritorno a Haworth.
La Libert, spieg Charlotte, era il soffio della vita per Emily; priva di libert, si sentiva
morire. Il mutamento dalla sua casa al collegio, da un'esistenza silenziosa, solitaria, ma libera e
spontanea, a una vita di ben regolata disciplina (sia pure in un ambiente dei pi affettuosi), le riusc
insopportabile. La sua natura si rivel troppo forte per la sua volont121.
Anne, a quasi sedici anni, and al posto di Emily, e riusc a tenere duro per due anni, dalla fine
del 1835 alla fine del 1837, quando pure lei croll. Se Charlotte aveva una spiegazione per la resa di
Emily, non ne trov alcuna per il crollo di Anne, e la ragione pi ovvia  che Charlotte provava meno
simpatia per la sorella pi piccola. Erano in competizione per Emily, e Anne, che aveva in realt un
carattere molto pi forte di quanto non apparisse, non lasciava terreno a Charlotte. In cambio, Charlotte
ignor Anne nei due anni che trascorse a Roe Head; non consent alla presenza di questa sorella
sobriamente ambiziosa, profonda e dotata di spirito di osservazione di alleviarle l'amarezza per la
vacuit mentale di tutte le altre. La delusione per la povert di stimoli di quell'ambiente l'offusc al
punto da trasformarsi in odio, era troppo ossessionata dalle sue emozioni per pensare alla sorella, dalla
quale la separava in ogni caso la distanza che passa tra insegnante e allieva. In questa fase, il sodalizio
di Charlotte e Branwell e quello di Emily e Anne sembrano irreversibili. Le lettere e i frammenti che
Charlotte ci ha lasciato tra il 1835 e il 1837 dimostrano che Anne non fu mai invitata a unirsi al sogno
di Angria; n Charlotte prese mai in considerazione, nemmeno per un momento, la possibilit di creare
con lei un filone tutto loro. Quando anche Anne alla fine si ammal, nell'autunno del 1837, la signorina
Wooler pens che si trattasse di un semplice raffreddore; Charlotte, improvvisamente allarmata, and
su tutte le furie con la signorina Wooler in un eccesso di ansia protettiva. Il ricordo di Maria ed
Elizabeth non aveva mai smesso di farle male. In un certo senso, quelle morti fecero sorgere in tutte le
sorelle una certa impermeabilit al mondo esterno, in rapporto al quale alternavano con sistematica
regolarit slanci entusiastici e amare ritirate. La signorina Wooler, scioccata dalle accuse di Charlotte,
scrisse immediatamente al signor Bront, e cos pure Anne torn a casa.
Ma nel frattempo Charlotte era alle prese con un altro problema: la rigida limitazione dello
spazio mentale. Se fosse vissuta quarant'anni dopo, avrebbe avuto la possibilit di accedere
all'istruzione superiore, ma negli anni Trenta dell'Ottocento i college e le universit non avevano
ancora aperto le loro porte alle donne. Col vantaggio del senno di poi, George Eliot, scrivendo tra il
1871 e il 1872, colloc la sua eroina intellettuale, Dorothea122, esattamente in questo periodo  i primi
anni Trenta dell'Ottocento , una fase storica in cui non c'era ancora nessuna consapevolezza delle
esigenze intellettuali delle donne, e in particolare delle donne che vivevano nelle asfittiche province,
dove le aspirazioni femminili si scontravano con le consuetudini oppressive e la totale mancanza di
opportunit. Era facile lamentarsi per la vita cui erano costrette le donne; la stessa Charlotte lo faceva
incessantemente  possiamo biasimarla per questo? Eppure, diversamente da Dorothea, diversamente
da Maggie Tulliver123, diversamente da tutte le donne vittoriane ligie al dovere, Charlotte Bront non
manc di coltivare le sue doti. Poco pi che ventenne, oppressa com'era, depressa, talvolta persino
"pazza", proprio in questo periodo poco promettente, tra il 1835 e il 1841, invent i personaggi
principali dei suoi futuri romanzi ed esercit lo stile della sua scrittura con tenacia.
Non fu un'impresa pianificata, accadde in modo simile a come capita a tante donne:
inavvertitamente, ai margini della vita, con la copertura della notte, su ritagli di carta, durante la stesura
di una lettera. Desiderava ardentemente una guida, ma fu respinta dai celebri scrittori cui si rivolse.
Ancora presa nei suoi giochi letterari, non seppe subito indirizzare correttamente i suoi coraggiosi
impulsi. Si disperdevano qui e l, tra i saloni di Angria e alcune piagnucolose poesie vittimistiche. Ma
passare al setaccio i suoi scritti di allora significa frugare tra i detriti in cerca dell'oro, vedere la
straordinaria promessa ancora celata nell'ombra della sua prigione.
Per quanto illuminata, per i suoi tempi, rispetto ai bisogni delle allieve, la signorina Wooler non
seppe valutare quelli di un'insegnante cui veniva richiesto di essere sempre in servizio, anche nei
finesettimana. Durante il suo primo semestre, una volta Charlotte si perse nei suoi pensieri. Piuttosto
assente, sogn a occhi aperti Zamorna che scendeva dal suo cavallo nero, con il cielo africano
tremante e gravido di stelle124, dimenticando per un attimo la piatta quotidianit dell'aula di Roe
Head.
Signorina Bront, a cosa sta pensando?. La signorina Lister sporse la sua testolina curiosa
verso l'insegnante.
Il suo unico momento di libert dalle allieve era un breve intervallo nel pomeriggio durante il
quale le ragazze facevano i compiti. Quando calava la sera, Charlotte si coricava sul letto, nel
dormitorio deserto, e dava libero sfogo alla propria immaginazione  come descrive in un frammento
del diario del febbraio 1836. Ha annotato l'ora, le 19:
Ora riprendo finalmente il controllo dei miei pensieri, la mia mente si rilassa dopo la prigionia
in cui  stata costretta nelle ultime dodici ore e si riversa su tutto il resto, che nessuno in questo edificio
conosce all'infuori di me. Ora, dopo una giornata di logorante vagabondaggio, ritorno all'arca che per
me sola galleggia sui flutti del diluvio senza fine che affligge questo mondo.125
Accadeva spesso che avesse vagabondato troppo per fare ritorno all'arca, e in quei casi
sprofondava nella tristezza  uno stato d'animo che la spinse, lentamente, nella depressione. Charlotte
confid solo a Ellen e a Mary le sue frustrazioni, e le espresse con trasporto nel suo "Roe Head
Journal": Devo, giorno dopo giorno, rimaner incatenata a questa seggiola, prigioniera fra queste
quattro mura spoglie mentre in cielo brillano magnifici soli estivi126.  in questi frammenti
autobiografici che sentiamo per la prima volta l'eloquente voce di Jane Eyre, quando dice: Mi
chiameranno incontentabile. Non potevo farci nulla: l'inquietudine era nella mia natura e qualche volta
mi agitava fino alla sofferenza. Solo quando  per conto suo Jane pu aprire il suo orecchio interiore a
un interminabile racconto  un racconto creato dalla sua immaginazione  animandolo con tutti gli
avvenimenti, la vita, il fuoco, i sentimenti che desideravo e non conoscevo nella mia esistenza
reale127. I segnali precursori dell'esplosione che dar origine a Jane vanno rintracciati in alcuni
frammenti sparsi  assai diversi dai "libretti" compiuti. Ma senza il suo diario, in cui Charlotte pot
tenere in vita i suoi fecondi scoppi d'ira e la sua determinazione, l'immaginazione avrebbe rischiato di
atrofizzarsi, lo spirito di congelarsi. Nel suo insieme, il diario  una serie di esplosive avventure che
servono a riappropriarsi dello spazio non visto.
I Bront avevano in comune la devozione per quanto vi era di naturale ed errabondo nel loro
animo fanciullesco: nella misura in cui gli obblighi dell'et adulta li costrinsero ad abbandonare quello
spirito, a rivestirlo delle buone maniere, a sprecare  nel caso delle sorelle  le loro energie con
l'insegnamento (per il quale nessuna di loro sentiva la bench minima vocazione), e nel caso di
Branwell a farsi strada con piglio virile nel grande mondo, avvizzirono128  con la sola eccezione,
nella maturit, di Anne, la cui ambizione fu meno ansiosa e pi misurata di quella di Charlotte. Dei
quattro Bront fu l'unica che, col tempo, fu in grado di sopportare senza lamentarsi lunghi periodi
trascorsi in quella societ a loro cos poco congeniale. I suoi giudizi, per quanto caustici e severi, non
sfociavano in un'ingestibile insofferenza. Aveva qualcosa del distacco di Emily, ma era capace di
mascherarlo e, ancora meglio, di servirsene per studiare gli altri.
Pur resistendo a Roe Head pi a lungo di Anne, Charlotte vi rimase sempre controvoglia,
nonostante l'affetto che la signorina Wooler nutriva nei suoi confronti e la vicinanza delle sue amiche.
Dal primo giorno consent alle sue lamentele di prosciugarle le energie ed eroderle il morale. Fin
quando era stata un'allieva, la sua prima preoccupazione era rimasta quella di nutrire la propria mente.
Ora, diventata insegnante, si scontrava con la superficialit del modello di femminilit vigente.
Nessuna delle studentesse le sembrava promettente.  improbabile che la scuola fosse del tutto priva di
allieve interessanti  Anne, se non altri, vi rimase per due anni su tre. Pi realisticamente, il disappunto
di Charlotte per le sue alunne veniva dall'insegnare controvoglia. Eppure negare il proprio desiderio,
mettere gli altri prima di se stessi, era l'essenza stessa della morale cristiana. Dare la preferenza alla
scrittura le sarebbe sembrato un capriccio egoistico.
Di tanto in tanto andava in visita alla Red House di Gomersal. Mary le chiedeva, con la sua
solita impertinenza, perch continuasse a insegnare visto che la pagavano cos poco da poter a
malapena comprare vestiti per s e per Anne. Charlotte rispondeva che non c'era altro da fare.
A Mary era sempre pi chiaro che in Inghilterra, per una donna, non c'era alcuna opportunit di
trovare un lavoro che non fosse subordinato e sottopagato129. Rispetto alla possibilit di lavorare in
miniera, in fabbrica, come modista, domestica o insegnante, la professione pi desiderabile le sembrava
in ultima analisi quella della lavandaia, anche se la paga era in quel caso al di sotto della soglia di
sopravvivenza. Le sue osservazioni confermavano l'attualit delle rivoluzionarie proteste di Mary
Wollstonecraft, che aveva affermato nel 1787: Sono pochi i modi per guadagnarsi da vivere, e quelli a
disposizione sono molto umilianti130. Pi tardi, Mary mise in discussione la posizione economica
della donna in una serie di articoli scritti per il Victoria Magazine tra il 1865 e il 1870 (e raccolti nel
1870 sotto il titolo The First Duty of Women131). Il primo compito delle donne era quello di
provvedere a se stesse, anche se gli veniva detto che la loro principale occupazione era quella di
esercitare la loro influenza sugli altri. Come potrebbero renderla una professione redditizia?,
chiedeva Mary. A che ora iniziano al mattino e come possono, svolgendola, riempire la giornata
lavorativa?132. Nello stesso tono sdegnoso attacc l'ingenuit femminile, certo affascinante nelle
giovinette, ma destinata a invecchiare male col passare degli anni, e si prese gioco della definizione
corrente della donna quale creatura che ama il sacrificio di s133. Il suo romanzo, inoltre, punt
l'indice contro la futile natura delle donne della sua generazione. Poich la sua corrispondenza con
Charlotte  andata distrutta, dobbiamo fare ricorso ai libri di Mary per trovare traccia di quelle
preoccupazioni economiche che molto probabilmente entrambe condivisero, in quanto donne
determinate a mantenersi da sole in un'epoca in cui era ancora raro che le esponenti della classe media
lo facessero. Mantenersi con il lavoro  un lavoro che non uccidesse lo spirito  fu una questione
centrale nelle loro vite, ma non lo era per Ellen, che fu vicina a Charlotte in altro modo, attraverso la
comprensione dei suoi stati d'animo e del suo carattere. Della loro relazione ci sono pervenute molte
testimonianze; invece cosa si dicevano Mary e Charlotte quando erano sole?
Mary censur di proposito quello che raccont a Elizabeth Gaskell dopo la morte di Charlotte,
consapevole che c'erano cose che non si potevano dire nel 1850, cose che avrebbero ulteriormente
danneggiato la reputazione della sua amica, gi considerata una ribelle, una donna ben lontana
dall'ideale di "signora"; cose che sarebbero entrate in conflitto con il modello vittoriano del dovere.
Nel suo romanzo ebbe la libert di raccontare la vicenda di Dora: disprezzata perch del tutto
dipendente dal suo patrigno, diventa una sorta di non-persona e finisce con lo scivolare nell'invisibilit.
C' poi la storia di Amelia Turner, cui la famiglia impedisce di lavorare quando muore il padre,
proprietario di una fabbrica. Lavorare sarebbe stato "un insulto" alla memoria del pap. Cos Amelia
diventa una pallida invalida. Sono in prigione, confessa, non posso fare niente134. Anche per
l'indipendente insegnante Maria Bell non c' sempre lavoro. Il ciclo industriale ha i suoi alti e bassi:
nei periodi di magra, la scuola di Maria rischia di chiudere; in quanto donna lavoratrice che non pu
permettersi di vestire alla moda,  allontanata dalle altre esponenti della classe media e la sua vita 
solcata dalla solitudine. Di gran lunga pi fortunata  Sarah Miles, la pi simile a Mary Taylor, che
grazie alla sua educazione dissenziente sa trovare la propria voce e la propria forza. La vediamo con
lo sguardo pieno di desiderio fisso all'orizzonte, mentre si chiede se laggi vivono forse persone di
un altro tipo, magari disposte ad accogliermi come cittadina135. Si tratta senza ombra di dubbio di un
elemento che accomuna Mary e Charlotte: anche le sue donne guardano all'orizzonte, ansiose di
oltrepassare gli angusti limiti delle loro esistenze.
Quando Charlotte le confess che persino una direttrice scolastica benevola non arrivava a darle
uno stipendio ragionevole, Mary la mise in guardia rispetto al pericolo del sacrificio di s. Individu
nel sacrificio di s un deleterio palliativo dell'azione quando disse che Charlotte sembrava non avere
alcun interesse o piacere oltre a fare ci che sentiva come il proprio dovere.
Di certo non si sbagliava. La zia e il padre le avevano consigliato di tenersi alla larga dalle
tentazioni del libero volere. Tale indicazione si tradusse in una doppia vita, Charlotte era consapevole
dello scarto che passava tra il sogno e il dovere; consapevole dello spazio, sempre pi ridotto, in cui le
era concesso esercitare l'immaginazione; consapevole, inoltre, della sua intima distanza da quel decoro
che, in quanto insegnante, era chiamata a incarnare, e dell'insormontabile divario che separava il suo s
segreto dalla superficialit delle sue frivole alunne.
Se solo conoscessi i miei pensieri, confess a Ellen, i sogni che mi assorbono, la vivida
immaginazione che mi divora e mi fa sentire la societ attuale maledettamente insipida, mi
compiangeresti o, addirittura, mi disprezzeresti136.
Nei tre anni trascorsi a Roe Head visse divisa tra il lavoro di insegnante e l'ardente desiderio di
scrivere. Nella roccaforte della sua mente, e nel privato delle sue lettere e del suo diario, individuava il
nemico nelle allieve, sciocche che si intrufolavano nei suoi pensieri. La loro stolta mancanza di
comprensione infiacchiva il suo spirito. Il diario si scaglia contro queste ragazze che la fissano con la
mascella spalancata mentre scrive con gli occhi chiusi. Lei chiudeva gli occhi per cancellare
mentalmente quei volti spenti e preservare i suoi pensieri intatti dall'intrusione delle norme:
Mi metter a scrivere perch non posso farne a meno. Wiggins [Branwell] potrebbe ben parlare
di scarabocchio-mania se solo mi vedesse proprio ora, accerchiata dai tori [...] tutti che si chiedono
perch mai io scriva con gli occhi chiusi  mi fissano, trattenendo il loro stupore in lunghe pause. E.
Cook a un mio fianco, E. Lister all'altro e la signorina W[oole]r sullo sfondo. C' stupidit nell'aria, i
libri di scuola sono l'unica occupazione, e la compagnia  data da imbecilli. Non c' nulla in tutto
questo che mi riporti alla divina, silenziosa e non vista terra del pensiero, ora offuscata e indefinita
come il sogno di un sogno, l'ombra di un'ombra.137
Nello stesso frammento in cui compare questa non vista terra del pensiero, una poesia
esamina gli scopi e i pericoli dell'esplorazione mentale, utilizzando il sogno delle acque basse in un
modo che prefigura Virginia Woolf:
Guarda nella tua mente; cosa vedi?
Tuffati, non temere il flutto tenebroso;
canta tra i flutti, e cogli per me perle;
sempre pi in fondo; e troverai la luce.
Mi sono immersa, ma non ne ho trovate;
nulla emergeva dall'oscurit:
neri e profondi abissi ad inghiottirmi,
fioco il tramonto, invisibile il cielo!
Cosa avrei dato per poter sentire
brezze fruscianti in quel regno di morte!
Lieti i pensieri, sonnolenti i sogni:
l'anima gi giaceva, senza paura o gioia.138
Anni dopo, in Villette, Charlotte esplorer di nuovo l'estraniazione che si prova nel vivere a
cavallo tra la superficiale apatia di una scuola e lo scuro oceano del mondo interiore, in cui potrebbe
naufragare lo spirito irrequieto.
Qui, la depressione indotta dal regno di morte (di Roe Head) sembra avvinghiare la tuffatrice
e impedirne l'immersione.
Talvolta Charlotte aveva l'impressione che una voce risvegliasse un potere dormiente che
poteva scuotere quel torpore che mi appare a volte simile alla morte. Quando calava la sera, arrivava
una brezza che sembrava contenere una voce in s a ridestare in lei sensazioni che spesso
rimanevano latenti oltre Haworth e casa139. Quasi come se un impulso creativo le giungesse
dall'alto, come la grazia, come una divina vocazione alla profezia  sebbene, fino a questo momento, si
fosse limitata a dare espressione a banali sogni romantici. Un altro frammento testimonia il trionfo di
quel torpore:
Ho trascorso l'intera giornata immersa in un sogno, per met squallido e per met sublime 
squallido perch ero incapace di percorrerlo sino in fondo, sublime perch quasi metteva a nudo, nella
vivida luce della realt, i maneggi del mondo infernale [Angria]. Mi sono estenuata per quasi un'ora
accanto alla signorina Lister, alla signorina Marriott e a Ellen Cook per cercare di insegnar loro la
distinzione tra un articolo e un sostantivo. La lezione d'analisi grammaticale  finita; un silenzio di
morte l'ha sostituita nell'aula e sono precipitata, per l'irritazione e la stanchezza, in una sorta di
letargo.140
La sua letargia degener poi in una profonda depressione, provocata dall'ostinazione di
un'alunna durante la lezione di francese: una violenta irritazione s'impossess di lei, cerc di
contenerla anche se le sue dita tremavano come se avessi passato un'intera giornata col mal di denti e
il mio spirito si sentisse sprofondare in un disperato avvilimento. Dopo il t, quel giorno dovette fare
una lunga passeggiata e torn indietro esausta per la volgare nullit della signorina Lister e della
signorina Marriott141. Se quelle ragazze sapessero quanto disprezzo la loro compagnia non
cercherebbero la mia come fanno in continuazione. Non riusc a nascondere la depressione allo
sguardo della signorina Wooler, che tent, senza riuscirvi, di farla parlare.
I sogni "infernali" di Charlotte e la moderata preoccupazione della signorina Wooler avevano i
loro lati comici. Una sera, quando le alunne erano ormai a letto, Charlotte rimase sola in sala da pranzo
e si abbandon al sogno erotico di un uomo dalla pelle scura chiamato Quashia, un africano di una
crudelt paragonabile a quella di Heathcliff. Lui era l, addormentato su un divano, il corpo atletico
disteso, il petto scuro spuntava dal gilet sbottonato, i capelli scompigliati sulla fronte, i denti
bianchissimi affioravano dalle labbra semiaperte, lo sentiva sbuffare l'aria con impeto dalle narici
dilatate, quando la porta della sala da pranzo si apr e la signorina Wooler entr con un piatto di burro
in mano.
"Una notte davvero tempestosa, mia cara", disse. "Lo , signora", dissi io142.
La premurosa signorina Wooler! Non poteva lontanamente immaginare il selvaggio brivido
dell'Africa.
Pi tardi Charlotte parl della sua depressione a Roe Head come di un continuo incubo a occhi
aperti, il cui orrore era in parte aggravato dalla consapevolezza di essere di peso agli altri.
La mia compagnia non  stata migliore di quella di uno spettro che la perseguiti143, si scus
in seguito con la signorina Wooler.
Quando le "signore" (come erano chiamate le allieve) si riunivano nell'aula per fare i compiti, il
fantasma strisciava su nel dormitorio per godersi i primi momenti di solitudine della giornata. Si
stendeva sul letto e assaporava una deliziosa intimit. Il flusso dei pensieri, controllato per tutto il
giorno, scorreva finalmente libero e calmo lungo i suoi canali. Le mie idee erano troppo frantumate per
formare una qualche immagine definita, come avrebbero fatto, in circostanze simili, a casa.
In uno di questi momenti, mentre era stesa a letto in una sorta di trance, le "signore" entrarono
nel dormitorio per prendere i loro bigodini. D'un tratto Charlotte fu risvegliata dal suo torpore dalle
loro voci e sent che parlavano di lei: l'alienazione data dal suo spettrale transito tra due mondi la
precipit nell'angoscia. A quale mondo apparteneva? In assenza di Branwell e delle sorelle, l'erotismo
della vita sognata appariva "infernale". Eppure l'alternativa  i bigodini  era artificio senza alcun
valore. Forse non apparteneva a nessun luogo? Il ricordo di questo momento fu alla base di due scene
inserite in due opere letterarie successive; in entrambe l'allieva di una scuola femminile  percepita  e
si percepisce  come isolata e diversa: la signorina Hall in Ashworth (1839-41), e l'eroina dell'ultima,
incompiuta opera di Charlotte Bront, Emma (1853). Questa riportata di seguito  la fonte
autobiografica a monte delle due scene, scritta da Charlotte quando aveva vent'anni e contenuta tra i
frammenti di Roe Head:
Volevo parlare, sollevarmi  era impossibile  sentivo di trovarmi in una situazione spaventosa
 che non ce l'avrei fatta. Il peso mi schiacciava come se un enorme nemico si fosse scagliato contro di
me. Una terribile apprensione accelerava i miei battiti. Devo alzarmi, pensai con un impulso. Ne ho
avuto abbastanza di piaceri vividi al punto di essere morbosi. Ogni vantaggio ha il suo corrispondente
svantaggio [...]. La signorina Wooler  impaziente.
14 ottobre 1836144
Verso la fine del frammento, l'andamento della grafia  obliquo, come se Charlotte stesse
scrivendo al buio.
Una volta, mentre era in aula, lo spirito di Angria riusc a cancellare la vista delle ragazze. Sent
l'ispirazione creativa arrivarle con urgenza, sent che avrebbe potuto scrivere con entusiasmo, meglio
di quanto non avesse mai fatto prima. Ma, proprio in questo momento, una citrulla si  alzata per
consegnarmi il suo compito. M' parso di dover vomitare.
I frammenti di Roe Head ci procurano un discreto accesso alle fonti della sua creativit. Le parti
meno interessanti sono quelle in cui i personaggi di Angria appaiono a Charlotte con naturalezza  in
questi casi il diario ripropone lo stile romanzesco che aveva esercitato anche a casa. Prova un desiderio
rivolto al passato quando si siede a scrivere per convocare, deliberatamente, gli spiriti dai profondi
abissi145 e pu intrattenersi per mezz'ora in conversazione con loro: Silenzio! Hanno bussato un
colpo alle porte del pensiero e il ricordo accoglie i visitatori. I visitatori! Ce n' solo uno: un alto
gentiluomo di bella presenza. Il frutto della sua fantasia siede davanti a lei e la fissa con minacciosi
occhi azzurri. Lei inizia a parlarci  lui la informa che il popolo di Angria sta ancora combattendo. E
cos scivola in Angria, una societ patrizia di beniamini della gloria e monarchi della mente. 
quasi come se tali figure le venissero incontro nel pensiero, e poi, una volta abbastanza vicine, potesse
sentirle parlare: Li sento parlare come anche [lady Amelia]. Posso vedere distintamente le loro figure
 e, anche se sola, provo le stesse sensazioni di qualcuno ammesso per la prima volta in un circolo di
esseri superiori  e per il loro aspetto, tono e gesti ne riconosco centinaia che non ho mai visto prima,
ma di cui ho letto e ho sentito parlare tante volte [...]. Non so nulla della gente di classe e distinta,
eppure sono davanti a me in gran numero146. Quello che scrive  banale come il sogno di
un'adolescente.
I frammenti pi sorprendenti sono quelli in cui la lotta perdura e diviene tema centrale:  l che
irrompe la sua voce pi autentica, non nei sentimenti stereotipati delle romanticherie di Angria, ma
nella furia implacabile che sembra portare Charlotte verso il limite fisico della donna sola e in disparte,
costringendo la giovane scrittrice a confrontarsi con quella condizione che, pi tardi, i suoi romanzi
avrebbero esplorato con grande coraggio. In un frammento, composto probabilmente nel maggio
1837147, le fantasticherie di Angria sono eclissate dall'apparizione di un nuovo genere di donna.
Mentre attraversa la stanza, la scrittrice ha la fugace visione di una donna priva di qualsiasi artificio. La
sua grazia non  calcolata,  priva di studio, spontanea e naturale. Il suo modo di parlare  rapido e
piuttosto brusco  assai diverso dal bisbiglio melodico e remissivo delle signore della buona societ  e
i suoi modi sembrano risultare da una miscela di tre ingredienti: la tipica bellezza di Angria, la vitalit
di una donna come Charlotte e il quieto equilibrio di Anne Bront, seduta di fronte a lei mentre scrive
nell'aula:
I suoi rapidi sguardi indicavano un temperamento caldo e passionale, il risultato di una
combinazione di benevolenza e orgoglio, entusiasmo e buon cuore erano i suoi fondamentali tratti
distintivi. Tutto ci mi appare chiaramente nella quieta immagine di Ann[e], seduta al lato opposto del
tavolo a fare i compiti.
Il ricordo della sua stanza in canonica, con il suo lettino e le disadorne pareti imbiancate, era
un'altra via d'accesso al sogno, richiamando un passato in cui le visioni arrivavano senza alcun
ostacolo: La memoria si mette a evocare tante ore serali  trascorse in quella stanzetta spoglia. L sono
rimasta a lungo seduta sul mio basso letto, gli occhi fissi alla finestra, oltre la quale si scorgeva soltanto
una monotona striscia di brughiera, un grigio campanile si stagliava al centro di un camposanto cos
fitto di tombe che le erbacce quasi non trovavano spazio per crescere tra le lapidi. Pi su, guardando
con gli occhi della memoria, vedo un cielo carico di nuvole di un grigio simile a quello che spesso vela
il crepuscolo di una giornata di ottobre148.
Spesso, mentre sedeva nell'aula o era distesa nel dormitorio, questa rievocazione non riusciva a
suscitare le visioni oniriche. Il vento sottolineava il suo senso d'esilio quando, a notte fonda, soffiava
con forza: arriva non a raffiche, ma con improvviso impeto di tempesta. Questo vento, lo so,  sentito
in questo esatto momento anche molto lontano, sulle colline di Haworth. Mentre Branwell ed Emily lo
odono scuotere la nostra casa, infilarsi tra le tombe del cimitero e sferzare con le sue raffiche la vecchia
chiesa, magari pensano a me e ad Anne149.
Si pu immaginare lo sgomento di Charlotte e Anne quando ricevettero un invito dalla signora
Franks (la pia, ospitale Elizabeth Firth di Thornton, alla quale il signor Bront si era proposto poco
dopo la morte di sua moglie). Ora viveva insieme al marito a Huddersfield, a cinque chilometri da Roe
Head, e aveva in programma di ospitare in casa sua le sorelle per una settimana delle loro preziose
vacanze del giugno 1836. Escogitarono una risposta educata nella quale spiegavano che pap
probabilmente non gli avrebbe consentito di andare in visita per pi di un fine settimana, data la loro
prolungata assenza da casa. Ma poi pap fece sapere alla signora Franks che acconsentiva volentieri
Mia cara signora,
la mia piccola dolce Charlotte mi ha informato che lei e il signor Franks siete stati cos gentili
da invitarla insieme ad Anne per una settimana, ma che loro, ansiose, com' naturale, hanno ridotto
questo invito a pochi giorni. Gli ho scritto per fargli cambiare opinione. Ritengo che sia un grande
privilegio poter stare sotto il vostro tetto per un periodo nel quale, ne sono sicuro, vedranno e
sentiranno solo cose che, grazie alla provvidenza, contribuiranno necessariamente a nutrire i loro
migliori interessi in entrambi i mondi [...].
Nel 1824, durante il suo viaggio di nozze, la signora Franks aveva fatto visita alle piccole
Bront, malnutrite e malaticce, nella Clergy Daughters' School, ma non aveva notato nulla che l'avesse
turbata.  improbabile che Charlotte se ne fosse dimenticata. La resistenza delle sorelle al suo invito
del 1836 suggerisce che la signora Franks non era una donna in grado di oltrepassare la barriera della
loro timidezza. Dev'essere stata una delle molte, generose madrine che si spendevano in atti
caritatevoli con rettitudine fine a se stessa.
Quando le sorelle arrivarono con la carrozza delle cinque alla canonica di Huddersfield,
trovarono la signora Franks attorniata dalle sue prestigiose conoscenze di Lascelles Hall, tra cui Amelia
Walker150. Amelia, un tempo compagna di scuola di Charlotte, si muoveva ora, come dicevano i
vittoriani, in un'altra sfera. A Charlotte e Anne fu offerta l'opportunit di mischiarsi a persone delle
classi superiori.
Erano meravigliosamente educati, riport Charlotte a Ellen. Amelia era persino entusiasta
nel suo dar prova d'amicizia.  pi alta, pi magra, pi chiara di carnagione e pi delicata di quanto
non fosse un tempo, ancora davvero graziosa;  molto signorile e raffinata, ma rovinata, letteralmente
guastata dalla pi detestabile affettazione.
Il suo sdegno originava in parte dal suo sogno frustrato di una bella vita. Il marted successivo
le sorelle visitarono Amelia a Lascelles Hall, una maestosa dimora settecentesca a tre chilometri da
Huddersfield. Charlotte raccont poi a Ellen: La signorina Amelia cambiava personaggio ogni
mezz'ora; un attimo era la dolce sentimentalista, l'attimo dopo la vipera velenosa. A volte la domanda
era "dovrei sembrare pi nobilmente distaccata?", e ancora "la tenera affabilit non mi si addice forse
pi?". Per un po' fingeva di interessarsi alle sorti delle vecchie compagne di scuola, ma presto passava
a raccontare nel dettaglio aneddoti della sua vita dorata. Amelia sarebbe diventata una fonte
d'ispirazione per la snob Amelia De Capell in Ashworth (1839-41) e per la vuota ricercatezza di
Ginevra Fanshawe in Villette (1853).
Il disprezzo di Charlotte per le signore viziate, il suo istintivo disgusto alla sola vista di
un'allieva e, soprattutto, il suo inestinguibile desiderio di scrivere le fecero temere che potesse
sembrare pazza151. A volte non riusciva nemmeno a dormire, o era completamente assente. Diede alla
sua condizione il nome di melancolia religiosa. Cos etichettati, il pianto agonizzante, il desiderio, il
disprezzo di s erano comunicabili e, per la gente dell'epoca vittoriana, perfettamente accettabili. Il
protestantesimo (come Jane Eyre dir a Rochester) autorizzava l'uguaglianza: le anime erano uguali
davanti a Dio e potevano rivendicare in egual misura le sofferenze che sempre si accompagnano  pure
nella forma di una dura abnegazione  alla costruzione dell'identit. Quando Charlotte, nel 1836, disse
di attraversare una crisi religiosa, non aveva altri termini con cui parlare della sua vita non vissuta.
Sono una vera nullit, una misera derelitta, disse a Ellen. Ho alcune qualit che mi rendono
infelicissima, alcune sensazioni di cui non ti posso mettere a parte  che poche, pochissime persone al
mondo sono in grado di capire compiutamente. Non mi vanto di queste stranezze. Lotto per occultarle e
per soffocarle fin dove posso; ma a volte irrompono e allora chi assiste alla loro esplosione mi
disprezza, e per giorni e giorni, in seguito, mi detesto152.
Anche se l'impulso creativo, che chiamava divino, era per lei in parte fonte di gioia,
Charlotte vedeva la sua attitudine al sogno come una sorta di vizio. Questi pensieri erano messi in
scena attraverso la disperazione emotiva e sessuale delle sue eroine, donne che sanno di non poter
realizzare i propri sogni: un uomo potente come Zamorna, con i suoi improvvisi, dispotici amplessi e la
sua indifferenza alla personalit e ai sentimenti, sa forse accendere ma non soddisfare i loro desideri 
poveri, abbandonati desideri. Le passioni risvegliate di Charlotte la fecero sentire impura153  test
questa parola con Ellen. Mi detesto  mi disprezzo  se la dottrina di Calvino  vera sono gi perduta
 non puoi immaginare quanto [...] ingestibili siano i miei desideri154.
Vedere Ellen come una ragazza convenzionale di buona famiglia le era d'aiuto, perch cos, se
Ellen l'accettava, non era poi cos deviante come temeva. La prontezza e la sensibilit di Ellen la
confortavano. Era molto pi che un semplice andare d'accordo; Charlotte lasciava sgorgare il suo
amore riconoscente: Vorrei poterti vedere, mia cara. Ho riversato su di te il pi caldo affetto di un
cuore tenace e bollente  se ti raffreddi,  finita.
Nel dicembre 1836 possiamo scorgere la fine di un semestre a Roe Head: Charlotte che
rammenda i vestiti della signorina Lister155 prima di riporli nel baule, la terribile scocciatura dei
problemi di geografia e la voce della signorina Wooler che interrompe Charlotte mentre sta scrivendo a
Ellen qualcosa in merito al berretto da notte di una ragazza. Per Charlotte sfuggire all'insignificante
quotidianit della scuola per avventurarsi nei recessi della propria immaginazione significava essere
tentata dal "mondo infernale" della passione  un tab per le donne della classe media che aspiravano a
venir considerate raffinate, e ancor pi un tab per la figlia di un pastore cresciuta nel rispetto dell'alto
valore del sacrificio di s. Parte dello sgomento che Jane Eyre provoc quando, nel 1847, irruppe sulla
scena vittoriana  legato al suo inequivocabile impulso passionale. Poteva mai essere la voce di una
donna, si chiedevano i recensori. Difficilmente l'avrebbero ammesso.
Se la passione era "infernale", non sorprende che Charlotte abbia desiderato, o abbia detto a se
stessa di desiderare, la purezza. Desider bere le acque pure156; disse: Conosco la grandezza di
Geova [...]. Adoro la purezza della fede cristiana. Ma non riusciva a trascendere il "mondo infernale".
Il suo cuore era corrotto, grid a Ellen il 6 dicembre 1836, freddo allo spirito e caldo alla
carne157. Pianse pensando al contrasto tra il perfetto sacrificio di s di Maria e il suo non dubitare di
aver mai provato il vero pentimento. Chi cerca la grazia, predicava suo padre, non si accontenta della
mera obbedienza, ma prova autentico terrore di fronte ai peccati commessi interiormente, sapendo che
chi pecca in un modo  colpevole di tutto158. Solo attraverso questa umiliazione morale, metteva in
guardia il signor Bront, le passioni malvagie cominciavano ad allentare la loro morsa. Charlotte si
disse desiderosa di quella santit che mai e poi mai potr ottenere.
Poi, a Natale, sembr ritrovare lo stato emotivo di un tempo: rivedendo Emily e Branwell si
rianim. Charlotte e Branwell si fecero coraggio a vicenda, stuzzicando reciprocamente le loro
ambizioni condivise, e decisero di comune accordo di inviare dei campioni dei loro lavori letterari a dei
poeti di successo. Il 29 dicembre Charlotte sped alcune delle sue poesie al poeta laureato Robert
Southey. Erano accompagnate da una lettera che non  sopravvissuta ma, a quanto scritto da Southey
nella sua famosa replica159, sappiamo che Charlotte gli aveva confidato di vivere in un mondo
visionario, dando per scontato che fosse lo stesso nel quale viveva Southey, che si sarebbe abbassato
per parlarle da un trono di luce e gloria. Confess anche esplicitamente l'ambizione di essere
conosciuta per sempre in quanto poeta. La lettera fu evidentemente scritta in uno stato di fervente
sovreccitazione, non diversamente dalla lettera che Branwell scrisse a Wordsworth nello stesso
periodo. Se Wordsworth aveva accolto con benevolenza i versi di Maria Jane Jewsbury, che aveva
presentato la sua scrittura come un pubblico tributo al poeta che studiava ogni giorno da umile
allieva160, la sicurezza di Branwell suscit lo sprezzante silenzio di Wordsworth.
Fu un inverno di speranze e progetti. Una volta riuniti, i Bront ritrovavano il loro fuoco e la
loro determinazione. Anne riprese la vecchia abitudine di girovagare per la brughiera con Emily, cos
da raggiungere il giusto umore161 per la scrittura. Alle nove, quando la zia si ritirava, le sorelle
mettevano via i lavori di cucito, spegnevano le candele e iniziavano a passeggiare su e gi per la
stanza: le loro figure riverberavano per un istante, messe in luce dalla brace del caminetto, e subito
venivano ringhiottite dall'ombra162. Camminavano come in una marcia, libera e rapida, che teneva il
ritmo con i pensieri e con i sentimenti. Di tanto in tanto Charlotte, con un gesto esuberante, rompeva le
fila e si produceva in una graziosa piroetta (anche se non aveva mai imparato a danzare), poi riprendeva
il passo di marcia delle sorelle. A volte, d'impulso, si esibiva in una rappresentazione teatrale della loro
storia, provocando esplosioni di allegria. Emily o Anne la facevano smettere con un cauto: Fai
piano!, mettendola in guardia: Pap si chieder cosa stiamo combinando se ci sente ridere tanto163.
La segretezza del rituale serale e il "tesoro" che vi era condiviso diedero lo spunto alla poesia di
Charlotte intitolata Conforto serale:
Possiede il cuore umano ben nascosti tesori:
li sigilla il silenzio, in segreto serbati.164
Per queste ragazze i cui giorni erano scanditi dai doveri domestici, la notte era l'unico momento
privo di condizionamenti , in cui dare libero sfogo a voci, contatti, risate e confusione. Per le sorelle
(come sarebbe stato in seguito per Emily Dickinson e, pi tardi ancora, per l'eroina di Notte e giorno di
Virginia Woolf165) la notte era consacrata al pensiero. Nel dormitorio di Roe Head, una volta spente le
luci, capitava che Charlotte elettrizzasse le sue uditrici con storie di fantasmi. In una lettera a Ellen
ricorda la "singolare propriet di vedere anche di notte" che le ragazze di Roe Head mi
attribuivano166. Quando Ellen and in visita in canonica, pens che spegnessero le candele per fare
economia. Ma l'oscurit era una copertura liberatoria, l'invisibilit una forma di libert.
Le vacanze di Natale finirono senza che fosse giunta una parola dai celebri poeti. Ci vollero tre
mesi prima che arrivasse la replica di Southey. Stava rispondendo a una ragazza volubile167,
bisognosa di una raggelante predica:
Signora,
la letteratura non pu essere l'occupazione della vita di una donna, non deve esserlo. Quanto
pi Lei sar presa dai Suoi compiti, tanto meno avr tempo da dedicarle, quand'anche fosse solo
un'attivit ricreativa o una gratificazione personale. Lei non  stata ancora chiamata a quei compiti, e
quando lo sar, perder il Suo interesse per la celebrit[...].168
Charlotte rispose con un apparente decoro che ebbe l'effetto di rassicurare completamente
Southey, ma la sua lettera vibra di un velato sarcasmo. La brillante acrobazia verbale della sua
umiliazione nei confronti di Southey fu la prima performance pubblica di una manovra che avrebbe in
seguito perfezionato: il nascondere un indomabile fuoco creativo sotto la maschera dell'assoluta
docilit. Assicur a Southey che i suoi doveri quotidiani di insegnante non le concedevano un
momento di tempo neanche per un singolo sogno di fantasia. And avanti:
Di sera, le confesso, penso, ma non infastidisco mai nessuno con i miei pensieri. Evito con cura
di far mostra delle mie ansie e stravaganze, che potrebbero far sospettare ai miei le mie aspirazioni
[...]. Mi sono sforzata di assolvere pienamente non solo tutti i doveri di una donna, ma anche di
interessarmi profondamente a essi. Non sempre ho successo, perch talvolta, mentre insegno o lavoro
di cucito, preferirei leggere o scrivere; ma cerco di reprimermi... Lasci che La ringrazi ancora con
sincera gratitudine. Sono convinta che mai pi ambir di vedere il mio nome in caratteri di stampa. Se
il desiderio dovesse nascere, guarder la lettera di Southey per sopprimerlo.169
In seguito, Charlotte disse pubblicamente che lo scambio con Southey le aveva fatto bene170,
perch le aveva mostrato che quello che desiderava era impossibile. Anche con se stessa, a volte,
interpretava il ruolo della schiava del proprio dovere, come in una poesia chiamata Il monologo
dell'insegnante, scritta poco dopo aver ricevuto la lettera di Southey, il 12 maggio 1837:
Invano tento: non posso cantare,
 solo freddo e morte quel che sento.171
A ventun anni la giovinezza svanisce; la luce del mattino a sera smuore. La vita si
prospetta come mera fatica.172
 facile pigiare sul tasto della commiserazione, ma  pi interessante chiedersi fino a che punto
il pathos fosse considerato poetico  ad esempio, il modo in cui Branwell esasperava il suo pathos con
byronica fiducia nel potere della tristezza. Charlotte ebbe, a differenza del fratello, la capacit di
allontanarsi dall'atteggiamento stereotipato che rende le poesie di lui cos piagnucolose e deboli.
Mentre nei versi faceva cadere l'immancabile lacrima poetica, intonava una voce sprezzante e ribelle
nel diario e nelle lettere, le forme letterarie che permisero alla sua arte di crescere. Sebbene il giudizio
di Southey fosse devastante, lei rispose con umorismo e freddo autocontrollo. Non c' agitazione nella
sua risposta: al contrario, si appropria del discorso di Southey e glielo restituisce persino con maggior
sottigliezza. In nessun altro luogo  tanto sicura di s come quando afferma: Di sera, le confesso,
penso. I lettori odierni sentono il sarcasmo a cui Southey  rimasto sordo, e non possono fare a meno
di ridere. Si pu dire che nel marzo 1837 Charlotte mise a punto una voce che l'avrebbe portata oltre la
sua epoca.
Questa seconda lettera a Southey  una performance impeccabile che si presta a interpretazioni
contraddittorie. Lo stesso Southey fu ammorbidito dalla patina di obbedienza femminile: Avete
accolto il mio ammonimento con la stessa consideratezza [...] con cui era stato dato, rispose a stretto
giro di posta il 22 marzo. Eppure, mentre distillava l'ipocrisia femminile richiesta da Southey,
Charlotte manifestava anche un'evidente consapevolezza letteraria che la rendeva capace di
padroneggiare le strutture all'interno delle quali le donne del suo tempo erano costrette a vivere. Se non
poteva comunicare attraverso l'alta forma della poesia (anche se Southey le "consentiva gentilmente"
di scrivere per il suo personale piacere), poteva per farlo attraverso la forma della lettera. Maneggia le
parole come lame con cui intaglia la caricatura dell'obbedienza femminile, rispondendo all'ingiunzione
del poeta laureato che considera la creativit prerogativa esclusiva maschile. Imita gli accenti della
sottomissione. Non manca di manifestare la sua devozione a un padre virtuoso: Cerco di reprimermi e
l'approvazione di mio padre mi ha sempre ripagata ampiamente della rinuncia. La sua prima, esaltata
lettera aveva rivelato la sua libert mentale rispetto ai doveri femminili. Aveva sperato che le venisse
autorevolmente concesso un futuro diverso. Aveva cercato un padre o una guida letteraria. Poi, a un
segnale di Southey, era passata da sono un poeta che desidera essere conosciuto per sempre a sono
la devota figlia di un sacerdote. Impersonava questi s tra loro opposti  la romantica entusiasta e la
ragazza obbediente che pensava addirittura di non pensare  riuscendo a scivolare dall'uno all'altro con
l'abilit di un'esperta, persino con una certa professionalit: una commedia di parole legittime a
dispetto di un copione segreto. Le sue frasi filano lisce, sono logiche e conducono a un punto di
consenso; riproducono mimeticamente le strutture consolidate. Ma la scrittura, in quanto seria attivit
da cui le donne erano bandite, palpita di un'energia che ha poco a che vedere con l'immagine, all'epoca
corrente, di una "signora" delicata e priva di passioni.
Charlotte prese sul serio la raccomandazione finale di Southey di rimanere calma. Come la
giovane Florence Nightingale, temeva che la sua indole di sognatrice l'avrebbe resa inadatta alla vita.
Southey potrebbe aver favorito il suo allontanamento da Angria. Annot in riferimento alla sua lettera:
Il consiglio di Southey deve essere osservato per sempre. Il mio ventunesimo compleanno. Roe Head,
21 aprile 1837.
Nell'autunno del 1837, lo sforzo per rompere con i sogni, unito allo shock per la malattia di
Anne, port Charlotte sull'orlo dell'esaurimento. Dopo il suo accesso d'ira nei confronti della signorina
Wooler decise di lasciare Roe Head.
La signorina Wooler assicur che il suo affetto per Charlotte era immutato. Non voleva
perderla, soprattutto ora che gran parte dell'insegnamento era a carico di Charlotte. La signorina
Wooler implor per due notti insonni173, ridotta in lacrime davanti all'ira dell'ex allieva. Ma questo
non le fece guadagnare il suo rispetto.
Devo dunque trascorrere la miglior parte della mia vita in questa penosa schiavit, chiese a se
stessa, costretta a reprimere la rabbia che suscitano in me la pigrizia, la passivit e la scioccaggine
iperbolica, ben superiore di quella dell'asino, di queste teste senza cervello e ad assumere controvoglia
un'aria di bont, di pazienza e di premura?174.
Si calm durante le vacanze invernali. Branwell, che ora prendeva lezioni di pittura a Leeds,
rivendicava il suo accesso privilegiato alle risorse familiari. Lo stato di salute di Anne, sebbene
migliorato, richiedeva ancora cure175. Cos Charlotte cedette e si prepar a tornare a Roe Head. Il 29
gennaio 1838 scrisse Separazione, una poesia nello stile di Emily in cui la mente cerca di fuggire dalla
prigionia:
Possiamo dunque sciogliere i legami
che fredde leggi umane hanno fissato:
dove nessuno potr incatenarci
l'incontro sar sempre indisturbato.176
Non fu altro che un gesto coraggioso. La scuola si era trasferita nella meno attraente Heald's
House, a Dewsbury Moor, vicino alla madre malata della signorina Wooler. Prima della fine del primo
semestre del 1838, Charlotte collass e il 23 maggio torn a casa. La signorina Wooler, sempre
affettuosa, come regalo di commiato le don due poesie di Sir Walter Scott, La visione di Don
Roderick (1811) e Rokeby (1813).
Il ritorno a Haworth, disse Charlotte a Ellen, a un tempo mi ha irritato e sollevato177. Mary e
Martha Taylor vennero in visita: la loro compagnia, disse,  uno dei piaceri pi irritanti che io abbia
mai conosciuto178. La pace mentale torn per quasi un anno, finch non dovette, ancora una volta,
guadagnarsi da vivere.
Di nuovo insieme in quella che Charlotte definiva la Terra del Silenzio, le tre sorelle erano
pi unite che mai. Nel loro beneamato Incontro delle Acque, nella collina sopra la canonica, Emily
scioglieva le riserve, con le dita che rimestavano tra i girini, moralizzando sui forti e sui deboli, i
coraggiosi e i codardi  la sua non era certo un'anima codarda. Provava per quel luogo il pi forte degli
attaccamenti terreni, e parl di quei primi sentimenti che erano nati con me che distruggevano tutti i
successivi schemi di esistenza:
Andr dove mi condurr la mia natura:
non desidero scegliere altra guida.179
Emily riprese a debilitarsi, ancora una volta, lavorando come insegnante in una grande scuola di
Law Hill, vicino Halifax. Raccont a Charlotte che i suoi orari, alle dipendenze della signorina
Patchett, erano dalle sei del mattino alle undici di sera. Questa  schiavit, disse Charlotte a Ellen.
Temo che non riuscir mai a sopportarla180. Come aveva previsto, Emily continu a peggiorare e
abbandon il lavoro, o forse fu licenziata, nel marzo 1839, dopo sei mesi.
In seguito, in Cime tempestose, Catherine Earnshaw parla di "esilio" da un paesaggio che
sentiva appartenerle pi di casa sua; incarna il suo s pi autentico, quello di una ragazza mezza
selvaggia, libera e piena di forze181. Elizabeth Hastings, l'insegnante che prova nostalgia di casa in
un racconto scritto da Charlotte nel 1839, ha simili sentimenti: Cos forte era il suo desiderio che
quando guardava all'esterno il cielo cupo... la sua fantasia sembrava tracciare all'orizzonte il profilo
azzurrino delle brughiere182. Questo non  il desiderio di una terra fantastica impregnata di
romanticismo, ma la sete di libert di donne relegate nella prigionia  per Elizabeth quella
dell'insegnamento, che rappresentava l'unico mezzo di sostentamento rispettabile per le donne della
classe media.
Nella loro infanzia, i Bront avevano instaurato un'abitudine all'evasione che aveva trovato
espressione nei sogni e nella scrittura, ma essa era diventata cos fondamentale nelle loro vite che
allontanarsi dalla brughiera significava finire esiliati da se stessi. La lontananza da casa condusse Emily
alla mancanza d'appetito e al desiderio di malattia; nel caso di Branwell port a ripetuti fallimenti,
alleviati da stimolanti conversazioni e da fiumi di scritti illeggibili.
Le sue sorelle erano pi moderate, vivendo dietro un muro di silenzio. Le loro biografie e opere
possono essere interpretate come i rispettivi tentativi di scandagliare quali sconosciute forme
d'esistenza si celino all'ombra delle vite messe sotto silenzio. Cos' la passione per una donna? Come
pu emergere dal silenzio, far sentire la propria voce, impugnare una penna? Charlotte non fu cos
timida come apparve: ebbe il coraggio di entrare in regioni inesplorate della vita delle donne, di
incontrare le ombre che le abitavano e di trovare parole per narrare le loro esperienze.
Far sentire la propria voce, in quell'epoca, significava sfidare i contemporanei che
condannavano la sua opera come ribelle e contraria al cristianesimo. Il convenzionalismo non  la
moralit, fu la sua sprezzante risposta. Se la brughiera e le colline giocarono un ruolo nella nascita del
suo desiderio di esplorazione, cosa fu all'origine del nuovo modello di femminilit che ora metteva al
mondo? Quanto si distaccava dalle ortodosse piet della fede evangelica, idealmente rappresentate dal
ricordo della sorella Maria?
La sfrontata onest del diario fu contenuta, in pubblico, grazie a un lungo esercizio nel decoro, e
ulteriormente controllata dal segreto potere della voce ironica che aveva scoperto nella sua risposta a
Southey. Dalla met del 1838 fino alla primavera del 1839, forte di tali conquiste nella ritrovata quiete
domestica, si plasm un'esistenza apparentemente insignificante, il cui ruolo in societ era pressoch
nullo, ma coltiv un'ostinata determinazione a sopravvivere.
Charlotte era passata da un'eroina all'altra, ciascuna si era dissolta per fare spazio alla
successiva, fino a che, nel 1837, un nuovo genere di donna si impose allo sguardo dell'autrice,
sbaragliando per un momento la massa di personaggi convenzionali. Poi, verso la fine del 1838,
Charlotte cap che, se non sopportava la vita scolastica, non le restava che diventare un'istitutrice, e
un'istitutrice di fantasia, chiamata signorina West, apparve in un suo frammento di prosa183.
Era come se Charlotte stesse provando, attraverso la scrittura, la maschera da esibire in
pubblico: un sorriso intelligente, ma riservato; l'aspetto calmo di chi  assorto in serie riflessioni  e
apparentemente non poteva essere turbato o sollecitato da nessun sentimento eccessivamente
accalorato; uno sguardo che sembrava sempre impaziente di gratificare i desideri degli altri e mai in
cerca di indulgenza per s; un decoro impenetrabile che non rivelava alcun sentimento intenso a cui
era necessario rinunciare. C' un inequivocabile piacere nella costruzione di questo "anti s", che
prefigura l'insegnante di Villette, la signorina Snowe: In s non era nulla  un gelido automa.
L'irreprensibilit di questa facciata era escogitata per mantenere intatti i suoi poteri nascosti. Come
Charlotte, la signorina West ha proporzioni insignificanti  veste in modo ordinario e i suoi lineamenti
sono sottili e irregolari. In societ  una figura che rimane nell'ombra, scivola non vista per le stanze
affollate nel suo vestito scuro, eppure non  in societ che si rivela il vero carattere.
Sola nella sua stanza, l'ombra del suo abituale, studiato riserbo si rischiara quando la
signorina West pensa a una persona che l'ha vista per quello che  realmente.  affascinata da un uomo
di sottile acume, che sa comprendere la sua vera natura da quei momenti in cui si risvegliano i
sentimenti, quegli improvvisi vertici di eccitazione che non sempre era in grado di controllare. In
privato, la signorina West prova lo stesso disprezzo per le sue allieve che Charlotte aveva provato a
Roe Head; ha il suo stesso orgoglioso contegno: Non trad mai, con un sospiro o uno sguardo
involontario, lo sdegno che spesso le riempiva il cuore. Ascoltava tutti, era gentile con tutti e mai,
neanche per un attimo, richiedeva gentilezza o attenzione in cambio. Disprezza in particolar modo le
ragazze affidate alle sue cure (tra cui una certa Amelia, cos chiamata probabilmente in riferimento ad
Amelia Walker), che parlano banalmente di conquiste senza l'impeto della passione o la viva energia
dell'entusiasmo. Una poesia nella pagina precedente184 definisce il carattere di un diverso tipo di
donna, che brucia per passioni non viste e potenti gioie che custodisce in se stessa. Oscura, a
malapena vista, inascoltata, appare senza voce, ad eccezione, ovviamente, di quella che risuona nella
poesia:
Nessuno chiese mai quali pensieri
muovessero il mio cuore, od il mio viso
accendessero, e quali desideri
o timori o passioni il mio sorriso.
Se questa voce risuona, lo fa nel tono indottrinato di Lowood, fuori dalla sfera pubblica, in una
profonda e ombrosa solitudine. La donna siede sola nella sua stanza alla luce di una candela,
doppiamente protetta dalla notte e dalle fronde degli alberi circostanti.  nata per condurre una vita
libera e senza catene, ma si chiede se la sua non sia forse una stranezza:
Hanno vissuto in molti come io ho vissuto
l'esistenza come nient'altro che un sogno a occhi aperti [...].
La signorina West indossa costantemente una maschera che nasconde e smussa i suoi tratti
naturali. La maschera suscita alcune domande: Che aspetto ha una volta spogliata dei suoi
travestimenti e della sua compostezza? Di che genere sono i pensieri che le corrugano la fronte solcata
dalle rughe e le incendiano gli occhi inquieti? Non sono tratti da ammirare per la loro grazia  eppure
senz'altro hanno il loro significato, e uno strano significato per giunta.
Si trova alle prese con un mistero: c' un volto da leggere, una natura da definire. Pochi mesi
dopo, nel febbraio-marzo 1839, Charlotte continua a braccare questo mistero attraverso la figura di
Elizabeth Hastings, una giovane insegnante che esce dall'ombra dell'amato fratello, diventato un
disertore fuorilegge. Con il personaggio di Henry Hastings, Charlotte si appropri della tipologia del
vagabondo e Caino, che Branwell aveva adottato nel 1837. Il racconto "Henry Hastings"185
coincide proprio con l'inizio dei problemi di Branwell.
Fu nel 1839 che Branwell prov per la prima volta l'oppio e prese ad ammirare i romantici
dediti alle droghe, Coleridge (autore della celebrata poesia dalle visioni oppiacee Kubla Khan, 1797) e
De Quincey (autore delle Confessioni di un mangiatore d'oppio, 1821), oltre a Wordsworth. Forse
Branwell aspirava a diventare un grande poeta ebbro del siero del paradiso, ma fu invece preda di
incubi (il signor Bront prese numerosi appunti, datati 1838, vicino alla voce "Incubi" nel suo volume
Medicina domestica). Nel 1835, mentre Charlotte insegnava a Roe Head, Branwell, che aveva del
talento nel disegno, sperava di entrare alla Royal Academy of Arts di Londra. Il suo portfolio non era
all'altezza dei requisiti necessari per l'ammissione, ma le sue aspirazioni non furono per questo
ridimensionate. Tra il 1838 e il 1839 Branwell ebbe uno studio a Fountain Street, a Bradford (la citt
pi vicina a Haworth), ma gi alla fine del 1839 era di nuovo quasi sempre in canonica. Branwell si
muoveva in una scena in cui il pathos regnava sovrano. La sua poesia pi fiera, abbozzata nella sua
lettera a Wordsworth, preannuncia il suo cammino verso la rovina: Mi sono sforzato di sviluppare
passioni forti accompagnate da deboli principi morali, in lotta con grande immaginazione e sentimenti
profondi, finch, con l'irrigidimento della giovent nell'incipiente vecchiaia, il male non ha il
sopravvento e i brevi godimenti finiscono nella pazzia e nella rovina fisica186. La spettacolare
autodistruzione costa denaro, il che signific, per le sorelle, l'urgente bisogno di lavorare. Charlotte
traspose questo bisogno nella storia di Elizabeth, che continua a voler bene a suo fratello, cos come lei
continuava a vedere in Branwell il ragazzo dotato e brillante di sempre. Come Branwell, Henry
mantiene la sua carica di poeta e di "cronista delle guerre di Angria". Fratello e sorella sono legati,
inoltre, da un affetto naturale: Era cosa molto strana, ma sua sorella non lo considerava affatto in
maniera diversa dopo tutto quel disonore.  la meschinit nel privato, non la pubblica infamia, che
degrada un uomo nella considerazione dei suoi familiari [...] egli rimaneva per lei lo stesso fratello che
era sempre stato.
Quando si rivedono, il fratello cerca di spiegarle perch ha commesso i suoi crimini, ma la
sorella  gi piena di comprensione nei suoi confronti  sa che le sue passioni sono naturalmente forti
e la sua immaginazione [...] febbrilmente bollente.
Incoraggiato dal suo calore, costruisce castelli in aria, mentre sua sorella colse quel suo spirito
fiero e gli rispose con voce agitata (che suggerisce il modo in cui Charlotte si accendeva con
Branwell). Elizabeth tenta di nasconderlo alla legge, ma invano.
Mentre il fratello a poco a poco esce dalla storia, l'intraprendenza di Elizabeth cresce e, con
essa, la sua visibilit. All'inizio pu sembrare una nullit. Townshend, l'uomo di mondo, viaggiando
con lei in carrozza nota quel suo aspetto mite e quell'abitino modesto, oltre alla sua riservatezza. Qui
c' il prototipo di Jane Eyre e Lucy Snowe: una figura nell'ombra, offuscata dallo sfavillio della
societ. Una sera, all'opera, Elizabeth divide il palchetto con Jane Moore, che ha una cascata di setosi
riccioli brillanti come oro. Al fianco di questo essere superbo siede la sua sconosciuta
accompagnatrice, che ancora una volta cattura l'attenzione di Townshend, quella pallida donnina
vestita di grigio in maniera dimessa come una quacchera, senza nemmeno una ciocca di capelli in
vista. Quest'accompagnatrice  vista come un opaco complemento a Jane Moore e al suo lustro
diamantino  una piccola ombra subito dietro le sue spalle, spintonata in avanti e indietro dagli uomini
 pagani che accorrevano in venerazione del loro idolo.
L'ambizione era immensa. Charlotte stava dando vita alla figura, quasi spettrale, di una donna
libera dalle trappole dell'idolo. La fantasia di Angria dell'Africa occidentale  quasi sparita; siamo
negli eleganti salotti dell'Inghilterra vittoriana, che si staglia sullo sfondo della lontana brughiera  per
Townshend una terra dura e selvaggia  da cui Elizabeth proviene e a cui desidera fare ritorno.
Mentre gli uomini a teatro non staccano gli occhi dai loro idoli, Townshend si chiede chi sia la
mortale seduta nell'oscurit. Il suo tentativo di metterla a fuoco richiama le domande sollevate dalla
signorina West. Qual  la natura dell'istitutrice o accompagnatrice che vive all'ombra della cosa
essenzialmente artificiale? Guardando Elizabeth attraverso lo sguardo interrogativo di Townshend, il
lettore si avvicina a questa pacata ma intransigente mortale.  questo il suo carattere dal momento in
cui la scorgiamo per la prima volta, in viaggio dalla sua originaria brughiera verso il cuore pulsante
della societ.
Durante una cena, mentre Townshend si gira per prendere un piatto di verdure, il suo occhio
cade sulla persona che avevo deciso di ignorare. Lui la vede attraverso una serie di negazioni: Non
mangiava nulla e non ascoltava nessuno; non un'anima viva le aveva rivolto parola [...]. Non pretendo
di riferire quali pensieri le attraversassero la mente. Poi si accorge che Elizabeth  assorta nella
contemplazione di un dipinto appeso alla parete. Per un attimo intravede una donna isolata dal resto di
una compagnia che le riluceva dinanzi con tanto egoistico splendore, preferendo la contemplazione di
[...] qualcosa di immediato che penetrava nel vivo del suo animo. Osserva inoltre che cela tutto
questo sotto un'espressione indifferente. A un pi attento sguardo, Townshend si accorge che non 
brutta: i suoi occhi (ancora una volta come quelli di Charlotte) erano molto belli e sembrava che
potessero esprimere qualsiasi sentimento[...] ma nascondeva i lineamenti dietro un'espressione a loro
estranea. Si muoveva in maniera controllata e guardinga.
Elizabeth va avanti fino a fondare una propria scuola. Ormai [...] senza essere succube di
nessuno, e senza responsabilit su alcuno. Mano a mano che il personaggio scopre il proprio potere e
la propria autonomia, la voce narrante non  pi quella di un osservatore esterno e il punto di vista di
Charlotte si confonde con quello di Elizabeth. Ma l'indipendenza non  abbastanza. L'insegnante non
incontra mai qualcuno simile a lei per mentalit e di conseguenza nessuno che potesse amare. Non
ama, infatti. Il desiderio sepolto di Charlotte affiora in modo eclatante in questa storia: Fremeva [...]
alla ricerca di un legame pi intimo, pi personale. Non poteva farne a meno.
A questo punto entra in scena Sir William Percy, che ha arrestato Henry. Nota il suo sguardo
irrequieto e stima correttamente quello che lei immaginava nascosto alla vista, sepolto nelle pi
recondite profondit del suo cuore. Lui percepisce il suo conflitto tra il desiderio e la castit, la sua
paura che anche il pi timido dei suoi approcci possa disturbarlo. Uomo freddo, riscaldato solo dai
propri capricci, Sir William gioca con l'idea di una singolare passione per la signorina Hastings. Un
giorno, quando lei non pu pi nascondere il fatto di essere attratta da lui, le propone di diventare la sua
amante: Lasciati andare e concedimi di rivendicarti come mia propriet.
L'istinto non  negato, non  minimizzato: La signorina Hastings era silenziosa, ma non
intendeva acconsentire. Solo il forte conflitto tra l'amore passionale e i sentimenti... la obblig, per un
momento, a quella silenziosa agonia.
Gli dice onestamente: Non temo nulla se non me stessa.
Poi lo lascia solo vicino alla tomba di una delle amanti rifiutate di Zamorna, Lady Rosamund
Wellesley, sulla cui lapide  inciso il motto RESURGAM187. Mentre si allontana voltandogli le
spalle, Elizabeth incarna quella resurrezione in forma secolare188. Senza aspirare a una purezza
sovrumana n cedere alla corruzione, Elizabeth dimostra l'esistenza di qualcosa di pi forte dell'istinto.
A quasi ventitr anni, Charlotte Bront vide che la realizzazione personale non era data dalla sola
passione, ma che dipendeva dal sapersi forgiare un carattere.
Il carattere fu alla base del suo rifiuto della prima proposta di matrimonio che ricevette, nel
marzo 1839, proprio nello stesso periodo in cui stava scrivendo questa novella. Quando il reverendo
Henry Nussey, il noioso fratello di Ellen, si propose alla seria e compita Charlotte che conosceva da
sempre, lei si sent obbligata a rivelargli che quello non era il suo vero carattere: in casa l'avrebbe
trovata eccentrica, romantica, ironica189. Era sua abitudine studiare il carattere delle persone che si
trovava attorno, gli scrisse il 5 marzo, e penso di conoscere il vostro e di poter immaginare quale tipo
di donna sarebbe adatta a farvi da moglie. Il suo carattere non dovrebbe essere troppo forte, passionale
e originale [...]. E quanto a me, voi non mi conoscete190. Cos Henry Nussey pass alla terza della
sua lista191. Il carattere, di nuovo, fu la scusa che Charlotte utilizz con Ellen, qualche giorno dopo:
nel matrimonio non avrebbe potuto nascondere il suo carattere domestico "naturale". Non potrei
starmene seduta tutto il giorno con un volto grave davanti a mio marito. Pur essendo convinta che non
le sarebbe arrivata un'altra proposta, non esit a rifiutare una sicurezza che molte, nella sua posizione,
avrebbero accettato. Due mesi pi tardi Charlotte prov nuovamente a guadagnarsi da vivere da sola.
Tra il maggio 1839 e la fine del 1841 visse in due case private come istitutrice. Questi esilii si
dimostrarono pi duri della scuola. Se la signorina Wooler aveva visto in Charlotte una collega dotata
di professionalit, le madri la vedevano come una dipendente senza volto. Fu il suo periodo nella terra
d'Egitto e nella Casa della Sottomissione192.
Anne (all'epoca diciannovenne) diede l'esempio: nonostante le obiezioni familiari, l'8 aprile
fece i bagagli e se ne and per conto suo a Blake Hall, Mirfield, presso gli Ingham, dove rimase fino a
Natale. A maggio Charlotte part per il suo primo posto di lavoro come istitutrice presso i Sidgwick,
vicino Skipton. Ci che veramente ne ricav  come accadde anche ad Anne  fu la conoscenza
ravvicinata delle famiglie della buona societ. Alla classe sociale, scopr, tenevano soprattutto le mogli
che cercavano di adeguarsi alla posizione del marito. Quando il signor John Benson Sidgwick andava a
passeggio con Mathilda (di sei anni) e John Benson Jr (di quattro), Charlotte doveva seguirli tenendosi
a qualche passo di distanza193. Charlotte annot la cosa nei suoi diari, ma senza eccessivo turbamento,
mentre rimase sconvolta dal fatto che la moglie, la signora Sidgwick, si rifiutasse di conoscerla. La sua
stanza da letto era al terzo piano, dove dormiva la servit, e di sera doveva occuparsi dei bambini al
secondo piano  senza mai essere invitata a unirsi alle feste che avevano luogo gi in salotto. Questo
atteggiamento offese Charlotte, soprattutto alla luce del fatto che in passato aveva avuto una certa
relazione con la signora Sidgwick, che prima di sposarsi si chiamava Sarah Hannah Greenwood ed era
originaria di Keighley, vicino Haworth. Prima del matrimonio che segn il suo ingresso nella potente
famiglia dei Sidgwick, era nota per essere la figlia di John Greenwood di Knowle House, un whig in
vista e un ricco produttore di cotone194. Charlotte aveva familiarit con i suoi parenti Greenwood,
compreso suo cognato, il rettore di Keighley, uno dei pochi amici clericali del signor Bront. Il fatto
che Charlotte, in quanto figlia di un reverendo, avesse avuto contatti con i Greenwood in occasione di
eventi parrocchiali l'aveva illusa che i Sidgwick l'avrebbero trattata come una di famiglia. (Anne
nutriva simili aspettative nei confronti degli Ingham, che erano connessi per via matrimoniale a Ellen
Nussey e avevano legami con la signorina Wooler. La sorella della signora Ingham, la signorina Lister,
aveva studiato a Roe Head   infatti menzionata pi volte nei diari di Charlotte come una delle allieve
che la tediavano. La signorina Lister era dunque stata a scuola con Anne). Ma un'istitutrice era una
sorta di essere invisibile; fu questa scoperta a irritarle pi delle interminabili ore di lavoro, delle
immancabili sessioni di cucito e dei bambini viziati. Sapendo che la signorina Bront non era nessuno,
John Benson Jr le lanci una pietra in testa. Quando Charlotte non lo trad, evitando di accusarlo per il
suo gesto, il piccolo se ne usc con la famosa esclamazione: Vi voglio bene, signorina Bront, al che
la signora Sidgwick lo corresse prontamente: Vuoi bene all'istitutrice, mio caro.
In quel periodo, le donne del clero erano piuttosto suscettibili in merito al loro status195. A
partire dalla fine del XVIII secolo, i sacerdoti della Chiesa anglicana avevano iniziato ad acquisire
maggiore dignit e autorit nelle comunit, poich provenivano in misura minore dal patronato. C'
una certa differenza tra la servile presunzione del signor Collins, pastore anglicano la cui grandeur 
solo il riflesso di quella della sua patronessa, Lady Catherine de Bourgh (in Orgoglio e pregiudizio,
abbozzato negli anni Novanta del Settecento), e la pi consapevole e salda presunzione del signor
Elton, vicario, in Emma (1815). Nei primi due decenni del diciannovesimo secolo, mentre si trasferiva dall'Irlanda
allo Yorkshire, il signor Bront aveva acquisito i modi educati di un signore e, di tanto in tanto, poteva
raccontare di aver conosciuto Lord Palmerston a Cambridge. In quanto curato perpetuo di Haworth, in
occasione delle feste religiose si intratteneva con le migliori famiglie e figurava nel novero della
piccola nobilt come uno dei primi gentiluomini della contea. E questo pur non avendo mai guadagnato
pi di duecento sterline l'anno. L'educazione ricevuta dalle figlie fu sicuramente superiore a quella cui
avrebbero potuto aspirare per nascita e patrimonio.
Contribuendo al recente tentativo di sottrarre i Bront dalla leggenda, Tom Winnifrith ha
suggerito che il loro comportamento sociale non fosse tanto dettato dall'ideale romantico della
solitudine, ma avesse piuttosto a che fare con un'insofferenza per il noioso formalismo di classe: un
atteggiamento legato alle origini contadine del signor Bront, camuffate dal suo nome d'adozione e da
misteriose tracce di un'antica discendenza. Per sua fortuna, i suoi parenti vivevano abbastanza lontani,
in Irlanda e in Cornovaglia, e sembra che non li nominasse mai196. Anche se lo status dei Branwell, in
quanto esponenti della classe media, era indubbiamente superiore a quello dei Brunty, probabilmente
non era abbastanza per Patrick Bront. La sua visione politica lo allineava ai gentiluomini tory, che
diffidavano degli operai incolti e si opponevano ai riformatori intenzionati ad allargare il suffragio.
Una volta, Ellen fece notare ai Bront che le operaie delle fabbriche di Haworth parlavano in
termini troppo confidenziali dei loro padroni, chiamandoli col nome di battesimo. Gli dovrebbero
insegnare le buone maniere, disse Ellen. Sarebbe inutile197, rimbecc Emily con una delle sue
pungenti risposte. Nell'astenersi da ogni scambio sociale, nel preservare con orgoglio un'autonoma
purezza, Emily surclassava persino suo padre. Il senso di superiorit nutrito dai Bront a Haworth non
poggiava su basi granch solide: quella di curato perpetuo non era certo una posizione umile, ma
nemmeno molto prestigiosa, situandosi un po' al di sotto di quella di vicario o rettore198.
Inoltre, nei pressi di Haworth si registrava una cospicua presenza dissentista, ragion per cui i
parrocchiani che tributavano al signor Bront il dovuto rispetto non erano molti, e questo fatto
indeboliva la posizione del reverendo nei confronti dei proprietari terrieri. Di conseguenza, in canonica
si era piuttosto sensibili al concetto di classe, e Charlotte e Anne portarono questa suscettibilit con s a
Stonegappe e Blake Hall.
Stonegappe, trenta chilometri a nord di Haworth, era stata costruita alla fine del XVIII secolo
dal padre del signor Sidgwick, che aveva fatto fortuna con gli stabilimenti di filatura del cotone di
Skipton. William Sidgwick era appartenuto a quella nascente classe industriale che era riuscita a
rimpiazzare i vecchi proprietari terrieri grazie allo sfruttamento dei lavoratori. Circa centoventi bambini
avevano lavorato alle sue dipendenze per tredici ore al giorno. Quando, nel 1816, si svolse un'indagine
su tali condizioni di lavoro, lui dichiar: Sono convinto che lo stato di salute dei bambini operai sia di
gran lunga migliore di quello dei bambini a spasso199.
La casa dei Sidgwick era fastosa quanto quelle immaginate da Charlotte nei suoi sogni di
Angria. Rimaneva appartata al termine di una strada privata, protetta da alberi maestosi, in una
posizione dominante da cui la vista spaziava libera su Lothersdale e sulle ripide colline alle sue spalle.
In quell'area le colline sono verdi e lussureggianti e non hanno nulla a che vedere con la spoglia e cupa
brughiera. Pi in basso, nella valle, scorre il fiume Ayre, forse una fonte per il nome Jane Eyre. 
risaputo che Stonegappe fu il modello per Gateshead in Jane Eyre, ed  probabile che il ruolo di Jane,
intrusa in una famiglia della buona societ, debba qualcosa alla posizione in cui si ritrov Charlotte
quando, nel maggio 1839, entr a servizio dai Sidgwick. Alcune scene di Jane Eyre (ad esempio quella
in cui il bambino viziato, John Reed, lancia un libro in testa a Jane e quella in cui la signora Reed la
rimprovera) traggono ispirazione dalla breve permanenza di Charlotte a Stonegappe  solo che Jane,
che ha dieci anni, reagisce con fermezza, mentre Charlotte, che ne aveva ventitr, non seppe
nascondere le sue lacrime amare.
Charlotte divenne presto vigile quanto Agnes Grey (l'istitutrice del primo romanzo di Anne)
nella sua posizione tab di figlia di un sacerdote costretta a lavorare per guadagnarsi da vivere. Donne
come lei avevano spesso una migliore educazione, un pi spiccato senso morale e un linguaggio pi
forbito dei propri datori di lavoro, ma tutto ci non contava nulla in termini sociali. In quanto compiti
di un'istitutrice, queste doti erano ovviamente tra i requisiti richiesti, un po' come oggi ci aspettiamo un
funzionamento impeccabile da parte dei nostri elettrodomestici. Da qui deriva l'amara sensazione, in
Charlotte, di essere quasi una "merce", e anche la lamentela rivolta a Emily che un'istitutrice privata
non ha un'esistenza, non  considerata un essere vivente e razionale se non in funzione dei noiosi
compiti che  chiamata a svolgere. In seguito Charlotte disse a Elizabeth Gaskell che aveva perso il
suo carattere autentico in casa degli altri, dove era costretta ad assumere una tiepida facciata del tutto
estranea alla sua naturale esuberanza.
Alla signora Sidgwick, Charlotte appariva permalosa: era eccessivamente suscettibile. Se le
chiedevano di andare in chiesa insieme al resto della famiglia pensava che le venisse impartito un
ordine come a una schiava; se veniva lasciata sola si sentiva esclusa.
Per Charlotte, la boria e l'inquieta aria di superiorit della signora Sidgwick non
contribuivano a un miglioramento dei reciproci sentimenti. Quando rimprover Charlotte perch era
depressa, fu la prima volta in oltre un mese che parlava con la sua dipendente per cinque minuti200. Fu
in quest'occasione che Charlotte non riusc a trattenere le lacrime. Si colpevolizzava spesso per il suo
carattere maledettamente suscettibile, che la faceva ritrarre come se fossi stata sfiorata da un ferro
rovente. Cosette che nessun altro nota s'insinuano nella mia mente e l bruciano come veleno. So che
questi sentimenti sono assurdi e, per questo, cerco di nasconderli, ma non fanno che scavare pi a
fondo proprio perch celati. Sono un'idiota201. L'autocolpevolizzazione si scontrava con l'odio che
silenziosamente infettava il suo animo. Sospettava che mettessi il catenaccio del silenzio su una
ricchezza mentale di cui lui [il proprietario della fabbrica] non partecipava davvero202. Queste parole
di Il professore si riferiscono all'esperienza di Charlotte nella famiglia di un imprenditore dello
Yorkshire. Nel romanzo, un dipendente in gamba e al di sopra della media, William Crimsworth,
realizza che il suo datore di lavoro l'apprezzerebbe di pi se fosse meno intelligente. Ignorato e offeso,
Crimsworth, come Charlotte, osserva l'arrugginirsi e il contrarsi delle mie facolt migliori,
dell'immaginazione (cara, segretamente goduta Immaginazione, tenera e possente), e inizia a sentirsi
come una pianta che cresce nell'oscurit umida dalle pareti viscide di un pozzo203. In questo
personaggio Charlotte proietta la paura che il suo talento possa atrofizzarsi o svanire. L'oscurit della
notte, che aveva liberato l'immaginazione, poteva tramutarsi nella buia prigione dello stress mentale.
L'occultamento era la parte pi alienante della suo vivere nei sogni  quello che Mary Taylor aveva a
suo modo definito coltivare patate in cantina.
Charlotte avrebbe attinto a piene mani alla sua esperienza di istitutrice scrivendo Jane Eyre e
Shirley, dove una ex istitutrice, la signora Pryor, rivela la cruda realt di quel mestiere a sua figlia,
Caroline. In questo romanzo la datrice di lavoro, chiamata signora Hardman, ripete esattamente le
parole scritte da un recensore di Jane Eyre: la governante  una donna messa al bando e anche una
seccatura, perch  spesso tra i piedi. Di conseguenza deve vivere sola e non oltrepassare mai la
barriera che divide la sua classe sociale da quella dei datori di lavoro. Nella signora Pryor questa vita ai
margini comincia a produrre i suoi malefici effetti. Di l a non molto mi ammalai204. La signora
Hardman mette allora in guardia l'istitutrice (come Hannah Sidgwick avvert Charlotte): non deve
concedersi il lusso dell'autostima. Se non coltiva l'umilt, finir i suoi giorni rinchiusa in manicomio.
Nel corso del suo secondo mese a Stonegappe, nel luglio 1839, Charlotte inizi a cedere.
Quando non nascondeva il suo malessere, Hannah Sidgwick la accusava di simulazione.
L'avversione di Charlotte per la datrice di lavoro era aggravata dalla consapevolezza che, non
avendo alcuna simpatia per i bambini, nemmeno i risultati raggiunti avrebbero reso il suo impiego pi
sopportabile. Quando i bambini erano agitati e irruenti, sognava di essere una cameriera o un aiuto
cuoco, piuttosto che una tormentata, calpestata, abbandonata, bistrattata istitutrice. Le ore di gioco
erano peggiori di quelle di lezione. Spesso era umiliante constatare che una bambinaia ignorante e
rozza riusciva a gestire i bambini viziati meglio di lei, che non aveva alcuna autorit su di loro. Pi
tardi avrebbe cos riassunto il destino dell'istitutrice: Tirannizzata, costretta a sforzarsi invano di
compiacere e insegnare, umiliata, esaurita, preoccupata  cos tartassata e calpestata che aveva smesso
persino di sapere chi fosse e si domandava in quale indegna, traballante struttura fosse imprigionata la
sua mente oppressa205.
Il suo tremare non era del tutto patetico. Il fiume di aggettivi suggerisce indignazione, se non
rabbia. N era del tutto abbandonata: ospitalit le veniva offerta dal vicario locale, Edward Carter, e
da sua moglie, sorella della signorina Wooler. Il signor Carter aveva preparato Charlotte per la cresima
nel 1832, quand'era un'allieva della scuola di Roe Head. Charlotte, dunque, lo conosceva piuttosto
bene; ma, pur accettando gli inviti dei Carter, si lamentava in privato del fatto che non appartenessero
alla cerchia sociale che avrebbe voluto frequentare.
Fortunatamente, il suo posto di istitutrice era previsto per meno di due mesi, e tra l'estate del
1839 e l'inizio del 1841 Charlotte rimase ben volentieri a casa. Pure Anne torn, dopo essere stata
licenziata dagli Ingham, nel dicembre 1839 (ormai anziana, Mary Ingham avrebbe dichiarato di aver
un tempo ingaggiato un'istitutrice davvero incapace chiamata signorina Bront206). Quell'inverno
Tabby, la governante, si fece male a un piede e dovette prendersi una pausa trasferendosi insieme a sua
sorella in una casa che aveva comprato con i suoi risparmi. Allora Charlotte, Emily e Anne presero a
occuparsi delle faccende domestiche con entusiasmo e dedizione. Emily era incaricata di gestire la
cucina e il forno; Charlotte decise di cimentarsi con il ferro da stiro, rimanendo imperturbabile di fronte
alla collera della zia quando, al suo primo tentativo, bruci alcuni vestiti. Preferiva svolgere i lavori
domestici in casa propria  lucidare la stufa, rifare i letti, spazzare i pavimenti  piuttosto che vivere
senza muovere un dito in casa d'altri. Odio e aborrisco il solo pensiero di tornare a essere
un'istitutrice207, disse quel dicembre, consapevole di godere di un felice momento di "tregua" prima
di "obbligarsi" a prendere un nuovo ingaggio.
In questo stato d'animo ribelle, Charlotte prolung la sua tregua dando a un'altra possibile
datrice di lavoro, la signora Edward Halliley, il suo colpo di grazia208, all'inizio del 1840. Una
lettera che Charlotte scrisse a Ellen il 29 maggio di quell'anno testimonia che aveva risposto a degli
annunci invano209. In ogni caso, era determinata a trovare una datrice di lavoro la cui mente e il cui
cuore non siano stati estratti da una miniera di piombo o tagliati in una cava di marmo210. La sua
avversione per i Sidgwick era il sintomo di un problema pi generale: pur desiderando un campo in cui
applicarsi con passione, i lavori cui poteva aspirare frustravano le sue doti e il suo talento. Quando
insegna nella scuola di Lowood, Jane solleva lo sguardo verso il lontano orizzonte che sogna di
superare per giungere al fermento della citt e della vita pubblica, ma  obbligata a cercare, nel
migliore dei casi, una servit nuova211. Mentre  impegnata con il suo successivo lavoro di
istitutrice a Thornfield, Jane rimane sul tetto a fissare ancora una volta l'orizzonte e pensa ai milioni di
esseri condannati a un destino pi immobile del mio212. Il suo umore ricalca quello di un disegno
fatto da Anne mentre lavorava come istitutrice dagli Ingham: una giovane donna di spalle che guarda il
mare da un promontorio roccioso, con una mano si protegge gli occhi mentre scruta un orizzonte
radioso213. Pure Emily, in Cime tempestose, avrebbe offerto un ritratto di questo stato d'animo,
quando Catherine Earnshaw si ribella contro la reclusione domestica cui  costretta una moglie e si
sporge dalla finestra della sua camera da letto verso l'illimitata libert della brughiera.
Charlotte decise che non si sarebbe sposata, ma forse era preoccupata dall'idea di rimanere sola.
Inoltre era sospettosa nei confronti degli uomini attraenti, che riteneva volubili, come appare evidente
dal personaggio di Zamorna e, nel corso del 1840, dal modo in cui osserv il provocante e belloccio
curato di suo padre, William Weightman. A un certo punto Weightman fece la corte a Ellen, e
Charlotte le scrisse una lettera per avvisarla che aveva a che fare con un dongiovanni. Con spirito di
ribellione firm tale lettera con la formula Sinceramente tua, a ira214, richiamando la canzone
cantata durante la Rivoluzione francese:
Ah! a ira, a ira, a ira!
Les aristocrates  la lanterne.
La sua ribellione contro la vulnerabilit delle donne nel sistema di potere si mescolava, con
effetto incendiario, alle sue origini di bassa estrazione, nonostante la sua apparente simpatia per il
conservatorismo tory, riflesso dell'orientamento politico del padre. Proprio lo spirito di rivolta potrebbe
essere il motivo per cui aveva deciso di non sposarsi, al di l del suo aspetto poco attraente e della sua
mancanza di una dote. Florence Nightingale, che era sia ricca che bella, abiur ugualmente il
matrimonio. Era convinta che il suo spirito attivo e dinamico la rendesse poco adatta al ruolo di moglie,
anche se la sua natura passionale la spingeva verso la vita affettiva. Charlotte spos la vita attiva: in
linea teorica, preferiva essere un'istitutrice che passare il tempo in casa alle dipendenze di un marito.
Di fatto, per, non amava insegnare e, come le sue sorelle, era poco portata. Pure Ellen ricord:
Non avevano la capacit di imporsi, mentre avvertivano con profonda e acuta sensibilit ogni
cosa che scuoteva la loro squisita delicatezza, il loro animo raffinato o il loro senso di giustizia.
Soffrivano intensamente per cose che agli occhi di un altro sarebbero apparse inezie[...].215
Per Ellen, se il signor Bront fosse stato pi presente in famiglia e avesse parlato di pi con le
figlie, avrebbe dovuto sconsigliare loro l'insegnamento: Non poteva darsi un temperamento meno
adatto a tale ruolo. Pur avendo una formidabile dose di abnegazione, fermezza e resistenza, non
erano in grado di contrastare o evitare ci che le faceva soffrire. Il risultato era che gli animi sicuri e
forti tendevano a giudicarle deboli e inferme, senza percepire la sensibile suscettibilit al di sotto della
superficie. La cagionevolezza di salute, che aggravava tale suscettibilit, era responsabile per
l'aspetto patetico che attribuivano alle loro esperienze, acuendo ogni sofferenza in un'agitata
repressione dei propri sentimenti [...] e addensando l'oscurit di ogni ombra che incrociavano nel loro
cammino quando erano lontane da casa. A casa erano le pi temerarie tra i coraggiosi  soffrire l era
un'attivit nobile.
Ellen conferm che il risvolto peggiore era l'obbligo di tenere sempre una facciata: Charlotte
era dolorosamente convinta che vivere in casa d'altri fosse per tutte loro uno straniamento dal loro
autentico carattere. Le obbligava ad assumere un'esteriorit che era una vera e propria repressione,
un'alienazione da loro stesse216.
Il carattere di copertura che adottavano traeva ispirazione dalle norme a cui la loro classe
aspirava, variazioni sul tema della "signora" incarnato da Amelia Walker. Fu sulla base di tali standard
di classe che Charlotte giudic un nuovo spasimante, David Bryce, arrivato fresco da Dublino come
nuovo curato di suo padre dopo che il precedente, il signor Hodgson, era diventato vicario di Colne, in
Lancashire. Il signor Bryce giunse in visita nella canonica di Haworth, in compagnia del suo vicario,
poco dopo il ritorno di Charlotte da Stonegappe, agli inizi dell'agosto del 1839. Egli si propose subito
dopo aver sentito Charlotte parlare, quella sera stessa, con la libert di cui disponeva in casa. Sebbene
Bryce fosse acuto e passionale, Charlotte non riteneva un curato irlandese un suo pari. Lo defin privo
della dignit e della discrezione di un inglese. Qui, ancora una volta, si riproponeva una spinosa
questione di classe: sebbene lontana dall'Irlanda da appena una generazione, Charlotte poteva guardare
un irlandese dall'alto in basso. Il destino volle che il signor Bryce morisse poco dopo questo rifiuto.
Pur disprezzando Amelia, Charlotte le fece comunque una seconda visita nell'autunno del 1839.
A un anno di distanza, espresse un rinnovato sdegno per le sue artificiose pose da signora: fu molto
divertita dalla visita di una cugina proveniente dal sud dell'Inghilterra, Eliza Branwell Williams, che si
sforzava di assumere un'aria languida e compita palesemente in contrasto con il suo volto roseo e
tondeggiante e la sua figura slanciata e molleggiata  tanto che non potevo fare a meno di ridere
osservandola217.
Tale ambivalenza rimase per tutto il resto della sua vita. Charlotte si esercitava ad assumere i
modi di una signora di buona famiglia  la modestia, il decoro, la riservatezza  e allo stesso tempo non
sopportava l'artificio della mitezza.
Un'altra norma della classe media era quella di apparire generosi. Era questa la reputazione dei
Sidgwick. La loro nipote, Mary, spos un lontano cugino, Edward White Benson, futuro arcivescovo di
Canterbury, e il figlio, A.C. Benson, uno stimato scrittore, prese le difese dei Sidgwick definendoli
gente straordinariamente generosa, molto amata, che non avrebbe mai fatto del male intenzionalmente
a qualcuno a loro vicino. Tale difesa si limita a indicarci il modo in cui i Sidgwick apparivano ai loro
parenti e ai loro pari.
Charlotte, dal canto suo, si addentra in quello che descrisse alla Gaskell come il lato oscuro
della rispettabilit: Semplicemente cedendo all'egoismo e al malumore il comportamento del datore di
lavoro verso il dipendente diventa una vera e propria tirannide di cui, eticamente, si preferisce essere la
vittima piuttosto che l'autore218.
Non si rischia dunque di esagerare affermando che essere un'istitutrice significava esporsi a una
sottile vittimizzazione, che aveva un effetto letteralmente annichilente sulle Bront, le quali, per
rispetto delle forme, si sentivano obbligate a indossare la maschera della compiacenza. Venticinque
anni prima Jane Austen, una donna single con uno stipendio misero ma con la fortuna di avere il
sostegno della propria famiglia, aveva condannato il destino dell'istitutrice attraverso la figura della
riluttante e poco esperta Jane Fairfax, obbligata a prendere servizio dall'insistente e altezzosa signora
Elton. Jane teme il brutto giorno in cui dovr separarsi da tutte le gioie della vita, del confronto
razionale, dell'uguaglianza, della pace e della speranza, per una eterna penitenza e mortificazione219.
Per una donna dalle vedute moderne quale Mary Taylor c'era solo una soluzione: lasciare
l'Inghilterra. Il 3 gennaio 1841 Charlotte scrisse a Ellen che Mary da sola ha pi energia e forza
d'animo di ogni dieci uomini presi a caso nelle parrocchie di Birstall [casa di Ellen] e Gomersal [casa
di Mary].  inutile confinare un carattere come il suo entro i normali limiti  li oltrepasserebbe. Sono
assolutamente convinta che Mary riuscir a farsi strada220.
In aprile Charlotte scrisse di nuovo per dire che Mary si era messa in testa di andare in Nuova
Zelanda. Solo un anno prima, nel gennaio 1840, il primo gruppo di coloni era sbarcato a Wellington.
Alla fine ci vollero alcuni anni prima che Mary lasciasse l'Inghilterra, nel 1845. Emigrare, avrebbe
detto in seguito, equivaleva a fare un tuffo disperato221 per riemergere in un altro mondo. Nelle
sue lettere, Mary era ben attenta a non falsare le cose fornendone un'immagine dorata. Il nuovo
mondo non sar il paradiso, ma comunque meglio dell'incubo, scrisse a Ellen da Wellington il 9
febbraio 1849. Nel 1857 dichiar di non essere mai stata meglio da quando aveva lasciato la scuola.
Riconduceva tale benessere al fatto di dirigere una propria attivit, cos, se prima il lavoro era solo un
peso, ora era quasi sempre un piacere. In parte per la mia debolezza fisica e in parte per la mia
depressione, il mio giudizio era un tempo sempre in guerra con la mia volont. C'era sempre tanto da
fare, ma nulla per cui io sentissi che valeva davvero la pena di faticare222.
Ma Mary ignorava l'esistenza di un'altra soluzione: scrivere. Certo, scrivere per il pubblico era
inopportuno  immodesto , come aveva chiarito Southey, ma il successivo trionfo di Charlotte
avrebbe smentito la fosca opinione di Mary circa le opportunit riservate alle donne in Inghilterra.
Come Charlotte aveva compreso da tempo, il suo passo in avanti era dipeso dalla volont di tirarsi
fuori, finalmente e definitivamente, dal sogno di Angria  sforzo paragonabile a quello di mettere fine a
una storia d'amore ossessiva. Un tentativo di liberarsi fu quello di scrivere in versi, alla fine del 1839,
un formale Addio ad Angria.
Nel giungere a questa risoluzione era stata influenzata da due romanzi dei tardi anni Trenta
dell'Ottocento. Sul retro del manoscritto di Addio ad Angria prese nota di un nuovo tema ricavato da
Nicholas Nickleby, il romanzo di Dickens pubblicato a puntate tra il 1838 e il 1839:
distruttore di ragazzi
signor Squeers
Dotheboys-Hall Greta-Bridge
Yorkshire
favoriti dall'egregio Charles Dickens
Dickens parlava di un bambino sofferente in una scuola crudele, e ci potrebbe aver suggerito a
Charlotte che la Clergy Daughters' School e la fine che vi aveva fatto Maria potevano diventare
materiale per un romanzo  forse una prima fonte per Jane Eyre. Se ci fosse vero, sarebbe plausibile
dedurre che fu in questo momento che Charlotte Bront percep per la prima volta la propria vita come
materia d'arte. Ma Dickens le avrebbe potuto fornire anche altri spunti, come la satira nei confronti
degli aristocratici inutili (Sir Mulberry Hawk e Lord Frederick Verisopht) e quella diretta contro le
stupide mode passeggere (quando Kate Nickleby legge The Lady Flabella alla signora Wititterly).
Charlotte fu anche influenzata da Deerbrook (1839) di Harriet Martineau, il cui protagonista 
un chirurgo e la cui eroina viene da Birmingham, una citt industriale non molto diversa da quelle dello
Yorkshire che lei conosceva. La stessa Martineau era convinta che il suo romanzo avrebbe aiutato a
superare il pregiudizio nei confronti della classe media diffuso nel panorama della narrativa, in
un'epoca in cui i lettori si interessavano solo alle vicende di gentiluomini e gentildonne. In Deerbrook,
un'istitutrice disabile confessa l'esperienza  in genere sopportata dalle donne in un imbarazzato
silenzio  dell'amore non corrisposto. La protagonista  convinta che le ragazze siano del tutto
impreparate all'impatto della passione, sebbene il matrimonio sia un argomento di conversazione
costante, e che mettere a tacere il tumulto dei sentimenti al fine di presentare una facciata socialmente
accettabile sia peggio che morire. Deerbrook, dunque, combinava quelli che Charlotte definiva sogni
infernali con una netta reazione contro i vacui romanzi ambientati nell'alta societ. E in pi l'autrice
era una donna  la donna pi intelligente mai esistita al mondo223, afferma l'eroina del racconto di
Charlotte "Caroline Vernon", scritto nella seconda met del 1839. Nel racconto viene sottolineata
anche l'insolita libert con cui Martineau aveva svolto le sue ricerche in America: Ha viaggiato come
un uomo  alla ricerca del miglior modo di governare un paese.  impossibile stabilire il punto esatto
in cui le influenze dell'epoca incontrano l'impulso latente di uno scrittore. Ma  chiaro che, dopo dieci
anni d'immersione in futili sogni di bellezze senza sostanza, Charlotte decise di andare oltre, e che nel
momento in cui prese questa decisione aveva gi concepito un'antitesi alle nobili signore, ovvero
un'insegnante molto simile a lei: intelligente, appassionata e piuttosto in ombra  quasi del tutto ignota
e sconosciuta.
Charlotte aveva ventitr anni quando scrisse le celebri parole: [...]ma bisogna mutare, giacch
lo sguardo si stanca d'uno scenario che si ripete spesso.... Il sogno dell'alta societ era diventato una
droga che le consumava la mente. Abbandonare quei sogni fu, in un certo senso, la sfida pi grande
della sua vita creativa:
Nel momento di abbandonarli, mi par quasi d'essere sulla soglia d'una casa e di dire addio a
coloro che l'abitano. Nel momento in cui mi sforzo di sostituirli con nuovi abitanti, mi pare d'essermi
recata in qualche lontano paese dove ogni viso mi era sconosciuto e dove la singolarit di tutta la
popolazione era per me un enigma che dovevo scrutare a lungo prima di scioglierlo con molto talento
per interpretarlo. E tuttavia, desidero abbandonare per qualche tempo quest'ardente contrada dove
troppo a lungo abbiamo soggiornato, i cui cieli fiammeggiano, sulla quale s'allunga sempre la luce
incandescente del tramonto.224
Come fece Charlotte a raggiungere quel "lontano paese"? Qual era la natura dei suoi abitanti
sconosciuti?
Poco dopo l'Addio ad Angria, nel 1839, Charlotte attinse all'esperienza vissuta a Roe Head per
scrivere un frammento di racconto la cui protagonista  Mary Percy, un'allieva orfana di madre e
isolata nel seminario di Kensington della signora Turner. Il padre di Mary viene raramente a farle
visita, ma quando arriva, il suo aspetto e il suo stile impressionano la superficiale e affettata signora
Turner. In seguito Charlotte riprese il frammento, riscrivendolo, all'interno di un romanzo incompiuto
noto con il titolo di Ashworth225. Gran parte di quest'opera ha ancora i difetti di Angria: si crogiola
tediosamente nell'alta societ, i dialoghi sono perlopi vacui e l'intreccio  ingarbugliato. Ma la scena
del dormitorio, nel secondo capitolo, in cui appare un'insegnante sfruttata chiamata signorina Hall,
recupera l'energia introspettiva dei frammenti di Roe Head e del ritratto di Elizabeth Hastings. Per un
breve momento riusciamo a intravedere, ancora una volta, l'inafferrabile carattere di una donna
nell'ombra: la scorgiamo piegata, mentre prepara i bauli delle allieve alla fine del semestre, alla luce
tremolante di una sola candela, inghiottita per met dalle tenebre  per poi sparire del tutto dalla storia,
che torna a essere il solito dramma di signore della buona societ.
Ellen Hall, o semplicemente Hall, come  chiamata dall'alunna snob Amelia De Capell,  una di
quelle sfortunate ragazze, beneducate ed emarginate, che si muovono nella terra di mezzo tra ricchezza
e povert. In quanto allieva a mezza pensione, Hall deve lavorare per pagarsi la retta. E, come osserva
un'altra studentessa, Mary Ashworth, la signora Turner tiene Hall sempre cos indaffarata che la
ragazza non ha tempo per gli studi. La sua istruzione la destina a un futuro di bambinaia o
accompagnatrice, professioni di grado inferiore rispetto a quella che meriterebbe per le sue doti.
Per riuscire a notare Hall bisogna compiere un significativo scarto rispetto al solito materiale
romanzesco: Non mi addentrer nello [...] scintillante salotto dell'istituto della signora Turner, dove
[...] venti signore elegantemente vestite fanno bella mostra dei loro risultati. Come nel caso della
signorina West, a una scena mondana al piano di sotto fa da contraltare, al piano superiore,
l'esplorazione dei recessi della coscienza, e la scena che segue prefigura la solitaria coscienza
dell'insegnante Lucy Snowe di Villette. Il fuoco della narrazione si sposta su un nuovo oggetto: il
silenzio che pervade le stanze al piano superiore, dove un'isolata studentessa a mezza pensione 
piegata sopra un baule mezzo stipato. Quando si alza per andare a cercare gli oggetti mancanti, la luce
della sua candela si dilegu con lei; alle sue spalle tutto rimase avvolto nel silenzio e nell'oscurit, poi
un trambusto di voci femminili risuona in corridoio, e un turbine di ragazze, accompagnate dal fruscio
di abiti da sera in raso, sfila davanti alla "sguattera" inginocchiata a terra nella sua vestaglia di lana e
nel suo misero scialletto. Le ragazze si radunano ai tavoli da toeletta, nell'incavo delle finestre (una
riproposizione della scena, raccontata nel "Roe Head Journal", in cui Charlotte veniva scossa dal suo
torpore dalle chiacchiere delle allieve che si arricciavano i capelli davanti alle finestre226). Amelia De
Capell, che parla alla sguattera solo per impartirle ordini, appare in netto contrasto con Mary Ashworth,
che dice a Hall: Di tutti gli schiavi dell'industria, tu sei la pi infaticabile.
Quell'ultima notte di scuola, nell'oscurit del dormitorio in cui tutto tace, Mary regala a Hall
dei libri di Scott e di Byron. La loro comunione  un segno, per quanto fugace, dei rapporti che le
donne possono instaurare negli interstizi dei ruoli che la societ affibbia loro. Hall e Mary prendono
strade radicalmente diverse: Hall svanisce nell'oscurit, Mary si incammina verso il suo radioso destino
di signora e possidente. Nel corso del romanzo, Charlotte fu sempre pi alle prese con l'elaborazione di
Angria: Mary, la figlia di una canaglia della finanza (nel manoscritto, Ashworth si chiamava
originariamente Percy, il nome del furfante di Angria),  in attesa di sposare il futuro eroe, Arthur
Ripley West (il figlio scapestrato del generale West, derivato dall'Arthur Wellesley/Zamorna dei
racconti di Angria), che ha precedentemente distrutto, prendendosi gioco di lei, una piccola ragazza
indifesa, qui chiamata Marian Fairbourne (Marian Hume in Angria).
Ellen Hall, invece, non apparteneva alle trame di Angria, e la sua autrice sembra suggerire di
non essere stata in grado, finora, di individuare un personaggio a una simile profondit: Una mente di
un altro ordine  in grado di vedere pi lontano, pi a fondo, di guardare pi in alto [...] una la cui
natura non  interamente conoscibile di primo acchito [...] il soggetto di un prolungato interesse,
potrebbero occorrere infatti diversi mesi prima di saper leggere correttamente i suoi segnali [...] uno
tendente a molteplici e svariate, profonde impressioni  forse anche a molteplici e radicati difetti.
Troppo complessa, troppo "autentica" per il romanzo nella sua forma attuale227, Hall ha vita
breve, la sua esistenza dura quanto il guizzo di una candela che vediamo fluttuare da una stanza
all'altra prima di essere inghiottita di nuovo dal buio. Ma il momento di comunione tra Hall e Mary,
che prende spunto dalle relazioni notturne delle sorelle Bront, anticipa altre suggestive scene
romanzesche in cui due donne si sussurrano frasi nell'oscurit, quasi senza emettere suoni: Rachel
Vinrace e sua zia Helen Ambrose nel buio giardino di La crociera, di Virgina Woolf; madre e nonna
nell'ombrosa veranda di Preludio di Katherine Mansfield; Lily Briscoe e la signora Ramsay nella
stanza da letto di Gita al faro.
Probabilmente Charlotte Bront inizi a scrivere Ashworth nell'inverno del 1839-40. Nei primi
sei mesi del 1840, Branwell lavor come precettore a Broughton-in-Furness, nel Lake District. Il 1
maggio fece visita a Hartley Coleridge, il figlio maggiore del poeta, ad Ambleside. Qualche settimana
dopo, gli sped la sua traduzione delle Odi di Orazio. L'incoraggiamento che Branwell ricevette da
Hartley Coleridge potrebbe aver indotto Charlotte a mandargli a sua volta il manoscritto di Ashworth 
non sappiamo esattamente quando, ma  certo, dai francobolli rimasti sulla carta da pacchi, che lui le
risped il plico tra il maggio e il tardo novembre 1840. Sul retro della carta da pacchi, Charlotte
abbozz una risposta ad alcune sue critiche, che poi riscrisse in una lettera spedita il 10 dicembre
1840228.
Charlotte, come Branwell, era in cerca di un mentore, ma Hartley Coleridge era pi adatto a suo
fratello. Energico, vibrante, aveva perso una borsa di studio a Oxford per problemi con l'alcol ed era
durato poco come maestro di scuola. In seguito, si era riscattato con dei sonetti molto lodati, pubblicati
nel 1833, e con dei contributi per il Blackwood Magazine. Nel 1836 aveva raccolto le biografie degli
uomini illustri della regione in Worthies of Yorkshire and Lancashire. Scrivendogli, Charlotte non
dimentic la lezione appresa con Southey: non rivel il suo sesso e firm la lettera con la sigla CT
(Charles Thunder). La divertiva particolarmente il pensiero che Hartley Coleridge non avrebbe saputo
dire se CT fosse una modista di nome Charlotte Tomkyss o un impiegato di nome Charles Tims. Sia la
bozza che la lettera erano scritte in uno stile  spontaneo, ironico  appositamente studiato per
suggerire un grado di disinvoltura sociale in evidente contrasto con l'umile condizione che CT lasciava
intendere. Ovviamente, "lui" stava sfidando Hartley Coleridge a cogliere la sua superiorit solo
attraverso il linguaggio.
 chiaro dalla replica di Charlotte che Hartley Coleridge fu tutt'altro che ammaliato da
Ashworth. In tono autocanzonatorio, CT ammette le sue ambizioni alla Richardson. Arthur West
sarebbe dovuto essere un Sir Charles Grandison, Ashworth un Mr B  e le signore variazioni di
Pamela, Clarissa e Harriet Byron , solo che dovevano fare progressi proprio nel loro carattere
richardsoniano: avrebbero dovuto rifiutare la virt impeccabile e la totale depravazione per diventare
personaggi autenticamente mediocri. Ma, ovviamente, tutto ci era ambizioso fino al limite del
ridicolo. CT sembra accettare la critica che Ashworth sia eccessivamente dispersivo. In effetti, la
giovane scrittrice non si era ancora sbarazzata delle digressioni e delle lungaggini di Angria229.
Ashworth non risparmia strali acuminati nella sua critica dell'affettazione femminile, ma  ancora
incantato dalle bellezze in abiti di raso. Consapevole che le opinioni di Hartley Coleridge non erano
prive di fondamento, Charlotte inizi a rivedere Ashworth nel corso dell'inverno del 1840-41, ma
abbandon il lavoro quando part da Haworth per indossare, ancora una volta, i panni dell'istitutrice.
Il punto pi interessante della sua lettera a Hartley Coleridge  una traccia di calma
determinazione, quasi persa tra tante posture artificiosamente disinvolte: CT  deciso ad attendere
pazientemente un qualche mecenate che sappia riconoscere e incoraggiare il mio nascente talento.
I quattro capitoli di Ashworth non promettono un grande romanzo: al contrario, provano quanto
fosse difficile per Charlotte abbandonare Angria, nonostante il suo Addio. Dimostrano, inoltre, la
tenacia di questo materiale, rimasto valido anche per la Charlotte Bront matura che, tredici anni dopo,
avrebbe compiuto una brillante trasformazione di questa storia all'inizio del suo ultimo romanzo,
Emma230.
Agli inizi del 1841 Charlotte si prepar a cercare un nuovo posto di lavoro. A marzo aveva gi
iniziato a insegnare a una bambina di otto anni e a un bambino di sei a Upperwood House, Rawdon, a
dieci chilometri da Bradford, per uno stipendio di sedici sterline l'anno (mentre Branwell, impiegato
come aiuto ferroviere a Sowerby Bridge, lungo la linea Leeds-Manchester, era pagato settantacinque
sterline l'anno, e arriv a prenderne centotrenta quando, nell'aprile 1841, fu trasferito nella nuova
stazione di Luddenden Foot). Charlotte accett la met di un normale stipendio in una casa meno
fastosa della precedente nella speranza di trovarvi datori di lavoro meno snob. Prefer John White, un
mercante di Bradford, ai Sidgwick, ma dovette sforzarsi duramente di farsi piacere la signora White,
che, ancora una volta, le affibbiava interminabili lavori di cucito con cui riempire le sue ore libere.
Bene, non fatico a credere che la signora White sia la figlia di un esattore, scrisse Charlotte
piena di disprezzo a Ellen dopo aver notato le carenze grammaticali della sua datrice di lavoro e il suo
carattere assai rozzo e poco signorile231. Anche il signor White, decise, era di umile estrazione,
nonostante trattasse con sufficienza i commercianti.
Un ospite dei White la vide seduta in un angolo della stanza, un po' in disparte rispetto al resto
della famiglia, mentre leggeva un libro tenendolo vicino agli occhi, in atteggiamento da miope,
restituendo l'immagine di una venticinquenne a disagio. Anni dopo, in Villette, Charlotte rivel quel
che pu nascondersi nella testa china di una giovane insegnante, un pensiero piuttosto rassicurante: che
dove non  possibile essere giustamente valutati,  un piacere essere ignorati per intero232. Questa
riflessione di ordine superiore potrebbe aver attenuato l'avversione di Charlotte per la maleducata
familiarit233 dei bambini e per la sua stessa maschera  la maschera fredda e apatica che era
costretta ad assumere, il dover mostrare un carattere che non  il mio. Non riusc ad abituarsi ai
White, le cui idee e i cui sentimenti sono tanto lontani da me quanto probabilmente i miei sarebbero
da loro, se li palesassi a cuore aperto234.
Il nocciolo del problema non erano tanto i White, e nemmeno gli odiosi Sidgwick, ma il
bisogno di espandere la propria mente. Nel tempo libero dell'anno precedente aveva divorato numerosi
(non identificati) volumi in francese presi in prestito dai Taylor, che aveva trovato sottili, perfidi,
sofistici e immorali  la cosa migliore  che ti danno un'idea completa della Francia e di Parigi  e che
sono i migliori sostituti della conversazione in francese235. Poi c'era sempre il problema delle affinit
che sapeva di trovare solo in casa sua e che nulla, a quanto sembrava, era in grado di rimpiazzare. La
mia casa  umile e priva di attrattive agli occhi degli altri, scrisse Charlotte nel maggio 1841, ma ai
miei racchiude quello che non saprei trovare da nessun'altra parte al mondo  il profondo, l'intenso
affetto che fratelli e sorelle provano gli uni per gli altri quando le loro menti si sono formate nel
medesimo stampo, le loro idee hanno attinto alla stessa fonte  quando sono stati aggrappati l'un l'altro
dalla prima infanzia236. Fu nel corso del 1841 che Charlotte decise che bisognava trovare una
soluzione alla loro intollerabile separazione.
Una soluzione sembr presentarsi quando la signorina Wooler offr a Charlotte la scuola di
Dewsbury Moor, con tanto di attrezzatura e mobilio sufficienti per cominciare. Tale offerta venne a
coincidere con l'idea di Charlotte che lei e le sorelle avrebbero dovuto dirigere una scuola insieme. La
signorina Wooler sembr titubare davanti alla volont di includere nel progetto anche Emily e Anne:
entrambe si erano ammalate ed erano crollate. Ci fu un lungo silenzio. Nel frattempo arriv una lettera
di Mary, che aveva viaggiato quanto pi possibile nell'attesa di realizzare il suo piano di trasferirsi
all'estero. Ora stava terminando gli studi a Bruxelles, e incoraggi Charlotte a raggiungerla. Mary
scrisse di quadri stupendi e cattedrali maestose. Leggendo, Charlotte sent una sete irresistibile
incendiarle la gola: Una sorta d'insofferenza incontenibile per il mio lavoro tranquillo e mediocre.
Come un forte desiderio di ali, ali che solo la ricchezza pu donare  una sete di vedere, conoscere,
imparare. Per un attimo, mi  sembrato che qualcosa dentro m'invadesse tutta. Ero torturata dalla
consapevolezza delle mie capacit frustrate237.
A ottobre rifiut Dewsbury Moor, quel luogo tetro e oscuro. Parl di un fuoco238 per un
nuovo mondo da scoprire che non poteva pi estinguere, dopo che Mary aveva gettato olio sulle
fiamme.
Accettare la scuola che le veniva offerta e, in seguito, una volta raggiunta una solida posizione,
portarvi dentro le sorelle: questa sarebbe stata una strada logica. Se Charlotte l'avesse intrapresa, nel
settembre-ottobre 1841, le vite delle Bront sarebbero state diverse: pi sicure, pi autonome rispetto al
padre e al fratello, forse anche pi circoscritte al mondo della scuola. Ma mentre passavano i mesi,
nella reclusione dell'aula o dell'angolo buio del salotto di Upperwood House, Charlotte aveva in mente
solo un altro mondo, fatto di arte e apprendimento. Doveva cogliere l'opportunit di lasciare la Casa
della Sottomissione. Bruxelles fu la sua Terra Promessa239.
C'era ancora la landa selvaggia dello spazio e del tempo da attraversare prima che la
raggiunga, scrisse a Ellen il 10 dicembre. Emily, decise, sarebbe andata con lei; Anne sarebbe rimasta
a fare la parte della figlia a casa. Per qualche  ragione, forse il desiderio di guadagnarsi da vivere, o
forse quello di raccogliere materiale per il suo primo romanzo  Anne decise di rimanere al suo posto
di istitutrice presso le volubili e viziate bambine Robinson a Thorp Green Hall, vicino a York, dove
lavorava dal marzo 1841. Come unica consolazione, Charlotte si limit a fare ad Anne la vaga
promessa che in futuro si sarebbe presentata una simile opportunit anche per lei. Allo stesso tempo,
Charlotte si assicur l'aiuto finanziario della zia con una lettera dal tono quasi affaristico in cui
mascherava la Terra Promessa come un mercato in cui le direttrici scolastiche in fieri acquisivano le
doti  francese, tedesco, musica  richieste per la loro futura attivit. Chiese cinquanta o cento sterline.
La lettera si distacca da una solida argomentazione solo quando Charlotte arriva a paragonarsi a suo
padre: Quand'egli lasci l'Irlanda per andare all'universit di Cambridge, era ambizioso quanto lo
sono io ora240.
All'inizio del 1841, Charlotte guard indietro alla sua adolescenza "poetica", seguita da un
periodo di raffreddamento, di sobrio dovere, gli "anni intermedi" dai diciannove ai venticinque, che
avevano in parte tirato via dalla vita la sua superflua patina colorata. Era stata una disciplina necessaria.
 l'et in cui  opportuno potare e sfoltire l'immaginazione  coltivare il giudizio  e bisognerebbe far
piazza pulita almeno di alcune delle innumerevoli illusioni della prima giovinezza241. Dopo che
Southey, nel 1837, aveva frustrato le sue ambizioni, nel 1840 erano arrivate le ragionevoli critiche ad
Ashworth da parte di Hartley Coleridge.
Nella sua risposta gli assicur, in tono volutamente indifferente, che era pronta a mettere da
parte la sua grandiosa impresa. Non c' nessuna prova che abbia continuato a scrivere romanzi o
racconti nei successivi quattro anni.
Potrebbe sembrare che l'insegnante avesse preso il posto della sognatrice, ma un sogno nuovo e
pi concreto aveva rimpiazzato quello vecchio. Le fantasie giovanili di una vita nel lusso si erano
esaurite: al loro posto c'era un'avventura reale in un paese sconosciuto e la prospettiva di una crescita
intellettuale (come riflesso del compiere il proprio dovere). Chteau de Koekelberg, la scuola di
perfezionamento frequentata da Mary e da sua sorella Martha, si rivel troppo costosa e, dopo un lungo
dibattito, le Bront si sistemarono nel pensionato Heger, su raccomandazione della signora Jenkins, la
moglie del cappellano britannico a Bruxelles. L'8 febbraio del 1842 Charlotte ed Emily partirono alla
volta della capitale belga passando per Londra e Ostenda, con il sostegno del signor Bront, di Mary
(che era momentaneamente tornata in Inghilterra) e di suo fratello, Joe. A Bruxelles lo scarto tra sogno
e dovere si sarebbe ricucito, per un breve periodo, grazie all'ispirato insegnamento di Monsieur Heger,
nella scuola di Rue d'Isabelle.
...
.
...
Note al capitolo 3.
...
.
...
115 CB in conversazione con EG, riportata in una lettera di EG a Catherine Winkworth, 25
agosto 1850, LFC, iii, p. 143, o EGL, 75: p. 125.
116 CB a EN, 2 luglio 1835, CBL, I, p. 140.
117 PB alla signora Franks di Huddersfield, 6 luglio 1835, LFC, I, p. 130.
118 Dal RHJ. In The Early Writings of CB, Alexander data sei frammentari appunti
autobiografici come scritti nel biennio 1836-37: Well here I am at Roe Head (4 febbraio 1836);
Now as I have a little bit of time (5 febbraio 1836); All this day I have been in a dream (11 agosto
 14 ottobre 1836); I'm just going to write because I cannot help it (ottobre 1836); My Compliments
to the weather (marzo 1837); About a week since I got a letter from Branwell (ottobre 1837). Non 
impossibile che altri frammenti degli scritti di CB appartengano al gruppo del RHJ.
119 Life, p. 107; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, Milano, La Tartaruga, 1987, p. 152.
120 Vedi Katherine Frank, Emily Bront: A Chainless Soul, Londra Hamish Hamilton, NY,
Viking Penguin, 1990, pp. 98-99.
121 CB, "Prefatory Note to Selections from Poems by Ellis Bell", edizione postuma di Ellis e
Acton Bell, Smith, Elder, 1850, p. 369; trad. it. in Emily Bront, Poesie, Milano, Mondadori, 1997, p.
xl.
122 Dorothea Casaubon (nata Brooke) in Middlemarch (1871-72).
123 Eroina del romanzo di George Eliot Il mulino sulla Floss (1860).
124 CBEW, ii, pp. 379-385. Si tratta di un'appendice in prosa alla nota poesia We wove a web in
childhood, un manoscritto senza titolo di sei pagine conservato alla Huntingdon Library, California. Il
manoscritto riporta la data 19 dicembre 1835, quindi fu scritto dopo il ritorno a Haworth di CB per le
vacanze di Natale.
125 Da un frammento del RHJ (datato venerd pomeriggio, 4 febbraio 1836) che inizia con
"Well here I am at Roe Head". Trascritto dal manoscritto. PML, 2696. RHJ, p. 447.
126 BPM. Bon 98/8. datato venerd 11 agosto. RHJ, p. 452; trad. it. in Lettere, Milano, SE,
2002, p. 33.
127 JE, p. 126.
128 Life, p. 107; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., p. 152.
129 MT a EN, 9 febbraio 1849, Berg. Stevens, MT, p. 80.
130 Mary Wollstonecraft, Thoughts on the Education of Daughters in The Works of Mary
Wollstonecraft, a cura di Janet Todd e Marilyn Butler, Londra, Pickering, 1989, p. 25.
131 Mary Taylor, The First Duty of Women, Londra, Emily Faithfull, 1870.
132 Ivi, p. 14.
133 Ivi, p. 74.
134 Id., Miss Miles, or A Tale of Yorkshire Life Sixty Years Ago, 1890, ripubblicato da Oxford
University Press, 1990, p. 305.
135 Ivi, p. 291.
136 CB a EN, 10 maggio 1836, CBL, I, p. 144; trad. it. in Lettere, cit., p. 32.
137 BPM. Bon 98/7. RHJ, p. 456.
138 BPM. Bon 98/7. Trascritta dal manoscritto con qualche differenza dalla versione stampata
in CBP, p. 211, intitolata Diving e datata maggio 1837. RHJ; trad. it. Immersione in Anne Charlotte,
Emily Bront, Poesie, Milano, Mondadori, 2004 p. 403.
139 Well here I am at Roe Head, PML (MA 2696). RHJ, p. 447.
140 Frammento datato venerd 11 agosto. BPM. Bon 98/8. RHJ, pp. 452-453; trad. it. in
Lettere, cit., p. 33.
141 La famiglia Marriott possedeva la terra su cui era costruita la scuola. Le signorine Wooler
erano dunque affittuarie dei Marriott.
142 Quashia e la signorina Wooler appaiono in un frammento di Roe Head (datato venerd
pomeriggio, 4 febbraio 1836). PML (MA 2696). RHJ, pp. 449-450.
143 Frammento di una lettera di CB alla signorina Wooler, novembre-dicembre? 1846, CBL, I,
p. 505.
144 BPM. Bon 98/9. RHJ, p. 455.
145 Shakespeare: Io riesco a evocare gli spiriti con la voce, dai pi profondi abissi. (Enrico
iv, iii, 1).
146 BPM. Bon 98/6. RHJ, p. 457.
147 Il frammento si trova nella stessa pagina di una poesia poco ispirata datata 12 maggio 1837.
BPM. Bon 98/5. RHJ, p. 462.
148 BPM. Bon 98/6. RHJ, p. 459.
149 BPM. Bon 98/7. RHJ, p. 456.
150 L'avvincente resoconto dell'episodio si trova in Winifred Grin, Anne Bront, Londra,
Thomas Nelson, 1959, pp. 95-96.
151 Vedi il poscritto della lettera a EN del 10 maggio 1836, CBL, I, p. 144; trad. it. in Lettere,
cit., p. 32: ...non credermi pazza.
152 A EN, 1836, CBL, I, p. 153; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., pp. 136-137.
153 A EN, 1836, LFC, I, p. 140.
154 A EN, 1836, CBL, I, p. 154.
155 A EN, 14 dicembre 1836?, CBL, I, p. 157.
156 A EN, 10 maggio 1836, CBL, I, p. 144; trad. it. in Lettere, cit., p. 32.
157 A EN, CBL, I, p. 156; trad. it. in Lettere, cit., p. 38.
158 PB, "On Conversion", in Id. The Pastoral Visitor, febbraio-ottobre 1815, BPM. Bon 262.
159 CBL, I, pp. 165-168.
160 Citato da Norma Clarke, Ambitious Heights: Writing, Friendship, Love: The Jewsbury
Sisters, Felicia Hemans, and Jane Carlyle, Londra, Routledge, 1990, p. 61.
161 Pagina di diario manoscritta di EB e AB, 26 giugno 1837, BPM.
162 Life, p. 97; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., p. 139.
163 Manoscritto olografo di EN relativo ai Bront, Berg.
164 CBP, p. 58. Pubblicata nel 1846; trad. it. in Poesie, cit., p. 325.
165 Nel secondo romanzo di Virginia Woolf, pubblicato da Duckworth nel 1919, Katharine
Hilbery studia matematica da sola nella sua stanza di notte. Di giorno si dedica alla famiglia e agli altri
obblighi sociali.
166 A EN, 11 settembre 1833, CBL, I, p. 124.
167 Robert Southey a Caroline Bowles, LFC, I, p. 156.
168 La prima lettera di Southey si trova in CBL, I, pp. 165-168; trad. it. in Lettere, cit., pp.
44-46.
169 Replica di CB a Southey, CBL, I, pp. 168-169; trad. it. in Lettere, cit., pp. 47-48.
170 In conversazione con EG, Life, p. 103; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., p. 148.
171 Da 'Tis not the air I wished to play, BPM. Bon 98/5. Questa  la seconda parte di The
Teacher's Monologue, CBP, pp. 53-54, pubblicata nel 1846; trad. it. Il monologo dell'insegnante in
Poesie cit., p. 317.
172 Vedi anche Life will be gone (n.d.). BPM. Bon 98/3.
173 CB a EN, 4 gennaio 1838, CBL, i, p. 174.
174 Frammento datato venerd 11 agosto. BPM. Bon 98/8. RHJ, p. 452; trad. it. in Lettere,
cit., p. 33.
175 CB a EN, 4 gennaio 1838, CBL, i, pp. 173-174.
176 CBP, p. 62. Una delle poesie che CB copi a Bruxelles nel 1843. Fu ricomposta e
pubblicata nel 1853; trad. it. in Poesie, cit., p. 333.
177 CB a EN, 9 giugno 1838, CBL, i, p. 178.
178 CB a EN, 15 aprile 1839, CBL, I, p. 190, dopo una seconda visita delle Taylor a Haworth.
179 Often rebuked, yet always back returning, in The Complete Poems, a cura di Janet Gezari,
Harmonsworth, Penguin, 1992, p. 198 (nella sezione di poesie dall'attribuzione incerta) e p. 220 (nella
sezione di poesie edite da CB nel 1850, intitolata "Stanzas"); trad. it., Respinta spesso, sempre pure
tornando, in Poesie, cit., p. 821.  noto che CB ha rivisto sostanzialmente molte delle poesie che
pubblic nel 1850 e, poich di questa non sopravvive alcuna versione manoscritta, la sua attribuzione 
stata oggetto di discussione. Ma sembrerebbe possedere il vigore di EB piuttosto che il lacrimevole
pathos di molta della poesia di livello inferiore di CB.
180 CB a EN, 2 ottobre 1838, CBL, I, p. 182.
181 EB, Cime tempestose, Milano, Mondadori, 2001, p. 153.
182 Questa e le citazioni successive, Henry Hastings, Cairano, Albus, 2009.
183 Frammento di prosa di due pagine non pubblicato, (fine 1838). BPM. Bon 113/6-7. Estratti
citati da Alexander, The Early Writings of CB, pp. 184-187; e da Rebecca Fraser, Charlotte Bront,
Londra, Methuen, 1988, pp. 118-119. Alexander, p. 246, riconosce l'importanza dell'impegno
emotivo, che balena negli scritti giovanili, nel "RHJ" e nei passaggi relativi alla signorina West ed
Elizabeth Hastings.
184 Precede immediatamente il frammento di prosa sulla signorina West: O never, never leave
again. BPM. Bon 113/3-6. CBP, pp. 327-328, p. 226 (The voice of Lowood). Gli editori le hanno
pubblicate come due poesie separate, ma il manoscritto suggerisce che fossero due parti di una stessa
poesia.
185 Penultima delle Five Novelettes pubblicate da Winifred Grin (Londra, Folio Press, 1971),
che nota i suoi aspetti autobiografici e afferma (p. 173) che le somiglianze tra Elizabeth Hastings e CB
rappresentano un primo passo verso quei prototipi di s, Jane Eyre e Lucy Snowe. (Non sono
d'accordo con Grin che "Mina Lauri", una delle altre novelle, sia particolarmente pregevole; a mio
avviso  allo stesso livello delle precedenti storie di Angria). Alexander, in The Early Writings of CB,
p. 186, osserva giustamente che in Elizabeth Hastings CB cerc di andare in profondit nel suo stesso
carattere, e aggiunge, a p. 217, che la sua esperienza annunciava anche un nuovo tipo di eroina.
186 PBB a William Wordsworth, 19 gennaio 1837, LFC, i, pp. 151-152; trad. it. in Lettere, cit.,
p. 41.
187 Christine Alexander nota la sua tomba (in The Early Writings of CB, p. 186), e che
Zamorna l'aveva sedotta allontanandola dalla sua famiglia e poi abbandonata.
188 Questa promessa ricorre almeno sei volte nella carriera di CB: la prima nel RHJ, dove la
difficolt di elevarsi  usata in modo piuttosto letterale ma risuona come condizione emblematica di CB
in una fase in cui la sua esistenza a scuola era particolarmente limitata. In una lettera del dicembre
1840, CB parla del suo crescente talento. Nei suoi romanzi, la promessa dell'elevazione appare
nell'immagine di Elizabeth Hastings che si volta dalla tomba di Lady Rosamund. In Jane Eyre,
Resurgam  inciso sulla lapide di Helen Burns. Infine, in Villette, l'eroina si descrive come una
persona che si sta elevando. Vedi i capitoli V e VIII.
189 CB al reverendo Henry Nussey, 5 marzo 1839, CBL, I, p. 185; trad. it. in Lettere, cit., p. 49.
190 Ibid.; citato in Winifred Grin, Charlotte Bront: The Evolution of Genius, Oxford
University Press, 1967, p. 128.
191 Le pagine di diario assurdamente solenni di Henry Nussey annotano, all'inizio del 1839,
una certa favorevole intesa tra lui e sua sorella Ellen. Il 1 marzo riporta il rifiuto ricevuto dalla sua
prima scelta: una decisa replica da parte del padre di MAL. Una perdita, ma confido che si riveli
provvidenziale. Credo che sia il volere del padre, non il suo. Bene cos. Dio sa cos' meglio per noi, per
la sua Chiesa e per la sua Gloria [...]. Ho scritto a un'amica dello Yorkshire, C.B.. Sabato 9 marzo
registra il suo pronto rifiuto: [...] ricevuto un riscontro sfavorevole da C.B. Sia fatta la volont del
Signore. La sua terza scelta accett la proposta (Diario di Henry Nussey, BL. Egerton MS 3268A).
192 CB a EN, 1 luglio 1841, CBL, I, p. 258. CB usa anche la frase fine della sottomissione in
una lettera a EN, 30 giugno 1839, CBL, I, p. 194.
193 CB a EB, 8 giugno 1839, CBL, I, p. 191.
194 Devo queste informazioni sulla provenienza della signora Sidgwick alla ricerca di Audrey
W. Hall, che ha condiviso il suo lavoro con grande generosit.
195 Leonore Davidoff e Catherine Hall, Family Fortunes: Men and women of the English
middle class, 1780-1850, Londra, Hutchinson, 1987, dimostra che il clero si trasform in professione in
questo periodo.
196 EN a Sir T. Wemyss Reid, 20 novembre 1877. Berg. Va notato che EN divenne
apertamente ostile a PB dopo la morte di CB, ma nessun'altra persona esterna alla canonica era
informata quanto lei sulle sue vicende e i suoi segreti. Per questa ragione, in seguito, ABN, dopo il
matrimonio con CB, divenne ansioso circa le lettere di sua moglie a EN.
197 Manoscritto olografo di EN relativo ai Bront. Berg.
198 Tom Winnifrith, The Bronts and Their Background: Romance and Reality, Londra
Macmillan, 1973, p. 148.
199 Riportato da Grin, CB, cit. p.146, che cita il documento "The State of Children Employed
in Manufacture" (1816).
200 CB a EN, 30 giugno 1839, CBL, I, p. 194.
201 A EN, 26 settembre 1836, CBL, I, p. 152; trad. it. in Lettere, cit., p. 37.
202 Il professore, p. 53.
203 Ivi, pp. 52-53.
204 Sh, p. 362. CB cita le parole di Elizabeth Rigby, Quarterly Review, dicembre 1848.
Rigby ammette che la condizione  crudele, ma ribadisce che  necessaria per il decoro e il riserbo
della vita inglese, e che un'istitutrice non dovrebbe lamentarsi del posto assegnatole dalla volont di
Dio.
205 CB scrive della sua amara esperienza in una lettera a WSW, che si era rivolto a lei per
conto di sua figlia, 12 maggio 1848, CBL, ii, p. 65.
206 Barbara Whitehead, Charlotte Bront and her dearest Nell': The story of a friendship,
West Yorkshire, Smith Settle, 1993, p. 84.
207 Citato in Life, p. 122; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., p. 171.
208 Margaret Smith, "The Letters of CB".
209 A EN. BPM. MSS pp. 44-45.
210 A EN, 3 marzo 1841, citata in Life, p. 135; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., p.
189.
211 JE, p. 98
212 Ivi, p. 126.
213 Il disegno si intitola "Woman gazing out to sea" (datato 13 novembre 1839, un mese prima
del suo licenziamento). BPM.
214 CB a EN, giugno 1840, CBL, I, p. 222.
215 Manoscritto olografo di EN relativo ai Bront. Berg.
216 . Ivi.
217 CB a EN, 14 agosto 1840, BPM. Bon 166. CBL, I, p. 225.
218 In conversazione con EG, Life, p. 114. trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., p. 163.
219 Emma, cap. XX.
220 . BPM. Gr E:3.
221 MT a EN, 19 febbraio 1849, Berg. Stevens, MT, p. 80.
222 MT a EN da Wellington, 9 febbraio 1849 e 4-8 gennaio 1857, Berg.
223 "Caroline Vernon", l'ultima delle cinque novelle pubblicate in Five Novelettes, cit., p. 309.
224 Miscellaneous and Unpublished Writings of C and PBB, p. 404, o The Juvenilia of Jane
Austen and Charlotte Bront, a cura di Francis Beer, Harmondsworth, Penguin, 1986, pp. 366-367;
trad. it. in Lettere, cit., pp. 52-53.
225 Si tratta di un manoscritto a parte, venduto in frammenti. La curatrice del manoscritto,
Melodie Monahan, suggerisce che potrebbe essere stato Thomas J. Wise (uno sciagurato studioso 
vedi il capitolo 10) a separare i fogli di Ashworth in modo da poter effettuare due vendite invece che
solo una. Ritiene possibile che ne esistano frammenti, sebbene ancora non localizzati. Un frammento
("Mr Ashworth and Son", non datato) si trova nella Harry Elkins Memorial Collection, Widener
Library, Harvard University. Quattro altri frammenti (non datati) sono conservati nella Henry H.
Bonnell Collection, PML (MS MA2696). Tutti i frammenti sono scritti sullo stesso tipo di carta.
Melodie Monahan ha messo a punto una plausibile ricostruzione di questo testo nell'articolo
"ASHWORTH: An Unfinished Novel by Charlotte Bront", Studies in Philology, LXXX, 4 (autunno
1983).Vedi pp. 54-59 e p. 65 per le parti interessanti.
226 Dettagli da una conversazione con Audrey Hall, 3 agosto 1993.
227 CB a Hartley Coleridge. Per la bozza e la lettera finale, vedi Monahan, "ASHWORTH" cit.,
Appendix II, pp. 124, 129. La bozza scritta sulla carta da pacchi si trova in Bonnell Collection, PML, la
lettera del 10 dicembre nella Coleridge Collection, Humanities Research Center, University of Texas.
228 Per la datazione delle lettere e del manoscritto di Ashworth vedi Monahan, "ASHWORTH",
cit.
229 In The Early Writings of CB, p. 244, Christine Alexander nota che Ashworth si limitava a
confermare i timori espressi da CB in Addio ad Angria e indicava il bisogno di nuovi materiali. A EN,
9? dicembre 1841, CBL, I, p. 274.
230 Vedi il capitolo 9.
231 CB a EN, 4 maggio 1841, CBL, I, p. 252.
232 V, p. 139.
233 A EN, 3 marzo 1841, CBL, I, p. 246.
234 A EN, 7 agosto 1841, CBL, I, p. 266; trad. it. in Lettere, cit., p. 62. Life, pp. 139-140,
sostituisce la parola inglese frigid con rigid.
235 A EN, 20 agosto 1840, CBL, I, p. 226.
236 Al reverendo Henry Nussey, 9 maggio 1841, CBL, I, p. 255.
237 A EN, 7 agosto 1841, CBL, I, p. 266; trad it. in Lettere, cit., pp. 62-63.
238 A EN, 2 novembre 1841, CBL, I, p. 272.
239 A EN, 9? dicembre 1841, CBL, I, p. 274.
240 A Elizabeth Branwell, 29 settembre 1841, CBL, I, p. 269; trad it. in Lettere, cit., p. 65.
241 Al reverendo Henry Nussey, 11 gennaio 1841, CBL, I, p. 245.
...
.
...
Capitolo 4. La lingua dell'amore.
...
.
...
Quando Charlotte part per Bruxelles, nulla delle sue letture, dei suoi sogni o delle sue magre
esperienze l'aveva preparata all'euforia che avrebbe provato con Monsieur Heger, un docente nato,
capace di coinvolgere grazie a un vero e proprio dono per l'insegnamento. A venticinque anni,
Charlotte aveva gi rifiutato le proposte del rigido Henry Nussey e del fatuo David Bryce. Aveva
ignorato il fascino di "Celia Amelia", come chiamava il provocante curato di suo padre, William
Weightman. Aveva percepito la tentazione rappresentata dal promiscuo Zamorna e dal freddo William
Percy, ma aveva abbandonato i loro giochi distruttivi. Allontanandosi infine da Angria, oltrepass il
confine tra sogno e realt a bordo della diligenza diretta verso il pensionato Heger, che attraversava
piatti campi242 delimitati all'orizzonte da file di tronchi d'albero accatastati, superava fattorie che
sembravano dipinte e costeggiava stretti canali che scorrevano lenti ai lati della strada.
La scuola si trovava in una stradina di ciottoli sepolta tra l'elegante Rue Royale e il parco243.
Ripidi gradini conducevano in basso alla Rue d'Isabelle, che ormai da tempo non esiste pi. Poco
distante si ergeva la cattedrale di San Michele e Santa Gudula. Costruita attorno al 1800, la scuola
occupava il primo piano di quello che nel Medioevo era stato un ospedale (in senso medievale), un
istituto di carit per i poveri, i malati o gli anziani. Era stato diretto da un ordine religioso che aveva
coltivato un orto e un frutteto. Il giardino, in cui si ergeva un antico pero, era in parte sopravvissuto
nella propriet del Pensionato, protetto da alte mura e nascosto alla vista dalle persiane alle finestre. L
il signor Bront si separ dalle figlie affidandole alle cure degli Heger.
Monsieur Heger era professore di retorica, un esserino nero, come lo chiam Charlotte, che si
rivel presto un uomo di grandi risorse intellettuali, ancorch molto collerico e irascibile. Quando
l'allieva faceva un errore in un compito, egli lo guardava con il volto di una iena delirante244. Una
parola (canna da pesca245) lasciata da Charlotte in inglese in una traduzione in francese sembr
fargli schizzare gli occhi fuori dalle orbite. I suoi anglismi erano barbarit. Pianse quando Heger,
incurante di ogni parvenza di buone maniere, comment con ferocia i compiti che Charlotte aveva fatto
con grande scrupolo, trascrivendoli a mano con graziose intestazioni decorative. Il maestro impose un
nuovo standard quanto a logica, grazia e forza: nessuna divagazione, nessuna stravaganza alla
Ashworth doveva interrompere il progredire del fraseggio. Lui le insegn a sacrificare, senza alcuna
piet, qualsiasi cosa che non contribuisce alla chiarezza246. Inizia con calma, le disse, mantieni saldo
il controllo, ma una volta che la mente ha preso a correre, allenta le briglie.
Alcune delle indicazioni di Heger erano singolarmente seducenti. Lo stesso poteva dirsi delle
sue azioni. Charlotte cita una scena ricorrente: quando le lasciava una sorpresa  dei libri, a volte con
dei criptici bigliettini  nel portaoggetti del suo banco, prima di richiuderlo vi soffiava dentro una
boccata di sigaro. Sollevando il coperchio, lei sentiva l'inconfondibile aroma. Charlotte ha ricreato
questa scena in Villette, riproducendo il fremito dell'eccitazione fisica, pi forte di qualsiasi sogno, nel
corpo piegato del suo insegnante, nella sua determinazione, e nel gesto della mano che fruga: La sua
mano olivastra teneva aperta la mia scrivania, il suo naso era invisibile, sprofondato com'era tra i miei
fogli [...]. Seppi cos [...] che quella mano[...] si trovava in intimi rapporti con la mia scrivania; che ne
sollevava e riabbassava il coperchio, ne frugava e sistemava il contenuto, con una familiarit quasi pari
alla mia [...]. Ora, mentre stava curvo sulla mia scrivania, ne rovistava il contenuto, ma con mano
gentile e attenta247.
L'allieva arriv a comprendere che la collera del suo insegnante era un segno della sua stima: la
faceva emergere. Dal resto della studiosa compagnia / presto mi separ, scrisse a matita nel suo
quaderno di tedesco nel maggio del 1843. Ma solo per chiedermi di pi, / e incitarmi con pi
severit248.
Quando Charlotte inizi a parlare del desiderio di esercitare le proprie facolt ([...]parcequ'il
y a dans certaines natures, une ardeur indomptable qui ne leur permet pas de rester inactives249),
Monsieur le disse bruscamente di attenersi al tema di Pietro l'Eremita: Siete stata voi a iniziare il
discorso: portatelo a termine.
Il maestro le rimproverava l'uso di un linguaggio eccessivamente figurativo: ogni immagine che
non aiutava a chiarire o a interpretare andava considerata un errore di stile. La sola strada per
l'immortalit, ripeteva,  la cura della forma: tudiez la forme  Pote vous serez plus puissant  vos
uvres vivront250 (studiate la forma  sar pi forte come poeta  le sue opere vivranno'). Allo
stesso tempo insistette su le mot juste (la parola giusta') e le insegn alcuni eleganti modi di dire
francesi, contraendosi in una smorfia ogni volta che le poneva una domanda con pressante urgenza, e
allentando il ritmo solo quando lei scoppiava in lacrime. Una poesia scritta a Bruxelles rivela la
difficolt di trovarsi nel ruolo di allieva prediletta:
Degli altri sempre poco gli bastava,
da me voleva pi severe prove:
nessuna imperfezione tollerava,
io non dovevo avere alcun difetto.
Se i miei compagni si erano distratti,
lui lievemente li rimproverava;
se a non seguirlo un attimo ero io,
il suo furore sdegno diventava.251
Una bozza252 di questa poesia parla di una felicit senza nome quando sogna di essere amata
come lei amava lui: un potente sentimento che riusciva a descrivere solo attraverso metafore spaziali
 una landa selvaggia e inesplorata, o le onde pericolose che mettono a repentaglio le nostre vite.
Pericoli di cui andava in cerca con il suo tipico impeto.
Un simile amore non pu essere compreso nei termini abituali di infatuazione o relazione. Fu un
attaccamento che dur tutta una vita, radicato nel suo essere scrittrice; fu la fonte da cui sgorg la
corrente della vita: gener il flusso di parole che mont nell'onda della sua prosa matura. Il suo
insegnante non era interessato a scrivere libri, ma le fece dono di spunti e idee con generosa
abbondanza: Il suo cervello era davvero la mia biblioteca, e ogni volta che mi veniva aperta vi entravo
con gioia253. Anche se i loro scambi erano ostacolati da Madame Heger, Charlotte non pens mai al
rapporto fisico, e rimase sgomenta quando, nel corso del 1843, i sospetti di Madame ricaddero infine su
di lei.
Quello che desiderava con tutta se stessa era pi originale e, a suo modo, pi affascinante
dell'adulterio: un'unione intellettuale grazie alla quale il suo matre l'avrebbe resa una scrittrice. Heger
era in grado di suscitare in lei una profonda eccitazione verbale: le parole dei suoi compiti intrise di
rabbia e di lacrime; le parole che si scambiarono attraverso le lettere; infine, quando queste forme di
comunicazione furono precluse, le parole dei romanzi maturati in quell'arco temporale afono tra il
1844 e il 1846, quando Charlotte fece ritorno all'arida routine di Haworth e serr le sue labbra persino
con Emily  un silenzio deliberato e autopunitivo, adottato per castigare la propria follia; ma, al tempo
stesso, il fertile silenzio della creativit.
Nel 1842-43, Constantin Heger aveva trentatr anni, sette pi di Charlotte. Era tarchiato, aveva i
capelli scuri e vestiva sempre di nero. Un ritratto dipinto venticinque anni dopo lo mostra assai simile a
come Charlotte lo descrisse: un guizzo felino negli occhi azzurri, una certa aggressivit nel modo in cui
 seduto, un volto squadrato che esprime una determinazione a un tempo drammatica e rigorosa. Il suo
coutez! era come uno squillo di tromba. Della forza gli mancava la calma, disse Charlotte, ma
possedeva energia e passione notevoli.254 Qualsiasi cosa leggesse diventava un recipiente per il
proprio sfogo255. Un'altra delle sue allieve ricord l'autentico dramma di queste letture che
traevano ispirazione dalla sua frequentazione a Parigi, in anni giovanili, della Comdie Franaise:
Vedevi, sentivi [...] attraversavi un turbinio di emozioni, esattamente come voleva lui [...]. Quando
parlava, riusciva a suscitare una profonda impressione semplicemente con lo sguardo, spesso
canzonatorio, che teneva fisso sulla persona cui si rivolgeva [...]. Sono convinta che gli piacesse
osservare le emozioni che era in grado di provocare con le espressioni sempre mutevoli del suo volto,
con le sue sorprendenti giravolte di pensiero e con il suo temperamento256. Poteva mortificare
un'allieva con un movimento di labbra e narici a malapena percepibile, oppure esaltarla con il vago
tremolio di una palpebra. Una volta rimprover le ragazze per il modo in cui utilizzavano la loro nobile
lingua, farfugliando le parole tra i denti come se avessero paura di aprire la bocca. La loro era davvero
modestia? O vile affettazione? Le ragazze si misero a piangere. Nella sua ira c'era una passione capace
di provocare lacrime persino piacevoli. La grande maggioranza delle studentesse con gli occhi umidi
vener il maestro; alle poche che non si sciolsero in pianto era indifferente.
Per Monsieur, come lo chiamavano i suoi allievi, l'insegnamento era una vocazione. Oltre ad
avere una cattedra nella maggior scuola maschile della citt, l'Athne Royale, cui si aggiungevano le
studentesse del Pensionato di sua moglie, dava anche lezioni serali agli operai257. La sua abilit di
insegnante si manifestava nel modo in cui studiava le diverse esigenze e i differenti caratteri dei suoi
allievi. Nel giugno 1842, quando aveva gi colto lo straordinario potenziale delle Bront, concep
quello che all'epoca era un nuovo metodo d'insegnamento258. Appena arrivate, il francese delle
sorelle era mediocre, ma Monsieur decise che, invece di insistere sulla grammatica, avrebbe letto a
voce alta degli estratti dai classici della letteratura francese, cos che le sue allieve inglesi potessero
distinguere i temi e i principi di ogni autore e, allo stesso tempo, cogliere il suono e il ritmo della
lingua. Chiese loro di scrivere delle "Imitations" nello stesso stile di tali autori, con la stessa
sottigliezza e ricchezza di sfumature. Il colpo da maestro era chiedere che applicassero lo stile, il ritmo
e le sfumature di un certo autore ai temi di loro interesse.
Per tracciare un ritratto, disse, bisogna avere in proposito pensieri e sentimenti. Non posso
sapere quale personaggio vi ha stimolato la mente e il cuore. Questo  affar vostro.
Charlotte accett la sfida, Emily la rifiut. Non desiderava imitare nessuno (cos come non
accettava i passeggeri dettami della moda: Voglio essere come Dio mi ha fatta, si racconta che abbia
detto nel periodo in cui soggiorn al Pensionato). Monsieur non prese in considerazione il suo rifiuto;
laddove Charlotte per la sua Imitation scelse Pietro l'Eremita259, Emily mostr il suo orgoglio natio
scegliendo Aroldo, il re anglosassone che resistette all'invasione normanna. A sua volta Monsieur
diede prova della sua tempra proibendo a Emily di mettere in discussione la sua autorit di insegnante.
Dev'essere stato un uomo di raro acume, poich fu il primo, al di fuori della canonica e per decenni a
venire, a riconoscere il genio di Emily. Sarebbe potuta diventare una grande esploratrice, pensava
l'insegnante, con la sua facolt di individuare nuove regioni da scoprire e una volont che non si
lasciava mai piegare dalle avversit. Riusc a guardare oltre quelle che Charlotte chiamava le
stranezze di sua sorella  l'indifferenza di Emily per le opinioni del matre, o per quelle di chiunque
altro, e il suo totale disinteresse per ogni concessione alla femminilit. A Monsieur  e alla sua
sensibilit  va il merito di aver saputo riconoscere con chiarezza il carattere e il potenziale di una
donna, piuttosto che il suo aspetto ornamentale260.
L'incontro con Monsieur Heger fece cambiare a Charlotte l'idea di mascolinit. Diversamente
dal padre, da Southey o da Hartley Coleridge, Heger era un uomo che la spronava a scrivere  che
desiderava onestamente perfezionare le sue doti, alla svelta. I personaggi di Angria inventati da
Charlotte erano creazioni di un'esilit senza scampo: Monsieur fece esercitare lei ed Emily nella
definizione del personaggio mostrando loro ritratti di segno opposto, un ulteriore allenamento alla
sfumatura e alla distinzione. Diversamente dal nobile byroniano su cui Charlotte aveva fantasticato in
giovent, Monsieur lodava il lavoro e il merito, ovvero i valori religiosi recepiti dalla borghesia che
anche le Bront condividevano. Molti dei devoir che Charlotte scrisse per il maestro erano di tema
religioso: "Portrait de Pierre l'Hermite", "L'Immensit de Dieu", "Lettre d'un Missionaire, Sierra
Leone, Afrique", e "La Mort de Mose", in cui si narra di Mos che avvista la Terra Promessa dal monte
Nebo, della sua visionaria guida e della sua morte  un argomento suggerito dalla lettura da parte di
Monsieur di una poesia su Giovanna d'Arco261. Monsieur disse di Charlotte: Elle tait nourrie de la
Bible262 (era nutrita di Bibbia'). Attraverso di lui, gli opposti estremi del pellegrinaggio e della
passione si toccarono  fin troppo brevemente nella vita di Charlotte, ma per sempre nella sua opera.
Le lettere spedite da Monsieur Heger a Charlotte sono andate perse, ma quarant'anni dopo,
scrivendo a un'altra allieva inglese, i suoi modi affascinanti erano rimasti inalterati. In questa lettera
ascoltiamo la sua voce rivolgersi a una nuova studentessa prediletta: si accende davanti al riserbo
inglese, l'indipendenza di una protestante lo stizzisce. La sua fiducia nella comunicazione silenziosa di
due cuori distanti e il suo desiderio di entrare nella sfera delle emozioni avevano la copertura  e
l'autorizzazione  dello status di uomo sposato. Monsieur Heger amava le carezze verbali:
Mi basta pensarti per vederti. Mi concedo spesso questo piacere, una volta terminati i miei
doveri.
Quando la luce si fa pi fioca, aspetto ancora un po' prima di accendere la lampada a gas della
mia biblioteca, mi siedo, fumando il mio sigaro, e con ardente desiderio evoco la tua immagine  e tu
arrivi (senza volerlo, direi quasi) ma io ti vedo, parlo con te  tu con quel tuo modo di fare,
indubbiamente affezionato, ma indipendente e risoluto [...] che chiedi di essere convinta prima di
abbandonarti alla sottomissione.263
Questa voce  simile a quella di Rochester quando contempla Jane nella sua biblioteca e si
rende conto di trovarsi di fronte a una donna che non nega i sentimenti, ma che nemmeno permette loro
di far vacillare la ragione.
L'incontro con Heger fu decisivo per la scrittura di Charlotte, ma dovette essere occultato nella
biografia della Gaskell e inizi a emergere solo dopo la morte dell'insegnante, avvenuta nel 1896.
Dopo aver parlato nel 1894 con Louise, la figlia di Monsieur, Frederika Macdonald (che era stata
un'allieva del Pensionato) fece notare in una lettera a un suo corrispondente264 l'assurdit del fatto che
un uomo cos ordinario avesse esercitato una simile influenza su una ragazza geniale. Ma Heger era, in
realt, eccezionale. Formalmente si univa al coro di chi riteneva che le donne fossero destinate alla vita
domestica  il ritornello dei suoi giorni , ma il suo desiderio di instillare nelle allieve la capacit di
esprimersi era unico e andava contro la norma, all'epoca dominante, della passivit femminile.
Il fatto che Charlotte fu pronta a consegnargli alcuni dei suoi scritti privati  un segno della sua
fiducia in Monsieur Heger in quanto lettore benevolo265. Charlotte gli lasci tre libretti a Bruxelles,
The Spell, High Life in Verdopolis e The Scrap Book266. Rimane ad ogni modo un mistero il perch
abbia scelto questi lavori del 1834-35 piuttosto che le opere pi recenti. Una risposta potrebbe venire
dal suo desiderio di mostrare a Monsieur la precoce professionalit degli scritti che aveva concepito
prima di sottomettersi alla routine dell'insegnamento. In questo caso non avrebbe lasciato i libretti a
riprova delle sue capacit presenti, ma come testimonianza del suo io passato. Era il dono pi prezioso
che aveva da offrire al suo matre in cambio dei suoi favori e dei suoi regali. Un'altra possibilit  che
fosse ancora molto attaccata ad Angria (come scrisse a Branwell il 1 maggio 1843, torno con sempre
maggior fanatismo alle vecchie idee, ai vecchi volti, alle vecchie scene del mondo inferiore). Ma la
risposta pi plausibile  legata a una rinnovata ambizione: il progetto di attingere al tema dei fratelli
rivali, Caino e Abele, gi esplorato dal racconto di Branwell "The Wool is Rising" (1834) e ripreso
negli scritti di Charlotte di quell'anno per essere infine integrato nel suo primo romanzo maturo, Il
professore (1846).
 ipotizzabile che quando fece ritorno al Pensionato dopo un breve soggiorno a Haworth, nel
gennaio 1843, avesse gi l'idea di mettere insieme i materiali di Angria del 1834 e il materiale
autobiografico dell'esperienza a Bruxelles in una nuova avventura romanzesca  ma poi nel corso di
quell'anno fu troppo depressa per dedicarsi a una simile impresa.
Per tutto il tempo tuttavia test la validit della sua convinzione che l'esperienza interiore fosse
la base dell'arte: Credo che la poesia autentica sia solo la fedele impressione di qualcosa che accade o
che  accaduto nell'anima del poeta267.
Molto bene, disse Monsieur. Molto vero.
Per scrivere, and avanti lei, occorre forse qualcos'altro oltre al genio, nella sua unione con
il sentimento, l'affetto, la passione?[...]. Insieme, non saranno forse come le due parti di un diamante
tagliato per il quale il linguaggio  solo la cera su cui imprimono il loro stampo?[...].  nell'affilare la
sensibilit, nell'infondere vivacit alle passioni [...] che il genio annuncia la sua presenza e mostra il
suo potere268.
Monsieur la corresse: Il genio senza studio, senza arte, senza la conoscenza di ci che  stato
fatto,  forza senza freni, disse,  l'anima che canta dentro e non pu esprimere il canto interiore se
non con voce ruvida e roca269.
Il genio dev'essere avventato e audace, insistette Charlotte, eccessivo per sua stessa natura. Il
segno distintivo della mediocrit  la moderazione: una qualit preziosa, ma fredda; il risultato di un
temperamento gentile... piuttosto che l'audace sforzo dell'io270.
Cos si confid con Monsieur attraverso i devoir. Una poesia scritta all'epoca del loro incontro
registra la convergenza di amore e ambizione. Un'allieva, Jane, sopporta il caratteraccio e gli elogi
riluttanti del maestro perch ha imparato a capire / quand'era davvero contento. A un certo punto la
fronte le viene cinta da una corona d'alloro, un riconoscimento che riesce a penetrare il riserbo
dell'allieva:
Dell'Ambizione la lima appuntita
mi pungeva violenta in ogni vena,
ma nello stesso tempo sanguinava
un'intima invisibile ferita.271
L'arte si compie attraverso l'amore  una forma pedagogica d'amore, in cui il legame pi
profondo consiste nell'affidarsi a una guida. Monsieur colse il vincolo tra l'espressione e la passione,
che per Charlotte era della massima importanza. Sapeva prendersi cura della passione che aveva un
fondamento immaginativo nelle parole e nel carattere, quello che Charlotte chiamava genio  il
pre-verbale, in parte ineffabile. Il cigno nero272, come Charlotte chiamava il suo maestro, seppe
entrare in dialogo con questa dimensione indefinita. Nella gi citata lettera alla sua allieva, Monsieur
parla dei suoi preziosi e pi efficaci metodi di comunicazione, spirituale, magnetica o suggestiva.
Sua moglie minimizzava con diplomazia parlando di rispettosa confessione di teneri sentimenti, e
consentiva che di tanto in tanto Monsieur fosse spinto da un paio d'occhi sfavillanti (quali quelli di
Charlotte) a fare una sorta di discreta dichiarazione273 . Tutto ci suggerisce che egli provasse
attrazione per la giovane Charlotte Bront e che la passione tra loro non fosse solo un parto della
fantasia della scrittrice, ma anche uno strumento di potere di cui il maestro si serviva e si giovava
consciamente  e che poteva riporre a suo piacimento in virt del fatto che qualsiasi cosa egli avesse
lasciato intendere non poteva, per sua natura, essere provata. Persino quando ristabiliva le distanze, la
sua comunicazione spirituale, magnetica era pensata per avere effetti prolungati sulla mente
dell'allieva alla quale aveva scritto le avvincenti parole mi basta pensarti per vederti, facendole
sapere che, una volta lontana, egli avrebbe evocato la sua immagine tra gli acri vapori del suo sigaro.
Se Monsieur si comport in questo modo anche con Charlotte, non sorprende che lei lo trovasse
irresistibile.
 chiaro dai suoi compiti che Charlotte inizi o ricambi questo tipo di taciti scambi. Utilizz il
suo ritratto di Napoleone ("La mort de Napolon", datato 31 marzo [1843]) come un pretesto piuttosto
incongruo per parlare della miseria degli esiliati e dell'umiliazione che spesso devono sopportare,
ovvero ricevere segni di amicizia dettati solo dalla piet o dalla carit. Ma l'esiliato che ha a cuore il
rispetto di s dovrebbe evitare simili contatti: Il disprezzo  fratello della carit, e la stessa carit,
sebbene buona,  fredda274. Monsieur non era certo tipo da lasciarsi sfuggire un simile invito a
manifestare alla propria allieva il pi caloroso interesse.
Charlotte si chiese come mai un simile uomo di spiccata sensibilit avesse sposato una donna
gelida, calcolatrice e  agli occhi di Charlotte  indesiderabile275 come Zo Heger, direttrice del
Pensionato.
In realt Zo era di bell'aspetto, l'incarnato del suo collo e delle sue braccia, che esibiva in
modo seducente quando indossava gli abiti da sera, era candido, e aveva una folta chioma di una
meravigliosa lucentezza. A scuola veniva convocato spesso un parrucchiere affinch se ne prendesse
cura. Madame Heger era il prototipo di donna continentale ben educata e ben vestita, e dirigeva la sua
scuola con pacata efficienza. Aveva il portamento composto della sua famiglia emigrata dalla Francia,
in particolare quello dell'irreprensibile zia, un'ex suora, dalla quale aveva ereditato il Pensionato276.
Quando Claire Zo Parent aveva sposato Constantin Heger, quest'ultimo era stato accolto nella fiorente
scuola della moglie. Prima di questo matrimonio, la vita del maestro era stata faticosa, in quanto la sua
famiglia aveva perso il suo patrimonio, poi aveva preso parte alla rivolta contro gli olandesi del 1830 e
infine l'epidemia di colera del 1833 gli aveva portato via la prima moglie e il figlio. La seconda
Madame Heger, di cinque anni maggiore di Monsieur, gli diede sicurezza e una nuova famiglia. Nel
primo romanzo di Charlotte, Il professore, scaturito dall'esperienza di Bruxelles, la direttrice Zorade
Reuter fa notare all'insegnante che sta riversando eccessive attenzioni sull'allieva prediletta, Frances
Henri. Come Southey, la direttrice  dell'idea che le giovani fanciulle debbano essere educate sulla
base delle norme sociali vigenti. Frances ama la composizione: Questa occupazione sembrava fatta
apposta per lei277. Sorride timida e i suoi occhi indugiano sulla mano del maestro, che, cingendole la
schiena con un braccio, sta scrivendo un appunto a margine del suo libro. La signorina Reuter, che vede
la scena, avverte Monsieur che Frances  troppo vanitosa: La celebrit tende ad alimentare questo
sentimento, mentre in lei dovrebbe piuttosto essere represso. Pi che di venire esaltata ha semmai
bisogno di esser resa umile. E poi, Monsieur, io credo [...] mi sembra che l'ambizione, specie
l'ambizione letteraria, sia un sentimento che non dovrebbe esser coltivato in una mente femminile. Non
le pare che sarebbe meglio, per il bene e la felicit di M.lle Henri, se le si insegnasse a credere che la
sua vera vocazione consiste nel sereno adempimento dei doveri sociali, piuttosto che stimolarla ad
aspirare al successo e alla notoriet? Potrebbe non sposarsi mai: scarse come sono le sue risorse, oscura
com' la sua famiglia, incerta com' la sua salute [...]  pi che probabile che non lo far [...]. Ma
anche se restasse nubile, sarebbe meglio per lei conservare il carattere e le abitudini di una donna
rispettabile, decorosa278.
In questo caso l'invenzione letteraria si discosta dalla realt. La direttrice con cui Charlotte ebbe
a che fare, Madame, era troppo discreta per esprimersi in modo cos esplicito. Tutto ci che Charlotte
pot constatare fu che, nel corso del suo secondo anno al Pensionato, Monsieur si allontan da lei a
poco a poco, le scrisse sempre meno lettere fino a che, a partire dalla fine del 1845, non rispose pi
nemmeno alle sue suppliche disperate. Charlotte attribu questo distacco interamente a Madame:
riteneva dopotutto che le donne fossero il principale nemico delle altre donne. In Il Professore e poi di
nuovo in Villette dipinge Madame Heger come una cattolica dai tratti caricaturali: sinistra, subdola,
ipocrita  in questo profondamente non inglese  e non inglese soprattutto nei suoi sleali metodi di
sorveglianza volti a salvaguardare un modello scolastico fondato sulla rigida obbedienza.
In nessun altro luogo lo sdegno di Charlotte per il suo stesso sesso  pi insistente che negli
appunti del "Roe Head Journal" o nelle pagine di Il professore in cui ritrae le studentesse belghe. 
facile comprendere la sua antipatia per le ragazze di Roe Head, dove l'insegnamento non le lasciava
nemmeno un'ora libera per la scrittura; ed  altrettanto facile perdonare la sua avversione per le
altezzose datrici di lavoro. Ma la sua antipatia per le donne di Bruxelles  un'altra questione. Lei ed
Emily rimasero in disparte; si dicevano l'un l'altra che i belgi odiavano gli inglesi. C'erano tra le
ottanta e le cento ragazze al Pensionato: tra queste, solo l'entusiasta allieva del corso di musica tenuto
da Emily, la sedicenne Louise de Bassompierre279, e le sorelle inglesi Wheelwright strinsero amicizia
con le Bront o furono considerate amiche da loro. Le Wheelwright, in particolare la maggiore,
Laetitia, erano attratte da Charlotte, ma non amavano Emily, che descrissero come dinoccolata,
disordinata e poco socievole. Erano particolarmente infastidite dalle sue lezioni di musica, che teneva
nelle ore libere, in modo che non interferissero con le altre lezioni o con lo studio. Siamo
completamente isolate280, disse Charlotte a Ellen. Tra le lezioni di francese, tedesco e musica, le
sorelle passeggiavano da sole, Emily  sebbene pi alta  aggrappata a Charlotte, sulla quale,
nell'opinione di Monsieur, esercitava una sorta di inconscia tirannia281. Di certo, sulla base dei
precedenti crolli di Emily a Roe Head e Law Hill, Charlotte conosceva gli effetti della mancanza di
casa sulla sorella, e vigilava su di lei con ansia; ma in fondo aveva sempre desiderato un legame
esclusivo con Emily.
Furono emarginate per via dei loro abiti inconsueti, del loro sprezzante protestantesimo o del
loro impacciato riserbo? O si isolarono loro per prime, in un orgoglioso contegno unito a
un'intolleranza anticattolica (nonostante  o per  la loro origine cattolica irlandese)?
Molte delle compagne di scuola provenivano da un ambiente sociale superiore a quello delle
Bront, e la questione di classe non pu essere ignorata282. Senza dubbio Charlotte ed Emily portarono
con s a Bruxelles la loro suscettibilit; ci  evidente dal loro rifiuto di alcune gentilezze che non
erano straniere: gli inviti del reverendo e della signora Jenkins all'ambasciata inglese, dove Emily, nei
giorni di festa o la domenica pomeriggio, rimaneva seduta in disparte senza pronunciare pi di un
occasionale monosillabo. Charlotte era invece solita girarsi e rigirarsi sulla sedia, quasi a nascondere
del tutto il viso alla persona che le aveva rivolto la parola283. A scuola non legarono con l'unica altra
pensionata inglese, la distinta e cortese Maria Miller, e si lamentavano delle belghe, dure e
pesanti, ragazze della buona societ che Charlotte liquid come creature aliene con dentro piombo e
ferro.
Il professore esamina le ragazze sulla base della loro nazionalit per far esplodere il mito
ottocentesco della femminilit. Lasciate che gli idealisti, coloro che sognano di angeli terrestri e fiori
umani diano un'occhiata qui, mentre apro la mia cartella e mostro loro due schizzi disegnati dal vero.
Nel libro a pronunciare tali parole  l'inglese Crimsworth, che insegna alla seconda classe (come fece
Charlotte nel 1843): davanti ai suoi occhi ha all'incirca un centinaio di esemplari del genere "jeune
fille", simili per abbigliamento e modi. Gli stereotipi della femminilit vengono demoliti uno dopo
l'altro: la maggioranza  rude, chiassosa. Aurelia  trasandata e persino sporca: i suoi capelli lucidi
di gomma e grasso. Juanna Trista sputa e si esprime in modo brutale. Ciascuna pensa ai propri
interessi, indifferente a quelli delle altre. E a dispetto della consueta associazione tra ignoranza e
innocenza, non ve n' una al di sopra dei quattordici anni che non sia civettuola. Il sovvertimento della
femminilit  assoluto: Senza dubbio si penser che ora dovrei, per la legge del compenso, mostrare
qualcosa di affascinante: qualche aggraziata testa di vergine, circondata d'aureola, qualche dolce
personificazione dell'innocenza con la colomba della pace stretta al petto. No: non vidi nulla del genere
e pertanto non posso ritrarlo284.
Qui assistiamo alla seconda esplosione, pi controllata, pi sicura di s, in quanto l'autrice ha
acquisito una voce autentica: un getto fresco, che sgorga dalla stessa fonte del "Roe Head Journal", ma
portato alla luce dall'accattivante veemenza di Monsieur.
In un primo momento Charlotte ed Emily, arrivate al Pensionato nel febbraio 1842, pensavano
di rimanervi solo sei mesi, anche se a Charlotte sarebbe piaciuto fermarsi a Bruxelles un anno, trovando
un lavoro con cui mantenersi. Il caso volle che il lavoro fu offerto a entrambe su un vassoio d'argento
da Madame Heger: nel luglio 1842 propose alle sorelle di prolungare di altri sei mesi la loro
permanenza al Pensionato in veste di allieve-insegnanti. Charlotte avrebbe insegnato inglese, Emily
musica, disciplina nella quale continuava a eccellere. Madame non offr loro alcun compenso, ma in
cambio le sorelle non avrebbero pagato n la retta scolastica n vitto e alloggio. Verso la fine del 1842,
per, arriv la notizia che zia Branwell stava morendo, cos fecero ritorno a Haworth, dove la trovarono
gi morta.
Rimasero sgomente nell'apprendere di un'altra, pi prematura morte: quella di William
Weightman, il seducente curato che Charlotte aveva ribattezzato "Celia Amelia". Prima di lui, i curati
che si erano succeduti al servizio del signor Bront erano stati tutti irlandesi, nonostante in canonica
vigesse un pregiudizio contro gli irlandesi  forse una conseguenza degli sforzi compiuti dal reverendo
Bront per distanziare se stesso e i figli dalle proprie origini.  interessante confrontare il secco rifiuto
opposto da Charlotte nell'agosto del 1839 alla proposta del curato irlandese, il signor Bryce, con
l'immediata simpatia riscossa da Willie appena arrivato in canonica quello stesso mese. Questa insolita
popolarit con tutte le Bront era probabilmente dovuta in parte ai suoi natali inglesi, in parte ai suoi
modi affabili e al suo sobrio bell'aspetto: aveva gli occhi azzurri, i capelli ricci color castano ramato e
una carnagione chiara, rosata. Proveniva da una famiglia di birrai di Appleby, in Westmoreland, e
aveva studiato teologia alla Durham University, dove aveva letto anche qualche classico. La sua si
rivel una compagnia amabilissima: trascinava le sorelle a Keighley, dove lo ascoltavano mentre dava
lezioni al Mechanics Institute, e spediva alle Bront e a Ellen intriganti biglietti di San Valentino che
iniziavano con Bella Ellen, Anima divina e Lontano, adorato amore; in risposta, Ellen,
simulando una tenera sollecitudine, gli chiedeva la sua giovane venerazione. Era affettuoso, affabile,
ma si dimostr presto incostante. Mor improvvisamente di colera all'et di ventott'anni, nel settembre
1842, mentre Charlotte ed Emily erano a Bruxelles e Anne a Thorpe Green. Non c' nessuna prova a
sostegno della supposizione che Anne fosse innamorata di lui, eccetto il fatto che una volta, in chiesa,
Charlotte lo vide posare lo sguardo sulla sorella, che gir il volto dall'altra parte. Nel primo romanzo di
Anne, Agnes Grey, l'eroina ha lo stesso nome di Agnes Walton, la ragazza con cui Weightman aveva
dichiarato, per un po', di essere fidanzato. All'inizio Agnes, la voce narrante del romanzo, afferma di
voler raccontare la storia senza nascondere nulla, ma quando si innamora di un curato locale, il signor
Weston, la riservatezza le sigilla le labbra: [...]vi sono per pensieri che lasceremmo tranquillamente
contemplare a tutti gli angeli del cielo, ma non agli uomini285. Quest'istitutrice vessata da prolungate
sofferenze ha infine un riscatto nel matrimonio con il perspicace signor Weston. Scuro, grave, sempre
accigliato,  ben lontano, sia nell'aspetto sia nel carattere, dall'allegro e attraente Weightman, ma come
lui  sorprendentemente premuroso nei confronti dei poveri e dei malati.
Mentre la famiglia era di nuovo riunita a Haworth, arriv una calorosa lettera, colma di lodi,
scritta a quattro mani dai coniugi Heger, che invitavano Charlotte a tornare al Pensionato per insegnare
inglese. Pi tardi, Charlotte disse a Ellen che nel gennaio del 1843 fu mossa da un irresistibile
impulso, del quale in seguito avrebbe fatto le spese con la perdita della serenit mentale per pi di due
anni. In parte, Charlotte fu tentata di tornare a Bruxelles per un secondo anno alla luce del cambio di
posizione che questo nuovo soggiorno avrebbe comportato: stavolta Emily sarebbe rimasta a Haworth a
mandare avanti la canonica. Nel primo anno trascorso nella capitale belga, Emily si era attaccata a
Charlotte a tal punto da escludere la vicinanza di qualsiasi altra persona, ed  probabile che l'affetto di
Charlotte per Monsieur sia potuto nascere solo in assenza della sorella. A partire dal gennaio 1843,
nella strada infossata sotto Rue Royale, riparata alla vista dalle imposte del Pensionato, Charlotte inizi
a prendere lezioni di tedesco e francese sola con Monsieur. In quanto prezioso membro della squadra di
insegnanti, cos apprezzato dagli Heger, si aspettava di ricevere anche la loro amicizia. All'inizi,
sembr effettivamente che l'avessero accolta nella loro cerchia: dopo le ore di lezione, i coniugi
invitavano Charlotte nel loro salotto privato. Presto inizi a dare lezioni di inglese a Monsieur.
Il maestro, ora suo allievo, faceva rapidi progressi. Charlotte gli insegnava la sua lingua, e
Heger faceva lo stesso con lei; per circa due mesi vissero in questa reciprocit. In inglese Charlotte
poteva portare alla luce i suoi pensieri in tutta la loro ampiezza. Speriment per la prima volta la libert
di esprimersi con un uomo che era arrivata ad amare. Fu un'esperienza del tutto nuova che, in seguito,
avrebbe trasposto negli accesi toni dei dialoghi tra Jane Eyre e Rochester e nel caustico fervore, in
Villette, di Lucy Snowe, considerata a Bruxelles assai brillante per la sua sorprendente competenza di
insegnante. Lucy, insegnando inglese al suo maestro belga, Paul Emanuel, arriva a chiamarlo friend,
consapevole che lui avrebbe attribuito all'appellativo la connotazione di mon ami, anche se il termine
inglese non emanava il medesimo senso di affetto intimo e domestico286. La parola provoca in lui
un sorriso di gratitudine e soddisfazione che non gli aveva mai visto prima  fino ad allora le sue
risatine erano state sarcastiche, sprezzanti, oppure passionali ed esultanti. Con questo nuovo sorriso si
compie in lui la trasformazione da maschera in volto: di colpo i suoi tratti cupi s'illuminano.  stato
forse in questo momento che ha appreso alcune frasi utili, come I love you287, con le quali, decenni
dopo, si diletter a provocare un'allieva inglese con tono in parte imbarazzato e in parte divertito.
Improvvisamente, in aprile, le lezioni terminarono. Monsieur fece una predica a Charlotte sulla
bienveillance universale e le consigli di stringere amicizia con i colleghi insegnanti che era solita
snobbare. Poi allontan la luce del suo volto288. Poco dopo regal a Charlotte un libro, che forse va
inteso come un dono consolatorio, Das Neue Testament unsers Herrn und Heilandes Jesu Christi289.
Lei vi annot in tedesco: Herr Heger hat mir dieser Buch gegeben Brussel May 1843 (Il signor
Heger mi ha regalato questo libro, Bruxelles, maggio 1843'). Le regal anche i Pensieri di Pascal, un
libro di poesie, le opere di Bernardin de Saint-Pierre e due dei suoi discorsi di premiazione all'Athne
Royale.
Charlotte rest convinta per tutta la vita che Monsieur si fosse allontanato su richiesta di
Madame. Si trattava, di fatto, di un tradimento dei termini affettuosi con cui la coppia l'aveva invitata a
tornare a Bruxelles. Charlotte reag con rabbia e ribellione: gli altri insegnanti erano niente, disse
furibonda a Branwell a giugno. Si stanc, come a Roe Head, di interessarsi a niente, temere niente,
amare niente, odiare niente, essere niente, fare niente. Insegnare, per lei, era sterile, e trov la
pervasiva disciplina del Pensionato persino pi insopportabile di quella di Roe Head. A Bruxelles, se
avesse parlato con la stessa spontaneit con cui talvolta si era confidata con la signorina Wooler, mi
avrebbero preso per pazza.
Trascorse il resto dell'anno in solitudine. Conduco una vita tranquilla, ristagnante,
silenziosa290, scrisse a Branwell il 1 maggio, sapendo che il fratello aveva raggiunto Anne in veste
di istitutore a Thorpe Green. Vado avanti, giorno dopo giorno, in una condizione simile a quella di
Robinson Crusoe  molto sola291, disse a Emily, che era rimasta a casa, in canonica. In Villette, il
personaggio di Lucy, isolata in quanto unica inglese protestante a Bruxelles, segue la stessa china
discendente in cui scivol Charlotte quando gli Heger la lasciarono davvero in disparte. Appoggiata a
una finestra della scuola, Lucy sente la musica di una banda arrivare da fuori e si ritrova immersa nei
miei pensieri, vivendo la mia vita, nel mio mondo silenzioso popolato d'ombre292.
Nella scuola deserta durante le grandes vacances iniziate il 15 agosto 1843, la vita-ombra di
Charlotte giunse a un punto di disperazione. Ci fu un giorno in cui cerc conforto nella vicina
cattedrale di Santa Gudula. Mi sono confessata, scrisse a Emily il 2 settembre, una vera e propria
confessione293, ma non le raccont che l'amore per Monsieur aveva ormai preso pieno possesso della
sua persona, come era successo un tempo con Angria  e se allora i sogni d'amore le erano sembrati
infernali, al punto da lasciarla "impura", il pi concreto erotismo di un uomo in carne e ossa, gli intimi
sguardi scambiati durante le lezioni private, la mano del maestro che si allungava sulla sua spalla per
correggerla nella scrittura, l'odore del suo sigaro nel portaoggetti della scrivania, dovevano farla sentire
ancor pi colpevole. L'eccitazione sessuale, indesiderata come probabilmente le appariva, era un tale
motivo di vergogna per una donna della sua fede e della sua classe che rimaneva in buona misura
sepolta, nascosta persino a lei stessa. Ma  probabile che sia affiorata in superficie in quel momento di
estrema sofferenza in cui si sent spinta a una "vera confessione" nella chiesa cattolica  e in seguito
sarebbe affiorata di nuovo nei suoi romanzi.
Nel corso di quelle terribili vacanze, Charlotte si confid anche con Mary, che all'epoca
lavorava in Germania come insegnante. Probabilmente le disse pi di quanto avesse rivelato a Emily,
tanto che Mary le raccomand di andarsene seduta stante. Se fosse rimasta pi a lungo, l'avvis
l'amica, non avrebbe pi avuto la forza di fare i bagagli. In seguito, Charlotte parl di questo consiglio
come di un supporto294, ma rimase altri due mesi, vivendo in funzione degli sporadici contatti con
Monsieur  non le interessava nessun altro  e osservando Madame Heger che diventava una rosea
prugna mentre era incinta del loro quinto figlio, nato poi a novembre. Madame non era niente di pi
che un gessetto colorato, not con amarezza.  ovvio che fosse gelosa, ma  altrettanto innegabile
che Madame l'aveva usata e ignorata, proprio come le sue precedenti datrici di lavoro. Dopo averle
fatto credere che le veniva offerta una speciale amicizia, Madame aveva consigliato a Charlotte
(attraverso il marito) di fare nuove conoscenze. Inoltre, sebbene continuasse a lodare il talento di
insegnante di Charlotte, Madame la pagava ben poco, solo sedici sterline l'anno, cifra a cui andava
tolto quanto Charlotte pagava per le lezioni di tedesco ricevute da Monsieur (fu costretta a chiedere a
suo padre un extra di dieci franchi al mese: ci significa che, per quanto conducesse una vita frugale,
con un simile stipendio non riusciva a mantenersi, meno che mai a risparmiare). In seguito, in una
lettera a Monsieur, Charlotte non seppe resistere alla tentazione di menzionare un'offerta di lavoro da
cento sterline ricevuta da una scuola di Manchester.  possibile che la combinazione dell'amicizia
tradita e dello sfruttamento economico la disturbasse quanto il muto bisogno delle continue attenzioni
di Monsieur.
I devoirs di Charlotte Bront danno prova di un grande progresso nel controllo del registro
dell'immaginario, cos come nella ricchezza lessicale e nel lavoro di limatura. Il frutto pi maturo di
tale crescita  dato dai quattro devoirs pi lunghi, scritti per Monsieur Heger nel corso del 1843: "La
Chute des Feuilles" (30 marzo); "La Mort de Mose" (27 luglio); "Athnes Sauve par la Posie" (6
ottobre) e "Lettre d'un pauvre Peintre  un grand Seigneur" (17 ottobre). Lo sdegno di Charlotte per
l'allontanamento del suo matre non va visto solo sul piano delle esigenze emotive, ma anche nel
contesto dei lavori letterari di inconfondibile pregio che stava producendo per lui, scrivendo in un
francese che era gi la lingua di un artista295. Era anche la lingua con cui giudicava e sfidava il suo
maestro, utilizzando i devoirs per inviargli dei messaggi che si fanno pi urgenti negli ultimi due lavori,
scritti in rapida successione.
Dtail remarquablement hereux, annot entusiasta Monsieur Heger a margine dello scritto
pi ambizioso296, nel quale Charlotte ricrea una scena tratta da Plutarco: alla fine della guerra del
Peloponneso, un poeta ateniese prigioniero  chiamato dai vittoriosi spartani a celebrare il sacco della
sua citt, pianificato per il giorno successivo. Il poeta inizialmente si rifiuta di cantare. Nella versione
di Charlotte Bront, il comandante spartano, Lisandro, scaglia una lancia contro di lui mancando il
bersaglio e recidendo la corda che tiene chiusa la tenda: questa si apre all'improvviso rivelando la citt
illuminata dalla luna, con le colonne del Partenone che risplendono in lontananza. Fu questo il dettaglio
poetico che impression positivamente Monsieur, a cui non piacque per il resto della storia. In
Plutarco, il poeta tocca il cuore dei suoi uditori esprimendo il suo amore per la citt ormai spacciata.
Nella versione di Charlotte, gli spartani, lungi dall'essere incantati, se ne vanno a dormire.
Amareggiato ma soddisfatto, il poeta scappa.
Attraverso la disillusione del poeta, Charlotte rimproverava Monsieur: anche lei, come
l'ateniese, si esibiva per orecchie indifferenti. Doveva essere consapevole di aver di gran lunga
superato, nella capacit espressiva, qualsiasi allieva mai avuta da Monsieur, e la sua analogia stava a
dimostrare che l'allontanamento del maestro equivaleva a tapparsi le orecchie davanti al genio.
Monsieur le restitu il rimprovero: On ne doit pas se moquer de son lecteur (Non ci si deve
prendere gioco del proprio lettore'). Non era opportuno sbeffeggiare il lettore tradendo le sue
aspettative. La morale del poeta, insist Monsieur, andava mantenuta.
Ma Charlotte avrebbe avuto l'ultima parola nove anni dopo, nel disilluso finale di Villette, il
romanzo in cui fece l'uso pi autobiografico della loro relazione. In barba alle aspettative del pubblico
ottocentesco, il lettore  privato di ogni facile speranza. L'eccentrico maestro belga si rivela
inaspettatamente debole nel perseguire la propria felicit. Pur amando la giovane insegnante di inglese,
consente alla direttrice del Pensionato di separarli.
Un mese dopo aver scritto la parabola del genio trascurato, Charlotte rassegn le sue dimissioni
a Madame. Si sforz di vedere la sua partenza in una luce positiva, considerandola una fuga dal freddo
autunnale delle aule scolastiche e dal grigio panorama urbano per risalire ancora una volta le colline
dello Yorkshire297. Monsieur, come da copione, la convoc ed espresse con fermezza la sua
opinione, dicendole che non doveva partire. Fu caloroso, convincente. Charlotte scopr che non poteva
resistergli senza eccitare in lui la passione298.  probabile che Monsieur tenesse davvero a lei,
finch la cosa non infastidiva troppo sua moglie, e in questo caso Madame dovette essere d'accordo,
perch era sconveniente perdere un'esperta insegnante di inglese all'inizio dell'anno scolastico. Cos
Monsieur la persuase a rimanere nonostante il consiglio di Mary e a dispetto della lucida constatazione
che la stessa Charlotte appunt in data 14 ottobre in uno dei suoi libri di studio: Prima lezione. Sento
molto freddo  vorrei essere a casa con pap, Branwell, Emily, Anne e Tabby  sono stufa di trovarmi
tra stranieri, specialmente se c' solo una persona in questa casa degna della mia considerazione. Tre
giorni dopo fece il suo ultimo e pi drammatico tentativo di svelare il suo stato d'animo a Monsieur
attraverso un devoir che prese la forma di una pressante299 lettera scritta da un povero artista di nome
Howard (la parola che Charlotte usava per Haworth nei suoi juvenilia) a un grand Seigneur.  facile
estrarre l'orgoglioso messaggio  Milord, je crois avoir du Gnie (Milord, credo di possedere del
genio')  dall'esile cornice di fantasia di un giovane pittore che lascia la sua terra natia per perfezionare
la sua arte in Italia:
Il mio scopo nello scrivervi  quello di sollecitare il vostro supporto [...]. Voi siete mio pari in
intelletto e mio superiore per virt ed esperienza, per questo vi render un omaggio puro e autentico dal
profondo del cuore [...]. [L'artista all'estero] arriva in questo paese senza alcuna conoscenza e senza
famiglia, e non ha altro bene se non [...] l'amore per la sua arte. Tale  la mia posizione; so quanto sia
[...] sospetta, persino spregevole agli occhi di alcuni che considerano disdicevole tutto ci che 
rischioso e incerto [...]. Che diritto ho di sperare nel successo [...]? Milord, risponder a queste
domande con franchezza. Ho intrapreso questa carriera perch sono convinto che corrisponda alla mia
vocazione. Spero di avere successo, perch sento in me il coraggio di perseverare nonostante tutti gli
ostacoli che potr incontrare. [L'artista dichiara di aver gi fatto esperienza delle avversit, ma di aver
superato la prova perch] l'amore per la mia arte  una passione che ha acceso un fuoco nelle mie vene
[...]. Milord, sono convinto di avere talento. La prego, non si indigni davanti alla mia presunzione n
mi accusi di supponenza. Non conosco quel sentimento malato, figlio della vanit; ma conosco bene un
altro sentimento, il rispetto per me stesso, scaturito dall'indipendenza e dall'integrit. Milord, credo di
possedere del genio.
Questa dichiarazione vi sciocca, la trovate arrogante. Io la trovo assai semplice [...]. Nel corso
della prima giovinezza, la differenza che sussisteva tra me e la maggior parte delle persone che mi
erano attorno  stata un imbarazzante enigma che non ho saputo risolvere [...]. Ritenni che fosse mio
dovere seguire l'esempio dettato dalla maggioranza dei miei conoscenti, un esempio sancito
dall'approvazione della legittima e prudente mediocrit, eppure per tutto il tempo mi sono sentito
incapace di sentire e agire come gli altri sentivano e agivano [...]. In ci che facevo c'era sempre un
eccesso; ero troppo euforico o troppo smorto; senza volerlo lasciavo trapelare tutto ci che attraversava
il mio cuore, e a volte erano le tempeste a travolgerlo. Inutilmente cercai di imitare [...] il
temperamento sereno ed equilibrato dei miei compagni [...]; ogni mio sforzo fu vano. Non potevo
contenere il montare e il declinare del sangue nelle mie vene, e quei flussi e riflussi hanno lasciato il
loro marchio sulla mia fisionomia e sui miei tratti, duri e poco attraenti; piansi in segreto. Finalmente
arriv il giorno (avevo diciotto anni) in cui aprii i miei occhi e scorsi il paradiso nella mia anima.
Improvvisamente realizzai di avere una forza dentro di me [...].
[Dopo un periodo alla merc dei sogni] non so quale fu la voce che mi grid nell'orecchio:
Destati! Lascia il tuo mondo di fantasmi, entra nel mondo reale, cerca un lavoro, fai esperienza,
combatti e conquista!. Mi svegliai, presi le distanze da quella solitudine, da quei sogni che amavo,
lasciai il mio paese e andai all'estero.
[...] non mi mancano forza e coraggio; mi misi subito a lavoro. A volte,  vero, per un istante la
disperazione ha avuto la meglio su di me: quando ho ammirato le opere dei grandi maestri della mia
arte mi sono sentito misero e indegno; ma [...] da quella profonda ammissione di inferiorit, ho tratto
nuova energia per lavorare [...]. Ho guadagnato quello che desideravo possedere: un'intima
conoscenza di tutti i segreti della tecnica[...] un gusto coltivato in armonia con le regole dell'arte. [Ma
alla base di questo c' il genio naturale, che  un dono di Dio che] custodisco con cura nella mia anima
[...].
Milord,  per avere la possibilit di esercitare questa facolt che imploro il vostro aiuto [...]. So
che alla lunga il merito autentico trionfa sempre, ma, se il potere non tende una mano caritatevole, pu
volerci molto tempo. A volte, in realt, la morte precede la vittoria [...].
Milord, mi perdoni se questa lettera vi apparir lunga. Non ho contato le parole, ho voluto
semplicemente parlarvi in tutta onest.
In questa lettera torrenziale, Charlotte espresse, in termini pi chiari che in qualsiasi altro luogo,
l'incrollabile fiducia nella propria potenziale grandezza, e invit il suo insegnante a riconoscerla e
promuoverla. Era, a seconda dei casi, padrona di s, sprezzante, euforica  e sempre concentrata su di
s. Occorrevano audacia e sicurezza per esibire le proprie ambizioni in modo tanto trasparente.
Monsieur Heger, stranamente, si astenne da qualsiasi commento, fece solo a matita qualche lieve
correzione di lessico e punteggiatura. Ci sono diverse B ai margini del testo (forse per "Bon"?), ma non
la risposta che tale confessione domandava. Dunque, quest'ultima richiesta di attenzioni fall: Charlotte
non seppe risvegliare in Monsieur il desiderio di riprendere gli stimolanti scambi che c'erano stati tra
loro in seguito al suo ritorno, avvenuto poco prima quello stesso anno. Non fu pi in grado di
coinvolgere il suo insegnante nel suo dramma personale, e da allora non scrisse pi devoirs.
Era la met di ottobre, rimase l anche per tutto novembre e dicembre  e le sue condizioni
peggiorarono. Non sono malata fisicamente, spieg a Emily il 19 dicembre.  solo la mente che,
per mancanza di conforto,  un po' scossa. Infine, il 1 gennaio 1844, si trascin via. Per evitare una
scena d'addio, Madame Heger scort da sola quella problematica ragazza inglese fino al porto di
Ostenda.
Ho sofferto molto prima di lasciare Bruxelles. Credo che, fin quando vivr, non dimenticher
quanto mi  costato dire addio a Monsieur Heger300, confess a Ellen quel gennaio. Sentiva di essere
tornata a Haworth diversa, con idee e sentimenti nuovi. A casa non riusc a ritrovare il suo entusiasmo,
com'era accaduto in passato. Era mite e spezzata.
Ma lo era davvero? Il pathos ha oscurato le sue consolazioni. Le lettere di Charlotte a Ellen, la
pi cospicua fonte biografica, non dicono nulla del suo desiderio di scrivere. A prima vista si confida
cos tanto con l'amica che  facile lasciarsi sfuggire quello che non dice. All'ombra della disperazione
e dell'apparente paralisi, la sua mente si mise in moto: prese a ricopiare vecchie poesie301 e inizi da
subito a rielaborare l'esperienza di Bruxelles, che avrebbe forse costituito la base per un romanzo,
sicuramente per i nuovi versi che scrisse a casa.
La corrispondenza che Charlotte e Monsieur ebbero tra il 1844 e il 1845  centrale in questa
vita nell'ombra  rischiarata solo da un baluginio intermittente  che si protrasse per i lunghi anni
successivi al Belgio, quando Haworth le sembr una tomba. Nello scambio epistolare dice
ripetutamente a Monsieur che le lettere sono la sua vita, insieme ai ricordi che continuano ad assillarla
rimanendo inesprimibili a parole. Parole che avevano uno scopo ambiguo: fingere che l'urgenza e
l'insistenza delle sue lettere fossero dovute a un'affettuosa ma rispettabile gratitudine di ex allieva e,
allo stesso tempo, tenere in esercizio l'espressivit conquistata nella lingua francese: Encore une fois
adieu monsieur cela fait mal de dire adieu mme dans une lettre302 (ancora una volta addio,
Monsieur; fa male dire addio persino in una lettera'), scrisse sei mesi dopo la sua partenza da
Bruxelles, il 24 luglio 1844.
Pi volte nelle lettere sottolinea l'importanza del francese.  facile supporre che scrivesse da
allieva devota o da amante desiderosa, ma  probabile che fosse altrettanto appassionata alla lingua303.
Ogni giorno imparava a memoria un brano della letteratura francese e leggeva regolarmente libri e
quotidiani francesi. La traduzione, in quanto forma di scrittura consentita anche alle donne (nella loro
funzione ancillare), fu la strada verso l'indipendenza per molte scrittrici vittoriane: Mary Ann Evans
fece il suo primo passo verso lo pseudonimo di George Eliot con una traduzione della Vita di Ges di
Strauss, che fu pubblicata nel 1846 senza che vi apparisse il suo nome. In seguito tradusse L'essenza
del cristianesimo di Feuerbach, l'unica opera che pubblic con un nome di donna, Marian Evans, nel
1854. Catherine Winkworth, che Charlotte avrebbe conosciuto in seguito, divent una rinomata
traduttrice di inni tedeschi; sua sorella, Susanna, tradusse la Theologia Germanica, un testo di
devozioni risalente al XV secolo. In questo contesto, il continuo ricorso al francese da parte di
Charlotte potrebbe essere visto come una tappa lungo il cammino verso la scrittura professionale; una
tappa che avrebbe superato andando oltre la traduzione, alla ricerca di nuove frontiere espressive. Si
pu ipotizzare che le lettere a Monsieur fossero parte di quell'indispensabile esercizio linguistico che
ha reso possibile le scene bilingui o le traduzioni che troviamo nei romanzi di Charlotte Bront304?
Shirley desidera apprendere la lingua attraverso il suo insegnante di francese, che diventa suo marito
alla fine dell'omonimo romanzo (1849). Quando egli recita in francese, lei si volta a guardarlo:
Quando egli ebbe finito, prese la parola, esattamente come se la prendesse dalle labbra del maestro.
Ebbe il suo stesso tono, afferr l'uguale accento, fece scorrere i periodi come li aveva fatti scorrere lui,
riprodusse... la sua espressione305. Lo scambio linguistico li lega rapidamente creando una
reciprocit che si tinge di erotismo con il gioco delle traduzioni. Quando Shirley lo supplica di recitare
Racine, l'insegnante lo fa per lei e allo stesso tempo lei riprese da lui, nuovamente, giacch provava
un vivo piacere nel fare proprio il linguaggio del maestro. Proseguono con una favola di La Fontaine
che porta la loro unione a un climax: Furono poi simultaneamente presi  giacch l'entusiasmo si era
trasformato in gran fiamma. Nei romanzi di Charlotte Bront accade ripetutamente che un uomo
estenda la facolt di esprimersi di una donna ampliandone e liberandone il desiderio. Se anche
Charlotte sperava in un simile effetto, esercitando la capacit di esprimersi in una lingua straniera
contribu alla propria liberazione, che arriv giusto in tempo per rimpiazzare l'irreale stravaganza di
Angria. Se il fratello Branwell rimase dipendente da quel mondo infantile e continu a identificarsi con
Northangerland, l'autentica passione e il vero dolore furono parte della cura che liber Charlotte dalla
droga di Angria.
Giorno dopo giorno, aspettava l'arrivo della posta come un malato che attenda un vitale
nutrimento: Je dpris306 (deperisco'), pianse, incapace di dimenticare il suo maestro, durante
l'estate e l'autunno del 1845, trascorsi quasi senza proferire parola. Invece di brividi indiretti, aveva
toccato con mano la vie, e stava cercando di spingere la vie a mettersi in comunicazione con la
remota Haworth, che vegetava monotona ai margini dell'esistenza.
Charlotte era obbligata a mettere al primo posto le esigenze di suo padre, il guadagnarsi da
vivere al secondo e l'ambizione all'ultimo  o, almeno, cos rassicurava se stessa sentendo di aderire
alle priorit ricevute. Attraverso i documenti sopravvissuti sono arrivate fino a noi solo diligenti
dichiarazioni indirizzate ai suoi corrispondenti. I suoi cari si sono sentiti in dovere di distruggere tutto
ci che era in conflitto con il decoro vittoriano, data la sua reputazione di donna passionale e poco
femminile. In perfetta buona fede, Charlotte parlava di obbedienza al dovere sia con i suoi amici che
con Monsieur (sottolineando la crescente cecit di suo padre o la sua rinnovata intenzione di aprire una
scuola), cos come un tempo aveva compiuto con Southey il dovuto gesto di abnegazione. Eppure non
poteva resistere al desiderio di scrivere, anche se solo lettere.
All'inizio scriveva a Monsieur ogni due settimane; poi, quando Madame intervenne307, accett
il limite di una lettera ogni sei mesi. Il fatto che Madame ricompose tre lettere di Charlotte
recuperandone i frammenti nel cestino delle cartacce del marito suggerisce che la signora Heger non
considerava trascurabile il loro legame. Ricompose la prima lettera superstite con delle striscioline di
carta; la seconda e la terza le cuc pazientemente. Si  spesso sostenuto che Madame abbia fatto questo
per dimostrare l'innocenza di suo marito. Ma tale tesi non convince, alla luce dei sentimenti impetuosi
di Charlotte, che inducono inevitabilmente alla speculazione, cos come dovettero insospettire
Madame: in che misura Monsieur fu responsabile, anche senza volerlo, di una simile appassionata
reazione? Ci si  chiesti a lungo se le quattro lettere superstiti del 1844-45 fossero adultere o innocenti.
Tuttavia, cos si fraintende la capacit di Charlotte di provare una forma d'amore indefinibile, che non
richiedeva il passaggio all'atto, ma si nutriva dell'immaginazione e delle parole: lo scambio di lezioni
d'inglese e francese nell'aula di Bruxelles; lo scambio di gesti furiosi, le lacrime, le risate di Charlotte
per il modo assurdo in cui Monsieur pronunciava il nome Williams Schackspire308; i libri e i
messaggi che le nascondeva nel banco; le lettere che lei gli sped dall'Inghilterra, scritte in francese con
l'obiettivo di provocare una sua risposta: Quand je prononce les mots fran?ais il me semble que je
cause avec vous (Quando pronuncio parole francesi, mi sembra di chiacchierare con Lei')309.
Questo legame verbale avrebbe trovato espressione in poesie e romanzi, non in baci e carezze.
Charlotte soffr molto nel separarsi da Monsieur, ma fu in qualche modo aiutata dal fatto di dover
tenere in vita la relazione con l'immaginazione, piuttosto che viverla: cos ebbe la libert di
immaginarla dal punto di vista di una donna. Per interpretare questo rapporto, la nozione di
sublimazione mi appare riduttiva: un modo per rimuovere ci che non riusciamo a comprendere. L'idea
di amor cortese310  che non era mai concretamente vissuto ma trovava espressione in parole e gesti
  pi vicina alla verit. Tuttavia, se l'amor cortese era sempre incasellato in un preciso codice di
comportamento, ci che colpisce della condotta scolastica di Monsieur e dello stile epistolare di
Charlotte  l'eccitazione che generano proprio quando ogni codice prestabilito viene meno.
Il 24 ottobre 1844 Charlotte infranse la regola dei sei mesi e cerc di sollecitare una risposta pi
celere con una lettera quanto mai calma e misurata, quasi un esercizio di buone maniere, che sarebbe
arrivata a Monsieur tramite il fratello di Mary. Ma prima lui e poi Mary tornarono a mani vuote, cos
l'8 gennaio 1845 Charlotte esplose, scrivendo che dopo un silenzio di otto mesi non riusciva pi a
controllare le sue parole: On souffre en silence tant qu'on a la force et quand cette force manque on
parle sans trop mesurer ses paroles311 (Si soffre in silenzio finch se ne ha la forza, ma quando
questa forza ci abbandona, si parla senza troppo misurare le parole').
Charlotte impiega nella lettera una potente e repressa voce di scrittrice per drammatizzare la
propria attesa carica di aspettative e le sconsolate risposte negative di Mary e del fratello. Ricorda a
Heger che un tempo nutriva un po' di interesse per lei, un interesse al quale tiene come alla sua vita:
Un peu d'intrt quand j'tais votre lve  Bruxelles  et je tiens  conserver ce peu d'intrt  j'y
tiens comme je tiendrais  la vie (Un po' d'interesse quand'ero vostra allieva a Bruxelles, e ci tengo a
conservare questo poco interesse, ci tengo quanto tengo alla vita').
Per comprendere la crescita di Charlotte Bront  indispensabile non perdere di vista il fantasma
della potenzialit anche in questo periodo apparentemente poco promettente: l'autrice riusc con
irresistibile forza a inventare la vita che avrebbe nutrito la sua arte. Allo stesso tempo port quell'arte a
maturazione, tanto che sentiamo la passione di Bront pulsare nella lingua delle sue lettere  in un
ritmo forse estraneo all'inglese312. A lungo i lettori inglesi sono stati abituati a leggere queste lettere in
traduzione, recependole falsate: l'inglese  infatti una lingua in cui non avrebbero mai potuto esser
scritte. In Charlotte il legame tra il francese e l'attaccamento al suo matre era tale da suggerire, come
notato da Sara Dudley Edwards, che non parlava francese, ma Heger: lui le aveva dato le parole per
amarlo.  la sua lingua: lei non pu sfuggirvi. Parlare francese significava amarlo  esprimersi con le
sue parole313. Jane Eyre dice: Guardai il mio amore, il sentimento che il mio padrone aveva
suscitato in me314.
Charlotte stessa aveva chiamato l'uomo che amava mon matre de littrature  [le] seul matre
que j'ai jamais eu315 (il mio maestro di letteratura, l'unico maestro ch'io abbia mai avuto'). Quando
donne come Charlotte Bront, Emily Dickinson o Gwen John parlano del loro matre o master non vi 
una connotazione umiliante o autopunitiva316 [sia la parola inglese master che quella francese matre
oltre ad avere il significato di maestro' hanno anche quello di padrone', N.d.T.]. Per loro un master 
un insegnante  qualcuno abbastanza sicuro da prendersi cura del genio e plasmare tutto ci che ne
scaturisce. L'energia erotica di un Abelardo, un Rodin, un Heger ha a che vedere con una
comprensione che scardina ogni "artificio" per dedicarsi a quella che la donna considera l'autentica
fonte della propria conoscenza o arte. Nella Bibbia  sempre l'uomo che "conosce" la donna e, sebbene
la reciprocit sia suggerita, l'atto di conoscenza maschile  pi enfatizzato perch la donna  pi
difficile da conoscere  era velata ai tempi biblici e in seguito sempre relegata nell'ombra per via della
sua posizione sociale. Il "maestro" non  l'uomo cui la donna si sottomette, ma la persona che pu
salvarla dall'inconoscibilit condividendo con lei i frutti che egli  in grado di cogliere dalla sua
posizione privilegiata.
Se teniamo lo sguardo puntato ai grandi romanzi che avrebbe scritto in seguito, le lettere inviate
da Charlotte al suo insegnante possono essere viste come la fonte di un nuovo modello di mascolinit:
un eroe che affronta l'"altro" nascosto nella donna, che non lo evita in quanto alieno. Questa futura
idealizzazione romanzesca di Constantin Heger  resa possibile dalla distanza, che libera
l'immaginazione  dall'invisibilit tipica del lecteur in una corrispondenza epistolare. In questo senso,
quella di Charlotte non fu una vera e propria corrispondenza che implicava un destinatario reale; era
quasi una forma di corrispondenza inventata, vicina a un atto immaginativo e accompagnata,
probabilmente, da molte lettere che Charlotte scrisse (solo nella sua testa, o forse anche su carta) e non
sped. Le donne, gli amanti non corrisposti, i sottomessi, gli esponenti delle razze disprezzate, o in
generale gli esclusi e gli emarginati, finch vivono non visti, relegati nel loro spazio mentale, tendono a
scegliere interlocutori tra i pi in vista nella scena pubblica e a instaurare con loro dei dialoghi "privati"
o immaginari. Ci che rese diversa Charlotte Bront o, ad esempio, Emily Dickinson  il fatto che nel
loro caso la parola privata si avventur nell'arena del linguaggio pubblico, appropriandosi
coraggiosamente di quel linguaggio per farne un nuovo uso.
Charlotte alterna due stili nelle lettere a Monsieur. Quando scrive come la ragazza che il
maestro  stato capace di conoscere (in spirito), il suo francese si gonfia di grandeur, enfatizzata dal
ritmo dei suoi trattini. Quando adotta questo stile, parla della carriera delle lettere quasi con la
monumentalit di un Diderot317. Si appropria infatti di questo linguaggio maschile per dichiarare che,
in quanto donna, la carrire des lettres m'est ferme318 (la carriera delle lettere mi  preclusa').
L'altra modalit  quella della studentessa inglese che esegue scrupolosamente un compito. 
questa la sua copertura: assume i modi dell'allieva devota e chiede impacciata notizie su Madame
Heger e i bambini  Maria, Louise, Claire, Prospre e Victorine , le vacanze e gli altri insegnanti del
Pensionato, e manda a Monsieur i saluti di suo padre e di Emily. La lettera del 24 ottobre 1844  scritta
interamente in questo tono innaturale, e l'ovvia ragione  che stava infrangendo la regola dei sei mesi.
Una simile lettera, di una cortesia impeccabile, avrebbe dovuto spingere Monsieur a una pronta
risposta.
Lei riconobbe per il pericolo di una scrittura troppo simile a un esercizio privo di passione:
avrebbe potuto annoiarlo. Monsieur Heger super infatti l'intervallo di sei mesi senza rispondere, e
quando nel gennaio 1845 ancora non aveva spedito nulla, Charlotte esplose in una veemente lettera
rabbiosa e frustrata, tornando alla modalit appassionata. Va subito dritta al punto, tagliando corto con i
soliti saluti, come se stesse continuando una discussione iniziata nella propria testa. Sembrerebbe che
Heger l'avesse rimproverata di essere folle, esaurita. Ora i suoi sogni la tormentano  lui vi appare
severo, irato. Che la rimproveri quanto vuole, che la chiami come gli pare, ma deve scrivere. Tutto ci
che Charlotte implora  una lettera  una briciola che cade dalla tavola del ricco. Non pu
sopravvivere se perde l'amicizia del suo maestro. Qui la grafia non  curata come d'abitudine. Il tono
 pietoso, imbarazzante, ma le parole contengono una sfida: perch mai una relazione cos innocua
come l'amicizia dovrebbe essere negata? Se appare esaurita319  definizione che lei rifiuta  non
 forse perch sta soffrendo per l'incomprensibile tradimento della sua devozione di allieva? In fondo,
quello che chiede al maestro non  solo un regolare scambio epistolare in grado di sostenerla in quel
lavoro che  tutta la sua vita?
Si mon matre me retire entirement son amiti je serai tout  fait sans espoir  s'il m'en donne
un peu  trs peu  je serai contente  heureuse, j'aurais un motif pour vivre  pour travailler.
Se il mio maestro mi toglie tutta la sua amicizia, non avr pi nessuna speranza. Se me ne
concede un poco  soltanto un poco , sar contenta, felice. Avr di che continuare a vivere  a
lavorare.320
Senza la sua voce, si sentiva confinata a vita nella piccola cella della propria mente, una
mente che aveva perso il potere creativo: Buia, vivente tomba senza immagini!321.
Il 18 maggio scrisse a Monsieur una nuova lettera, che non  arrivata fino a noi. Puntuale, il 18
novembre 1845 scrisse la sua ultima lettera a Monsieur. La precedente risposta di Monsieur, disse,
l'aveva sostenuta per met anno. Ora ne implora una nuova, rinunciando alla pretesa dell'amicizia e
facendo semplicemente appello alla compassione del maestro. La sua idea della relazione sembrerebbe
essere mutata nel corso della snervante attesa, durata tutta l'estate e tutto l'autunno, quando controllava
ossessivamente la posta. Si sentiva umiliata dalla crescente degradazione che il silenzio dell'insegnante
le aveva imposto e dalla sua stessa caparbiet ad amare anche quando ogni speranza era vana. Era
diventata, dopotutto, schiava  esclave  un regret, un souvenir, esclave  une ide dominante et fixe
qui tyrannise son esprit322 (schiavi d'un rimpianto, d'un ricordo, essere schiavi d'un'idea fissa,
ossessiva, che tiranneggia l'animo'). In breve, verso la fine del 1845, le sembr che quel legame
fondato sulla conoscenza fosse degenerato in soggezione.
In un poscritto a quest'ultima lettera, Charlotte assecond l'impulso a esprimere i propri
sentimenti, almeno per una volta, in inglese: Per usare le parole della Bibbia: "Dalla pienezza del
cuore, le parole escono dalla bocca". Dopo essersi prostrata con le suppliche in francese, ritrova infine
la dignit attraverso un'intensa dichiarazione nella propria lingua, che riprende lo stile secentesco della
Bibbia di Re Giacomo. Il suo francese era quello di Heger; in inglese poteva esprimere ci che era
pienamente suo. Di ritorno a Haworth dopo aver fatto visita a Ellen, si era ritrovata a parlare con un
francese. La lingua francese, disse nel poscritto, era come musica alle mie orecchie; ogni parola aveva
per me un valore inestimabile, giacch era Lei che mi ricordava. Amo il francese per Lei con tutto il
mio cuore e tutta la mia anima323. Questa franca dichiarazione d'amore formulata in inglese, che non
aveva dunque nemmeno la scusa di essere scritta in una lingua straniera, and oltre i limiti. Fu a questo
punto, secondo la figlia Louise324, che Monsieur Heger decise di mettere fine alla corrispondenza.
Con le ultime parole scritte nella propria lingua, Charlotte manda una benedizione al suo
matre: Arrivederci, mio caro maestro. Che Iddio la protegga in modo particolare e la coroni di
singolari benedizioni325. Egli non rispose mai e stracci le lettere, non perch ai suoi occhi non
significassero nulla, ma per proteggere Charlotte da eventuali fraintendimenti326. L'abitudine al
controllo di Madame poteva ben essere aumentata in vista della crescente volubilit del marito  per
tutta la durata del loro matrimonio, persino quando Monsieur invecchi, dovette tenere alta la guardia
per preservare il buon nome della scuola. L'accalorata reazione di Charlotte alle attenzioni di suo
marito era esattamente quello che temeva di trovare ricomponendo i frammenti di quelle imploranti
lettere, ed  comprensibile che il suo disappunto l'abbia spinta a porre fine alla corrispondenza.
Probabilmente fu allarmata dall'ingenuo ardore di Charlotte, non dalla sua passione per la lingua.
Charlotte diede la propria fuorviante interpretazione della corrispondenza in una poesia che
inizia con Egli vide il dolore del mio cuore327. Laddove le sue lettere rivendicano il diritto a una
risposta, la poesia presenta l'immagine pi convenzionale e patetica di una donna che parla in un
sussurro grave e triste. Alla fine  obbligata a concludere di aver adorato un idolo. Il mio Baal,
come chiama l'insegnante, non avrebbe visto o compreso i suoi sentimenti nemmeno se si fosse tagliata
le vene ai polsi  immagine che sembrerebbe avvalorare le accuse di gusto del macabro rivolte a
Charlotte.
La posterit ha finora sostenuto la correttezza della posizione di Monsieur Heger. C' un
risentimento incontenibile nelle lettere di Charlotte, che non si ritrova nelle pagine dei suoi
romanzi328. Un'eroina vittoriana non si sarebbe potuta permettere di discutere in modo cos insistente.
Ma rileggendo le lettere oggi, a distanza di tempo, la palese rabbia di Charlotte appare giustificata.
Perch Monsieur fu il primo a provocare una reazione  come faceva di solito giocando con le
emozioni delle sue giovani allieve. Un uomo con un simile temperamento, volubile e istrionico, a piede
libero in una scuola femminile, rappresentava una minaccia, tale da rendere in qualche modo plausibili
le ispezioni del cestino delle cartacce da parte di Madame. Non sorprende che, nel compilare le lettere
formali indirizzate alle allieve e ai genitori, la coppia si sforzasse di costruire un'immagine quanto mai
protettiva e paterna. In un'epoca in cui le donne virtuose erano percepite come naturalmente passive, ci
si aspettava che non rispondessero ad alcuna attenzione che non fosse una proposta di matrimonio. Di
conseguenza, tutto l'onere del fraintendimento ricadeva sulla donna: ricadde infatti su Charlotte quando
si confess nella cattedrale sentendosi una peccatrice e, in seguito, quando si pun con l'ostinato
silenzio che accompagn la sua vita in casa tra il 1844 e il 1845. In modo piuttosto triste, dava la colpa
a se stessa sia per la sua mancanza di fascino femminile sia per l'insistenza del suo attaccamento
unidirezionale:
Cos priva di grazia, come potrei sognare
che Amore, non richiesto, voglia da me tornare?
Quale destino o influsso accese in me la fiamma
che ardere sento ancora al pi profondo in me?329
Le due domande non sono molto in accordo: se nella prima si autocastiga per aver offerto un
amore non richiesto, nella seconda traspare una rabbia velata nei confronti di un certo influsso che ha
acceso la sua fiamma. Tale rabbia si rivers su Monsieur  finch egli non mise fine alla loro difficile
corrispondenza.
Le giuste domande di Charlotte sollevano una questione cui  impossibile dare risposta: da
uomo consapevole delle emozioni qual era, Constantin Heger non si accorse che questa allieva nutriva
attivamente dei desideri, diversamente dalle ragazze fiamminghe, il cui sangue (disse Charlotte) era
troppo viscoso per ribollire? Monsieur non si accorse che giocare con questa donna equivaleva a
giocare col fuoco? In una poesia risalente al 1845 circa, provocatoriamente intitolata Reason, Charlotte
descrive un fuoco che continua ad ardere  un fuoco che ormai era parte della sua vita:
Il fuoco ancora,
bench smorzato e vinto, ancora incalza
alla fonte della vita.330
C' un altro significato di "bruciare" dal punto di vista di Charlotte. Se siamo pronti a sganciare
il desiderio dalla sessualit331, a vederlo in una nuova luce, pi complessa rispetto a quella in cui viene
comunemente contemplato, se siamo disposti a mettere da parte le nostre semplicistiche categorie di
eros, adulterio e follia e ad ascoltare il singolare desiderio di Charlotte di una voce attraverso la quale
sentiva che anche la propria sarebbe potuta crescere, allora la sua rabbia e la sua depressione per quel
silenzio diventano comprensibili, cos come il suo supplicare che quella voce continui a parlarle, anche
in misura minima. Quella voce era, in realt, la sua vita. Finch fu l a sostenerla, Charlotte fu in grado
di sentire dentro di s la risonanza di una scrittrice; perderla equivaleva a richiudersi in una muta
femminilit che esisteva solo per servire pap. Nelle lettere a Ellen, nelle conversazioni con Mary e
nelle deboli poesie di quei due anni, mise in scena quel passo indietro. Tutto ci che le restava era il
dovere di assistere suo padre, la cui vista stava peggiorando; dovette rinunciare persino all'opportunit
di insegnare.
Mary cerc di convincere Charlotte a lasciare Haworth. Lei stessa stava per raggiungere il
fratello pi giovane, Waring, in Nuova Zelanda. Nel febbraio 1845 Charlotte and a trovarla per dirle
addio a Hunsworth Mill, Cleckheaton (dove Mary visse per un breve periodo insieme a suo fratello
Joe). Nella loro ultima conversazione, Charlotte ammise di sentirsi sepolta in casa332.
Mary le disse che rimanere a Haworth l'avrebbe rovinata. Pensa a come sarai ridotta nel giro
di cinque anni!.
La sua amica si fece cos scura in volto che Mary tagli corto. Non piangere, Charlotte!.
Lei non pianse, continu per un po' a camminare su e gi. Poi disse: Ma io voglio rimanere,
Polly.
Risuona a questo punto un'intenzione non confessata. Le sue parole sono risolute, non
patetiche. La sua intenzione, immagino, era complementare all'immersione di Mary in un altro
mondo333: l'immersione di una scrittrice nel proprio mondo. Quest'intenzione, ritengo, non
l'abbandon mai, nemmeno per un attimo, per quanto deprimenti fossero i suoi doveri domestici, la sua
mancanza di mezzi e la sua sconsolata solitudine. A quell'epoca Emily si allontan da Charlotte
ritirandosi in un mondo tutto suo. Anne e Branwell erano a Thorp Green, a pi di cento chilometri di
distanza.
Dopo che Mary s'imbarc, il 21 marzo 1845, l'umore di Charlotte col a picco. Il 24 marzo
scrisse a Ellen che tutti i giorni si somigliano  tutti hanno la stessa fisionomia pesante e priva di vita.
La domenica  il giorno del forno  e il sabato sono gli unici due che si distinguono in misura minima
dagli altri  nel frattempo la vita si consuma. Presto avr trent'anni e non ho ancora fatto nulla [...].
Sento quasi che siamo tutti sepolti qui. Voglio viaggiare, lavorare e vivere una vita attiva334. Lei ed
Ellen visualizzarono la nave di Mary sballottata dai venti, Charlotte con invidia per lo spirito
d'iniziativa dell'amica: Mary Taylor  ora libera, lanciata in quel cammino avventuroso e non privo di
ostacoli che a lungo ha desiderato intraprendere. Malattia, difficolt, pericolo sono i suoi compagni di
viaggio [...]. Eppure questi pericoli reali, materiali, una volta superati lasciano la soddisfazione che si
prova nello scansare le difficolt dopo averle combattute. Forza, coraggio, esperienza ne sono
invariabilmente il risultato  dubito invece che le sofferenze mentali portino nulla di buono, se non il
fatto che ci rendono meno sensibili ai dolori fisici. Ripeto dunque che Mary Taylor ha fatto bene ad
andarsene in Nuova Zelanda335.
L'impresa di Mary era sotto gli occhi di tutti; la sua impresa rimaneva invisibile e forse
improduttiva. Temeva, soprattutto, la letargia che avrebbe potuto assalirla in casa, come scrisse a
Monsieur Heger: Quand le corps est paresseux, l'esprit souffre cruellement. Je ne connatrais pas
cette lthargie si je pouvais crire336 (Quando il corpo  ozioso, lo spirito soffre di mille tormenti.
Questo letargo, io non lo conoscerei se potessi scrivere'). Qui c' un raggio di luce nel buio: se solo
avesse potuto scrivere. Un altro lampo arriva quando racconta il suo sogno: scrivere un libro che
avrebbe dedicato a lui, l'unico maestro di letteratura che abbia mai avuto. Savez-vous ce que je ferais
Monsieur?  j'crirais un livre et je le ddierais a mon matre de litt?rature  au seul matre que j'ai
jamais eu  a vous Monsieur337 (Sa, Signore, cosa farei altrimenti? Scriverei un libro e lo dedicherei
al mio maestro in letteratura, al solo maestro che mai io abbia avuto, a Lei, Signore'). Poi nasconde
questa speranza con la scusa che la carriera delle lettere le  preclusa.
Al tempo stesso, il suo quaderno degli esercizi si riemp di poesie e di progetti di romanzi338.
Gli appunti per la trama di un futuro romanzo riprendono alcuni temi autobiografici che, in seguito,
avrebbe davvero utilizzato: La perdita dei cari, croci negli affetti, andare all'estero e ritornare.
Tutto doveva ancora prendere forma e, in questa fase, il suo sembrerebbe pi che altro un tentativo di
farsi forza attraverso la determinazione a scrivere. Gli appunti tendono a ridursi a una serie di
ingiunzioni e limitazioni:
Personaggi evitare la moltiplicazione alla Richardson
Ricorda di iniziare con il giusto spirito
di proseguire con lo stesso
di terminare ugualmente
Rispettare nessuna lamentela consentita
Le poesie, poi, hanno qualcosa del temuto letargo: la loro melancolia  convenzionale, sono
inzuppate in una letterariet assai lontana sia dalla lingua pungente dei frammenti di Roe Head sia dalle
lettere indirizzate a Monsieur, che pi di ogni altro scritto si avvicinano alla voce accattivante dei
romanzi a venire. Una delle poesie pi tristi convoca una figura oscura, forse un alter ego, al crepuscolo
di un giorno d'autunno: L'anima della sera: la sua essenza / dalla scala alla vuota stanza vedo /
scivolare, ne sento la presenza / accanto al mio deserto focolare. / "Siedi con me, monaca silenziosa: /
confidati con me, siedi e riposa"339.
Anni dopo, la suora tumulata viva che perseguita l'insegnante solitaria di Villette apparir come
una figura sovversiva, un segnale che aiuta la signorina Snowe a riconoscere la fiera natura del suo io
sepolto  ma, in questa fase, la suora incarna solo la paura di una vita nella solitudine.
Avvicinandosi ai trent'anni Charlotte inizi a considerare la prospettiva di rimanere una donna
sola. Osservando l'esempio della signorina Wooler, cerc di figurarsi il maturo appagamento della
donna che si fa strada nel mondo quietamente, con perseveranza, senza l'aiuto di un marito o di un
fratello; e che [...] si mantiene in pieno possesso di una mente ben equilibrata, aperta al godimento dei
semplici piaceri, capace della forza necessaria per sopportare le inevitabili pene340. Ma la sua
esperienza dell'amore non corrisposto le fece temere che una crescente insensibilit potesse essere il
frutto dell'eccessivo autocontrollo. Il mettere la passione sotto silenzio, nel rispetto del contegno
femminile, pu portare a un deterioramento che rischia di esaurire il carattere: L'uomo, che sia
innamorato e venga in tal modo deluso, pu pretendere spiegazioni; la donna deve solo tacere. Se lo
facesse, ne risulterebbe vergogna e angoscia, un senso di intimo rimorso per aver tradito se stessa [...].
Bisogna prendere le cose per come le trovi; non far domande n rimostranze;  la scelta pi saggia. Il
consiglio  dato con ironia: con le labbra cucite e una serena dissimulazione passerai dal pallore a un
opportuno stoicismo o forse, dopo la sofferenza, soltanto spossatezza e apatia341.
Al Pensionato aveva avuto modo di osservare un'altra possibilit: la spudorata condotta di una
delle insegnanti che faceva offerte agli uomini scapoli attraverso suo padre o suo fratello342. La
ragazza aveva detto a Charlotte che se il lavoro di insegnante fosse venuto meno, non le sarebbe
rimasta altra scelta che diventare una suora di carit.
Ha detto di non avere nulla o nessuno a cui rivolgersi, e ride all'idea dell'eleganza, Charlotte
riport a Mary, e ha solo dieci anni pi di me.
Mary non riusc a vedere una connessione con la condizione di Charlotte.
Be', Polly, odierei essere una suora di carit. Immagino che questo scioccherebbe diverse
persone, ma lo odierei.
Anche nei panni di una suora avresti sentimenti pi intensi di tante persone, disse Mary.
Charlotte replic dicendo di non sapere come si possa sopportare il costante peso della miseria
unito alla consapevolezza di non poter cambiare se non per sperimentare una nuova forma di miseria.
Sarebbe impossibile mantenere i propri sentimenti naturali.
Mary le promise che avrebbe avuto un destino migliore che implorare qualcuno di sposarla o
perdere i propri sentimenti naturali, ma Charlotte continu: La mia giovinezza sta sfiorendo; non
posso sperare di far meglio di quanto ho fatto finora. E ancora non ho fatto nulla. Temeva che la
pressione di guadagnarsi da vivere l'avrebbe portata a una progressiva perdita di facolt e sentimenti,
finch non saranno tutti morti. Spero di essere seppellita nella mia tomba non appena sar finita. Non
voglio aggirarmi come una morta vivente.
La sepoltura le appariva un destino probabile nel 1844-45. Vivere reclusa, pensava, non era una
questione di scelta: era suo dovere rimanere con suo padre, che dipendeva sempre pi da lei per
leggere. Credette nel dovere e nel sacrificio di s con tutta la convinzione della sua epoca. E nonostante
si lamentasse continuamente delle proprie condizioni di vita  l'isolamento in quanto insegnante, la
lontananza di Haworth dai movimenti di idee e di persone  tali condizioni le aprirono la porta di
quello spazio invisibile in cui realizz la propria arte.
La forza necessaria per la guarigione si affaccia in una poesia chiamata Frances (il nome
dell'eroina del primo romanzo di Charlotte Bront). Qui, al solito dramma del desiderio e della futilit
subentra il tema dell'espansione e del riscatto:
 l'uncino impietoso del dolore
a dirmi che ho una forza smisurata;
troppo poco la vita mi ha angustiata,
pi vasto spazio resta al mio riscatto.
Guarda avanti in cerca di nuovi scenari, un nuovo linguaggio, facce nuove per nascondersi allo
sguardo quel volto che non riesce a dimenticare:
Fisso dentro di me, come visione
dal cuore e dal cervello inamovibile.343
Ci volle una coraggiosa risolutezza per trasformare le privazioni in un elemento di forza. Non
abbiamo alcun modo per stabilire con esattezza il momento in cui avvenne questa svolta interiore, ma
subito dopo il luglio 1845344 Charlotte mise da parte l'effimero progetto di emulare Mary
andandosene a Parigi e si decise piuttosto a scrivere un romanzo su imitazione di Anne, che stava
traducendo la sua solitudine in qualcosa di concreto attraverso la stesura di Agnes Grey. L'ombra lunga
di questa possibilit non era mai scomparsa. Le strofe finali di Egli vide il dolore del mio cuore ci
portano nel nero pi fitto di quell'ombra. Nell'oscura vergogna, la donna decide di ritirarsi negli
spazi reconditi della propria mente, una solitudine in cui nessun mortale mai mise piede. Fu in questo
spazio che Charlotte concep The master, poi rinominato The professor.
Il suo primo progetto era quello di un romanzo chiamato Lucia345. La storia si sarebbe dovuta
svolgere in una scuola femminile, chiamata Gateshead, nel nord dell'Inghilterra. Ovviamente il
modello di riferimento l'avrebbe fornito la scuola di Roe Head: pens infatti a un'aula con le finestre a
golfo, a un gruppetto di tre o quattro allieve che conversano arricciandosi i capelli, mentre un'altra, una
figura senza volto,  assorta in un sogno notturno. I suoi scarni appunti (nel quaderno di Bruxelles)
ripropongono il contrasto, gi delineato nel "Roe Head Journal", tra l'allieva sognatrice e le sue
compagne ordinarie.
Non abbiamo altre indicazioni sulla figura di Lucia, ma il personaggio torna, brevemente, al
termine di Il professore, ed  quel tipo di donna che un uomo ricorda per tutta la vita  ma non la donna
da sposare. Yorke Hunsden mostra il suo ritratto a Frances Henri, che ha saputo combinare i suoi
talenti con giudizio riuscendo a conciliare matrimonio e insegnamento. Frances, che ha per met origini
svizzere, riconosce in Lucia una donna straniera (italiana) che ha spezzato le catene sociali.
L'immagine mostra un volto femminile molto bello e molto personale con gli occhi fissi
sull'osservatore, indipendenti e risoluti. Frances continua a indovinare il suo carattere dai tratti del
suo volto:
[...]Il volto  quello di una persona che ha fatto uno sforzo, uno sforzo da cui  uscita
trionfante, per sottrarre qualche sua qualit vigorosa e importante a una costrizione insopportabile. E
quando questa qualit di Lucia si  liberata, sono certa che ha spiegato ampie ali e l'ha portata pi in
alto di..., esit.
Di cosa?, domand Hunsden.
Di quanto le convenzioni permettessero a lei, Hunsden, di seguirla.
Mi sembra che stia diventando sfacciata, impertinente.
Lucia ha calcato il palcoscenico, continu Frances. Lei non ha pensato seriamente di
sposarla. Ne ammirava l'originalit, il coraggio, l'energia fisica e morale. Si compiaceva del suo
talento, qualsiasi fosse, canto, danza o rappresentazione drammatica. Adorava la sua bellezza, che era
proprio del tipo a lei pi caro, ma sono sicura che apparteneva a una sfera da cui mai avrebbe pensato
di poter prendere moglie.346
 possibile che, in una fase preliminare, l'oggetto dell'interesse di Charlotte fosse la difficile
situazione della donna talentuosa, condizione che lei stessa aveva sperimentato, prima in una scuola per
"signore" e poi nella relazione con un uomo che sentiva come un compagno naturale ma che non era
disposto a vederla nella stessa luce. C' un'ovvia connessione tra una scuola che prepara le ragazze a
entrare in un ordine sociale nel quale devono rimanere subordinate e il fatto che ci siano donne che
vengono reputate adatte al matrimonio e altre no. Charlotte era sempre pi convinta che gli uomini
andassero in cerca del decoro "signorile" unito a un tocco di flemma347. Pi volte descrisse le donne
belghe come flemmatiche, caratteristica compatibile anche con l'atteggiamento calcolatore di Madame
Heger, la prescelta di Monsieur. In breve, a trent'anni, Charlotte si confront con una questione che
avrebbe assunto un significato cruciale nella sua futura esistenza: come deve comportarsi una donna
dotata di talento e di passione in un mondo di uomini?
Un plausibile compromesso  incarnato da Frances Henri, la protagonista di Il professore, la
prima delle ambigue eroine di Charlotte. La schietta Lucia, palesemente eccezionale, viene messa da
parte. Deve rimanere al di fuori della trama, rappresenta la materia intrattabile all'ombra della quale
Frances accantona i propri desideri insoddisfatti muovendosi tra la vita domestica e quella
professionale. Per quanto reale, Lucia non pu figurare in primo piano nella narrativa rispettabile,
anche perch, come Caterina, la passionale cantante italiana del racconto di George Eliot "Il
matrimonio di Mr. Gilfil", non potrebbe sopravvivere nel flemmatico contesto dell'Inghilterra rurale.
Invece Frances, come Charlotte, nasconde il proprio talento dietro una facciata di decoro. Gaskell
ritenne che Frances fosse la pi riuscita delle eroine di Charlotte Bront. Con la testa china, silenziosa,
compiacente e vulnerabile, appare quanto mai prossima all'ideale vittoriano e in linea con l'immagine
di Charlotte che la signora Gaskell voleva trasmettere.
Nella sua prefazione a Il professore, Charlotte abbozza una nuova estetica che presagisce il
realismo di George Eliot: preferisce ci che  semplice e familiare348 alle persone eccezionalmente
belle e agli strani casi del destino. Il narratore, Crimsworth,  uno che deve trovare la propria strada, e
prima di guadagnarsi la dose di felicit che gli spetta deve risalire un buon tratto della Collina della
Difficolt. Crimsworth  un'anima onesta che si sottrae ai dettami dell'aristocrazia, allo sfruttamento di
cui si macchia suo fratello, proprietario di una fabbrica, e alle sollecitazioni d'una ricca signora
continentale, M.lle Reuter. I valori del narratore sono quelli di Charlotte: l'integrit, il lavoro onesto, i
sentimenti genuini da preferire alle gioie mondane.
Nel personaggio di Crimsworth si fondono Charlotte e Heger, con in pi un temperamento
schizzinoso e moderate aspettative. Egli lavora per il fratello con l'ostinato senso del dovere di
Charlotte; sente il suo stesso bisogno di superare i limiti di una vita angusta quando decide di andare
all'estero; e, come Charlotte, va in cerca degli stimoli di una citt straniera. Insegna inglese a ragazze in
carne e volgari, e scopre il carattere perverso della direttrice del collegio. Allo stesso tempo, il ritratto
di Crimsworth attinge da Heger, il professore.  sprezzante e stimolante. Come dice Frances, sua
allieva,  toujours un peu entt, exigeant, volontaire349. Frances scrive una poesia d'amore, una
variante della poesia scritta da Charlotte a Bruxelles sul tema dell'amore che nasce dall'ambizione.
Nella poesia  ritratto un maestro avaro di elogi che affida alla sua allieva prediletta i compiti pi duri.
Lei reagisce al suo temperamento, alle sue parole che si addolciscono in fretta e al suo desiderio di
prestarle libri preziosi. Quando il maestro le mette una corona d'alloro sulla fronte, l'allieva prova un
repentino accesso di passione che eccede la relazione tutelare: allora il maestro si ferma correttamente
entro i limiti del proprio ruolo. Ormai, per, la ragazza si sente legata a lui da un impegno irrevocabile
che s'infetta come un'emorragia interna. Il dramma dell'amore di Charlotte per Monsieur pervade
questa poesia, una fonte dei romanzi che sarebbero arrivati in seguito: una donna oscura e sola, ma
fiera; un uomo ostinato e sapiente che sa vedere in profondit nonostante una patina esteriore di docile
conformismo; un amore che si nutre dello scambio di sapere  l'amore tra gli insegnanti; poi, l'agonia
della separazione. Il maestro al centro di questa poesia, diversamente da Heger, realizza il sogno
dell'allieva: al momento della partenza la stringe forte a s, chiedendosi se qualcun altro sapr provare
nei suoi confronti un amore profondo e vero come il suo, si definisce un riparo e le chiede di
tornare a lui come a un porto sicuro. Quando Crimsworth legge questa poesia si sente spinto a
dichiarare il suo amore a Frances.
La figura di Frances, pur ispirandosi all'autrice, presenta un'immagine esemplare di
femminilit.  Charlotte Bront unita alle teorie su ci che una donna intelligente sarebbe dovuta
essere, all'epoca, avendo al proprio fianco un compagno ragionevole. Pi si va avanti nella storia, pi il
romanzo ruota attorno a Frances, travalicando le vicende del suo matrimonio. La donna non coltiva il
sogno di una felicit definitiva, piuttosto si sente in continua crescita.
La vita, per Charlotte, non era solo un tumulto di emozioni; era attivismo contro la stagnazione.
In questo Il professore va oltre la sua epoca per parlare direttamente alla nostra, soprattutto quando
suggerisce che lavoro, matrimonio e maternit possano coesistere. Quando Crimsworth si propone a
Frances, lei dice: [...]ovviamente mi piacerebbe mantenere il mio impiego di insegnante [...]. Cos
faremo entrambi la stessa professione. La cosa mi piace. I miei sforzi per andare avanti saranno
illimitati come i tuoi.
Crimsworth le chiede allora dubbioso se non stia facendo piani per non dipendere da me.
Frances risponde: Monsieur, pensa se ti sposassi per essere mantenuta da te! Non potrei farlo
[...] e come sarebbero monotone le mie giornate! [...] starei in casa a oziare, sola e senza
un'occupazione. Diventerei depressa e musona e ti stancheresti subito di me.
Crimsworth sostiene che potrebbe benissimo stare in casa a leggere e studiare.
Frances non vuole saperne: Devo fare qualcosa di attivo e farlo insieme a te. Quello che cerca
 una forma di cooperazione, non una dipendenza.  convinta che le persone che vanno d'accordo solo
nel tempo libero non possano stimarsi a vicenda come coloro che lavorano insieme.
Dici verit indiscutibili, concorda infine Crimsworth, perci segui pure la tua strada, perch
 la migliore350. Avendo scelto una moglie eccezionale, non ha alcun desiderio di sottometterla:
Sapevo che non poteva vivere tranquilla e inattiva, nemmeno relativamente inattiva. Doveva
avere doveri da compiere, e doveri importanti; lavoro da svolgere, e lavoro interessante, impegnativo e
remunerativo. Forti capacit si agitavano dentro di lei e domandavano pieno nutrimento e libero
esercizio: non sarebbe mai stata la mia mano a farle deperire o paralizzare. No, ero felice di offrire loro
sostentamento e allargare il campo d'azione.351
Frances diventa direttrice di una sua scuola. Charlotte propone dunque un modello ideale che
deve qualcosa a Madame Heger, la quale si divideva quotidianamente tra la supervisione del collegio e
la complicit della vita domestica. Come nel caso degli Heger, la presenza del marito-professore
supporta la scuola.
A sera la moglie aspetta che lui finisca l'ultima lezione della giornata, nel rispetto del suo
lavoro. Quando, alle sei in punto, si spostano dalle aule all'appartamento privato, la moglie diventa pi
premurosa e attenta nei confronti del marito  un comportamento che Charlotte pot probabilmente
osservare agli inizi del 1843, quando era ancora accolta nel salotto degli Heger. La differenza  che
Frances non  fredda. Dopo otto anni di matrimonio, una sera si avvicina al marito in un impeto di
passione, senza attendere che sia lui a manifestare il proprio desiderio. Quando gli getta le braccia
attorno al collo, egli intravede per un attimo una creatura sconosciuta. Tutta la sua energia riluce in un
guizzo dei suoi occhi e le accende di rossore le gote: Sguardo e movimento erano come ispirati:
nell'uno c'era una gran luce, nell'altro una gran forza.
Mezz'ora dopo, quando si  calmata, lui le chiede che fine ha fatto quel vigore sfrenato che
l'aveva trasformata e aveva reso il suo sguardo cos penetrante e ardente, la sua azione cos rapida e
forte.
Frances risponde con tono passivo e tenero. Non saprei dire dove  finito, Monsieur, dice,
ma so che ogni volta che ce ne sar bisogno torner.
Crimsworth percepisce una fiamma che arde non vista, un fuoco che si alza alto e vivido per
un momento, e vede la ragione ridurre la vampa in cenere. La moglie, conversando intimamente
con me, una volta o due, aveva espresso pensieri arditi in un linguaggio nervoso. Ma, poco
comprensivo com', Crimsworth non provoca mai quel fuoco, n chiede cosa vogliano dire quelle
parole, e non ha problemi ad ammettere di ignorarne la provenienza: Venivano da s e da s se ne
andavano. La relativa noncuranza del narratore-marito lascia la questione nell'ombra.
Ma un pi evidente radicalismo sta per entrare in scena. Frances, come Lucia,  pronta a
infrangere le regole della societ. Dice a Crimsworth che sarebbe disposta a rompere il vincolo del
matrimonio se questo diventasse tirannico o immorale, e, se forzata dalla legge a restare sposa,
morirebbe. Curioso, il marito le chiede se si tratterebbe di una morte volontaria. No, accadrebbe e
basta. Non nasconde l'ineluttabilit di un'eventuale rivolta.
Monsieur, se la natura di una moglie detesta quella dell'uomo con cui  sposata, il matrimonio
deve davvero essere una schiavit. Contro la schiavit chiunque pensi in modo onesto si ribella, e se
anche il prezzo della resistenza  la tortura, quella tortura deve essere rischiata.
Charlotte Bront si unisce ad altri suoi contemporanei quando traccia un parallelo tra la
schiavit e le sofferenze delle donne. Tra il 1840 e il 1850, altri scrittori usarono il romanzo come
mezzo per mettere in luce alcune realt sociali: in The Half Sisters (1848), Geraldine Jewsbury os
affermare che l'amore adultero di una donna era un sentimento autentico, profondo quanto la vita e
opprimente come la morte352. Quello stesso anno, Elizabeth Gaskell dimostr nel suo Mary Barton il
nesso tra povert e prostituzione. Ma la portata ancor pi radicale di Il professore  ancora oggi
misconosciuta, poich guarda oltre il femminismo del XIX e del XX secolo, epoche in cui le donne
videro la contrapposizione agli uomini essenzialmente come una lotta per il riconoscimento dei propri
diritti: il diritto al voto nel diciannovesimo secolo, il diritto alla carriera nel XX. Charlotte Bront riconobbe ci
che  stato a volte lasciato in disparte nell'urgenza di tali battaglie: l'inevitabile bisogno biologico di
accoppiarsi e riprodursi. In quest'opera, che  una delle pi teoriche nel panorama della sua
produzione, recupera, in una nuova forma, l'istituto del matrimonio. Il professore non ha il carattere
risolutorio di Jane Eyre o di Shirley, che propongono soluzioni ideali. Qui Charlotte prevede un
impegno continuo come strada che si discosta dall'alternativa tra una rivolta sfiancante o un'adesione
alle aspettative poco realistiche degli uomini.  un finale degno di Middlemarch o Notte e giorno353:
rifiuta la vana speranza in un'eterna felicit e offre piuttosto un progetto di vita razionale. Charlotte
Bront non si stava arrendendo al maestro-master: stava inventando un modello percorribile per il
futuro.
...
.
...
Note al capitolo 4.
...
.
...
242 Cfr. Il professore, p. 81.
243 Life, p. 148. trad. it. in La vita di Charlotte Bront, Milano, La Tartaruga, 1987, pp.
204-205.
244 EN, maggio 1842, CBL, I, p. 284; trad. it. in Lettere, Milano, SE, 2002, p. 67.
245 "William Wallace and other Essays in Prose and Verse". BL. Ashley 160.
246 Parole di consiglio di CH, 4 maggio 1842, al termine di "Le Nid" di CB, 30 aprile 1842,
Berg. BST 16:83, pp. 213-18. Essays, pp. 42-43.
247 V, pp. 444-447.
248 Dalla poesia All'inizio prestai grande attenzione. BPM. Bon 118. La bozza originale si
trova in un quaderno degli esercizi utilizzato a Bruxelles nel 1843. Un'altra versione della poesia si
trova in Il professore, cit., p. 258. Vedi anche Edward Chitham e Tom Winnifrith, Bront Facts and
Bront Problems, Londra, Macmillan, 1983, pp. 1-13; e CBP, pp. 235-239.
249 "Portrait de Pierre l'Hermite", 31 luglio 1842. Vedi Life, pp. 154-157.
250 Osservazioni di CH al termine del devoir di CB, "La Chute des Feuilles", 30 marzo 1843,
BST, 12: 65, pp. 376-383. Essays, p. 249.
251 Master and Pupil, CBP, 235; trad. it. Il maestro e l'allieva, in Anne Charlotte Emily
Bront, Poesie, Milano, Mondadori, 2004, p. 407.
252 Cito dalla versione contenuta in Berg. Vedi la canzone di Rochester a Jane Eyre, CBP, p.
72, e At first I did attention give, CBP, p. 337.
253 V, p. 491.
254 Ibid., p. 292.
255 Ibid., p. 426.
256 Janet Harper, "Charlotte Bront's Heger Family and their School", Blackwood's
Magazine, cxcl, aprile 1912, pp. 461-469.
257 Vedi Rebecca Fraser, Charlotte Bront, Londra, Methuen, 1988, p. 162, per una
descrizione degli Heger completa e astuta.
258 CH lo ha spiegato a EG, Life, p. 154; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., p. 212.
259 EG stampa l'intero devoir, datato 31 luglio 1842, Life, pp. 154-157. C' una versione
precedente, "Portrait Pierre L'Ermite", datata 23 giugno 1842, BL. Ashley MS., p. 2444. Essays, pp.
118-131.
260 Opinione di CH su EB, raccontata a EG, Life, p. 151; trad. it. in La vita di Charlotte
Bront, cit., pp. 208-209.
261 Ivi, p. 157; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., p. 213.
262 Ibid.
263 Lettera a Meta Mossman, 21 novembre 1887, in Edith M. Weir, "The Heger Family: New
Bront Material Comes to Light. Letters from Constantin and Zo Heger to former pupils and from
Louise Heger", BST, 11: 59, pp. 249-261. Citata da Winifred Grin, Charlotte Bront: The Evolution of
Genius, Oxford University Press, 1967, pp. 262-263.
264 Lettera al Dr Nicoll, 26 febbraio 1894, Brotherton. Era stata un'allieva del pensionato
Heger, vide le lettere di CB e ottenne tre dei suoi devoirs.
265 Enid L. Duthie, The Foreign Vision of Charlotte Bront, Londra, Macmillan, 1975, p. 40.
Questi libretti furono rilegati assieme e venduti in una libreria di Bruxelles decenni pi tardi. Ora in
BL.
266 Le varie possibilit in merito ai libretti sono state discusse con Siamon Gordon.
267 Je crois que toute posie relle n'est que l'empreinte fidle de quelque chose qui se passe,
ou qui s'est pass dans l'me du pote. Saggio su La Chute des Feuilles di Millevoye, 30 marzo 1843,
BST 6: 34, pp. 236-246, e BST 12: 65, pp. 376-383. Essays, pp. 244-245.
268 Ibid.
269 Osservazioni di CH al termine del devoir di CB, La Chute des Feuilles, 30 marzo 1843,
BST, 12: 65, p. 382. Essays, p. 248.
270 Introduzione di CB a "La Mort de Napolon", 31 maggio 1843, BST, 12: 64, p. 274.
Essays, pp. 270-271, 282.
271 Master and Pupil, CBP, pp. 237-238; trad. it. Il maestro e l'allieva in Poesie, cit., pp.
411-413. La poesia appare anche come Se malattia il mio corso rallentava nel cap. XXIII di Il
professore, cit., p. 261.
272 A PBB, 1 maggio 1843, LFC, I, p. 297.
273 Madame Heger a K, che era stata nel pensionato nel 1860; Madame lo ricord in una
lettera del 1884. Cfr. Edith M. Weir, "The Heger Family", cit.
274 BST, 12: 64, p. 276.
275 A EN, 1 maggio 1843, LFC, I, p. 260.
276 Grin, CB, cit. p. 192.
277 Il professore, cit., p. 180.
278 Ivi, p. 185.
279 Grin, CB, cit., p. 208. Fraser, CB, cit., p. 171.
280 CB a EN, maggio 1842, LFC, I, p. 260; trad. it. in Lettere, cit., p. 66.
281 Lo disse a EG, Life, p. 151; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., p. 209.
282 Vedi Tom Winnifrith, The Bronts: Romance and Reality, Londra, Macmillan, 1973, pp.
148-153.
283 Mrs Jenkins confid questi dettagli a EG, Life, p. 147; trad. it. in La vita di Charlotte
Bront, cit., pp. 203-204.
284 Le opinioni di CB sulle ragazze belghe sono raccolte in Il professore, cit., capitolo XII.
285 Agnes Grey, Roma Editori Riuniti, 1989, p. 97.
286 V, p. 416.
287 Ricordato da Janet Harper in Weir, "The Heger family", cit.
288 CB a EB, 29 maggio 1843, CBL, I, p. 320.
289 La copia, stampata a Londra nel 1834,  in BPM 36.
290 CB a PBB, 1 maggio 1843, CBL, I, p. 317.
291 CB a EB, 29 maggio 1843, CBL, I, p. 320.
292 V, pp. 163-164.
293 2 settembre 1843, CBL, I, p. 329.
294 MT a EG, 18 gennaio 1856, Stevens, MT, Appendix B.
295 Duthie, op. cit., pp. 43-45.
296 "Athnes Sauve par la Posie": BST, 12: 62, pp. 90-96. Essays, pp. 334-351.
297 Da una lettera in francese non terminata, Ma chre Jane... (forse un devoir
autobiografico) a un corrispondente immaginario. BPM. Non datata, vedi Duthie, op. cit., p. 56. 
simile a un lamento intriso di nostalgia di casa; CB la scarabocchi nella sua copia del General Atlas of
Modern Geography il 14 ottobre, dopo il primo tentativo di dare le dimissioni.
298 CB a EN, 13 ottobre 1843, CBL, I, p. 334.
299 "Lettre d'un pauvre Peintre  un grand Seigneur", 17 ottobre 1843, in Sue Lonoff, "The
Struggles of a Poor and Unknown Artist: A Devoir by Charlotte Bront", BST, 18: 95, pp. 373-382
(1985). Essays, pp. 358-367.
300 A EN? 23 gennaio 1844, LFC, II, p. 3.
301 Sappiamo che copi Parting (Separazione) e Life (Vita) a Bruxelles.
302 Cito qui e pi sotto dalle lettere originali a CH in BL. La lettera del 24 luglio 1844 si trova
in Add MS 38, 732A. CBL, I, p. 357; trad. it. in Lettere, cit., p. 76
303 Suggerito da Ellen Moers, Literary Women, Londra, The Women's Press, 1963, p. 161.
304 Notato da Penny Boumelha, Charlotte Bront, Hemel Hempstead, Harvester, 1990, p. 10,
che sottolinea che sia Frances Henri che Shirley imparano a scrivere nella lingua dei loro amanti.
Boumelha vede questo aspetto nel contesto della dipendenza delle donne del diciannovesimo secolo dagli uomini
preparati per inculcare in loro un linguaggio creativo.
305 Sh, p. 477.
306 A CH, 18 novembre 1845, BL. Add MS 38, 732C. CBL, I, p. 345; trad. it. in Lettere, cit., p.
90.
307 Louise Heger, sua figlia, lo disse a Frederika Macdonald, che lo riport al Dr Nicoll (26
febbraio 1894). Brotherton.
308 V, p. 430.
309 24 luglio 1844, BL. Add MS 38, 723A. CBL, I, p. 355; trad. it. in Lettere, cit., p. 75.
310 Un interessante suggerimento di Fraser, CB, p. 220.
311 BL. Add MS 38, 732D. CBL, I, p. 378; trad. it. in Lettere, p. 80.
312 Quella pulsazione era presente, nell'inglese della met del XVIII secolo, nella voce
appassionata di Clarissa Harlowe, e non sorprende che CB citi Richardson come suo mentore nel 1840
(vedi capitolo 3). Kathleen Tillotson (in Novels of the Eighteen-Forties, Oxford University Press, 1954)
suggerisce che gli anni Quaranta dell'Ottocento furono molto meno segnati dalla pruderie vittoriana
che caratterizz il decennio successivo, ma questa opinione  confutata da Winnifrith con un attento
esame delle recensioni delle Bront, che mostrano un puritanesimo ostile e grossolano gi verso il
finire del decennio del 1840. Vedi The Bronts and Their Background, nei capitoli dedicati alla
pruderie e ai recensori.
313 In una conversazione con l'autrice, marzo 1991.
314 JE, p. 347.
315 BL. Add MS 38, 732A. CBL, I, p. 356; trad. it. in Lettere, pp. 75-76.
316 Mina Laury chiama Zamorna Master (maestro/padrone') nell'ossequioso linguaggio
delle storie romantiche, ma in questo stadio per CB la venerazione era diventata qualcosa di pi
intelligente.
317 Sara Dudley Edwards.
318 24 luglio 1844, BL. Add MS 38, 723A. CBL, I, p. 356; trad. it. in Lettere, cit., p. 76.
319 8 gennaio 1845, BL. Add MS 38, 732D. CBL, I, p. 378; trad. it. in Lettere, cit., p. 79.
320 Ibid.
321 "Frances", CBP, p. 24; trad. it. in Poesie, cit., p. 265.
322 18 novembre 1845. BL. Add MS 38, 732C. CBL, I, p. 434; trad. it. in Lettere, cit., p. 88.
323 Ivi, p. 90.
324 Notato da Frederika Macdonald, 26 febbraio 1894. Brotherton.
325 18 novembre 1845, BL. Add MS 38, 732C. CBL, i, p. 435; trad. it. in Lettere, cit., p. 90.
326 La sensibilit di CH per quanto vi era di indefinibile nelle lettere di CB  espressa
meravigliosamente in una lettera spedita a EN nel 1863, citata ed esaminata nel capitolo 10. Qui CH
afferma che le lettere di Charlotte erano facilmente fraintendibili per la sottigliezza delle sfumature e
l'intimit del tono.
327 CBP, pp. 244-245.
328 Notato da Duthie, op. cit., che nota, inoltre, che il risentimento non  una delle passioni che
CB traspose nei suoi romanzi.
329 Reason, CBP, p. 243; trad. it. Ragione, in Poesie, cit., p. 419.
330 Ivi, p. 421.
331 Vedi Boumelha, CB, cit. p. 19.
332 MT a EG, 18 gennaio 1856, Stevens, MT, Appendix B.
333 MT a EN, 19 febbraio 1849, Berg. Stevens, MT, p. 80.
334 24 marzo 1845, LFC, ii, p. 28.
335 A EN, 2 aprile 1845, LFC, ii, p. 30.
336 A CH, 24 luglio 1844, BL. Add MS 38, 732A. CBL, I, p. 356; trad. it. in Lettere, cit., p. 75.
337 Ibid.
338 BPM. Bon 118 (1-8). Fraser (CB, cit. p. 192) suggerisce che gi a Bruxelles CB utilizz
questo libro di studio di tedesco per trascrivere progetti e bozze. Lo ritengo improbabile, poich CB era
molto accurata nei suoi compiti e nei suoi esercizi: se inizi a scarabocchiare sul libro significa che
stava riutilizzando la carta una volta che la sua funzione di studio era venuta meno.
339 BPM. Bon 118. CBP, pp. 239-240; trad. it. in Poesie, p. 415.
340 Vedi la lettera alla signorina Wooler, 30 gennaio 1846, citata in Life, p. 203; trad. it. in La
vita di Charlotte Bront, cit., p. 265.
341 Sh, pp. 105-106.
342 MT lo raccont a EG (met del 1857). Stevens, MT, Appendix B.
343 CBP, pp. 22-30. Pubblicata originariamente in Poems (1846); trad. it. in Poesie, cit., pp.
273-274.
344 Ci accadde poco dopo che AB era tornata a Haworth, nel mese di giugno. Fa riferimento
al progetto di CB di andare a Parigi in una pagina di fine luglio del suo diario.
345 Brussels exercise book, BPM. Bon 118 (7). Non  nulla pi che la prima pagina di un
romanzo che fu ben presto abbandonato.
346 Il professore, pp. 307-308.
347 A EN, 13 giugno 1845, CBL, I, p. 398.
348 . Scritta in seguito, dopo la pubblicazione di Shirley (1849), nella speranza che venisse
pubblicato anche Il professore (rifiutato ancora una volta da Smith, Elder, and Co.).
349 Ivi, p. 268.
350 Ivi, pp. 293-294.
351 . Ibid.
352 The Half Sisters, II, cap. XII.
353 Sono in disaccordo con l'opinione di Grin (CB, cit., p. 316), che ritiene che la parte finale
di questo romanzo sia particolarmente priva di interesse.
...
.
...
FINE Parte 1.